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Stop temporaneo alle attività forestali in Guinea
> Il governo della Guinea Conakry ha annunciato la sospensione delle attività di > taglio, importazione e trasporto della legna su tutto il territorio nazionale > dall’8 luglio al 30 settembre 2026. La decisione, resa pubblica dal Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile, rientra nel periodo annuale di riposo biologico previsto dal Codice Forestale del Paese. Questa misura riguarda tutti coloro che operano all’interno della filiera del legno, dagli operatori forestali ai trasportatori e ai commercianti, nonché gli enti locali e le popolazioni che vivono nelle aree limitrofe. Secondo il Ministero, questo periodo di riposo biologico consente agli ecosistemi forestali di rigenerarsi, favorendo la salvaguardia del patrimonio naturale del Paese. Le autorità sottolineano che la tutela delle foreste contribuisce a preservare la biodiversità, le risorse idriche e gli equilibri ambientali da cui dipendono le comunità locali. L’iniziativa si inserisce nel piano nazionale di gestione sostenibile delle risorse naturali e incoraggia a vivere le foreste in modo responsabile, riconoscendo il ruolo fondamentale che queste ricoprono per il benessere delle comunità presenti e future. La ripresa delle attività di taglio, importazione e trasporto del legno sarà oggetto di una comunicazione ufficiale al termine di questo periodo di riposo biologico. -------------------------------------------------------------------------------- TRADUZIONE DAL FRANCESE DI LAURA FRESCINA Pressenza Conakry
July 14, 2026
Pressenza
L’estate dell’ascolto: in Emilia-Romagna la musica riscopre la natura, la storia e la cura dell’umano
Da Rimini a Ravenna, fino alla pianura bolognese, una rete di rassegne culturali prestigiose propone un’alternativa etica ai mega-concerti della riviera, il cui impatto antropico mette a rischio habitat dunali e specie protette. Al centro: l’ecologia profonda, la sorellanza e la cura degli spazi comunitari. C’è un’Emilia-Romagna estiva che sfugge alle logiche del turismo di massa, del consumo rapido e dell’intrattenimento rumoroso. È un’area geografica e culturale che, nel mese di luglio, si riscopre legata da un filo invisibile: quello dell’ascolto profondo, dell’intimità e della cura reciproca tra l’essere umano e l’ambiente che lo ospita. Attraverso formati che uniscono la ricerca musicale, la cura dell’umano e dell’ambiente, diverse rassegne nelle province di Rimini, Ravenna e Bologna stanno tracciando una mappa della resistenza culturale, dimostrando come l’arte possa farsi custode del territorio e delle relazioni umane. Sintonizzarsi con la biosfera: il gemellaggio tra “In mezzo scorre il fiume” e “Altissime Voci” Il primo esempio di questa sinergia si manifesta sabato 11 luglio nell’incantevole e protetta cornice dell’Oasi del Quadrone a Medicina (BO), con l’evento Voci d’Acqua: voci d’acqua e sinfonie selvatiche. Non si tratta di un concerto tradizionale, ma di un’escursione sensoriale itinerante e completamente acustica (unplugged) che prenderà il via alle prime luci dell’alba, alle ore 07:00, da località La Vallona. L’appuntamento nasce dal gemellaggio artistico e d’intenti tra due festival regionali improntati all’ecologia profonda: In mezzo scorre il fiume, diretto dalla cantante e ricercatrice Luisa Cottifogli, e Altissime Voci – Festival Musicale tra Terra e Cielo, ideato e guidato da Arianna Lanci, mezzosoprano e responsabile LIPU di Rimini. L’evento vedrà le due artiste e direttrici fondere le proprie voci in un dialogo intimo con il paesaggio sonoro dell’oasi, muovendosi tra le tradizioni locali delle mondine, la poesia e l’improvvisazione vocale. La collaborazione con il Corpo Guardie Ambientali Metropolitane sottolinea la natura non solo artistica, ma civica dell’iniziativa. È l’espressione di una “sorellanza” che mette al centro la custodia della Terra, ricordando alla comunità l’interconnessione profonda tra uomo e biodiversità. Spazi restituiti alla comunità: la memoria sul colle di Rimini Spostandosi verso la costa, ma salendo sui colli di Covignano che dominano la riviera, la cura dell’umano e la valorizzazione del territorio trovano spazio nella seconda edizione di Serate al Colle – Tra cinema, storie e stelle. Promossa dall’Associazione Roveto Ardente APS con l’obiettivo di restituire alla cittadinanza il rinnovato giardino dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Alberto Marvelli”, la rassegna trasforma questo spazio verde in un avamposto di dialogo, silenzio e riflessione collettiva. L’iniziativa anima l’estate riminese attraverso un percorso culturale articolato in cinque giovedì a ingresso gratuito durante tutto il mese di luglio. Il calendario propone un’eterogeneità di linguaggi che spazia dal cinema d’autore all’approfondimento artistico: dopo l’apertura del 2 luglio dedicata alla proiezione di Leggere Lolita a Teheran, il programma prosegue il 9 luglio con un focus incentrato su Giotto e il fumetto. Il 16 luglio la rassegna culmina nell’intreccio narrativo-musicale dello spettacolo L’ascoltastorie, per poi riprendere con la settima arte il 23 luglio con Appuntamento a Land’s End e concludersi il 30 luglio con la pellicola L’Orchestra Stonata. Un mosaico di appuntamenti ideato per riscoprire la dimensione comunitaria e il valore civico della condivisione all’aria aperta. Archeologia della musica  Il viaggio attraverso questa estate dell’ascolto prosegue nel territorio ravennate con un pilastro della programmazione concertistica estiva: la rassegna I luoghi dello Spirito e del Tempo. Attiva da oltre trent’anni e inserita nel prestigioso network europeo REMA (Early Music in Europe), questa manifestazione si distingue per la sua capacità di fondere l’archeologia musicale con la valorizzazione del patrimonio monumentale romagnolo. Organizzato dal Collegium Musicum Classense, il festival persegue l’obiettivo etico di aprire al pubblico cortili, chiese e palazzi storici normalmente non visitabili, trasformandoli in culle di memoria e condivisione. È in questa imponente cornice che giovedì 30 luglio, alle ore 21:00, il cinquecentesco cortile di Palazzo Grossi a Castiglione di Ravenna ospiterà il Trio Lympha con il concerto Harmonia Mundi: il canto degli elementi. Attraverso l’uso di strumenti antichi e rari come il salterio e la nyckelharpa, uniti a percussioni e canti corali, la formazione proporrà un raffinato programma in cui la musica antica si fonde con le tradizioni popolari del mondo. Il filo conduttore della serata sarà il “battito degli elementi”, un concetto filosofico e sonoro capace di legare il misticismo medievale di Ildegarda di Bingen ai canti dei nativi americani. L’evento, ad ingresso a offerta libera, intende dimostrare come le radici musicali di culture, geografie e secoli apparentemente distanti rispondano allo stesso identico stimolo ancestrale: la vibrazione del cosmo e la profonda relazione spirituale tra l’essere umano e la natura. Un modello culturale per il futuro Cosa unisce, dunque, l’alba di Medicina, il giardino comunitario di Rimini e i palazzi storici del ravennate? La risposta risiede nella decostruzione del classico “grande evento” spettacolare a favore di una dimensione più intima, etica e sostenibile. Si avverte la necessità di porre un’alternativa ai mega-concerti che ogni estate si insediano sui litorali: appuntamenti di massa che rischiano di compromettere l’equilibrio delle delicate aree dunali, ecosistemi fragili dove la tutela della biodiversità — come la salvaguardia dei pulli di fratino o la protezione dei nidi di tartaruga marina — dovrebbe essere la priorità assoluta. Un precedente virtuoso in questa direzione viene tracciato ogni anno a giugno da Into the Blue – Sea Life Fest. Giunto nel 2026 alla sua sesta edizione, il festival organizzato da Fondazione Cetacea tra Rimini e Riccione è nato proprio per promuovere la coesistenza sostenibile tra le attività umane e la biologia marina. In questo panorama, tutti i festival citati non si limitano all’aspetto concertistico, ma propongono una musica concepita come strumento di connessione profonda, promuovendo cultura a 360 gradi. Le esecuzioni sonore si arricchiscono così, di volta in volta, di momenti emozionanti che uniscono ricerca (etnomusicologica o scientifica), alternandosi a seminari, conferenze di approfondimento, letture drammatizzate e poesia, offrendo al pubblico occasioni plurali di riflessione. Queste rassegne dimostrano che la musica e l’arte non devono necessariamente consumare il territorio che le ospita, ma possono valorizzarlo, proteggerlo e spiegarlo. In un momento storico segnato da forti crisi ambientali e sociali, in cui l’antropizzazione dei litorali mette a dura prova gli habitat costieri, e in cui tra cementificazione e taglio di alberi si mettono a rischio di alluvioni intere città, l’alleanza tra festival artistici regionali, il supporto reciproco tra artiste impegnate nel sociale e la scelta di dare spazio alla fragilità umana offrono un modello culturale necessario. In un paese in cui molti lavoratori dello spettacolo, per riuscire a sopravvivere, scelgono il silenzio o una “neutralità” che non li esponga pur di non scontentare i committenti per arrivare a fine mese, il successo di queste rassegne lancia un segnale potente. La loro crescente affluenza di pubblico non ha nulla a che fare con i grandi eventi commerciali di massa, rappresenta, al contrario, l’espansione di una comunità consapevole che cerca risposte e condivisione. In Emilia Romagna quest’estate la musica ci invita a fermarci e ad ascoltare, per meditare sul nostro passato… E sul futuro che vogliamo dipingere insieme. Per conoscere tutti gli appuntamenti delle Rassegne musicali citate: * In mezzo scorre il fiume: Per consultare il calendario completo della VII edizione del festival itinerante tra arte, musica e natura guidato da Luisa Cottifogli, è disponibile il portale ufficiale di In mezzo scorre il fiume. * Altissime Voci: Il programma completo del festival musicale dedicato ai rondoni e alla biodiversità urbana, ideato e diretto da Arianna Lanci, si trova sulla pagina Facebook Altissime Voci 2026 * Serate al Colle: Il cartellone completo dei cinque giovedì culturali ospitati nel giardino del Seminario vescovile sul colle di Covignano è raggiungibile sul portale dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Alberto Marvelli”, * I luoghi dello spirito e del tempo: Per esplorare i trent’anni di storia della rassegna europea di musica antica e la scheda del concerto del 30 luglio a Palazzo Grossi, è possibile visitare il sito ufficiale: Collegium Musicum Classense o la pagina Facebook de I luoghi dello spirito e del tempo. * Into the Blue – Sea Life Fest: Per documentarsi sulle attività di salvaguardia della fauna marina romagnola e sui dettagli del festival sulla coesistenza balneare svoltosi a giugno, le informazioni ufficiali e i report dei nidi protetti sono pubblicati direttamente sul sito di Fondazione Cetacea. Redazione Italia
July 10, 2026
Pressenza
TELT racconta la biodiversità dopo aver devastato la Val Clarea
C’è qualcosa di profondamente emblematico nella scelta di TELT di pubblicare un volume dedicato alla biodiversità della Val Clarea. Non tanto perché studiare e documentare il patrimonio floristico di un […] The post TELT racconta la biodiversità dopo aver devastato la Val Clarea first appeared on notav.info.
June 30, 2026
notav.info
Rimini: Grande successo all’ospedale Infermi per il debutto di “Altissime voci”
L’evento, domenica 14 giugno, si è aperto con l’inaugurazione della mostra fotografica collettiva “Tra Terra e Cielo” Un bel successo ha accompagnato il debutto dell’edizione 2026 del Festival ALTISSIME VOCI, ospitato per la prima volta all’Ospedale di Rimini. L’iniziativa, ideata da Arianna Lanci, ha trasformato la struttura sanitaria in un palcoscenico per celebrare la biodiversità urbana, a partire dalla storica colonia di Rondoni pallidi che nidifica nell’edificio, promuovendo il concetto di One Health: la salute umana legata a filo doppio a quella degli ecosistemi. L’evento si è aperto con l’inaugurazione della mostra fotografica collettiva “Tra Terra e Cielo”, trenta scatti sulla natura selvatica locale allestiti nella Galleria del piano smistamento. Al taglio del nastro, per cui è stato simbolicamente usato un nastro da emergenza per richiamare i pericoli che corre l’ambiente, hanno presenziato la direttrice sanitaria Francesca Raggi e l’assessora del Comune di Rimini, Francesca Mattei. A seguire, nella sala Michelangelo, gremita oltre la capienza, l’ornitologa Irene Pellegrino (Università del Piemonte Orientale) ha tenuto una conferenza sui benefici psicofisici derivanti dall’ascolto del canto degli uccelli nei contesti di cura, sottolineando l’urgenza di un regolamento comunale per la tutela della fauna negli edifici. Il pomeriggio si è chiuso con il toccante concerto dell’Ensemble Vocale Canòpea diretto da Arianna Lanci. Le musiche di Luigi Pizzaleo, ispirate al Cantico delle Creature e alla Laudato sì, si sono fuse con i caroselli sonori dei rondoni. Il festival proseguirà domenica 28 giugno al chiostro di San Giuliano con l’esperto Cesare Brizio e un nuovo concerto dedicato ad Alex Langer. Altissime Voci Festival Musicale tra Terra e Cielo Ensemble Vocale Canopea Arianna Lanci Redazione Romagna
June 17, 2026
Pressenza
La natura entra in ospedale: l evento Altissime Voci
Domenica 14 giugno a partire dalle ore 17.30 l’Ospedale “Infermi” di Rimini sarà teatro di un evento culturale dedicato al concetto di ONE HEALTH, l’idea che la salute delle persone non possa prescindere dalla salute degli animali e delle piante. Perché siamo profondamente interconnessi, dipendiamo strettamente dagli ecosistemi in cui viviamo e troppo spesso dimentichiamo che anche la città è un ecosistema da tutelare. La stessa sostenibilità raramente viene associata alle altre specie viventi, restando quindi entro un orizzonte di pensiero rigidamente antropocentrico, incapace di rivelarci la verità di un pianeta in cui ogni forma vivente non è semplice risorsa da sfruttare, ma è parte di un tutto, un tutto vivo e meravigliosamente variegato. Si parla tanto di biodiversità, ma questo parlare non va a “guarire” quella frattura tra umani e Natura che ci accompagna da secoli e che rende la “riconciliazione” con la Natura una necessità sempre più urgente. ALTISSIME VOCI Festival desidera portare la percezione della natura selvatica nella vita delle persone, desidera farlo a partire dall’ascolto, l’ascolto delle voci dei Rondoni, simboli viventi della biodiversità urbana che si lega agli edifici. Una biodiversità preziosa, di cui non si parla abbastanza, nonostante sia in grave pericolo. Irene Pellegrino, ospite per la parte scientifico-divulgativa e Professoressa Associata di Zoologia presso il Dipartimento per lo Sviluppo Sostenibile e la Transizione Ecologica dell’Università del Piemonte Orientale, terrà nella prima parte dell’evento una lezione dal titolo LA MUSICA DEI RONDONI: QUANDO LA NATURA DIVENTA CURA. Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche internazionali, Irene è Presidente del GPSO – Gruppo Piemontese Studi Ornitologici, associazione di riferimento per la ricerca e la divulgazione ornitologica regionale, ed è inoltre socia fondatrice dell’associazione nazionale Monumenti Vivi, che promuove la tutela della biodiversità ospitata negli edifici storici e nei monumenti, favorendo la convivenza tra conservazione del patrimonio architettonico e protezione delle specie selvatiche. Attraverso attività di ricerca, divulgazione e formazione, la Pellegrino contribuisce alla sensibilizzazione del pubblico sul valore ecologico degli ambienti urbani e delle specie che li abitano. Si sta parlando in fondo di cura, di una cultura della cura che abbraccia tutto il vivente. Si sta parlando in fondo di amore, l’amore verso tutte le creature, celebrato nella seconda parte dell’evento con il canto corale e l’esecuzione da parte dell’Ensemble Vocale Canòpea del Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi e di alcuni estratti dell’Enciclica Laudato sì di Papa Franesco, con la musica inedita da Luigi Pizzaleo– pianista, compositore, musicologo e docente di storia della musica presso il Conservatorio di Pesaro. Al di là del particolare e delicato contesto religioso in cui nacque (che esigeva una netta presa di posizione in favore della materia contro ogni sospetto di eresia), il Cantico di Frate Sole ha superato, nei secoli, i limiti di quelle anguste circostanze per diventare un simbolo universale della iocunditas francescana e di un amore per il creato che travalica le dottrine e le fedi. In questa intonazione del Cantico, nel suo visitare stili e linguaggi che vanno dal colore dell’ars nova trecentesca al barocco fino al progressive rock (grazie anche ai particolari timbri strumentali), Pizzaleo ha scelto la strada di un eclettismo con cui ha tradotto, appunto, la portata universale e atemporale del messaggio francescano. Oltre alla divulgazione scientifica e al canto corale, in un concerto in cui il pubblico sarà invitato a prestare ascolto tanto alle voci degli umani quanto a quelle dei Rondoni, ci sarà in apertura dell’evento l’inaugurazione della mostra fotografica collettiva TRA TERRA E CIELO– 30 scatti sulla Natura selvatica nella Provincia di Rimini. La mostra, dopo una prima esposizione presso CastOro Teatro, in occasione dell’anteprima invernale del Festival, si trasferisce in Ospedale nell’idea di rendersi visibile soprattutto al personale ospedaliero e ai pazienti, specie ai pazienti più piccoli. In programma dei veri e propri tour guidati con i pazienti pediatrici, per favorire l’incontro con le “piccole persone” immortalate nelle foto. Appuntamento domenica 14 giugno ore 17.30 all’ingresso dell’Ospedale in via Settembrini 2 Ingresso a offerta libera Per info: 3890570107 Redazione Romagna
June 15, 2026
Pressenza
Si è conclusa domenica 7 giugno la mostra dedicata alle orchidee spontanee di Romagna
In Romagna si contano circa una cinquantina di specie di orchidee spontanee, che sono tutte protette dalla Legge Regionale n° 2 del 1977. In esposizione erano presenti 42 fotografie formato 40×60, montate su cavalletti, che rappresentavano 42 specie di orchidee spontanee presenti dal crinale alle zone umide di Romagna. Il modo migliore per catturare le loro suggestive forme, i brillanti colori e i delicati profumi è solo la fotografia. Oltre 500 visitatori si sono complimentati per l’allestimento della mostra e la bellezza delle foto, il tutto amplificato dalla maestosità dell’oratorio di San Sebastiano. La passione degli autori Ornella Mordenti e Adler Versari per le orchidee spontanee nasce nel lontano 1985, quando, frequentando un corso per diventare Guardie Ecologiche, scoprirono l’esistenza di questi magnifici fiori. Subito rimasero affascinati dai colori e soprattutto dalle forme, molto diverse per dimensioni dalle loro sorelle tropicali che troviamo dai fioristi. Qualche anno dopo scoprirono l’esistenza di un gruppo di persone, a livello italiano, che studiava le orchidee spontanee, il GIROS (gruppo italiano ricerca orchidee spontanee). Si iscrissero e qui conobbero non solo dilettanti, ma anche ricercatori universitari che studiavano le orchidee a livello scientifico e iniziò il loro pellegrinaggio in varie zone del territorio italiano. Su alcune fotografie in mostra appaiono alcuni insetti che si erano appoggiati naturalmente sul fiore. Api, bombi o farfalle si posano sul labello, cercando di raggiungere il nettare nello sperone, toccando così col capo la massa di polline, situata vicino all’imboccatura dello sperone. Alcune orchidee senza nettare (come le Ophrys), per attirare l’insetto, assumono le sembianze dell’esemplare femminile ed emanano un odore che ricorda quello della sostanza secreta dalle femmine di tali insetti. Questi, tratti in inganno, tentano l’accoppiamento col fiore, caricandosi di polline, che deporranno su un’altra orchidea della stessa specie, scambiata per un’altra femmina. Gli autori ringraziano tutti i cittadini che hanno partecipato a questo evento con la loro presenza e le loro belle dediche. Ringraziano inoltre il Vicesindaco e Assessore alla cultura per aver contribuito alla realizzazione di questa mostra, per la sua partecipazione e disponibilità. Un ultimo ringraziamento va alle Associazioni che hanno aderito: il WWF Forlì-Cesena e il GIROS Romagna Montefeltro. Con questa mostra gli autori non desiderano proporre solo una sequenza di immagini a livello fotografico, ma, soprattutto, donare e infondere a chi le osserva una sensazione di bellezza e di amore nei confronti dei suggestivi spettacoli che la natura, ancora, ci offre. Vuole essere uno stimolo a rispettare e proteggere quelle uniche e vere bellezze naturali per tenerle strette nel nostro cuore e tramandarle ai nostri figli. Redazione Romagna
June 11, 2026
Pressenza
Male Adriatico: rigassificatori, opacità e democrazia sospesa
Il festival INTO THE BLUE 2026 apre una crepa nel racconto della “transizione energetica” In un pomeriggio affacciato sull’Adriatico, tra il porto e le spiagge romagnole — dove nidificano specie protette come il fratino e le tartarughe marine — si discute di cloro, gas liquefatto e decisioni prese altrove. Non è solo un confronto tecnico: è il tentativo di ricostruire una catena di responsabilità che, secondo ricercatori, giornalisti e attivisti, si interrompe proprio dove dovrebbe farsi più trasparente. L’incontro “Male Adriatico. Onde di cloro, dal tubo alla carcassa”, ospitato il 7 giugno al Club Nautico di Rimini nell’ambito del festival INTO THE BLUE 2026, mette al centro una domanda: com’è stato possibile avviare il rigassificatore di Ravenna senza una Valutazione di Impatto Ambientale completa, invocando l’emergenza energetica? La tesi che emerge è netta: la cosiddetta transizione energetica si muove in una zona grigia in cui interessi industriali e responsabilità pubbliche si sovrappongono. In questo spazio operano due aziende — Eni e Snam — entrambe partecipate pubbliche ma di fatto autonome nelle scelte operative. La “convenienza” del mare Il nodo tecnico riguarda il funzionamento del rigassificatore. Come ricorda Carlo Franzosini (AMP WWF Miramare) il “ciclo aperto” utilizza acqua marina per riscaldare il gas liquefatto, evitando di bruciare combustibile. Il risparmio — circa 40 milioni l’anno — poggia su una variabile instabile: la temperatura del mare. Negli stessi tre anni di ciclo aperto, a Riccione si registrano picchi di tartarughe con DTS e aumento di schiume: tre volte su tre, ricorda Sauro Pari (Fondazione Cetacea ETS). Non è ancora una prova di correlazione, ma abbastanza per chiedersi: siamo sicuri che sia solo una coincidenza? Un beneficio economico privato che si costruisce sull’esternalizzazione dei costi ambientali: clorazione delle acque, alterazioni degli ecosistemi, sottoprodotti potenzialmente tossici. In questo contesto, le compensazioni ambientali ed economiche rischiano di silenziare il dissenso, è qui che nasce quello che molti relatori definiscono un vero e proprio ricatto: o accetti l’infrastruttura, oppure rinunci a lavoro e opportunità promesse per il territorio. Anche la metodologia dei monitoraggi solleva criticità: effettuati quando l’impianto opera sotto capacità, producono dati che tendono a sottostimare gli impatti e vengono poi utilizzati per giustificare l’espansione. Opacità e controllo Sul piano istituzionale emerge una frattura democratica. Sauro Pari denuncia la secretazione dei risultati delle analisi delle acque: “Non abbiamo potuto vedere nessun dato”. Allo stesso tempo, in parole di Antonio Lazzari, esperto di valutazioni ambientali, vi è un eccesso di documentazione tecnica con una forma di “overload informativo” che svuota la trasparenza di significato, di decine di migliaia di documenti tecnici: una mole tale da rendere impraticabile un controllo effettivo. A questo si aggiunge un limite strutturale: ispezioni e verifiche ambientali sono in larga parte programmate e basate anche su dati forniti dagli stessi gestori. Un meccanismo prevedibile che rischia di ridurre tutto a una mera formalità, dentro un circuito locale chiuso. Quando viene meno un’indipendenza sostanziale, si svuota anche la funzione pubblica. Da qui le proposte emerse: introdurre forme di controllo peer review indipendenti, affidate a organismi scientifici esterni a rotazione, per rompere l’autoreferenzialità dei monitoraggi e restituire verificabilità ai dati. E, come ha ricordato Lazzari, sul piano politico la proposta di RECA (Rete Emergenza Climatica e Ambientale Emilia-Romagna) di riconoscere l’energia come bene comune, per sottrarre le scelte strategiche a una gestione opaca in mano al mondo finanziario e speculativo, e riportarle sotto responsabilità collettiva. In Italia, criteri e priorità dei monitoraggi sono definiti da ISPRA e attuati dalle ARPA, dentro un sistema formalmente regolato ma che seleziona cosa rendere visibile e cosa lasciare nell’ombra. È in questa discrezionalità che si incrina la funzione pubblica del controllo e si apre una frattura tra responsabilità dichiarate e presenza reale delle istituzioni, frattura che si prolunga anche a livello europeo, dove le deroghe convivono con una trasparenza carente. Stato presente, Stato assente È in questo cortocircuito che si colloca l’intervento di Elena Gerebizza di Re:Common: “Lo Stato è dentro e lo Stato è fuori, eppure lo Stato non c’è”. Lazzari lo traduce in una domanda brutale: se è l’amministratore delegato di Eni a sedere ai tavoli internazionali del gas accanto ai Presidenti del Consiglio, anche nei paesi più autoritari, chi è davvero al comando? Circa il 30% di Eni e Snam è sotto controllo statale: lo Stato è insieme regolatore e azionista. Una sovrapposizione che indebolisce il controllo pubblico e solleva un nodo essenziale: chi gestisce davvero risorse pubbliche, e a vantaggio di chi? Ne deriva una frammentazione dei progetti, valutati per parti e non nel loro impatto complessivo, spesso approvati in urgenza con evidenti criticità giuridiche. Questo schema si riflette nella promozione di tecnologie “green” come il CCS, imposte dall’alto come soluzioni climatiche senza un dibattito pubblico e senza un riscontro consolidato su larga scala: la retorica della transizione precede la verifica empirica. È in questo scarto tra beneficio economico e costo ambientale che si incrina l’impianto della cosiddetta transizione energetica. Non è secondario che tutto converga su Ravenna, già hub storico del fossile e oggi candidata a diventare uno dei principali poli europei per lo stoccaggio della CO₂ (progetto Agnes), con l’ambizione di attrarre flussi anche dall’estero. Una concentrazione che solleva interrogativi evidenti: più che ridurre il rischio, lo stiamo intensificando nel nostro stesso territorio. Il MASE qualifica queste infrastrutture come “monopoli naturali”, categoria storicamente riservata a beni essenziali come l’acqua. La transizione assume così i tratti di un dispositivo economico più che ambientale: si accentua la distanza tra chi cura realmente l’ambiente e chi, sotto etichetta green, ne trae vantaggio speculativo. A questo si aggiunge un elemento ricorrente denunciato da vari relatori: la difficoltà, quando non l’impossibilità, di accesso agli atti a livello regionale, nazionale ed europeo. Più che decarbonizzazione, emerge un riconfigurazione del profitto e dell’autoritarismo in chiave green. Alcune di queste infrastrutture vengono classificate come strategiche per la sicurezza energetica nazionale. Questo comporta regimi autorizzativi accelerati e, in alcuni casi, misure di sicurezza rafforzate attorno ai siti, un inquadramento che può limitare trasparenza e partecipazione pubblica. Nel territorio, oggi e domani, restano rischi concreti: infrastrutture ad alta pressione che attraversano aree abitate (a rischio esplosione), ecosistemi fragili sottoposti a stress chimico e termico, fenomeni visibili come l’aumento di schiume marine con ricadute anche sul turismo. Le valutazioni parlano di “rischio minimo”, ma non esplicitano gli scenari in caso di incidente. Il quadro che emerge è quello di una governance in cui benefici e responsabilità non coincidono: i vantaggi economici sono immediati e concentrati in mani private (per i primi 20 anni); i rischi e i costi ambientali e sociali sono diffusi, pubblici e “permanenti”. Una asimmetria che sposta il peso sulle comunità locali e le generazioni future. Co-esistenze: un invito alla vigilanza È in questo contesto che il festival INTO THE BLUE 2026 assume un significato che va oltre la dimensione culturale. Il tema di questa edizione, “Co-esistenze”, propone una riflessione sul rapporto tra esseri umani e ambiente marino, con particolare attenzione alla biodiversità e alla salvaguardia dell’ecosistema adriatico. Marta Abbà, giornalista investigativa e fisica dell’ambiente, ha guidato il dibattito forte delle sue inchieste sull’Adriatico (“Mare nostrum: pescatori croati e italiani alla ricerca di un futuro sostenibile” e l’approfondimento “Mare Adriatico, culla incustodita di biodiversità”), dove documenta l’impatto delle attività umane sulla costa e la fragilità dell’ecosistema marino. L’incontro ha mostrato quanto questo equilibrio sia oggi compromesso. Tra i momenti chiave del festival, spicca l’appuntamento di domenica 14 giugno a Rimini (al mattino), dedicato ai diritti della natura: una prospettiva che propone di riconoscere agli ecosistemi uno statuto giuridico, superando l’idea che siano semplici risorse. In contemporanea sul territorio regionale, un’iniziativa di pari rilevanza emerge dalla “Carovana Diritti e Rovesci” promossa da RECA e AMAS-ER, che si conclude con il Convegno di Bologna del 13-14 giugno, in cui si mettono al centro vari temi: l’energia come bene comune, gli strumenti di partecipazione civica e il punto sulle quattro leggi regionali di iniziativa popolare (riguardanti acqua, energia, ambiente e rifiuti). Partecipare a questi incontri significa esercitare una forma di vigilanza civile. In un tempo in cui aumentano vulnus giuridici e autoritarismo, con decisioni sempre più accelerate a scapito della trasparenza, la partecipazione cittadina e la conoscenza condivisa sono gli strumenti più efficaci per riequilibrare il rapporto tra interesse collettivo e interessi economici privati, speculativi e finanziari. L’Emilia-Romagna e l’Adriatico, da Ravenna a Riccione, con le proprie fragilità e ricchezze, si configurano oggi come il laboratorio di questa tensione. E forse anche il luogo da cui può partire una nuova consapevolezza civile. Approfondimenti: * Conferenza “Male Adriatico”: Guarda il video della diretta , 7 giugno, Rimini – Rete No RIGASS No GNL. * Festival “Into the Blue” 2026 Co.Esistenze: programma completo (PDF), 5–14 giugno, Rimini/Riccione – Fondazione Cetacea ETS * Carovana “Diritti e Rovesci”: programma convegno, 13–14 giugno, Bologna – RECA, AMAS-ER Articoli correlati: * Dalla finta transizione ecologica alla vera transizione bellica: l’Occidente dichiara guerra all’ambiente! Inquadramento del convegno di Ecoresistenze che si svolgerà a Bologna il 20 di giugno 2026 > Dalla finta transizione ecologica alla vera transizione bellica: l’Occidente > dichiara guerra all’ambiente!   Redazione Romagna
June 8, 2026
Pressenza
A Rimini il primo hotel amico dei rondoni
È a Rimini il Primo “Hotel Amico dei Rondoni”. Si tratta dell’Hotel Belvedere Spiaggia di Viserba, una struttura che da decenni ospita una grande colonia di Rondoni nei piccoli fori di areazione del tetto posti sui quattro lati dell’edificio. La proprietaria, Rosangela Passoni, continua a tutelare i piccoli fori dove si riproducono questi strabilianti e poetici concittadini alati. Li tutela anche nella memoria del marito Luca Bersani, che nel momento in cui furono necessari lavori di ristrutturazione scelse di non toccare quei buchi. Ne diamo l’annuncio proprio oggi, nella Giornata Mondiale dei Rondoni, condividendo qualche scatto dalla cerimonia di consegna della “Prima Targa Hotel Amico dei Rondoni” di venerdì scorso. Presenti tanti amici e anche il Comune di Rimini nella persona dell’Assessora Francesca Mattei che ringraziamo. Un momento importante per la nostra comunità, importante simbolicamente, culturalmente e umanamente. È stato bello condividerlo e speriamo ne arrivino tanti altri di questi momenti: momenti in cui ricordarsi, INSIEME, del valore e della meraviglia di convivere con questi messaggeri di pace e di gioia. Si parla tanto di ambiente, ma l’ambiente non è un contenitore vuoto, non è una semplice risorsa da sfruttare: l’ambiente è vivo, è la VITA della Natura tutta attorno a noi, anche in un contesto fortemente antropizzato. Ed è un errore pensare che i Rondoni non ci riguardino. I Rondoni ci riguardano. Ci riguardano eccome. La presenza dei Rondoni si lega alla salute ecosistemica degli spazi in cui viviamo. E non solo, la presenza dei Rondoni si lega persino alla salute del nostro mondo interno: un cielo vivo e risonante è un bene di valore inestimabile e se ce lo dimentichiamo siamo davvero perduti. Ma oltre a questo c’è di più. C’è il diritto delle altre specie viventi ad esistere, ad essere parte del mondo, e a donarci il mistero e la bellezza della loro presenza. Lo scriveva anche Papa Francesco nella sua Enciclica Laudato Sì, cui daremo voce nel prossimo evento del Festival ALTISSIME VOCI presso l’Ospedale Infermi di Rimini domenica prossima, 14 giugno, a partire dalle 17.30. C’è inoltre un altro aspetto cui dare valore nella relazione con questi uccelli: è in gioco infatti, da parte nostra, l’occasione di creare le condizioni di una convivenza che fonda una nuova umanità: un’umanità che prova finalmente a riconciliarsi con la Natura. Tanto più che la biodiversità che si lega agli edifici non viene mai presa seriamente in considerazione. Nonostante sia in pericolo. Nonostante sia così preziosa. Questa iniziativa vuole provare a gettare un seme. Speriamo germogli. E speriamo in tante altre targhe ad altri hotel virtuosi. La nostra proposta al Comune di Rimini è quella di creare un portale dove inserire tutte le strutture alberghiere da noi segnalate: strutture che rispettano i nidi di Rondoni, Rondini e Balestrucci. Perché sempre più proprietari siano incentivati ad agire in questo senso e perché i turisti possano scegliere quegli alberghi che tutelano con gesti concreti la biodiversità. Proprio da Rimini può e deve partire un percorso di valorizzazione di coloro che nell’ambito dell’offerta turistica aiutano la natura selvatica e i benefici ecosistemici che ne derivano. Anzi, possiamo ufficialmente annunciarlo con questa Prima Targa Hotel Amico dei Rondoni: da Rimini questo percorso è già partito!! Speriamo tanto che il Comune colga il nostro invito. Buona Giornata Mondiale dei Rondoni! Ricordate di alzare gli occhi al cielo e di aprire bene le orecchie in ascolto della Altissime Voci! E per chi oggi è a Rimini: unitevi alla nostra camminata urbana, ci sono ancora pochissimi posti! Prenotazioni su whatsapp al numero 3890570107 Arianna Lanci Redazione Romagna
June 8, 2026
Pressenza
Altissime Voci 2026 riprende il volo con il conferimento della prima targa Hotel Amico dei Rondoni
Ci sono storie che vanno raccontate. Storie bellissime, di tutela della Natura, ma soprattutto di relazioni. Dopo le targhe CASA AMICA DELLE RONDINI e CASA AMICA DEI BALESTRUCCI, è in arrivo la PRIMA TARGA HOTEL AMICO DEI RONDONI. Dopo la signora Maria e la signora Giuseppina, è la volta di un’altra donna: Rosangela Passoni, per tutti Rosy, la proprietaria dell’Hotel Belvedere Spiaggia, che da anni “protegge” quei piccoli fori di areazione dove nidificano i Rondoni, li protegge anche nella memoria del marito. L’iniziativa, un unicum a livello nazionale e non solo nazionale, parte da Lipu e Monumenti Vivi Rimini, in sinergia con ALTISSIME VOCI Festival Musicale tra Terra e Cielo, dal 2023 impegnato in una proposta culturale che porti l’ascolto al cuore della relazione tra umani e natura selvatica dentro la città. In occasione della prossima Giornata Mondiale dei Rondoni, il Festival organizza due momenti importanti. * Venerdì prossimo, 5 giugno, a partire dalle ore 19, a Viserba, a due passi dalla spiaggia, la consegna di una targa per premiare un importante gesto di tutela della biodiversità nell’offerta turistica riminese. Perché da Rimini parta un percorso che valorizzi le strutture che si rivolgono a un turismo sensibile verso la vita della Natura. Perché della biodiversità che si lega agli edifici si parla ancora troppo poco, nonostante sia così preziosa e così in pericolo a causa delle ristrutturazioni e delle caratteristiche della moderna edilizia. Questa iniziativa vuole dunque lanciare un segnale preciso: la città è un ecosistema, ogni relazione tra le specie che la abitano va curata, con amore, competenza e attenzione. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare, per conoscere la storia di Rosy, per sentirsi uniti, come comunità, a chi adotta comportamenti virtuosi nella difesa della Natura, anche e soprattutto con ricadute nel turismo. * Domenica prossima, 7 giungo, a partire dalle ore 18.30, sarà la volta della ormai tradizionale Camminata urbana in ascolto e osservazione dei Rondoni, con la guida di Cristian Montevecchi, birdwatcher di grandissima esperienza e socio AsOer in prima linea nella tutela del Fratino. “La poesia del cielo vivo sopra la città” sarà anche l’occasione per conoscere scorci di Rimini inediti e cogliere il valore ecosistemico degli edifici. Prenotazione obbligatoria su whatsapp: 3890570107 Protagonisti in entrambe le date saranno loro, i Rondoni: uccelli migratori che ogni anno a primavera tornano dall’Africa subsahariana per riprodursi nei nostri edifici, rendendoli così scrigni di biodiversità dal prezioso valore ecosistemico. I Rondoni non sono solo bellissimi, si nutrono esclusivamente di insetti volanti come zanzare e mosche: sono nostri alleati, dovremmo conoscerli e aiutarli anziché ignorarli. In questa edizione del Festival centrale sarà il concetto di ONE HEALTH, l’idea che la salute delle persone dipenda strettamente dalla salute degli animali e delle piante: il prossimo evento, domenica 14 giugno, si terrà infatti presso l’Ospedale Infermi di Rimini, grande colonia di Rondoni pallidi! Redazione Romagna
June 1, 2026
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Forlì ospita la mostra “Orchidee spontanee di Romagna” nell’ambito di BiodiversyFest
WWF Forlì-Cesena Dopo il passaggio della carovana di RECA, che ha richiamato l’attenzione sulle criticità ambientali del territorio: dal consumo di suolo alla pressione delle nuove infrastrutture, fino ai rischi legati alla salute dei cittadini e alla tutela del verde urbano e l’interessante convegno del dott. Cianconi sulle conseguenze a livello psichico e mentale che gli eventi estremi derivanti dalla crisi climatica e dalla mancanza di spazi naturali provocano alle persone,  Forlì si prepara ad accogliere un evento che celebra la bellezza della natura e invita a riflettere sul valore della biodiversità. La mostra sulle orchidee spontanee di Romagna, promossa nell’ambito di BiodiversyFest, porterà nel cuore della città un patrimonio naturale prezioso e fragile, da conoscere e proteggere. Suggestive forme, colori brillanti e delicati profumi raccontano il fascino di un fiore straordinario: l’orchidea. Le orchidee spontanee della Romagna comprendono molte specie, simili alle loro cugine tropicali ma di dimensioni più contenute; sono piante terricole che crescono nel terreno in simbiosi con microrganismi fungini. Si tratta di un patrimonio da tutelare, protetto da leggi nazionali, che va osservato e rispettato nel proprio ambiente naturale, senza essere sottratto al luogo in cui vive. Una biodiversità da ammirare da vicino, ma da lasciare al suo posto. La mostra, allestita presso il chiostro di San Sebastiano a Forlì, è composta da 42 fotografie in formato 40x60, montate su cavalletto. L’inaugurazione si terrà mercoledì 27 maggio alle ore 18, alla presenza del vicesindaco e assessore alla Cultura Vincenzo Bongiorno, che porterà i saluti dell’Amministrazione comunale, di Paolo Laghi e Massimo Milandri, che illustreranno le caratteristiche di queste piante. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Amministrazione comunale, WWF Forlì-Cesena e GIROS Romagna Montefeltro e resterà aperta fino al 7 giugno. L’appuntamento rappresenta un’occasione per unire divulgazione, sensibilizzazione e meraviglia, offrendo al pubblico un momento di incontro con la natura e con uno dei suoi simboli più eleganti. In un tempo in cui la crisi climatica e la riduzione degli spazi naturali incidono sempre più sul benessere delle persone, la valorizzazione della biodiversità diventa anche un gesto culturale e civile. Redazione Romagna
May 25, 2026
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