Tag - chernobyl

Zone proibite e sopravvissuti: immaginario e realtà
Proprietà pirata. L’apocalisse e il labirinto di Maurizio Fantoni Minnella Esistono luoghi in ogni angolo del mondo, che per certe loro caratteristiche intrinseche, è possibile situare tra gli spazi quotidiani, a noi familiari, e taluni scenari apocalittici a cui ci ha abituato quello che viene definito come “survivor’s movie”, cinema dei sopravvissuti. Quello che, in modo quasi seriale, nel senso
I Pò di Marino: iniziativa 40 anni dopo Chernobyl
ll CSOA Ipò di Marino (RM) situato nella sua nuova sede di Via Capo d'Acqua 2, ospita un'iniziativa dedicata ai 40 anni dopo Chernobyl. La serata prevede una discussione, un aperitivo e la proiezione del film Raspdan. Ne parliamo con Daniele del centro sociale. 
May 20, 2026
Radio Onda Rossa
40 anni dopo Chernobyl: perché ci opponiamo all’energia nucleare e alle armi nucleari
Abbiamo partecipato all’azione “Chernobyl Path” a Vilnius, organizzata dai bielorussi residenti in Lituania. Il 26 aprile ricorreva il 40° anniversario del più grande disastro tecnologico nucleare della storia: l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl. Sebbene la centrale si trovi geograficamente in Ucraina, la Bielorussia ha subito i danni maggiori a causa delle condizioni meteorologiche. La nostra posizione: “Our House” si è sempre opposta con fermezza a: * la costruzione di centrali nucleari, soprattutto sotto regimi autoritari * il trasferimento di armi nucleari a tali regimi, comprese quelle tattiche * la tolleranza zero verso qualsiasi arma nucleare nel mondo. Abbiamo aderito all’azione con questa posizione e abbiamo preparato diversi tipi di manifesti. Ho acceso una candela nera in memoria delle vittime. Il disastro di Chernobyl ha causato una contaminazione radioattiva di quasi 150.000 km², mentre circa 5.000 km² sono diventati una zona di esclusione con le restrizioni più severe.   La distanza tra Chernobyl e il confine bielorusso è di soli 11 km. Da Minsk circa 330 km. Da Vilnius, dove si è svolta l’azione (NdR: Chernobyl Path), meno di 490 km. Nel 1986, un reattore RBMK esplose nella centrale. Questo tipo di reattore utilizzava barre di grafite per controllare la reazione, oltre all’acqua. A un certo punto, l’acqua poteva interferire con l’inserimento delle barre di grafite. Queste barre fungevano da freni del reattore. Quando i freni si guastavano, il disastro diventava inevitabile, e così accadde. Reattori simili erano in funzione in altre centrali, tra cui la centrale nucleare di Ignalina in Lituania. Secondo il rapporto INSAG-7 dell’AIEA, già nel 1983 era stato identificato il cosiddetto effetto di feedback positivo (effetto scram positivo), che in seguito divenne uno dei fattori chiave del disastro di Chernobyl. Lo stesso reattore RBMK era considerato ad alto rischio: incidenti si verificarono presso la centrale di Leningrado (1975), a Chernobyl (1982, 1984) e a Ignalina. Le centrali nucleari vengono spesso presentate come ecocompatibili, ma questa è una semplificazione eccessiva. Nell’Unione Sovietica, il settore nucleare faceva parte di un sistema chiuso, supervisionato da un ministero separato. Le centrali nucleari non esistevano isolate: erano parte di un’industria più ampia, uno dei cui prodotti finali era il plutonio e l’uranio per uso bellico. Le informazioni sugli incidenti nucleari venivano spesso occultate. Le vittime ricevevano diagnosi errate ed erano costrette a firmare accordi di riservatezza. Molte persone morivano e persino i medici a volte non conoscevano le vere cause, a causa della segretezza. Oggi gli standard di sicurezza sono migliorati, ma i rischi non sono scomparsi. Inoltre, l’efficienza economica dell’energia nucleare è sempre più messa in discussione. In alcuni casi, il costo di smantellamento di una centrale supera i profitti generati durante il suo funzionamento. La Bielorussia continua a perseguire progetti nucleari, nonostante permangano serie preoccupazioni in materia di sicurezza e trasparenza. Durante la costruzione della centrale nucleare bielorussa: * un recipiente del reattore è caduto (2016) * l’attrezzatura è stata danneggiata durante il trasporto Dopo l’avvio, sono stati ripetutamente segnalati arresti, disconnessioni e periodi di inattività. L’autorità di regolamentazione lituana (VATESI) ha ripetutamente segnalato guasti ricorrenti e mancanza di trasparenza. A causa della chiara discrepanza tra gli elevati rischi e i discutibili benefici, “Our House” sostiene l’abbandono graduale dell’energia nucleare. Continueremo a partecipare alle iniziative pubbliche e a parlare apertamente di questi temi. Olga Karatch Peacelink Telematica per la Pace
April 28, 2026
Pressenza
26 aprile: Webinar su Chernobyl e «umanicidio»
Discussione promossa da «Disarmisti esigenti» Webinar 40 anni da Chernobyl – prevenire l’umanicidio da nucleare https://us06web.zoom.us/j/89796821634?pwd=Fb36vXVteJqEkJOx8xb1VNC1FdHNBh.1 Domenica 26 aprile – dalle 16 alle 20 Proposta di scaletta (non definitiva, work in progress soggetto a integrazioni e modifiche) per il Webinar promosso dai Disarmisti esigenti: A 40 anni da Chernobyl, oltre l’atomo civile e militare, per il futuro umano della “terrestrità”