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Sicurezza, vertenza sindacale e futuro del trasporto pubblico in Romagna
Dopo lo sciopero del 9 ottobre 2026, proclamato per motivi di sicurezza a bordo degli autobus a seguito dell’ennesima aggressione, le organizzazioni sindacali intervengono nuovamente sulle enticita del trasporto pubblico in Romagna. In primo luogo, a seguito delle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dal presidente di Start Romagna, Andrea Corsini, che ha prospettato sia possibili tagli ai chilometri di servizio e sia trasformazione di servizi oggi regolari in servizi a chiamata, le organizzazioni sindacali hanno chiesto la convocazione urgente di un tavolo istituzionale presso la Regione, con il coinvolgimento delle Province, dei Comuni, di Start Romagna e dell’Agenzia per la mobilità AMIR, al fine di affrontare il tema del futuro del trasporto pubblico in Romagna. Replichiamo anche alle dichiarazioni dell’amministratore unico di AMR, Leonardo Bemardini, il quale, sempre a mezzo stampa, ha fatto riferimento a possibili risparmi sui costi di gestione, soffermandosi sull’orario di guida degli autisti senza considerare che l’orario effettivo viene compensato nell’arco delle 26 settimane (6 mesi), raggiungendo medie a tempo pieno, come previsto dal contratto nazionale (CCNL Autoferrotranvieri), lo stesso ha inoltre fatto riferimento a linee ritenute inutili e a servizi di diversa natura. Ci preme sottolineare, alla direzione dell’Agenzia AMR e a quella di Start Romagna, che il Paese sta attraversando un’emergenza climatica e che anche la Regione Emilia-Romagna ha una visione diversa su questo tema, come dimostra il Patto per il lavoro, il clima e l’economia sociale, sottoscritto I’8 settembre 2026. Ci domandiamo, infatti, come sia possibile che, in una situazione caratterizzata dai rincari dei carburanti, da salari fermi al palo, dall’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e dall’inquinamento atmosferico, non si riesca a pensare ad altro che a ridurre un servizio essenziale come il trasporto pubblico. Proprio alla luce di queste criticità, sarebbe invece necessario investire maggiormente nel trasporto pubblico, incentivandone l’utilizzo per rispondere alle esigenze dei cittadini, contrastare l’inquinamento e contribuire a una mobilità più sostenibile. La prospettiva di una riduzione dei chilometri di servizio desta forte preoccupazione anche tra il personale aziendale, poiché a un eventuale taglio delle corse potrebbero conseguire ricadute occupazionali e possibili riduzioni del personale. Le dichiarazioni di entrambi, seppur con sfumature differenti, appaiono in controtendenza e, se non altro, semplicistiche, soprattutto quando prospettano possibili tagli al servizio a danno del cittadino. Le organizzazioni sindacali sono consapevoli dell’emergenza economica che sta attraversando il Paese e delle criticità che ne derivano, legate, tra gli altri fattori, alle guerre ancora in corso. Nel settore dei trasporti, in particolare, il rincaro dei carburanti incide direttamente sui costi di gestione. Proprio per questo, riteniamo opportuno un esame approfondito volto a individuare eventuali sprechi e criticità gestionali, partendo anzitutto da una revisione delle spese per gli appalti e delle consulenze richieste e utilizzate da entrambe le aziende, senza trascurare le decisioni unilaterali che contribuiscono a deteriorare il clima aziendale e gestionale. Tutto questo assume particolare rilevanza se si considera che i costi del trasporto pubblico gravano sulle casse pubbliche e, di conseguenza, sulle tasche dei cittadini. La protesta prosegue sulla base delle motivazioni già oggetto di una vertenza sindacale in corso con Start Romagna, che comprende, tra le altre questioni, anche il tema della sicurezza a bordo degli autobus. Le assemblee svolte nei territori hanno conferito alle organizzazioni sindacali il mandato a proseguire la mobilitazione e a portare avanti le rivendicazioni emerse nel corso del confronto con i lavoratori. Hanno inoltre evidenziato ulteriori problematiche, tra cui alcune gravi inadempienze in materia di sicurezza, che saranno oggetto di segnalazione all’azienda e agli organi competenti. Le organizzazioni sindacali chiedono a Start Romagna di avviare immediatamente un confronto che possa fornire risposte concrete ai lavoratori e, soprattutto, affrontare le questioni rimaste irrisolte. Tra queste, vi sono le decisioni unilaterali aziendali che hanno alimentato un senso di “discriminazione” tra i lavoratori e che, nonostante gli sforzi economici sostenuti, stanno deteriorando il clima aziendale in tutti i settori. Infine, alla luce delle dichiarazioni del presidente Andrea Corsini, le organizzazioni sindacali evidenziano che gli argomenti inclusi nella vertenza sono propedeutici anche a un chiarimento sulle modalità con cui vengono attualmente impiegate le risorse economiche, poiché in alcuni ambiti le scelte di Start Romagna sembrano andare in una direzione poco chiara. Le organizzazioni sindacali confidano che le istituzioni convochino quanto prima il tavolo richiesto sul futuro del trasporto pubblico in Romagna, affinché sia possibile fare chiarezza sulle questioni sollevate e individuare soluzioni concrete a tutela del servizio, dei lavoratori e dei cittadini. Filt CGIL Luigi Montesano luigi.montesano@er.cgilit Fit Cisl Rita Scarano rita.scarano@cisL.it Faisa Cisal Carmelo D’Urso forlicesena@faisa-cisal.org Usb Lavoro Privato Giuseppe Montesano g.montesano@usb.it Ugl Autoferro Alberto Palmieri rimini@ugltpl.it Redazione Romagna
October 20, 2026
Pressenza
Marcia per la Pace della Romagna, 4 ottobre 2026
Domenica 4 ottobre 2026, si è svolta la nona edizione della Marcia della Pace della Romagna con circa 2.000 persone, sabato 3 ottobre la prima Marcia della Pace del Rubicone con 800 persone. Un fiume di persone dai nostri territori che chiede alla politica un impegno concreto per la pace e la non violenza e contro il riarmo. Le richieste dei marciatori infatti sono per obiettivi pratici e concreti: istituire il Dipartimento per la difesa non armata e nonviolenta e l’Istituto di ricerca sulla pace e il disarmo, a livello europeo istituire i Corpi Civili di Pace Europei e a livello mondiale attuare pienamente il Trattato di proibizione delle armi nucleari dell’ONU entrato in vigore il 22 gennaio 2021. Alla Marcia hanno aderito anche le Amministrazioni Comunali di: Forlì, Forlimpopoli e Bertinoro (che la promuovono insieme a al Centro Pace di Forlì), Castel Bolognese, Cervia, Cesenatico, Gambettola, Meldola, Ravenna, Santa Sofia, Cesena, Faenza e Mercato Saraceno, segno di vicinanza alle richieste dei marciatori e alla società civile. La Regione Emilia-Romagna ha dato il suo patrocinio e l’Assessora con delega alla pace Gessica Allegni è intervenuta alla fine della Marcia ai Giardini della Rocca di Bertinoro. C’era il mondo del lavoro con la presenza di Cgil FC, Cisl Romagna e Uil Forlì e le Acli FC. Erano presenti i consiglieri regionali Valentina Ancarani e Daniele Valbonesi. Fra le più di 30 associazioni che hanno dato l’adesione ci preme ringraziare l’Avis Comunale di Forlì che ha messo a disposizione il suo arco gonfiabile alla partenza e all’arrivo, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra che ha donato ai partecipanti una maglietta di alto valore civico, e le Pietre Resistenti di Fiumana (Predappio) che con il loro laboratorio di pittura delle pietre hanno contribuito a lasciare un segno lungo il percorso dei marciatori. E’ necessario ringraziare anche Roberta Gasparello di Banca Etica, Sara Pignatari e Nicola Proscia di Libera, Celli Marco del Movimento Federalista Europeo, Camila Belen Rossi del Centro Pace di Forlì per il loro contributo operativo e il gruppo musicale l’Essenziale per averci dato la “voce” alla partenza e una musica intelligente e pensata al termine dell’evento. La Marcia è nata dall’intuizione di Katia Zattoni, scomparsa troppo presto per poter vedere che la sua visione sulla necessità di ricordarci l’impegno per la pace era giusta e corretta, così come ci ha sottolineato Pasquale Pugliese del Movimento Nonviolento Nazionale riportando le parole di papa Leone: “Nell’ultimo anno, la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami difesa un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce la fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune”. Poi Pugliese ha aggiunto nel suo intervento dal palco: “Se vuoi la pace prepara la pace” (il tema della Marcia nds), significa agire contemporaneamente su tutti questi livelli, decostruendo tutta la filiera della guerra e costruendo la filiera alternativa della pace, attraverso politiche attive di pace che preparano infrastrutture di nonviolenza, ad ogni livello. Terminiamo con le parole di don Milani, lette sul palco da Nicola: <Su una parete della nostra scuola c’è scritto grande “I care”. È il motto intraducibile dei giovani americani migliori. “Me ne importa, mi sta a cuore”. È il contrario esatto del motto fascista “Me ne frego”>. Senza un lavoro educativo e culturale che parte da noi per diventare poi cambiamento delle strutture sociali ed istituzionali la pace e la nonviolenza non potrebbero reggere le sfide difficilissime della realtà. Alla prossima edizione: domenica 8 ottobre 2028. Per il Centro Pace di Forlì Raffaele Barbiero, Camila Belen Rossi Redazione Romagna
October 5, 2026
Pressenza
“VERITA E GIUSTIZIA PER FAKIR”: MANIFESTAZIONI IN TUTTA ITALIA
Dopo la manifestazione di migliaia di persone, lunedì, a Bologna, e gli scontri con la polizia, ieri sera anche a Milano in migliaia si sono radunati davanti alla Prefettura e sono poi partiti in corteo al grido di “verità e giustizia per Abderrahim Fakir“, lavoratore 42enne di origine marocchina ucciso domenica da due agenti di polizia nel quartiere Pilastro del capoluogo emiliano. Il racconto della manifestazione nel capoluogo lombardo con Selam del centro sociale Cantiere. Ascolta o scarica Anche a Brescia, come in molte altre città italiane, ieri sera un corteo di diverse centinaia di persone è partito da Piazza Rovetta, ha percorso alcune vie del centro storico, transitando davanti alla Prefettura per poi concludersi nel quartiere Carmine. L’intervento di Umberto Gobbi dell’Associazione Diritti per tutti. Ascolta o scarica L’intervento di Driss Ennya, della Federazione delle associazioni bresciane dei migranti. Ascolta o scarica L’intervento di Gitanjali del Collettivo Onda Studentesca. Ascolta o scarica L’intervento di Arona del CASEB, Coordinamento Associazioni Senegalesi. Ascolta o scarica L’intervento di Giorgio Cremaschi di Potere al Popolo. Ascolta o scarica Nel frattempo, per i due agenti che hanno soffocato Abderrahim Fakir, e per quattro operatori del 118 che sono rimasti a guardare, è scattato lo scudo penale introdotto dai pacchetti sicurezza del governo Meloni. La Procura di Bologna sta accertando le loro posizioni attraverso la visione di diversi video che riprendono l’interminabile agonia dell’uomo immobilizzato a terra dagli agenti. Nel capoluogo emiliano è stata intanto convocata un’assemblea pubblica per continuare la mobilitazione. L’appuntamento è fissato per questa sera alle 19 in Piazza Lucio Dalla, alla Bolognina. Gli aggiornamenti da Bologna con Federico, della nostra redazione emilianoromagnola. Ascolta o scarica Anche a Verona presidio ieri sera per Abderrahim Fakir, duecento persone e due ore di interventi in piazza dei Signori, davanti alla Prefettura. Sono state denunciate le analogie con il caso Moussa Diarra e sono state anche ricordate le violenze alla questura scaligera del 2023. L’intervento di Jacopo Rui dell’associazione One Bridge To, tra le promotrici dell’iniziativa. Ascolta o scarica L’intervento di Eleonora Puglisi del Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra. Ascolta o scarica L’intervento di Lahsen Lessen Ouftallah del Laboratorio Autogestito Paratod@s. Ascolta o scarica L’intervento di Alessandro di Radio Eustachio. Ascolta o scarica
July 22, 2026
Radio Onda d`Urto
Parco delle Foreste Casentinesi: cittadini e associazioni chiedono lo stralcio dell’articolo sulle grandi derivazioni idriche
Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ha aperto una consultazione pubblica sulla bozza del proprio Regolamento, con scadenza 17 luglio 2026. Firma qui la petizione Tra le disposizioni proposte, l’articolo 48 in particolare — dedicato al Regime delle Acque — ha sollevato perplessità tra cittadini, associazioni e osservatori del territorio. L’articolo in questione prevede la possibilità di realizzare, nelle zone C del Piano del Parco, opere di grande derivazione idrica a servizio anche di comuni esterni al perimetro dell’area protetta. Consente inoltre che il rilascio di una concessione di derivazione comporti automaticamente la deroga ai divieti del Regolamento relativi alla costruzione di edifici, all’apertura di nuove strade e al taglio di alberi. Il Bidente, il principale corso d’acqua del territorio, è già soggetto all’invaso di Ridracoli, che garantisce la fornitura idrica a gran parte della Romagna per un volume di 33 milioni di metri cubi annui. I critici della norma rilevano che l’articolo 48 aprirebbe per la prima volta, in via regolamentare, la possibilità di ulteriori grandi prelievi sullo stesso bacino. Le osservazioni formali all’Ente Parco contesteranno in particolare questi aspetti. Il primo riguarda la procedura: la bozza sarebbe stata messa in consultazione senza la preventiva Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), obbligatoria per qualsiasi atto che possa incidere sui siti della Rete Natura 2000 — quasi tutto il territorio del Parco rientra in questa categoria. Il secondo riguarda il merito dell’articolo 48: secondo i firmatari, il testo supera i limiti che la legge quadro sui parchi nazionali (L. 394/1991) pone alla potestà normativa degli enti parco, i quali possono introdurre vincoli più restrittivi rispetto alla normativa nazionale, non autorizzazioni più ampie. Il terzo riguarda la trasparenza: il termine per le osservazioni non è indicato sulla pagina web di consultazione, non risulta pubblicata alcuna documentazione istruttoria sulle ragioni delle modifiche proposte. Le stesse osservazioni saranno trasmesse per conoscenza al Ministero dell’Ambiente della Sicurezza Energetica, che dovrà approvare con decreto il testo definitivo del Regolamento – e ai Sindaci dei Comuni del Parco che devono esprimere il loro parere sul testo. I firmatari chiedono l’annullamento e la sospensione dell’iter fino al completamento delle valutazioni ambientali previste dalla normativa europea e nazionale e chiedono lo stralcio dell’articolo 48, commi 3, 4 e 7. Info Consulta Verde: fedefalancia@gmail.com Redazione Romagna
June 17, 2026
Pressenza
Da maggio a giugno: l’altra Romagna in movimento…
… contro l’economia del genocidio e della catastrofe ecologica. di Manuela Foschi Nelle prossime settimane in Romagna tanti appuntamenti contro il genocidio palestinese, le guerre in corso e il riarmo ma anche sui problemi ambientali in Regione sollevati dalla Carovana di RECA e AMAS -ER. Il 13 maggio per il Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto ravennate,
Libertà di espressione: chiedo scusa se…
… se oggi racconto anche di me. di Davide Fabbri. Due appuntamenti il 22 e 29 maggio per discutere sulle museruole in generale e in particolare sul “caso Romagna”.   3 maggio: Giornata Mondiale della Libertà di Stampa. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato infatti il 3 maggio Giornata mondiale della libertà di stampa, anche per ricordare ai governi
Ex-Oikos di Gatteo: l’accordo fa schifo
di Davide Fabbri INDIGERIBILE UOVO PASQUALE A OIKOS. L’ACCORDO SINDACALE CAPESTRO DI CGIL – CISL – UIL Intervengo con dolore e amarezza dopo aver appreso della sottoscrizione di un accordo sindacale capestro, che calpesta i diritti elementari dei lavoratori, sottoscritto fra il sindacato confederale Cgil – Cisl – Uil e la nuova proprietà della OIKOS, storica e importante azienda di