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Lavoricidio: 10 morti in due giorni
Articoli e analisi di Carlo Soricelli (*). A seguire una poesia di Yuleisy Cruz Lezcano per ricordare Andrea Di Risio. Il bollettino di questa guerra silenziosa continua ad aggiornarsi con una frequenza spaventosa. In sole 48 ore abbiamo registrato altri 10 lavoratori che non sono tornati a casa. LE TRAGEDIE DI IERI (5 VITTIME) Ayoub Abourabil (31 anni): operaio di
October 16, 2026
La Bottega del Barbieri
Spesa senza Conad
Anche da Rimini parte il boicottaggio di Conad, responsabile della distruzionedi Bosco ospizio a Reggio Emilia Il 30 settembre a Reggio Emilia le ruspe della Conad sono entrate nel Bosco Ospizio: 4,5 ettari di verde urbano sono stati distrutti per fare spazio a un nuovo supermercato. Un disastro ecologico di cui si sono resi responsabili Conad e l’amministrazione comunale di centro sinistra. Il copione è sempre lo stesso, si chiama speculazione edilizia: la nostra Regione campionessa nel consumo di suolo è diventata ormai un’esperta. Hanno distrutto un bosco. Hanno abbattuto alberi che avevano decenni di vita: li hanno sacrificati per il profitto. Nel pieno della crisi climatica hanno abbattuto alberi, ucciso e spaventato piccoli animali, devastato la biodiversità, consumato suolo: il tutto in nome del profitto. Il Bosco ospizio era un’area verde, un polmone spontaneo che sorgeva lungo la via Emilia verso Modena, un tempo parco che circondava l’Ospizio cittadino poi dismesso e demolito. Negli anni quell’area si era rinaturalizzata formando un’area boschiva denominata appunto “Bosco Ospizio”, ricca di alberi di alto fusto, di una vegetazione arbustiva e di una importante comunità animale: una vera e propria isola di biodiversità nella città di Reggio Emilia. Nel 2015 Conad Centro Nord acquista in un’asta pubblica l’area edificabile di 45.000 mq e viene siglato un ATTO DI ACCORDO tra Conad e Comune per la realizzazione di un polo con un mix di attività commerciali e di attività pubbliche, per un totale di 13.000 mq di superficie cementificata. Aggiungendo a questa superficie le aree di sosta, i parcheggi e la viabilità interna si raggiunge una superficie impermeabilizzata di circa 31.000 mq. Ciò significa che quasi il 70% dell’intera area “Bosco Ospizio” verrebbe a perdere la sua funzione di polmone verde nel cuore della città. L’8 ottobre il Consiglio di Stato deciderà sul resto. Non può finire così. Uniamoci a difesa di quel che resta di Bosco Ospizio, pretendiamo che Conad arresti immediatamente i lavori. Un bosco urbano non è un vuoto da “rigenerare”, ma un bene comune, un servizio ecologico a beneficio di tutte e tutti. Come associazioni riminesi impegnate nella difesa della natura, e del bene comune, aderiamo alla campagna nazionale “Spesa senza Conad” lanciata dall’Assemblea del Bosco Ospizio. Invitiamo tutte e tutti a boicottare Conad. Il bosco non c’è più, ma la protesta continua. Perché non possiamo più accettare questo scempio ai danni della salute pubblica. Vi aspettiamo sabato mattina alle 9 davanti al Conad Superstore in Via della Fiera 50, a Rimini: venite con noi a fare volantinaggio per informare e sensibilizzare quante più persone possibile su quanto accade a Bosco Ospizio. È una storia che riguarda tutte e tutti noi. Associazioni e realtà cittadine che aderiscono al boicottaggio: Lipu Rimini, Monumenti Vivi Rimini, Rimini EcoSocialista, Greenpeace Gruppo Locale di Rimini, Wwf Rimini, Casa del popolo Macondo, Casa Madiba Network. Greenpeace International
October 7, 2026
Pressenza
Macroaggregazioni dell’arenile: quale spiaggia vogliamo per il futuro?
Il nuovo Piano dell’Arenile di Rimini apre alla possibilità di realizzare macroaggregazioni che possono interessare tratti di spiaggia di 200-250 metri, concentrando al loro interno diverse funzioni: pubblici esercizi, chiringuito, attività sportive e, in determinate condizioni, anche piscine.  Non siamo contrari alla riqualificazione degli stabilimenti balneari e non pensiamo che tutela ambientale e turismo debbano essere messi in contrapposizione.  Ma proprio perché stiamo parlando del futuro dell’arenile riminese, crediamo sia necessario porre alcune domande.  La stessa ValSAT del Piano dell’Arenile riconosce che le trasformazioni e l’aumento delle funzioni possono produrre effetti sul traffico, sulle emissioni, sul rumore e sui consumi idrici.  Per questo non ci sembra sufficiente limitarsi a sostenere che le macroaggregazioni possono migliorare la qualità degli stabilimenti o ridurre una parte delle superfici impermeabili.  Qual è il bilancio ambientale complessivo di una macroaggregazione?  Quanto aumenta la pressione sull’arenile?  Quanti nuovi utenti e quali nuove funzioni vengono concentrate in 200 o 250 metri?  Quali saranno i consumi idrici ed energetici?  Quale sarà l’impatto sulla mobilità e sulla sosta?  Quanto spazio verrà realmente destinato a verde, permeabilità e rinaturalizzazione?  E soprattutto: quanto della maggiore pressione turistica viene effettivamente compensato da interventi ambientali misurabili?  Per noi la questione non è soltanto urbanistica. È una questione di modello di sviluppo.  Siamo abituati a considerare la spiaggia soprattutto come uno spazio destinato alla produzione di servizi turistici. Ma i cambiamenti climatici ci impongono di guardarla anche come una vera e propria infrastruttura climatica: uno spazio capace di contribuire alla resilienza della città, alla permeabilità, alla biodiversità, alla mitigazione del calore e alla qualità della vita.  Per questo chiediamo che, prima di procedere con le singole macroaggregazioni, siano resi pubblici e facilmente comprensibili i dati relativi al loro bilancio ambientale, confrontando situazione attuale e situazione prevista.  Non basta sapere quanto cemento viene tolto.  Dobbiamo sapere che cosa viene messo al suo posto.  Perché “meno cemento” non è automaticamente sinonimo di rinaturazione.  Rimini ha l’occasione di scegliere se il futuro della sua spiaggia sarà semplicemente quello di concentrare e qualificare ulteriormente l’offerta turistica, oppure se saprà utilizzare la trasformazione dell’arenile per costruire una città più resiliente ai cambiamenti climatici.  La spiaggia del futuro non può essere progettata soltanto in funzione del turismo. Deve essere progettata anche in funzione del clima, della natura e della qualità della vita dei cittadini.    Rimini Ecosocialista Redazione Romagna
October 5, 2026
Pressenza
Spiagge: la corsa al bando non tagli fuori il lavoro
Stanno suscitando grande dibattito i contenuti della bozza di “bando tipo” per le future concessioni balneari. La bozza sarebbe stata elaborata dal Ministero dei trasporti e delle infrastrutture e – da quello che sembra di capire – sarebbe all’attenzione di alcuni soggetti qualificati come amministrazioni locali e portali specializzati. In generale vale sempre la pena evidenziare che queste modalità di comunicazione tagliano sistematicamente fuori dalla consultazione dei documenti ufficiali i portatori di interessi generali che insistono sulle spiagge, e qui ci riferiamo a chi rappresenta i lavoratori del comparto. I punti critici di merito | Per quanto ci troviamo a commentare informazioni indirette, è comunque doveroso un commento rispetto a ciò che – se confermato dagli atti ufficiali – non sarebbe assolutamente tutelante per i lavoratori stagionali e non solo. Sembra che nei futuri bandi le clausole sociali – pur presenti – saranno relegate a mera premialità e dunque non a vincoli pregiudiziali. L’esempio concreto è che sembra non esserci alcun tipo di obbligo di assunzione dei lavoratori precedentemente impiegati a vario titolo dai concessionari uscenti, che siano annuali o stagionali. Viceversa vi è una sorta di scambio tra lavoratori già impiegati (che traggono da anni la loro principale fonte di reddito dal lavoro stagionale) e nuove assunzioni. Sicuramente va premiato l’ampliamento occupazionale, in termini quantitativi e qualitativi, ma non è sufficiente. Se da un lato la Regione Emilia-Romagna ha avviato un confronto volto a definire un bando tipo che tenga conto anche delle istanze del mondo del lavoro, dall’altro si assiste da parte dei Comuni ad una “corsa al bando” che – anche se per certi versi comprensibile – sta però determinando un’assoluta mancanza di attenzione e sensibilità nei confronti degli interessi dei lavoratori. In ogni caso FILCAMS CGIL Rimini rivendica il diritto ad essere coinvolta pienamente nei processi che porteranno alla determinazione dei bandi di gara, al fine di dare il proprio contributo sul tema del lavoro.   per FILCAMS CGIL Rimini Il Segretario generale Francesco Guitto Redazione Romagna
October 5, 2026
Pressenza
Le Ferrari non sono un fallimento. I bambini stranieri non sono un problema
«Definire la scuola Ferrari di Borgo Marina “un fallimento dell’integrazione” è un’affermazione grave. Ancora più grave è costruire questo giudizio partendo dal numero degli alunni stranieri», afferma Marcella D’Angelo, segretaria generale della FLC CGIL. «Prima di tutto, respingiamo la rappresentazione di una scuola caratterizzata da una presenza abnorme di bambini stranieri. I numeri vanno verificati, contestualizzati e letti correttamente, non utilizzati per costruire una narrazione allarmistica. Ma voglio essere ancora più chiara: anche se in una scuola la presenza di alunni di origine straniera fosse particolarmente elevata, non sarebbero quei bambini il problema.» Una scuola non vale di meno perché accoglie studenti nati altrove o figli di famiglie provenienti da altri Paesi e  l’integrazione non può essere considerata riuscita, soltanto quando gli alunni stranieri sono pochi e distribuiti in percentuali considerate “accettabili”. Le parole hanno un peso. Parlare di “fallimento”, di famiglie che “scappano” e descrivere un quartiere attraverso l’origine di chi lo abita, significa consegnare all’opinione pubblica un messaggio pericoloso: che una scuola diventi meno desiderabile quando aumenta il numero dei bambini stranieri. È esattamente questa idea che va respinta. Parliamo piuttosto dell’offerta formativa, degli investimenti, degli organici, degli spazi, dei servizi, delle politiche del Comune e dello Stato. Parliamo delle condizioni nelle quali lavorano insegnanti e personale Ata, ma non trasformiamo i bambini nel problema da risolvere. La scuola pubblica ha precisamente il compito opposto: mettere insieme differenze sociali, culturali e linguistiche e garantire a tutti le stesse opportunità. È uno dei pochi luoghi nei quali una comunità può ancora costruirsi davvero. Per questo le Ferrari non devono essere marchiate come una scuola “fallita”. Una dichiarazione del genere rischia anzi di produrre proprio il danno che denuncia: screditare la scuola, spaventare le famiglie e favorirne l’allontanamento. Chi ha responsabilità pubbliche dovrebbe chiedersi come sostenere e rafforzare una scuola, non come attribuirle un’etichetta. Difendere le Ferrari significa difendere chi ci studia e chi ci lavora. Significa soprattutto affermare un principio molto semplice: non esistono bambini che, per la loro provenienza, rendono peggiore una scuola. Esistono scuole pubbliche che devono essere messe nelle condizioni di garantire a tutti un’istruzione di qualità. E questo vale per le Ferrari come per ogni scuola del nostro Paese. La discussione nazionale di questi giorni sulla presenza degli alunni stranieri non può ridurre una questione educativa e sociale a una percentuale. La conoscenza della lingua italiana è certamente uno degli strumenti fondamentali dell’inclusione e proprio per questo servono risorse, professionalità e interventi adeguati. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato in questi giorni un principio che dovrebbe essere il punto di partenza di ogni discussione: la scuola è aperta a tutti ed è una delle più importanti leve di integrazione e di coesione sociale. È da qui che occorre partire. Non da quanti bambini stranieri possano stare in una classe, ma da quali condizioni la Repubblica debba garantire perché ogni bambino possa imparare, partecipare e crescere insieme agli altri. Le scuole non diventano ghetti perché accolgono le differenze. Il rischio di creare ghetti nasce quando alle scuole si lasciano solo le difficoltà e poi si attribuisce agli alunni la responsabilità di quelle difficoltà. Questo vale a Rimini come in ogni altra parte d’Italia. Ed è su questo terreno che la FLC CGIL continuerà a difendere la scuola pubblica, inclusiva e costituzionale e a ringraziare docenti e personale Ata che ogni giorno si spendono per formare  cittadine  e cittadini  italiani.   Francesca Lilla Parco                                            Marcella D’Angelo Segretaria generale CGIL Rimini                Segretaria generale Flc Cgil Rimini Redazione Romagna
September 24, 2026
Pressenza
Consumo di suolo a Rimini: una bella serata e un territorio che non può più permettersi distrazioni
Venerdì sera eravamo alla Sala polivalente delle Celle per “Dalla parte del suolo”, l’incontro organizzato da Legambiente Valmarecchia, Arti in Cantiere, Movimento Vivi Rimini, LIPU, DnA Rimini e WWF Rimini con Paolo Pileri del Politecnico di Milano. Sala piena, tanta gente che voleva capire cosa significhi davvero “consumo di suolo” e perché continuiamo a permettercelo. Una di quelle serate che fanno bene, perché il tema esce dagli addetti ai lavori e arriva a chi vive la città. E proprio i dati presentati quella sera raccontano perché Rimini non può guardare altrove. Nel solo 2021-2022 il nostro comune ha consumato 18,68 ettari di suolo, il salto più alto registrato da qualsiasi comune della provincia in questi anni di rilevazioni ISPRA. Poi il ritmo è rimasto comunque alto: 7,05 ettari nel 2022-2023, 6,77 nel 2023-2024. Mai un anno di pausa. E lungo la fascia costiera, quella dei primi 300 metri dal mare, il 63,4% del suolo di Rimini è già cementificato. Non sono numeri astratti, sono la stessa materia da cui nascono i malcontenti che vediamo crescere in città. Il Piano dell’Arenile, che introduce piscine e strutture private lungo la spiaggia, rischia di trasformare progressivamente l’accesso libero al mare in un privilegio concesso, non garantito. Il nuovo mercato ittico previsto a San Giuliano Mare ha fatto nascere il Comitato di via Sinistra del Porto, che lo definisce un’opera che deturpa il paesaggio e aumenta traffico e smog, oltre a portarsi dietro 9 milioni di euro pubblici su un’area già classificata a rischio idrogeologico. L’ampliamento della Fiera di Rimini e del Cupolone continua a mangiare altro suolo per una struttura che già oggi fatica a giustificare i numeri di utilizzo effettivo. E restano ancora aperte le promesse di riforestazione compensativa legate alla terza corsia dell’A14, annunciate nel 2021 e mai completate secondo gli impegni presi. Ogni progetto preso da solo sembra un caso a parte. Messi insieme, raccontano una città che continua a scegliere il cemento anche quando il suolo libero è ormai una risorsa scarsa, non infinita, e che genera comitati e opposizioni proprio perché chi vive il territorio se ne accorge prima delle istituzioni. Grazie a chi ha organizzato la serata e a chi c’era. Ora tocca portare questi numeri anche nel dibattito sul PUG, dove si decide davvero se Rimini smetterà di consumare suolo o continuerà a farlo un ettaro alla volta. Rimini EcoSocialista Redazione Romagna
September 21, 2026
Pressenza
ANPI Rimini: il 18 settembre la commemorazione dei Martiri Alfredo Clementi ed Enrico Petrucci
A 82 anni dal barbaro eccidio, una cerimonia al Cippo di via Osteria del Bagno per rinnovare la memoria e i valori costituzionali della Resistenza. L’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) Sezione di Rimini invita l’intera cittadinanza a partecipare alla solenne commemorazione in memoria dei Martiri Partigiani Alfredo Clementi ed Enrico Petrucci. La cerimonia si terrà il prossimo 18 settembre alle ore 19:00 presso il Cippo commemorativo a loro dedicato, situato in via Osteria del Bagno 37. Il 18 settembre 1944, esattamente 82 anni fa, Clementi e Petrucci venivano barbaramente fucilati dalle truppe naziste. Il loro “crimine” era stato un grandioso atto di solidarietà e coraggio: aver dato rifugio e protezione a un aviatore inglese precipitato nella zona. Un gesto di altissimo valore umanitario e militare, per il quale il Generale Alexander dell’esercito britannico conferì loro un encomio speciale. A rendere ancora più doloroso il sacrificio dei due partigiani è la tragica beffa del tempo: la fucilazione avvenne infatti soltanto tre giorni prima della Liberazione di Rimini, avvenuta il 21 settembre 1944. Le istituzioni presenti Alla cerimonia di quest’anno, a testimonianza del profondo legame tra la città e la memoria della Resistenza, interverranno il Sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, e l’Assessora Francesca Mattei. L’invito alla cittadinanza L’ANPI Rimini rivolge un caloroso appello a tutti i riminesi affinché si stringano attorno al ricordo di Alfredo ed Enrico. Partecipare a questo solenne momento significa non solo onorare chi ha pagato con la vita la nostra libertà, ma anche risvegliare e proteggere i valori della Resistenza Partigiana, pilastri su cui poggia la nostra Costituzione basata sulla libertà e sulla democrazia.   Redazione Romagna
September 18, 2026
Pressenza
Amianto e mesotelioma: al 30 giugno 2026 sono 3.860 i casi in Emilia-Romagna
Amianto e mesotelioma: al 30 giugno 2026 sono 3.860 i casi in Emilia-Romagna, 173 a Rimini, ma la mappatura amianto del territorio resta incompleta. Pubblicati dal COR-RENAM Emilia-Romagna i dati del Registro Mesoteliomi aggiornati al 30 giugno 2026, a cura di R. Perduri, C. Storchi, L. Mangone, P. Giorgi Rossi Mesotelioma: di cosa si tratta | Il mesotelioma maligno (MM) è un tumore raro ma strettamente correlato all’esposizione, anche modesta, alle fibre di amianto. Nonostante il bando dell’amianto in Italia (legge 257/1992), il lungo tempo di latenza – oltre 40 anni – continua a determinare nuove diagnosi. In Emilia-Romagna la sorveglianza è garantita dal Registro Mesoteliomi (ReM), istituito nel 1995 e operativo dal 1996 presso l’Ausl-IRCCS di Reggio Emilia, che funge anche da Centro Operativo Regionale (COR) della rete nazionale ReNaM. Amianto e mesotelioma in Emilia-Romagna e a Rimini | Al 30 giugno 2026 il Registro ha archiviato complessivamente 4.657 casi, di cui 4.448 confermati come mesoteliomi maligni; al netto dei casi antecedenti al 1996 e dei non residenti, l’analisi riguarda 3.860 casi diagnosticati in cittadini dell’Emilia-Romagna. L’andamento recente conferma il trend: 156 casi nel 2023 (dato stabilizzato), 143 nel 2024 (ultimo anno consolidato), 114 nel 2025 (dato provvisorio) e già 53 nuovi casi nel solo primo semestre 2026. La media annua è passata dai 77,25 casi del 1996-1999 ai 153,6 del 2020-2024, con un picco negli ultimi dieci anni. Nella provincia di Rimini, che registra il tasso più basso in regione per gli uomini (2,2 casi ogni 100.000 abitanti, contro una media regionale di 4,4), dal 1996 sono stati diagnosticati 173 casi, 103 dei quali di origine professionale; 17 legati a esposizioni non professionali (11 familiari, 2 ambientali, 4 extra-lavorative), mentre i restanti 53 risultano di esposizione improbabile, ignota, da definire o non classificabile. A livello regionale, i settori produttivi più coinvolti restano l’edilizia (13,9% dei casi ad esposizione professionale), la costruzione e riparazione di rotabili ferroviari (9,7%), l’industria metalmeccanica (8,8%) e l’industria alimentare/zuccherifici (8,1%), a conferma di come l’amianto abbia riguardato lavorazioni molto diverse tra loro. Lavoro, amianto, mesotelioma: che fare All’interno della Camera del Lavoro CGIL è possibile avere informazioni e fare segnalazioni in relazione all’esposizione o alla presenza di amianto sul territorio: basta contattare lo Sportello AFeVA (associazione familiari e vittime amianto), al 0541779912 oppure scrivere a rimini.afeva@er.cgil.it. Per gli ex esposti all’amianto è inoltre attivo gratuitamente l’Ambulatorio Amianto di Rimini dell’Azienda AUSL Romagna, dove è possibile attivare uno specifico protocollo di sorveglianza sanitaria. Per accedere al servizio, senza prescrizione medica, è necessario l’invio di un modulo scaricabile dal sito dell’Ausl Romagna o disponibile allo Sportello AFeVA di Rimini. Il ruolo delle amministrazioni locali Restano dunque centrali, come previsto dalle linee guida del “Piano regionale amianto”, la mappatura completa dell’amianto ancora presente in provincia di Rimini e la piena attuazione del Piano stesso, a oggi non ancora completata sul territorio. Cgil Rimini e AFeVA Rimini Redazione Romagna
August 20, 2026
Pressenza
Informareunh.it: A ExpoAID 2026 anche “il volto buono della militarizzazione!”
DI SIMONA SU INFORMAREUNH.IT DEL 13 LUGLIO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto dalla redattrice Simona, pubblicato su Informareunh.it il 13 luglio 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «Una nota dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha fatto emergere come tra gli stand informativi di ExpoAID 2026, il più grande evento nazionale dedicato al Terzo settore e alle associazioni impegnate nel mondo delle disabilità, svoltosi a Rimini dal 25 al 27 giugno scorsi, fossero presenti postazioni di tutte le Forze Armate. Per l’Osservatorio si tratta di un’operazione di comunicazione mirata connessa al costante incremento delle spese militari, e finalizzata ad accrescere il sentimento nazionalista e securitario, creare consenso e promuovere il reclutamento volontario...continua a leggere su www.informareunh.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Rimini: Grande successo all’ospedale Infermi per il debutto di “Altissime voci”
L’evento, domenica 14 giugno, si è aperto con l’inaugurazione della mostra fotografica collettiva “Tra Terra e Cielo” Un bel successo ha accompagnato il debutto dell’edizione 2026 del Festival ALTISSIME VOCI, ospitato per la prima volta all’Ospedale di Rimini. L’iniziativa, ideata da Arianna Lanci, ha trasformato la struttura sanitaria in un palcoscenico per celebrare la biodiversità urbana, a partire dalla storica colonia di Rondoni pallidi che nidifica nell’edificio, promuovendo il concetto di One Health: la salute umana legata a filo doppio a quella degli ecosistemi. L’evento si è aperto con l’inaugurazione della mostra fotografica collettiva “Tra Terra e Cielo”, trenta scatti sulla natura selvatica locale allestiti nella Galleria del piano smistamento. Al taglio del nastro, per cui è stato simbolicamente usato un nastro da emergenza per richiamare i pericoli che corre l’ambiente, hanno presenziato la direttrice sanitaria Francesca Raggi e l’assessora del Comune di Rimini, Francesca Mattei. A seguire, nella sala Michelangelo, gremita oltre la capienza, l’ornitologa Irene Pellegrino (Università del Piemonte Orientale) ha tenuto una conferenza sui benefici psicofisici derivanti dall’ascolto del canto degli uccelli nei contesti di cura, sottolineando l’urgenza di un regolamento comunale per la tutela della fauna negli edifici. Il pomeriggio si è chiuso con il toccante concerto dell’Ensemble Vocale Canòpea diretto da Arianna Lanci. Le musiche di Luigi Pizzaleo, ispirate al Cantico delle Creature e alla Laudato sì, si sono fuse con i caroselli sonori dei rondoni. Il festival proseguirà domenica 28 giugno al chiostro di San Giuliano con l’esperto Cesare Brizio e un nuovo concerto dedicato ad Alex Langer. Altissime Voci Festival Musicale tra Terra e Cielo Ensemble Vocale Canopea Arianna Lanci Redazione Romagna
June 17, 2026
Pressenza