BRESSANONE TIENE APERTO IL DORMITORIO PER LAVORATORI MIGRANTI, IN CHIUSURA TUTTI GLI ALTRI CENTRI DELL’ALTO ADIGE
Nuovo presidio dalle ore 18 di questo pomeriggio in piazza Municipio a Bolzano,
in concomitanza con il Consiglio comunale, per chiedere che i lavoratori
alloggiati nei cosiddetti “centri per l’emergenza freddo” non vengano sbattuti
in strada. Un centinaio di persone hanno risposto all’appello lanciato da Bozen
Solidale, che torna in piazza per la seconda volta in una settimana, anche in
seguito agli sgomberi della polizia locale dello scorso giovedì.
“L’unico esempio positivo in tutto l’Alto Adige è quello di Bressanone, in cui
la struttura per la cosiddetta emergenza freddo verrà riconvertita a struttura
di accoglienza anche per il periodo estivo, dando di fatto continuità” alla
decina di lavoratori di origine migrante che vi alloggiano.
A Bolzano, unica città dell’Alto Adige che dispone di servizi diurni per le
persone senza casa, stanno arrivando centinaia di persone espulse dagli altri
dormitori, quelli di Merano, a Brunico e Laives; a queste si aggiungono le
famiglie di migranti curde, pakistane e afghane espulse da Austria e Germania,
paesi che stanno applicando rigorosamente il nuovo regolamento europeo sui paesi
terzi sicuri.
“Non è più una questione di umanità, ma una questione di dignità” quindi
“rilanciamo il presidio per martedì prossimo, 21 aprile”, ci ha raccontato dal
presidio Matteo di Bozen Solidale. Ascolta o scarica