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Scaffale dei libri della nonviolenza presso la Biblioteca Comunale “R. Morandi” di Colleferro
Sabato 27 giugno si è inaugurato lo Scaffale dei libri della nonviolenza presso la Biblioteca Comunale “R.Morandi” di Colleferro , paese della provincia di Roma. L’inaugurazione è avvenuta all’interno dell’evento più amplio “Piccoli passi per un mondo di pace”  un’ intera giornata dedicata alla pace e alla nonviolenza. Grandi cambiamenti nascono da piccoli gesti quotidiani. Con questo spirito il Comune di Colleferro ha promosso la giornata. L’iniziativa, fortemente voluta dall’Amministrazione guidata dal Sindaco Giulio Calamita e dal Consigliere Simone Compalati, si è sviluppata attraverso una ricca serie di appuntamenti correlati volti a promuovere la cultura della pace e della nonviolenza da diverse prospettive, tra cui “La Carovana dei Pacifici”, l’inaugurazione di due scaffali tematici permanenti e l’allestimento di mostre artistiche; il tutto frutto della stretta e corale collaborazione tra la biblioteca e Emergency (Sezione di Colleferro), La Comunità per lo Sviluppo Umano, Il Cantastorie e HeART of Gaza. La giornata è stata sempre presieduta dal nuovo e giovane Assessore Simone Compalati. Assessore alla Cultura e alla collaborazione tra i Popoli.  E’ iniziata la mattina con la La Carovana dei Pacifici:  La Carovana dei Pacifici è un progetto educativo nato nel 2015 presso la “Casa delle Arti e del Gioco” di Mario Lodi per promuovere la pace. L’iniziativa coinvolge scuole, artisti e biblioteche che partendo dalla lettura di libri, da cui si sviluppano riflessioni con i bambini sui temi della pace e la nonviolenza. A seguito di questo percorso, i partecipanti creano piccoli “Pacifici” — omini di carta o materiali di recupero — che diventano i testimonial colorati del loro impegno quotidiano contro la violenza. L’evento si è aperto con i saluti istituzionali presso la Biblioteca e subito dopo la carovana si è avviata compatta e guidata dall’illustratrice e autrice per bambini, Gloria Francella, verso Piazza Bianca dove ad aspettarla i tanti pacifici realizzati dai bambini di Colleferro, libri e poesie.  Il pomeriggio si apre con l’inaugurazione della mostra “HeART of Gaza“:  Una mostra itinerante internazionale che raccoglie i disegni realizzati dai bambini di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza, all’interno di laboratori terapeutici chiamati “La tenda degli artisti”. Attraverso la purezza della loro creatività, le opere testimoniano in modo toccante i traumi, la distruzione della guerra e la perdita dell’infanzia, ma anche i sogni e la speranza dei testimoni più innocenti. Alle 18.00 l’inaugurazione dei Nuovi scaffali tematici in Biblioteca: presentazione di due nuovi spazi bibliografici permanenti: la presentazione è stata moderata splendidamente da Emanuela Graziani dell’equipe della biblioteca. Grande assente Egizia Cecchi, responsabile della biblioteca, che da tempo ha organizzato il tutto nei minimi particolari creando comunque  un grande successo non solo per la biblioteca, ma per tutto Colleferro- * lo “Scaffale dei libri della nonviolenza” a cura de La Comunità per lo Sviluppo Umano. Un progetto che prevede l’allestimento, nelle scuole e nelle biblioteche, di spazi fisici dedicati a testi, saggi e storie incentrati sulla cultura della nonviolenza. L’obiettivo è offrire a lettori, studenti e docenti uno strumento quotidiano per attivare percorsi di educazione, dialogo e consapevolezza legati alla nonviolenza attiva. In Italia attualmente ci sono più di 35 scaffali nelle scuole, a Colleffero si è istituito il primo in una biblioteca comunale. “L’importanza di questa inaugurazione in una biblioteca comunale” dice Claudio Roncella, ideatore del progetto “ è che ora i libri della nonviolenza sono accessibili a tutti, non solo ad un pubblico scolastico”. * lo Scaffale “R1pud1a” a cura della Sezione Emergency di Colleferro, è stato presentato da  Sara Deodati . “R1pud1a” è la campagna di Emergency che celebra l’articolo 11 della Costituzione promuovendo la cultura della pace. L’iniziativa tra le altre cose, attiva nelle biblioteche degli “scaffali tematici” con letture e saggi selezionati per riflettere sui diritti umani e sul rifiuto della guerra. L’innovazione importante, creata dalla brillante equipe che cura la  biblioteca, è stata la creazione di un QRcode attraverso il quale si possono conoscere quali sono i libri e dove trovarli della nonviolenza e di R1pud1a. La giornata si è conclusa con l’emozionante Storytelling “Danilo Dolci, il Gandhi italiano”: un appassionante  racconto scenico a cura de Il Cantastorie per riscoprire la straordinaria figura del sociologo, poeta e attivista della nonviolenza.   La Comunità per lo sviluppo umano
June 29, 2026
Pressenza
«Non si può vivere di industria bellica»: nuova mobilitazione nella Valle del Sacco
Un altro weekend di mobilitazione è atteso nella Valle del Sacco, da tempo al centro di preoccupanti progetti di conversione bellica e militarizzazione. A ottobre avevamo intervistato Federico Bernardini della Assemblea No War Valle del Sacco, che ci aveva spiegato nel dettaglio i progetti di KNDS – ex-Winchester– e di allargamento di Avio Group. In vista delle mobilitazioni di sabato 18 (dalle ore 17:30 in Piazza Cavour, Anagni) e domenica 19 aprile (davanti l’ex-Winchester ore 15 – organizzate assieme al movimento No Kings – abbiamo intervistato Marta, sempre della Assemblea No War, per aggiornarci sulla vertenza. Rispetto all’autunno scorso è cambiato qualcosa riguardo al progetto proposto sulla fabbrica? Non è cambiato nulla di significativo. Rispetto al progetto della ex-Winchester – oggi KNDS – c’è stata la prima conferenza dei servizi a metà marzo. Si è conclusa con un nulla di fatto. La documentazione prodotta da KNDS non è stata ritenuta sufficiente. Sono state chieste integrazioni per le quali è necessario il parere di Arpa Lazio, dalla prossima conferenza sapremo qualcosa in più. L’aspetto che ci ha lasciato più sconcertatə è stato che ancora una volta la cittadinanza è rimasta sola. Eravamo presenti noi e alcune associazioni, nessun ente comunale né regionale si è presentato per informarsi e discutere rispetto a un progetto di questa portata e di questa gravità.  Stiamo provando nel frattempo in tutti i modi a rallentare l’attuazione del progetto di riconversione. Sappiamo che KNDS ha molta fretta di concludere la partita. I fondi che utilizzerà sono parte di una tranche di finanziamenti per conversione bellica successivi all’inizio del conflitto in Ucraina, non sono parte di ReArm Europe. Rientrano nel fondo europeo ASAP [Act in Support of Ammunition Production, varato nel luglio 2023 per incrementare la capacità produttiva di munizioni, ndr]. Per questa ragione hanno urgenza di spenderli. Puoi ricordarci cosa prevede il finanziamento e il progetto? Asap è un programma europeo che prevede la spesa di circa 30/40 milioni di euro per la ex-Winchester di Anagni. Attualmente è una fabbrica utilizzata per la dismissione di proiettili, mentre si vuole trasformarla in una fabbrica per la produzione di nitro-gelatina. Ne prevedono una produzione di 150 kg all’ora. L’azienda aumenterà l’area per altri 11 capannoni mentre si stima che verranno impiegati in tutto 25 operai in più di quelli attuali. La nitro-gelatina è un materiale altamente esplosivo utilizzato per propellenti militari. La fabbrica si situa a 350 metri dall’autostrada e a 300 metri da un quartiere residenziale. Il 21 aprile c’è la seconda conferenza dei servizi in cui speriamo partecipino finalmente anche le istituzioni. Ricordiamo che nella Valle del Sacco siamo in area SIN [Sito di Interesse Nazionale: aree che sono state gravemente inquinate da forme di sviluppo industriale nel corso degli anni e che devono essere sottoposte a bonifica, ndr] che però non è mai stata bonificata, teoricamente non si potrebbe neanche costruire su quel terreno. Anche le istituzioni dei comuni limitrofi sembrano finora disinteressate al progetto? Purtroppo sì, non si presenta né interessa nessuno. Siamo però abituate, nella Valle del Sacco, a questo genere di atteggiamento da parte delle istituzioni. Da moltissimo tempo lottiamo contro l’inquinamento. Ognuno in famiglia ha avuto qualcuno che ha avuto un tumore a causa dell’inquinamento. Ci aspettiamo un po’ di considerazione che poi puntualmente non arriva.  Come è nato in tal senso il vostro legame con il movimento No Kings? Ricordiamo che siamo venutə a conoscenza di questo progetto di ampliamento [della fabbrica, ndr] per puro caso grazie a una visualizzazione sul sito della Regione Lazio che riportava i nuovi programmi. Abbiamo organizzato pertanto una serie di mobilitazioni, la prima è stata il 3 maggio 2025, in cui abbiamo avuto una risposta soltanto da parte della popolazione locale. Successivamente c’è stata una conferenza organizzata da istituzioni locali, qui ad Anagni, in cui erano invitati la Fondazione Med-Or, legata a Leonardo, e altri soggetti coinvolti nel business delle armi. Sono venuti proprio loro a parlare di geopolitica e sicurezza. A quel punto abbiamo deciso che il progetto va fermato, per il suo valore simbolico, perché accade ora in questo scenario mondiale, perché non è ancora stato realizzato, perché è un’area SIN e perché siamo stanche di dover scegliere tra lavoro e salute. Abbiamo perciò attraversato una serie di assemblee romane in cui abbiamo cercato formule di convergenza con la rete “No DDL sicurezza” e poi fino a No Kings, e così siamo arrivati fino a questo weekend. Mercoledì 15 aprile alle 18.00 abbiamo un’assemblea di lancio al Brancaleone a Roma. Questo percorso ha permesso che la mobilitazione assuma un valore e una risonanza nazionale: un fattore che per noi era importantissimo, per uscire fuori dalla nostra bolla e per coinvolgere di più il territorio. Purtroppo la popolazione locale è ancora molto poco informata e consapevole dei rischi a cui andiamo incontro con la presenza di una fabbrica di questo tipo. Come è strutturata la vostra protesta nel corso del prossimo weekend? Sabato 18 aprile faremo ad Anagni alle 17.30 un’assemblea pubblica con microfono aperto, con una impronta locale, perché la città possa rendersi conto dei vari rischi a cui va incontro. Per domenica 19 aprile invece abbiamo chiamato un presidio alle 15.00 davanti ai cancelli della KNDS e abbiamo pensato a interventi, musica e altro. Siamo in attesa di conferme rispetto alle presenze ma a breve sapremo qualcosa in più.  Vuoi mandare un messaggio sulla vostra lotta a chi si è mobilitato in questi mesi contro la guerra? Intanto mi auguro di non sentirci più solə. Mi auguro che questo abbia un senso. Credo che siamo tutte stanchə di questa deriva bellicista. Nessuno di noi vuole essere complice. La Valle del Sacco ha vissuto in passato di agricoltura e allevamento. Non si può vivere dell’industria bellica. Bisogna investire in altro, salute, istruzione, tutela dell’ambiente intorno a noi. L’industria bellica pesa tantissimo sulla qualità dell’ambiente attorno a noi. Abbiamo dato tanto sia a livello di salute che di lavoro. Non siamo più disposte a scendere a compromessi. Nessunə deve scendere a compromessi quando si parla di fabbriche di armi che portano morte dove già ce ne è troppa. La copertina è di Marta D’Avanzo, Dinamopress SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo «Non si può vivere di industria bellica»: nuova mobilitazione nella Valle del Sacco proviene da DINAMOpress.
April 15, 2026
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