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BRESSANONE TIENE APERTO IL DORMITORIO PER LAVORATORI MIGRANTI, IN CHIUSURA TUTTI GLI ALTRI CENTRI DELL’ALTO ADIGE
Nuovo presidio dalle ore 18 di questo pomeriggio in piazza Municipio a Bolzano, in concomitanza con il Consiglio comunale, per chiedere che i lavoratori alloggiati nei cosiddetti “centri per l’emergenza freddo” non vengano sbattuti in strada. Un centinaio di persone hanno risposto all’appello lanciato da Bozen Solidale, che torna in piazza per la seconda volta in una settimana, anche in seguito agli sgomberi della polizia locale dello scorso giovedì. “L’unico esempio positivo in tutto l’Alto Adige è quello di Bressanone, in cui la struttura per la cosiddetta emergenza freddo verrà riconvertita a struttura di accoglienza anche per il periodo estivo, dando di fatto continuità” alla decina di lavoratori di origine migrante che vi alloggiano. A Bolzano, unica città dell’Alto Adige che dispone di servizi diurni per le persone senza casa, stanno arrivando centinaia di persone espulse dagli altri dormitori, quelli di Merano, a Brunico e Laives; a queste si aggiungono le famiglie di migranti curde, pakistane e afghane espulse da Austria e Germania, paesi che stanno applicando rigorosamente il nuovo regolamento europeo sui paesi terzi sicuri. “Non è più una questione di umanità, ma una questione di dignità” quindi “rilanciamo il presidio per martedì prossimo, 21 aprile”, ci ha raccontato dal presidio Matteo di Bozen Solidale. Ascolta o scarica
April 14, 2026
Radio Onda d`Urto
BOLZANO: DOPO LA CHIUSURA DEI DORMITORI LO SGOMBERO DEI CAMPI ALLESTITI SOTTO I PONTI
Dopo la chiusura dell’ex Alimarket a Bolzano, struttura che ospitava lavoratori senza tetto nella cosiddetta emergenza freddo, proseguono gli sgomberi lungo gli argini dei fiumi di accampamenti di fortuna allestiti sotto i ponti. Questa mattina il nucleo operativo di sicurezza urbana della Polizia locale in collaborazione coi Bacini montani della provincia ha completato lo sgombero di due accampamenti sotto ponte Roma e ponte Palermo. Sono state portate via tende, materassi, coperte e beni personali. Interventi – ha dichiarato l’assessore comunale all’ambiente Marco Caruso – che proseguiranno anche nelle prossime settimane per “garantire sicurezza e decoro urbano”. Il commento di Matteo di Bozen Solidale Ascolta o scarica  MARTEDI 7 APRILE Duecento solidali si sono ritrovati questo pomeriggio al presidio di piazza Municipio a Bolzano per reclamare il diritto ad una casa per le centinaia di persone, tra cui molti lavoratori di origine migrante, che da oggi sono state sbattute fuori dai dormitori pubblici. Si tratta dei centri “emergenza freddo” che, come in moltissime città italiane, chiudono le porte in questo periodo e lasciano migliaia di persone in tutta Italia “nel tunnel della precarietà e della marginalità”. Con la chiusura dei dormitori di Bolzano, Merano, Brunico e Appiano, solo in Alto Adige circa 250 persone si ritroveranno a vivere per strada. Lo stesso territorio, tra i più ricchi d’Europa e a forte vocazione turistica, ha registrato “nel 2025, 36 milioni di pernottamenti”, ospitando circa 9 milioni di turisti. “Non si riescie però a trovare casa per qualche centinaio di persone”, tra cui lavoratori attivi proprio nel settore turistico. Tre le richieste che arrivano dal presidio: “non chiudere le strutture con l’arrivo della primavera; iniziare un percorso condiviso tra Comune e Provincia di Bolzano per stabilizzare le persone” in particolare migranti, di cui il territorio ha fortemente bisogno per assicurare il funzionamento della propria economia; affrontare il tema della casa investendo sulle politiche abitative, dato che anche in Sud Tirolo il diritto all’abitare è tutt’altro che garantito. L’intervista con Matteo di Bozen Solidale che ha organizzato il presidio. Ascolta o scarica
April 9, 2026
Radio Onda d`Urto