BOLZANO: IL SETTIMO PRESIDIO IN SETTE SETTIMANE CHIEDE DI “RIAPRIRE I CENTRI DI ACCOGLIENZA E LAVORARE SU UN PIANO CASA”
“Riaprire tutti i centri di accoglienza che sono stati chiusi nella provincia di
Bolzano” e i servizi ex Sprar, è la richiesta del settimo presidio che si è
svolto martedì pomeriggio in piazza Municipio. Oltre ai lavoratori migranti
rimasti fuori dai dormitori per i quali da settimane si chiede urgentemente un
tetto, il tema si allarga al diritto all’abitare, data la gravissima crisi in
atto in tutto il Sudtirolo.
È necessario lavorare subito su un “piano casa, non tanto per comprarla” perché
è diventato impossibile, ma “per l’affitto, dato che attualmente il 60-70
percento dello stipendio” viene speso per l’alloggio. “Case che sono sempre più
piccole e sempre più destinate al turismo”: sono infatti 40 milioni i
pernottamenti annuali in Alto Adige.
Nonostante i presidi in corso da sette settimane, le soluzioni finora proposte
dalle istituzioni locali sono superficiali e insufficienti, infatti con la
chiusura dei dormitori invernali centinaia di lavoratori migranti si sono
riversati sul capoluogo altoatesino, che è l’unico centro a disporre di servizi
di bassa soglia.
La prossima assemblea pubblica per il diritto all’abitare, insieme ai compagni e
alle compagne di Abitare Bozen, si terrà mercoledì 20 maggio alle ore 20 presso
lo Spazio 77 di via Dalmazia, 77 f.
Gli aggiornamenti con Matteo, compagno di Bozen solidale. Ascolta o scarica