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Comune di Cattolica: uffici in sofferenza, lavoratori sotto pressione
Quando a pagare sono dipendenti e cittadini UN DISAGIO CHE NON SI PUÒ PIÙ IGNORARE Da tempo la FP CGIL di Rimini segnala una situazione di crescente difficoltà all’interno del Comune di Cattolica. Una condizione che riguarda prima di tutto le lavoratrici e i lavoratori dell’ente, ma che inevitabilmente rischia di finire per incidere anche sulla qualità dei servizi che ogni giorno vengono garantiti alla cittadinanza. Dietro gli sportelli, negli uffici, nelle scuole, nei servizi demografici, nella polizia locale, nei settori tecnici e operativi, ci sono persone che ogni giorno fanno il possibile per assicurare risposte, continuità e presenza. Lo fanno spesso in condizioni sempre più difficili: organici ridotti, carichi di lavoro aumentati, responsabilità crescenti e strumenti non sempre adeguati. Non è una percezione isolata. È una realtà che emerge con forza dal confronto quotidiano con il personale. MENO DIPENDENTI, PIÙ LAVORO PER CHI RESTA Negli ultimi anni il Comune di Cattolica ha visto progressivamente ridursi il numero di dipendenti in settori fondamentali. Una carenza che pesa su servizi essenziali e che si traduce in una pressione costante su chi è rimasto. Quando manca personale non si fermano le richieste dei cittadini, non diminuiscono le pratiche, non si alleggeriscono le responsabilità. Semplicemente, tutto si scarica su un numero sempre minore di lavoratrici e lavoratori. Questo significa ritmi sempre più pesanti, difficoltà nel conciliare qualità del lavoro e tempi richiesti, maggiore esposizione a stress e affaticamento. E quando un ufficio è costretto a lavorare costantemente in emergenza, a risentirne è l’intera comunità. I SEGNALI DEL MALESSERE SONO EVIDENTI Sempre più dipendenti chiedono supporto psicologico. Crescono le richieste di mobilità verso altri enti. Uffici che si svuotano, professionalità costruite nel tempo che scelgono di andarsene. Sono segnali che non possono essere liquidati come episodi isolati. Quando chi lavora in un ente pubblico sceglie di cercare altrove condizioni migliori, il problema non riguarda solo la singola persona: significa perdita di competenze, esperienza che si disperde, servizi che si indeboliscono. A tutto questo si aggiunge una diffusa sensazione di mancato ascolto. Troppe delle criticità segnalate in questi anni sono rimaste senza risposte concrete. LE CONSEGUENZE DI SCELTE PRECISE Questa situazione non nasce per caso. È il risultato di decisioni stratificate nel tempo: contenimento della spesa, mancato turnover, investimenti insufficienti sul personale, limitate prospettive di crescita professionale. Per anni si è chiesto ai dipendenti pubblici di fare di più con meno risorse. Di reggere carichi crescenti senza un adeguato riconoscimento economico e professionale. DISUGUAGLIANZE CHE PESANO SUL CLIMA INTERNO C’è poi un tema che non può essere taciuto. All’interno dell’ente si stanno ampliando disparità economiche difficili da giustificare. Alcuni settori beneficiano di incentivi significativi, mentre la maggior parte dei dipendenti – in particolare chi lavora quotidianamente a contatto con il pubblico – continua a sostenere carichi elevati senza alcun riconoscimento aggiuntivo. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che rappresentano il volto dell’amministrazione verso i cittadini, che gestiscono relazioni, problemi, urgenze e richieste quotidiane. Anche per loro servono valorizzazione, investimenti, formazione e prospettive. SICUREZZA E CONDIZIONI DI LAVORO: SERVONO RISPOSTE Abbiamo più volte segnalato criticità relative agli ambienti di lavoro, come nel caso di Palazzo Mancini, dove il deterioramento di alcune strutture rappresenta un rischio concreto per il personale. Anche su questo fronte attendiamo interventi chiari. La sicurezza sul lavoro non può essere rinviata, né trattata come una questione secondaria. INVESTIRE NEI LAVORATORI SIGNIFICA INVESTIRE NEI CITTADINI Il benessere organizzativo non è un tema interno riservato agli addetti ai lavori. Quando chi lavora negli uffici comunali è messo nelle condizioni di operare bene, ne beneficiano direttamente i cittadini: tempi più rapidi, servizi più efficaci, maggiore capacità di risposta. Per questo chiediamo un cambio di passo reale. Servono assunzioni, un riequilibrio delle risorse, percorsi di valorizzazione professionale, investimenti nella formazione e soprattutto un confronto serio e costante con le rappresentanze dei lavoratori. LA POLITICA SI ASSUMA LA PROPRIA RESPONSABILITÀ Occorre riconoscere che il malessere che oggi attraversa la struttura del Comune di Cattolica è anche il frutto di precise scelte amministrative. La FP CGIL Rimini continuerà a portare queste istanze ai tavoli di confronto con l’amministrazione, chiedendo interventi concreti e immediati. Difendere la dignità del lavoro pubblico significa difendere la qualità dei servizi e il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.   Rimini, 6/5/2026   FP CGIL Rimini Segretaria generale Ornella Giacomini Redazione Romagna
May 7, 2026
Pressenza
Memoriale della Nakba, la catastrofe della Palestina dal 1948 al 2026
Finché c’è occupazione non c’è pace Si terrà a Rimini presso la sede della CGIL in via Caduti di Marzabotto 32, giovedì 15 maggio 2026, alle ore 20, il terzo Memoriale della Nakba della Palestina. La parola araba Nakba significa catastrofe – come la parola ebraica Shoah. Con questa parola i Palestinesi designano la pulizia etnica operata dai sionisti e dall’esercito Israeliano ai loro danni nel 1948. Nakba è l’espulsione dalla propria terra di metà della popolazione Palestinese, la cancellazione di metà dei loro villaggi, lo spopolamento delle città, l’urbicidio, le stragi, i crimini di guerra e contro l’umanità, gli atti di terrorismo, pianificati e commessi dagli Israeliani. Il giorno del ricordo della Nakba è il 15 maggio, il giorno seguente a quello della costituzione dello stato di Israele e della dichiarazione di indipendenza. Ma la pulizia etnica è stata anche un memoricidio, un tentativo di cancellare la memoria del popolo Palestinese, il legame storico con la sua terra, il diritto a vivere libero sulla propria terra. E ricordare la Nakba è proibito ai Palestinesi in Palestina. Ma la Nakba è continuata con l’occupazione e il furto di terre e di case in Cisgiordania, a Gaza e a Gerusalemme, per fare posto alla colonizzazione Israeliana, sempre più invasiva e crudele. La catastrofe continua oggi con il genocidio in atto a Gaza; con una apocalisse fatta di massacri, distruzioni, espulsioni e sfollamenti di massa, in tutta la Palestina occupata, perché la maggior parte degli Israeliani vuole “finire il lavoro iniziato nel ‘48” per instaurare uno stato per soli ebrei, per cancellare la Palestina e i Palestinesi. Con la complicità di Usa, Unione Europea, Italia. Proprio per questo proponiamo ancora una volta un Memoriale della Nakba, perché sentiamo l’obbligo morale di riconoscere e sostenere il diritto del popolo Palestinese a vivere libero sulla sua terra, il suo diritto all’autodeterminazione. Una memoria non rivolta al passato ma al presente e al futuro, un impegno per la fine del genocidio, il rispetto del diritto internazionale, la decolonizzazione della Palestina, la fine dell’impunità di Israele. L’evento prevede l’incontro con Manal Tamimi e Bilan Tamimi, attivisti Palestinesi dei comitati popolari di lotta non violenta della Palestina occupata, in dialogo con Michela Monte, giornalista e partecipante della Global Sumud Flotilla, e con la Cittadinanza. Organizza AssoPace Palestina, con l’adesione di ReArm, di Rete Pace e del Comitato per la liberazione di Marwan Barghouti, e con il patrocinio del Comune di Rimini.
Rimini. Presentata delibera per il salario minimo ai lavoratori stagionali
La mattina del 21 aprile Potere al Popolo Rimini ha protocollato in Comune una proposta di deliberazione consiliare di iniziativa popolare.  Tra due settimane riaprono gli stabilimenti balneari e comincia la stagione turistica, che a Rimini significa decine di migliaia di lavoratori tra alberghi, ristoranti, stabilimenti, bar, strutture ricettive con […] L'articolo Rimini. Presentata delibera per il salario minimo ai lavoratori stagionali su Contropiano.
April 25, 2026
Contropiano
Emilia-Romagna: in carovana fino al 14 giugno
Mentre a Ravenna la mobilitazione continua (ne scrive Manuela Foschi con un bel dossier fotografico) gli appuntamenti per ragionare su «diritti e rovesci» attraversano tutta la regione Per liberare Ravenna da armi e industria fossile  di Manuela Foschi Extinction Rebellion due giorni fa a Punta Marina ha detto «No alle armi a Ravenna e No alla industria fossile» di cui