EBOLA: AUMENTANO I RISCHI DI DIFFUSIONE DELL’EPIDEMIA. OMS INNALZA IL LIVELLO DI ALLERTA
La nuova epidemia di ebola continua la corsa e non si ferma in Congo. Kinshasa
denuncia la morte di 204 persone, i casi sospetti sono 900. L’Oms innalza il
livello di allerta sanitaria da “elevato” a “molto elevato”. Dopo il Congo la
vicina Uganda, che dopo i primi casi accertati ha deciso di chiudere i confini.
Numerosi Paesi africani, compresi quelli mediterranei come la Tunisia, hanno
rafforzato i controlli alle frontiere.
Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros
Adhanom Ghebreyesus ha affermato che mentre la Repubblica Democratica del Congo
(RDC) aumenta la sorveglianza sanitaria nella sua risposta all’Ebola nella
provincia di Ituri, epicentro dell’epidemia soggetta da anni a scontri armati
tra opposte fazioni, quasi 5 milioni di persone vivono in mezzo a conflitti in
corso, di cui un milione sfollati e ammassati in campi profughi. “La violenza
sta costringendo le persone a fuggire, compresi gli operatori sanitari e
umanitari. Questo sta ostacolando gravemente gli sforzi per aumentare il
tracciamento dei contatti con Ebola e identificare le infezioni abbastanza
presto da fornire cure di supporto”, ha aggiunto, sottolineando che
l’insicurezza e la paura in corso stanno anche alimentando la diffidenza
all’interno delle comunità.
Il capo dell’OMS ha affermato che l’OMS e i partner sanitari umanitari
mantengono una presenza in tutta Ituri, anche in alcune delle aree più difficili
da raggiungere e più insicure, dove le comunità stanno affrontando non solo la
minaccia di Ebola, ma anche una vasta gamma di malattie. Tedros ha sottolineato
che fornire un pacchetto completo di servizi sanitari è essenziale – non solo
per soddisfare le esigenze sanitarie urgenti, ma anche per costruire la fiducia
che è fondamentale per un’efficace risposta a Ebola, ha riferito l’agenzia di
stampa Xinhua.
Il ceppo che caratterizza la 17esima epidemia di ebola, dichiarata lo scorso 15
maggio nella Repubblica Democratica del Congo, è particolarmente aggressivo. Si
tratta del Bundibugyo, che prende il nome dall’ omonimo distretto ugandese, dove
è stato identificato per la prima volta nel 2007 e finora non esiste nessun
vaccino per questa variante della patologia. Il 16 maggio, Tedros ha stabilito
che la malattia di Ebola causata dal virus Bundibugyo nella RDC e in Uganda
costituisce un’emergenza di salute pubblica di preoccupazione internazionale.
La valutazione condotta da ActionAid nella provincia di Ituri, nella Repubblica
Democratica del Congo, ha fatto emergere come l’83% delle scuole non dispone di
postazioni per il lavaggio delle mani o per l’igiene specifiche per l’Ebola
mentre l’81% non ha protocolli di risposta o di isolamento attivi e nel 78% non
sono disponibili dispositivi di protezione individuale per insegnanti o
studenti. Inoltre, il 74% degli insegnanti non ha ricevuto alcuna formazione
sull’Ebola e il 67% delle scuole non ha ricevuto nemmeno una visita da parte
delle autorità sanitarie in relazione all’epidemia. Dato estremamente
preoccupante, il 29% delle scuole ha già registrato almeno un caso sospetto di
Ebola o un contatto stretto. ActionAid chiede un intervento umanitario urgente e
localizzato di fronte all’allarmante mancanza di preparazione alla malattia da
virus Ebola nelle scuole e nelle comunità.
Nel “Focus delle 12” in onda questa mattina sulle nostre frequenze Cornelia
Isabel Toelgyes vice direttrice del quotidiano online Africa-express e Emanuele
Crespi responsabile umanitario ActionAidAscolta o scarica