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Le Opere Scelte di Fidel Castro: un patrimonio per l’umanità
Per il Primo Convegno Internazionale “Fidel: eredità e futuro” che si è tenuto a l’Avana, dal 10 al 13 agosto, nel centenario della nascita di Fidel sono state pubblicati in 23 volumi le “opere scelte” (Obras Escogidas) di Fidel Castro Ruiz a cura del centro Fidel Castro Ritz ed edite […] L'articolo Le Opere Scelte di Fidel Castro: un patrimonio per l’umanità su Contropiano.
September 2, 2026
Contropiano
Il rinoceronte nella stanza
-------------------------------------------------------------------------------- Dalla pag. Instagram itamargov -------------------------------------------------------------------------------- Il 29 agosto ricorre il quarantaseiesimo anniversario della morte di Franco Basaglia. Per ricordarlo, viene in mente un animale: un grande cavallo azzurro. Si chiamava Marco Cavallo e nacque nel 1973 dentro l’ospedale psichiatrico di San Giovanni, a Trieste, dall’incontro tra gli internati, gli operatori e gli artisti che lavoravano con loro. Era fatto di cartapesta, alto quasi quattro metri. Il 25 febbraio di quell’anno varcò i cancelli del manicomio e uscì per le strade della città. Non era soltanto una scultura: era il tentativo di portare fuori ciò che per decenni era stato tenuto nascosto, le persone che l’istituzione aveva separato dal mondo, le loro storie, i loro desideri, la loro voce. Marco Cavallo diventò così il simbolo visibile di una rivoluzione culturale che avrebbe portato alla chiusura dei manicomi. A più di cinquant’anni di distanza, un altro animale enorme sta attraversando una regione europea. Questa volta è un rinoceronte bianco, alto dieci metri e lungo sedici. In questi giorni gira per la Sassonia, fermandosi nelle piazze, davanti ai musei e ai teatri. Si chiama The Rhinoceros in the Room — Il rinoceronte nella stanza. L’espressione inglese “the elephant in the room” indica qualcosa di ingombrante, evidente, impossibile da ignorare, di cui però tutti fingono di non parlare. L’artista Itamar Gov ha sostituito l’elefante con un rinoceronte, richiamando direttamente Eugène Ionesco e il suo dramma del 1959, in cui gli abitanti di una tranquilla cittadina cominciano, uno dopo l’altro, a trasformarsi in rinoceronti. All’inizio sembra un fatto assurdo, poi accade di nuovo, poi sempre più spesso, finché ciò che sembrava inconcepibile diventa la norma e la maggioranza si ritrova trasformata. Il vero problema non è soltanto la comparsa del rinoceronte: è la nostra capacità di abituarci alla sua presenza. Ed è per questo che oggi quel gigantesco corpo bianco attraversa la regione. Non è solo un’opera d’arte: è il punto focale di una mobilitazione. Alla vigilia degli appuntamenti elettorali, con l’avanzata di Alternative für Deutschland, la posta in gioco non riguarda più soltanto le provocazioni o i toni della propaganda, ma un programma politico con proposte precise: ridimensionare il peso della memoria sui crimini nazisti nei programmi scolastici per dare spazio a una narrazione identitaria; tagliare i fondi alle istituzioni culturali che non si allineano; mettere in discussione il Bauhaus e l’inclusione scolastica dei bambini con bisogni particolari; fermare le iniziative antirazziste e prevedere classi separate per i figli dei richiedenti asilo. Molte di queste misure toccano ambiti in cui i Länder hanno piena competenza decisionale. Per questo la risposta è arrivata prima. Da Magdeburgo è nata una rete a cui hanno aderito più di cento realtà: musei, teatri, centri culturali, artisti, comunità religiose e persino la radio-televisione pubblica. La campagna “La cultura è diversità e patria”, promossa tra gli altri dal Kunstmuseum di Magdeburgo, non è una semplice reazione di parte, ma la rivendicazione della cultura come spazio di pluralità e di libertà. Perché quando la politica stabilisce quali storie meritano di essere raccontate, quali idee possono entrare nelle scuole e chi fa parte della comunità, la cultura smette di essere un settore per diventare una questione democratica centrale. Come ha sintetizzato Sabine Schramm, direttrice del Teatro delle marionette di Magdeburgo: «Fermarlo prima che inizi». Prima. È questa la parola decisiva. Aspettare che una deriva autoritaria mostri i suoi effetti compiuti significa spesso accorgersene quando gli spazi di agibilità e di dissenso si sono già azzerati. Perfino la Mitteldeutscher Rundfunk, la TV pubblica regionale, ha scelto un segnale insolito, interrompendo la programmazione con una scritta sui monitor: «Non vedete più nulla? Presto potrebbe succedere». È un monito inquietante che parla del rischio di oscuramento delle voci libere, ma anche di una cecità più profonda: la possibilità di smettere di vedere. Le trasformazioni più pericolose avvengono per gradi. Cominciano dalle parole, da ciò che viene ridefinito “buon senso”, dalla distinzione tra un “noi” e un “loro”, fino ad arrivare all’assuefazione. Ci si può indignare davanti all’orrore improvviso; è molto più difficile cogliere il momento esatto in cui ci si sta abituando all’inaccettabile. Forse è questo che il rinoceronte bianco ci chiede: guardare quello che sta accadendo mentre sta accadendo. Non aspettare che diventi storia o che qualcuno chieda come sia stato possibile. Guardare adesso, leggere i programmi, difendere i luoghi in cui una società può ancora discutere e ricordare, senza confondere la vigilanza con la paura. Vigilare non significa vedere nemici ovunque; significa non smettere di guardare. In questo 29 agosto, ci piace far camminare insieme questi due animali simbolici. Marco Cavallo e il rinoceronte. Il primo è uscito da un luogo recondito per riportare nella città chi era stato escluso. Il secondo attraversa la città per mostrare ciò che rischia di entrarvi. Uno porta fuori gli invisibili; l’altro rende visibile il pericolo. Sono immagini opposte ma complementari, che ci ricordano la stessa verità: la facoltà di guardare è una responsabilità democratica. Quel rinoceronte è ancora lì, enorme e bianco. È il momento di riscoprire una parola antica e necessaria: vigilanza. Non quando il rinoceronte sarà già dentro la stanza. Adesso. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Il rinoceronte nella stanza proviene da Comune-info.
August 29, 2026
Comune-info
Cultura: We Shall Overcome
Da un inno cattolico siciliano del Settecento a un canto gospel afroamericano, fino all'inno dei diritti civili cantato da Joan Baez nel 1963 per la Marcia su Washington per il Lavoro e la Libertà
August 28, 2026
PeaceLink
Elijah e la pantera
Louisiana meridionale, agosto 1847. Il fotografo Henri Mercier sta viaggiando nella regione per documentare la vita nelle piantagioni dei ricchi proprietari terrieri quando in una radura a circa un miglio a sud della piantagione di Bowmont si imbatte in un ragazzo di colore seduto a piedi nudi accanto a una […] L'articolo Elijah e la pantera su Contropiano.
August 28, 2026
Contropiano
“LIBRERIA IN FESTA”: TUTTE LE PUNTATE, SERATA PER SERATA, DI QUANTO SUCCESSO ALLA LIBRERIA DEL GATTO NERO
“Libreria in Festa” è stato il contenitore radiofonico che per tutta la durata della XXXIV Festa di Radio Onda d’Urto (mercoledì 5 – sabato 22 agosto 2026) ha sintetizzato in 30 minuti ogni serata della Libreria del Gatto Nero tra presentazioni di libri e fumetti, incontri, dibattiti, interviste a frequentatrici e frequentatori e tanto altro ancora. Andata in onda ogni pomeriggio, alle ore 13.30, “Libreria in Festa” è ora disponibile anche in formato podcast su Radio Onda d’Urto. Per continuare a seguire tutto l’anno le iniziative radiofoniche e culturali della Libreria puoi seguirla sui social: qui la pagina Instagram mentre qui c’è la pagina Facebook. Di seguito, tutte le puntate: libreria in festa 1 libreria in festa 2 libreria in festa 3 libreria in festa 4 libreria in festa 5 libreria in festa 6 libreria in festa 7 libreria in festa 8 libreria in festa 9 libreria in festa 10 libreria in festa 11 libreria in festa 12 libreria in festa 13 libreria in festa 14 libreria in festa 15 libreria in festa 16 libreria in festa 17 libreria in festa 18
August 24, 2026
Radio Onda d`Urto
Cultura: Per Francesco Guccini
Era un compagno di lotte nonviolente, Francesco Guccini. Non solo il poeta, il musicista, l'osservatore acuto della società e dei costumi. Il suo impegno di artista è stato anche un impegno morale e politico per la liberazione dell'umanità.
August 7, 2026
PeaceLink
Tre ricordi diversi per Francesco Guccini
Ieri ci ha lasciato, all’età di ottantasei anni, Francesco Guccini. Musicista e scrittore, Guccini è stato uno dei massimi esponenti del cantautorato “impegnato” e politico italiano. Di seguito proponiamo tre brevi scritti di compagni, che ne hanno voluto tracciare un ricordo ciascuno a modo proprio. ******** Ci lascia Francesco Guccini. […] L'articolo Tre ricordi diversi per Francesco Guccini su Contropiano.
August 7, 2026
Contropiano
Cultura: La censura sul romanzo "Come fu temprato l'acciaio"
Il miraggio dell’Uomo Nuovo nell’URSS è al centro del romanzo di Ostrovskij pubblicato nel 1936, ambientato nella guerra civile russa. E' introvabile nelle biblioteche e nelle librerie ucraine. E non si può scaricare nemmeno da Internet per i blocchi imposti da Kiev ai server russi.
July 31, 2026
PeaceLink
Dai fatti di Porzûs a Gladio e oltre, sino alla strage di Bologna
Alessandra Kersevan, autorevole storica delle vicende del confine orientale durante la seconda guerra mondiale e negli anni successivi, si ripresenta ai lettori con un nuovo libro relativo agli accadimenti del 7 febbraio 1945 sul monte Topli Uorch, più noti in seguito come i fatti di Malga Porzûs. Il libro Porzûs […] L'articolo Dai fatti di Porzûs a Gladio e oltre, sino alla strage di Bologna su Contropiano.
July 30, 2026
Contropiano