Intervista a Radio Onda d’Urto sulla scuola neoliberista tra militarizzazione e riforma del 4+2
Nella puntata del 16 maggio 2026di Scuola Resistente, Mario Sanguinetti,
promotore del giovane sindacato SSB (Sindacato Sociale di Base) e tra i
fondatori dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università, torna a parlarci della stretta connessione tra professionalizzazione
in chiave “confindustriale” dei tecnici e professionali ridotti a quattro anni e
la scuola vista ormai anche come luogo di addestramento più che di formazione
critica ed educazione ad una cittadinanza attiva.
L’enfasi perdurante data alle cosiddette competenze digitali, le recenti
dichiarazioni di un ex-rappresentante delle industrie armiere, Guido Crosetto,
l’ossessione nel voler cavalcare l’onda dell’artificiale nella vana speranza di
contrastarne le sue ingerenze anchilosanti nei processi di apprendimento e
memorizzazione sono tutti segnali che indicano, come rotta futura, una
mobilitazione culturale, calata dall’alto, intorno ad una “cultura della difesa”
che necessita, appunto, di un reclutamento anche e soprattutto tra i banchi
scolastici.
Se da un lato, tra le varie aziende che vampirizzano il sistema scolastico negli
ITS Academy Leonardo SpA spesso fa capolino, non va mai dimenticato che a Roma,
da tre anni scolastici, va avanti indisturbato un liceo pubblico, il Matteucci,
direttamente sponsorizzato e finanziato da Leonardo SpA con la sua Fondazione
Leonardo – La Civiltà della Macchine, con tanto di “tutor aziendale” e continui
andirivieni degli studenti, tra scuola e azienda. Questo liceo è stato
inaugurato in pompa magna da Luciano Violante.
In tal proposito Mario Sanguinetti, a più riprese, ha ricordato come proprio gli
ambienti cosiddetti progressisti, nel corso degli ultimi decenni, siano stati i
veri protagonisti della creazione di un sistema educativo asservito all’economia
neoliberista, in ultima analisi diremo anche all’economia di guerra, tendente
alla standardizzazione tramite, ad esempio, sistemi di valutazione come
l’INVALSI, ed una visione economicistica del processo educativo.
Si tratta di elementi tutti molto coerenti con, appunto, un’economia di guerra
che richiede come atteggiamento, un rispetto a critico delle norme, (la
cosiddetta “educazione alla legalità”), una citazione passiva di tutti gli
elementi repressivi che si sperimentano in tutte le scuole ormai da anni a
partire dai presidi-sceriffo.
Dal Berlinguer del sistema dei crediti e del 3+2, ad un Renzi della “buona
scuola” in buon compagnia anche di altri ministri sempre del centro-sinistra,
sono innumerevoli gli esempi di deriva neoliberista e liberale nell’impostazione
generale del sistema formativo ed educativo.
Da questo punto di vista, anche la recente ordinanza ministeriale che
sistematizza rendendola più operativa e concreta, la possibilità di anticipare
al quarto anno l’esame di Stato, rappresenta un passo in avanti inaugurato,
appunto, dalla “buona scuola” di Renzi, ma ideato da gestioni precedenti che va
nella direzione di un individualismo competitivo e performante: una sorta di
corsa verso il mondo del lavoro improntata ad una velocità che rappresenta
l’antitesi della formazione non solo culturale ma anche come cittadino-persona
consapevole in stretta relazione/collaborazione con altre persone.
Ascolta qui l’intervista a Mario Sanguinetti per Radio Onda d’Urto.
Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università
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