“Essere donna” come motivo di persecuzione: la pronuncia della Corte di Giustizia dell’UE sul caso Women who are victims of domestic violence
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Università degli studi di Firenze
Scuola di Scienze Politiche “Cesare Alfieri”
Corso di Laurea in Scienze Politiche
“ESSERE DONNA” COME MOTIVO DI PERSECUZIONE:
LA PRONUNCIA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UE SUL CASO WOMEN WHO ARE VICTIMS OF
DOMESTIC VIOLENCE
Tesi di laurea di Lucrezia Innocenti
(2024-2025)
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INTRODUZIONE
«La cultura dell’umanità non è nemmeno nei suoi puri contenuti materiali
qualcosa di “asessuato”, né la sua obiettività la colloca in un al di là che
prescinda dalla distinzione uomo-donna» 1
Nel 1911, Georg Simmel osservava come nessun ambito della cultura umana possa
essere considerato realmente scevro da implicazioni connesse alle differenze di
genere. In seguito, neIl relativo e l’assoluto nel problema dei sessi, l’autore
rilevava anche che, se pure tale obiettività “asessuata” di fatto non esiste,
l’esperienza maschile riesce comunque a porsi come “universalmente uman[a]” 2.
Il maschile diventa dunque l’oggettivo, l’universale, l’assoluto, il paradigma
generalmente valido 3.
Tale constatazione, tuttora applicabile, implica che anche gli odierni rapporti
sociali, economici, giuridici, siano modellati e imperniati su un invisibile
paradigma maschile, sotteso a una pretesa di neutralità. La tendenza a far
coincidere il maschile e l’universale non risparmia infatti la sfera del
diritto, cui sovente è imputato di riprodurre le medesime relazioni di potere
presenti nella società di riferimento, piuttosto che correggerle.
Nel caso dei rapporti di genere, ciò si traduce nell’impossibilità di
raggiungere l’eguaglianza di genere tramite la neutralità di genere, perché
dietro quest’ultima spesso giacciono considerazioni formatesi intorno a una
concezione androcentrica: in tal senso, “la neutralità sessuale (ma anche
razziale e censitaria) del diritto occidentale contemporaneo [è] più una
tautologia che una realtà” 4.
Se applicato specificamente al diritto dei rifugiati, questo ragionamento si
riflette in una certa difficoltà nel declinare giuridicamente l’esperienza
dell’asilo al femminile 5. Ciò è testimoniato da quanto disposto nei maggiori
documenti di diritto internazionale e di diritto dell’UE sulla materia, che non
incorporano questioni di genere, o, se lo fanno, ciò avviene in qualità di
addizione o variazione rispetto al paradigma maschile.
Ne discende che, alla prova dei fatti, le donne richiedenti asilo incontrano
significativi ostacoli nel riconoscimento delle persecuzioni subite, perché
queste ultime spesso si presentano in modalità specifiche rispetto al genere, di
cui più raramente l’uomo richiedente asilo fa esperienza – come, ad esempio,
atti di violenza di genere che comprendano violenza sessuale, mutilazione
genitale femminile, aborto forzato, o ancora, violenza domestica.
Negli ultimi decenni, sia la disciplina normativa che la prassi
giurisprudenziale in materia hanno gradualmente dimostrato una volontà di
sopperire alle suddette lacune e di includere la questione di genere nella
materia dell’asilo. Ciò, però, è avvenuto solo in alcuni ordinamenti nazionali e
in modo frammentato, perciò un vero avanzamento in tal senso non si era mai
concretizzato a livello generale o vincolante.
L’atteso intervento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha avuto luogo
il 16 gennaio 2024, con la sentenza relativa alla causa C-621/21 6 – sorta da
una domanda di pronuncia pregiudiziale in merito alla concessione dello status
di rifugiata a una donna vittima di violenza domestica, fuggita dal paese
d’origine per questa ragione.
Giurisprudenza europea/Guida legislativa/Papers
DONNE VITTIME DI VIOLENZA DOMESTICA: LA CGUE PRECISA LE CONDIZIONI PER
BENEFICIARE DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza del 16 gennaio 2024
22 Gennaio 2024
Come menzionato, la sentenza non detiene il merito di un pionierismo assoluto. A
renderla un interessante oggetto di studio e di approfondimento sono, però, due
principali elementi: da un lato, il ruolo uniformatore che la giurisprudenza
della CGUE assume nei confronti dei sistemi nazionali; dall’altro, il chiaro
intento di estendere la protezione garantibile alle donne richiedenti asilo.
La trattazione che seguirà ha l’obiettivo di comporre un adeguato quadro
analitico che permetta di cogliere gli elementi di rilievo della sentenza, le
sue criticità e gli aspetti innovativi che la distinguono. A tal fine, l’analisi
sarà strutturata in tre capitoli.
Il Capitolo I ha lo scopo di presentare il caso di specie e fornire una
panoramica generale sulle fonti del diritto internazionale e del diritto
dell’Unione Europea pertinenti al caso.
Il Capitolo II si concentrerà invece sulla pronuncia della Corte e sulle
Conclusioni dell’Avvocato Generale. Di entrambi i documenti, si considereranno
separatamente i vari nuclei tematici che contraddistinguono il caso.
L’esposizione delle maggiori posizioni accademiche relative alla sentenza sarà
contenuta nel Capitolo III, nel quale si intende anche accennare a casi analoghi
a quello in oggetto, per evidenziarne l’impatto sulla casistica successiva.
1. G. Simmel, Weibliche Kultur (1911), trad. it. a cura di Lucio Perucchi, in
Cultura femminile, Mimesis, Milano, 2016, p. 23. La citazione è ripresa da
E. Rigo, La vulnerabilità nella pratica del diritto d’asilo: Una categoria
di genere?, in Etica & Politica, XXI, 2019, p. 343, disponibile online qui
↩︎
2. G. Simmel, Das Relative und das Absolute im Geschlechter – Problem (1911),
trad. it. in Filosofie dell’amore, Donzelli, 2001. La citazione è ripresa da
E. Rigo, La straniera. Mobilità, confini e riproduzione sociale oltre lo
straniero di Simmel, in Teoria Politica , 10, 2020, pp. 264-265, disponibile
online su:
https://journals.openedition.org/tp/1307
. ↩︎
3. Si specifica che la scelta generale di mettere in relazione la produzione di
Simmel alla questione di genere nel diritto dei rifugiati è stata ispirata
da quanto sostenuto in E. Rigo, La vulnerabilità nella pratica del diritto
d’asilo: Una categoria di genere?, cit., e in E. Rigo, La straniera.
Mobilità, confini e riproduzione sociale oltre lo straniero di Simmel, cit.
↩︎
4. F. Filice, Introduzione al diritto femminile, in Questione Giustizia , 4,
2022. Disponibile online qui. ↩︎
5. E. Rigo, La straniera. Mobilità, confini e riproduzione sociale oltre lo
straniero di Simmel, cit., p. 268 ↩︎
6. Sentenza della Corte di Giustizia del 16.01.2024, Women who are victims of
domestic violence (C-621/21). La sentenza è disponibile online qui ↩︎