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Peace Walk to Jerusalem, una testimonianza dal Veneto
Nel presidio per Gaza di Piazza Duomo, a Milano,  c’è una donna straordinaria, si chiama Grazia Fecchio: sui 440 giorni in piazza ne avrà fatti più di 400. È tra coloro che si caricano i cartelli da portare per chi non li ha, viaggia col suo carrellino e sale sul tram per tornare a casa. Non solo: ha organizzato la Global March che a suo tempo è andata da Milano a Lecco a piedi e diverse camminate in montagna con tanto di bandiere palestinesi sui sentieri lombardi. Da cinque giorni sta partecipando alla Peace Walk to Jerusalem insieme a Maria Elena e Luisa, tutte e tre del presidio di Piazza Duomo di Milano, per fare il tratto da Venezia a Trieste, passando tra l’altro da Fiumicello, il paese di Giulio Regeni. Ci hanno raccontato che la prima sera, con traduzione in diverse lingue, Grazia ha parlato del presidio di Milano con ovazione al seguito. Un dettaglio: Grazia ha 80 anni. Le chiedo di raccontarci come va il tratto di marcia che stanno facendo. A distanza di tre giorni mi manda due messaggi e decido di pubblicare integralmente le sue preziose parole. “Eccomi, Andrea, ieri giornata piena. Prima un tour per Venezia, dove il gruppo si è fermato in più punti per brevi presidi. Il taglio della marcia è “neutro” (semplicemente per la pace). Per fortuna gli eventi ci hanno portato in più occasioni a mettere in luce la “nostra Gaza”. In un presidio una signora palestinese ci ha raccontato la sua vita di 70 anni costellati dagli eventi tragici della Palestina, in arabo, tradotto poi in italiano e inglese; il gruppo è internazionale. Ieri sera a Treponti siamo stati ospitati in due strutture, belle, pulite, accoglienti. Dopo cena a Treponti incontro con la sindaca ed altri rappresentanti locali, poi uno spettacolo di musica nell’ambito del 5° Festival della canzone veneziana. Gaza è stata più volte ricordata e – occorre dirlo? – abbiamo concluso con Bella ciao. Ora partiamo per Jesolo.” Tre giorni dopo, in vista di Trieste: “Caro Andrea, non mi sono fatta sentire nei giorni scorsi perché non mi sembrava di avere cose importanti da raccontare. Anche se ciò che per me è ordinario, può essere straordinario per gli altri. La marcia continua e l’organizzazione tiene, nonostante siamo tanti e tante. La Palestina è sempre nei nostri cuori e nelle nostre parole nonostante il profilo “neutro” di cui ti parlavo. La lingua batte… Aggiungo che il percorso ci porta a osservare situazioni scandalose: queste città di mare, tutte uguali, con i loro grattacieli a pochi metri dalla riva – certamente non appartamenti popolari – kilometri di spiagge private contro centimetri di spiagge libere, scivoli e giochi di plastica per i bambini (poveri bambini), un mondo pieno (vuoto) di luci e colori e fiumi di gente che non si sa dove vada… E che ci azzecca questo con la pace? C’entra, c’entra perché non potremo mai arrivare alla pace in un sistema siffatto, con un mondo diviso in due, dove la vita comoda di alcuni ha un costo. E questo costo è ciò che togliamo agli altri. E mi chiedo se chi se ne sta seduto sulla panna arrivi a capire questi cavalieri erranti che vorrebbero “raddrizzare i torti”, difendere l’umanità dalle bombe, dalla fame, dalle ingiustizie. Chiedo scusa se non ho parlato di pace, di amore, di perdono; preferisco parlare di diritto, di diritti, di privilegi.” Tutto il presidio di Milano, ma proprio tutto, le vuole un bene dell’anima. Pare che i marciatori internazionali la vorrebbero con loro fino a Sarajevo, ma Grazia dice di voler tornare in piazza. Comunque deciderà saremo con lei.   Andrea De Lotto
August 31, 2026
Pressenza
Giuli silura alcuni collaboratori e mostra lo scontro interno al governo
Il Ministero della Cultura continua a essere nell’occhio del ciclone. Il ministro Alessandro Giuli ha deciso di usare il pugno di ferro, revocando con effetto immediato gli incarichi a due figure chiave del suo staff: Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica, ed Elena Proietti, a capo della segreteria personale. Il […] L'articolo Giuli silura alcuni collaboratori e mostra lo scontro interno al governo su Contropiano.
May 12, 2026
Contropiano
Giulio Regeni – Tutto il male del mondo – Simone Manetti
(visto da Francesco Masala) il regista ricostruisce la vicenda di Giulio Regeni, a dieci anni dalle orribili torture per una settimana fino alla morte, e dà voce ai genitori di Giulio e al loro avvocato, Alessandra Ballerini, che non si fanno convincere da imbroglioni e assassini. questo è un film dell’orrore, mostrare le orribili facce dei governanti italiani, ma non solo, fa davvero paura (e
Fondi MIC negati al docufilm, prossimamente nelle aule di atenei italiani e Parlamento europeo
Dal 15 aprile a fine maggio “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” verrà proiettato a ciascun incontro della rassegna che coinvolge 76 università della Penisola. Inoltre il 5 maggio la sua visione sarà proposta agli eurodeputati. Intanto però… … la commissione del Ministero della Cultura incaricata di assegnare contributi alle produzioni rappresentative di “qualità artistica” e “identità culturale” del cinema italiano ha negato il finanziamento alla realizzazione e promozione del docufilm che ricostruisce le vicende del sequestro, delle torture e dell’uccisione del giovane italiano che svolgeva ricerche scientifiche in un’università de Il Cairo. TUTTO IL MALE DEL MONDO Il titolo del film che documenta i fatti accaduti nel 2016, dal 25 gennaio, quando improvvisamente si perse traccia di Giulio Regeni, al 3 febbraio, quando il suo corpo esanime venne ritrovato alla periferia della capitale egiziana, sono le parole pronunciate da Paola Deffendi, sua madre, in risposta a chi la interpellava mentre lei usciva dall’obitorio: > Non vi dico… qua tutto il male del mondo si è riversato su di lui. Nel docufilm il tortuoso iter degli accertamenti e del percorso giudiziario sull’omicidio è narrato dai genitori di Giulio Regeni e dall’avvocato Alessandra Ballerini che li assiste e – mediante le registrazioni delle loro testimonianze – dai politici e funzionari italiani dei servizi segreti chiamati a deporre nel processo in Corte d’Assise cominciato nel 2023 al Tribunale di Roma e il cui termine è atteso entro la fine del 2026. Divulgata ieri da La Repubblica, la notizia che a questo film documentale diretto da Simone Manetti, scritto da Emanuele Cava e Matteo Billi e prodotto da Ganesh e Fandango sono stati rifiutati i contributi assegnati dal Ministero della Cultura oggi sta rimbalzando dalle pagine dei quotidiani a quelle dei social-media. Stamattina su Open Cecilia Dardana l’ha riferita osservando che invece «la commissione del Ministero della Cultura (Mic) ha dato il via libera ai finanziamenti per documentari dedicati allo storico locale caprese Anema e Core, alla vita di Gigi D’Alessio o alle vicende del re delle fettuccine Alfredo». Inoltre, riportando che «la motivazione addotta dai tecnici ministeriali» per negare il merito di Tutto il male del mondo a ricevere un contributo sia la sua «mancanza di “interesse culturale”» e il commento di Domenico Procacci di Fandango: > Alla mia società non sarebbe “venuto in tasca niente”. Mi dispiace per la > Ganesh di Mazzarotto, che ha fatto un lavoro straordinario. > > Puoi decidere di non finanziare un film perché non sai come sarà, come verrà, > e pensi che non sia un bel lavoro. Questo invece è stato fatto, è uscito nelle > sale, ha già vinto il Nastro della legalità e andrà sia su Sky sia in Rai. > > Bocciare un progetto del genere non puoi vederla come una scelta artistica. > > È una scelta soltanto politica. Ed è incredibile che lo sia, perché la storia > di Giulio Regeni dovrebbe ferire e indignare non soltanto una parte del Paese, > ma tutti quelli che hanno un minimo di umanità: la ricerca di verità e > giustizia. Invece fatalmente è diventata una battaglia politica. Il 26 gennaio scorso – dopo che alla ricorrenza del decimo anniversario della scomparsa di Giulio Regeni il docufilm è stato proiettato in anteprima a Fiumicello Villa Vicentina, la cittadina in provincia di Udine dove risiede la famiglia Regeni – nella sua recensione su MyMovies Raffaella Giancristofaro annotava che Tutto il male del mondo «evita accuratamente di cavalcare l’indignazione dello spettatore, ma mette in fila i fatti» e «nel restituire i fatti, chiama in causa diversi esponenti politici italiani e le loro promesse non mantenute, illumina gli equilibrismi tra corso delle indagini e relazioni diplomatiche dettati da interessi economici nel Mediterraneo» evidenziando che Marco Minniti, Ministro degli Interni nel periodo del sequestro e assassinio del giovane ricercatore, nella propria testimonianza al processo sull’omicidio ha dichiarato: > Giulio Regeni stava facendo un legittimo, chiaro, sacrosanto lavoro di > ricerca. Punto. > > Può succedere che in un regime autocratico, dopo un colpo di Stato, anche la > ricerca costituisca una minaccia. Mentre la stampa italiana diffondeva la notizia della ‘bocciatura’ di Tutto il male del mondo, contemporaneamente la rivista accademica Scientific American informava che, sebbene stabilire i criteri di spesa del bilancio federale non spetti al presidente, bensì al Parlamento della nazione, il Congresso degli USA aveva già respinto le richieste della Casa Bianca per tagli drastici ai budget del 2026 e imposto il ripristino dei finanziamenti a molti dei programmi di ricerca nella lista nera dell’amministrazione Trump: > Per il secondo anno consecutivo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump > ha proposto tagli significativi ai bilanci dei principali enti scientifici > statunitensi. > > Pubblicato venerdì [4 aprile 2026], il piano della Casa Bianca per la spesa > federale dell’anno prossimo include anche il divieto di utilizzare fondi > federali per gli abbonamenti e per le spese di pubblicazione di alcune riviste > accademiche. Una notizia che, oltre a quella divulgata da Il Sole 24 Ore il 17 marzo, in cui è riferito che “nel primo anno dell’amministrazione Trump sono stati cancellati oltre 7˙400 grant federali per la ricerca, per un valore superiore a 19 miliardi di dollari” e “tra procedure per i visti più rigide, controlli più severi e un clima percepito come meno accogliente, il contesto per studenti e ricercatori internazionali si è fatto più complesso”, è correlata ai fatti riscontrati dagli scienziati europei: da quando Trump è tornato alla Casa Bianca, non riescono più ad accedere ai data-base degli istituti accademici e centri scientifici statunitensi con cui prima hanno cooperato e fino ad allora hanno sempre collaborato senza tali restrizioni e impedimenti… LE UNIVERSITÀ PER GIULIO La rassegna di incontri sui temi della libertà di studio e di ricerca e sulle conseguenze della compressione dei diritti fondamentali in ambito accademico e sociale coinvolgerà 15 mila docenti, ricercatori e studenti di 76 atenei italiani e, mediante le notizie divulgate dai media e diffuse sui social media con apposta la parola-chiave #UniversitàperGiulio, anche l’opinione pubblica. Si svolgerà per iniziativa promossa da Elena Cattaneo, nella comunità scientifica rinomata per le sue ricerche sulla malattia di Huntington e sulle cellule staminali, docente di bioscienze all’Università Statale di Milano e senatrice a vita, che a Palazzo Madama di Roma il 31 marzo scorso ha presentato il programma Le Università per Giulio con il rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Menico Rizzi, e con gli autori del docufilm Tutto il male del mondo, Simone Manetti, Emanuele Cava e Matteo Billi e insieme all’avvocato Alessandra Ballerini e ai genitori di Giulio Regeni. «Siamo onorati e grati per questa iniziativa che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti – hanno dichiarato Paola Deffendi e Claudio Regeni – Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato, sia la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui». «Giulio continua a vivere e a ‘fare cose’ attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà – ha affermato Elena Cattaneo – Lo stesso valore che Giulio ha difeso da studioso». CALENDARIO DE LE UNIVERSITÀ PER GIULIO * lunedì 13 aprile – Bari, Politecnico / Milano, Università degli Studidi Milano Statale * martedì 14 aprile – Camerino (MC), Università degli Studi di Camerino / Roma, Libera Università Maria Santissima Assunta  * mercoledì 15 aprile – Macerata, Università degli Studi di Macerata / Siena, Università degli Studi di Siena * venerdì 17 aprile – Bolzano, Libera Università di Bolzano * martedì 21 aprile – Messina, Università degli Studi di Messina * lunedì 27 aprile – Roma, Università di Roma La Sapienza * martedì 28 aprile – Brescia, Università degli Studi di Brescia / Ferrara, Università degli Studi di Ferrara / Pisa, Università degli Studi di Pisa, in collaborazione con Scuola Normale Superiore di Pisa e Scuola Superiore Sant’Anna / Venezia, Università IUAV * mercoledì 29 aprile – Bergamo, Università degli Studi di Bergamo / Bologna, Alma Mater Studiorum Università di Bologna / Roma, Università degli Studi Internazionali di Roma – UNINT * lunedì 4 maggio 2026 – Bari, Università degli Studi di Bari / Venezia, Università Ca’ Foscari * martedì 5 maggio – Lecce, Università degli Studi del Salento / Roma, Università Tor Vergata * mercoledì 6 maggio Milano, Università degli Studi Milano-Bicocca / Rende (CS), Università della Calabria * giovedì 7 maggio – Cagliari, Università degli Studi di Cagliari / Campobasso, Università degli Studi del Molise / Milano, Università Commerciale Luigi Bocconi / Napoli, Università Suor Orsola Benincasa / Padova, Università degli Studi di Padova / Varese, Università degli Studi dell’Insubria / Verona, Università degli Studi di Verona * venerdì 8 maggio – Trieste, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) * lunedì 11 maggio – Catania, Università degli Studi di Catania / Chieti-Pescara, Università degli Studi G. D’Annunzio / Salerno, Università degli Studi di Salerno * martedì 12 maggio – Alessandria, Università degli Studi del Piemonte Orientale / Aosta, Università della Valle d’Aosta (Université de la Vallée d’Aoste) / Viterbo, Università degli Studi della Tuscia * mercoledì 13 maggio alle 14:30 – Ancona, Università Politecnica delle Marche / Benevento, Università degli Studi del Sannio / Milano, Politecnico / Potenza, Università degli Studi della Basilicata / Roma, Università Roma Tre / Torino, Università degli Studi * giovedì 14 maggio – Foggia, Università degli Studi di Foggia / Milano, Humanitas University / Pavia, Università degli Studi di Pavia e IUSS * venerdì 15 maggio / Pavia, Università degli Studi di Pavia e IUSS / Urbino, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo * lunedì 18 maggio / Firenze, Università degli Studi di Firenze * martedì 19 maggio – Napoli, Università di Napoli L’Orientale * mercoledì 20 maggio – Palermo, Università degli Studi di Palermo * lunedì 25 maggio / Università Cattolica del Sacro Cuore, contemporaeamente nelle sedi a Milano, Roma, Piacenza-Cremona e Brescia / Siena, Università per Stranieri * mercoledì 20 maggio / Caserta, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli / Modena, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia / Perugia, Università per Stranieri * giovedì 21 maggio – Torino, Politecnico * venerdì 22 maggio – Reggio Calabria, Università Mediterranea * martedì 26 maggio – Sassari, Università degli Studi di Sassari / Trento, Università degli Studi di Trento / Udine, Università degli Studi di Udine * mercoledì 27 maggio – Napoli, Università degli Studi di Napoli Federico II / Trieste, Università degli Studi di Trieste * giovedì 28 maggio – L’Aquila, Università degli Studi dell’Aquila * venerdì 29 maggio – Perugia, Università degli Studi di Perugia / Teramo, Università degli Studi di Teramo (data in definizione) Bari, Libera Università Mediterranea (LUM) “Giuseppe Degennaro / Cassino (FR), Università degli Studi di Cassino / Catanzaro, Università “Magna Graecia” / Genova, Università degli Studi di Genova / Milano, Università di Lingue e Comunicazione – IULM / Napoli, Università Parthenope / Parma, Università degli Studi di Parma / Roma, Università Campus Bio-Medico / Roma, Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (LUISS) Guido Carli  ELENCO DEGLI ATENEI ADERENTI A LE UNIVERSITÀ PER GIULIO Maddalena Brunasti
April 5, 2026
Pressenza