Prosegue il traffico d’armi nei nostri porti, protetto dalla poliziaLivorno: polizia interviene per garantire carico di armi da Camp Darby, ma la
lotta contro il traffico di armi non si ferma
Alle prime luci della mattina di sabato 18 aprile, a Livorno, grazie alla
segnalazione da parte dei lavoratori è scattata la mobilitazione contro
l’ennesimo transito di materiale bellico: era previsto il transito della nave
Freeberg carica di munizioni ed esplosivi, proveniente dalla base americana di
Camp Darby.
Decine di attivisti contro la guerra, tra cui i membri della federazione USB di
Livorno, hanno bloccato il ponte mobile di via Mogadiscio per impedire il
transito, ma la celere è intervenuta per garantire il passaggio di armi
(caricando di peso i manifestanti e portandoli via, come si evince dal video
postato dal Coodinamento Antimilitarista Livornese, facebook.com/reel/, ndR).
Un atteggiamento che denunciamo con forza: evidentemente i tentativi del governo
di smarcarsi dagli interessi bellici americani sono solo di facciata, dato che
per garantire il traffico di armi da una base USA si fa ricorso alla polizia.
Traffico di armi che continua ad alimentare guerre e genocidio, mentre sta
trascinando i lavoratori e le lavoratrici italiani verso una crisi senza
precedenti con prezzi alle stelle e inflazione crescente.
USB è solidale con tutte e tutti quelli che sono scesi in piazza questa mattina
a Livorno: la lotta nei porti contro il traffico di armi continuerà senza farsi
intimidire, a cominciare dal prossimo sciopero dei porti del 7 maggio e dalla
manifestazione nazionale operaia del 23 maggio.
Link al comunicato per condivisione:
Livorno: polizia interviene per garantire carico di armi da Camp Darby
Unione Sindacale di Base