Amianto e mesotelioma: al 30 giugno 2026 sono 3.860 i casi in Emilia-RomagnaAmianto e mesotelioma: al 30 giugno 2026 sono 3.860 i casi in Emilia-Romagna,
173 a Rimini, ma la mappatura amianto del territorio resta incompleta.
Pubblicati dal COR-RENAM Emilia-Romagna i dati del Registro Mesoteliomi
aggiornati al 30 giugno 2026, a cura di R. Perduri, C. Storchi, L. Mangone, P.
Giorgi Rossi
Mesotelioma: di cosa si tratta | Il mesotelioma maligno (MM) è un tumore raro ma
strettamente correlato all’esposizione, anche modesta, alle fibre di amianto.
Nonostante il bando dell’amianto in Italia (legge 257/1992), il lungo tempo di
latenza – oltre 40 anni – continua a determinare nuove diagnosi. In
Emilia-Romagna la sorveglianza è garantita dal Registro Mesoteliomi (ReM),
istituito nel 1995 e operativo dal 1996 presso l’Ausl-IRCCS di Reggio Emilia,
che funge anche da Centro Operativo Regionale (COR) della rete nazionale ReNaM.
Amianto e mesotelioma in Emilia-Romagna e a Rimini | Al 30 giugno 2026 il
Registro ha archiviato complessivamente 4.657 casi, di cui 4.448 confermati come
mesoteliomi maligni; al netto dei casi antecedenti al 1996 e dei non residenti,
l’analisi riguarda 3.860 casi diagnosticati in cittadini dell’Emilia-Romagna.
L’andamento recente conferma il trend: 156 casi nel 2023 (dato stabilizzato),
143 nel 2024 (ultimo anno consolidato), 114 nel 2025 (dato provvisorio) e già 53
nuovi casi nel solo primo semestre 2026. La media annua è passata dai 77,25 casi
del 1996-1999 ai 153,6 del 2020-2024, con un picco negli ultimi dieci anni.
Nella provincia di Rimini, che registra il tasso più basso in regione per gli
uomini (2,2 casi ogni 100.000 abitanti, contro una media regionale di 4,4), dal
1996 sono stati diagnosticati 173 casi, 103 dei quali di origine professionale;
17 legati a esposizioni non professionali (11 familiari, 2 ambientali, 4
extra-lavorative), mentre i restanti 53 risultano di esposizione improbabile,
ignota, da definire o non classificabile.
A livello regionale, i settori produttivi più coinvolti restano l’edilizia
(13,9% dei casi ad esposizione professionale), la costruzione e riparazione di
rotabili ferroviari (9,7%), l’industria metalmeccanica (8,8%) e l’industria
alimentare/zuccherifici (8,1%), a conferma di come l’amianto abbia riguardato
lavorazioni molto diverse tra loro.
Lavoro, amianto, mesotelioma: che fare
All’interno della Camera del Lavoro CGIL è possibile avere informazioni e fare
segnalazioni in relazione all’esposizione o alla presenza di amianto sul
territorio: basta contattare lo Sportello AFeVA (associazione familiari e
vittime amianto), al 0541779912 oppure scrivere a rimini.afeva@er.cgil.it.
Per gli ex esposti all’amianto è inoltre attivo gratuitamente l’Ambulatorio
Amianto di Rimini dell’Azienda AUSL Romagna, dove è possibile attivare uno
specifico protocollo di sorveglianza sanitaria. Per accedere al servizio, senza
prescrizione medica, è necessario l’invio di un modulo scaricabile dal sito
dell’Ausl Romagna o disponibile allo Sportello AFeVA di Rimini.
Il ruolo delle amministrazioni locali
Restano dunque centrali, come previsto dalle linee guida del “Piano regionale
amianto”, la mappatura completa dell’amianto ancora presente in provincia di
Rimini e la piena attuazione del Piano stesso, a oggi non ancora completata sul
territorio.
Cgil Rimini e AFeVA Rimini
Redazione Romagna