Tag - chiesa valdese

La testimonianza di Munther Isaac, cristiano palestinese in una chiesa italiana
Intervenuto al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi e all’incontro sul tema “Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio“,  il reverendo Munther Isaac ha descritto la propria esperienza a Torre Pellice nel testo intitolato “Come una chiesa è diventata un luogo dove la coscienza è chiamata a risvegliarsi“. Nato nel 1979 a Beit Sahour (la città sorta nel luogo dove, secondo i Vangeli, gli angeli annunciarono ai pastori la nascita di Gesù), il pastore delle chiese evangeliche luterane di Beit Sahour e di Betlemme, rettore del Bethlehem Institute for Peace and Justice (BIPJ) e direttore di Christ at the Checkpoint (CATC) è anche un co-autore di A Moment of Truth: Faith in a Time of Genocide, il documento approvato da Kairos Palestine al convegno del novembre 2025 e a cui recentemente hanno aderito numerose organizzazioni e accademie protestanti, tra cui la Chiesa Presbiteriana degli USA (PCUSA), l’American Academy of Religion, la Conferenza della Chiesa Metodista di Gran Bretagna e il Sinodo Generale della Chiesa di Inghilterra. Alle proprie riflessioni sull’incontro svolto nella chiesa valdese di Torre Pellice il 20 agosto scorso, il reverendo Munther Isaac ha premesso una frase del pastore della comunità locale, Michel Charbonnier: «Una chiesa non può essere semplicemente un luogo di culto, ma deve essere anche un luogo in cui la coscienza è chiamata a risvegliarsi, e la chiesa deve imparare a lasciarsi turbare dal dolore del mondo».  > Questa settimana ho avuto l’opportunità unica di parlare a Torre Pellice, un > borgo storico nel nord Italia, ricco di storia e profondamente legato alla > comunità valdese, una comunità che ha subito gravi oppressioni, persecuzioni e > ingiustizie nel corso dei secoli, per poi emergere come una comunità impegnata > nella guarigione e nella riconciliazione. > > Oggi, questo piccolissimo villaggio di circa 4.500 abitanti ospita una delle > espressioni più memorabili di testimonianza cristiana profetica che io abbia > mai incontrato. > > Sono stato invitato a tenere una conferenza nel villaggio nell’ambito del > Sinodo della Chiesa Valdese e Metodista, che si svolge a Torre Pellice. > > Ho parlato a una chiesa gremita, piena di persone venute ad ascoltare, > imparare e mostrare solidarietà. > > Ciò che mi ha colpito davvero è stata l’esposizione che ho trovato all’interno > della chiesa: migliaia di fogli di carta con migliaia di nomi di persone > uccise nel genocidio di Gaza, una testimonianza di riconoscimento e di lutto, > e un grido di giustizia. > > Ho iniziato il mio intervento con un commosso riconoscimento > dell’installazione. Mi ha ricordato, almeno in parte, ciò che abbiamo fatto > nella nostra chiesa di Betlemme più di due anni fa con il presepe “Cristo tra > le macerie”. Tra le tante cose che volevamo dire c’era questa: in un momento > in cui assistevamo alla giustificazione e alla razionalizzazione > dell’uccisione dei nostri figli, noi abbiamo soffermato la nostra attenzione > nell’immagine di Cristo in ogni bambino estratto dalle macerie. Mentre il > mondo disumanizzava i palestinesi, noi abbiamo mostrato la dignità e il valore > di ogni essere umano, compresi i palestinesi, avvolgendo Gesù in una kefiah e > dicendo al mondo: “Questa è la realtà in Palestina“. > Ho anche fatto notare che, durante tutto questo genocidio, mi è stato spesso > chiesto: “Dov’è Dio? Perché Dio permette tutto questo?”. > > La mia risposta è sempre stata che non stiamo parlando di un terremoto o di un > tornado. > > Questa è una tragedia causata dall’uomo: esseri umani che massacrano altri > esseri umani. > > La vera domanda, quindi, non è: “Dov’è Dio?”, ma piuttosto: “Dove sono le > brave persone del mondo? Dove sono le persone di fede?“. > > Essere a Torre Pellice mi ha ricordato che la Chiesa non è sempre silenziosa. > > Ci sono coloro che ascoltano, che si preoccupano, che si lamentano e che > invocano giustizia. > > E sono andati ben oltre il gesto incredibilmente toccante di apporre i nomi > degli abitanti di Gaza all’interno della chiesa dove pregano ogni domenica. Si > sono anche mobilitati, hanno fatto pressione e hanno donato generosamente per > il popolo palestinese e di Gaza. > > Ho avuto l’onore di incontrare il pastore della chiesa, Michael Charbonnier, > che ha introdotto il mio intervento con una breve ma profonda riflessione > teologica. > > Le sue parole sono state incisive e credo che valga la pena citarle. Se i > cristiani di tutto il mondo credessero e mettessero in pratica ciò che ha > detto, sono convinto che oggi ci troveremmo in una situazione ben migliore. > > Ha iniziato spiegando perché questi nomi appartengono a una chiesa: > > «Una chiesa non può essere semplicemente un luogo di culto, ma deve essere > anche un luogo in cui la coscienza è chiamata a risvegliarsi, e la chiesa deve > imparare a lasciarsi turbare dal dolore del mondo»; > > «Questa non è una mostra. È un modo per tenere sempre presente, soprattutto > quando ci riuniamo qui in preghiera, ciò che preferiremmo tanto fingere di non > vedere». > > Ha poi spiegato perché ascoltare la voce degli oppressi non deve essere > confuso con l’abbandono della pace o del dialogo: > > «Questa non è una scelta contro la pace, ma a favore della vera pace. Perché > non c’è pace senza giustizia, non c’è riconciliazione senza riparazione… La > preghiera per la pace diventa autentica quando si traduce nella difesa della > dignità, dei diritti e della libertà di ogni persona». > > E infine, ha fondato questa testimonianza su Gesù stesso:  > > «Gesù stesso non era equidistante. Scelse da che parte stare: dalla parte > degli esclusi, degli ultimi, dei perseguitati e degli oppressi. La fedeltà al > Vangelo non ci chiede di essere neutrali; ci chiede di stare dove Lui stava: > dalla parte delle vittime». > > Ho lasciato Torre Pellice profondamente umile e grato per la testimonianza > della Chiesa Valdese, e in particolare per la testimonianza del pastore > Michael e della comunità di Torre Pellice. > > Possa questo genocidio finire. Possa la giustizia prevalere. > > Munther Isaac, 22 agosto 2026 * How a Church in Italy Became a Place Where Conscience is Called to Awaken * Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio Maddalena Brunasti
August 24, 2026
Pressenza
Alla 225ma Presenza di Pace si è presentata la Chiesa Valdese
225ma Presenza di Pace. Un gruppo di persone si è riunito nuovamente in piazza Carignano alle ore 11 del 20 giugno. La scorsa settimana era stata introdotta una nuova modalità che prevede la presentazione, una settimana alla volta, delle varie organizzazioni del Coordinamento Agite. La scorsa settimana ha iniziato Un Ponte Per, questa volta è stata l’occasione di ascoltare la Chiesa Valdese. La presentazione ha alternato canti e letture. Tra le canzoni sono state intonate “ho fatto un sogno, “Il disertore” e “Noi trionferemo”, traduzione italiana di “We shall overcame” del 1954, un canto famosissimo eseguito in quegli anni anche da Joan Baez e Bob Dylan, diventato simbolo del movimento non violento. Tra i testi letti invece il sermone di Matteo: “Beati i poveri in Spirito… ” Chi sono questi poveri in Spirito? Sono le persone affette da deficit cognitivo e Gesù le innalza così come tutti e tutte le persone povere, afflitte, sofferenti, perchè di “essi è il Regno dei cieli”. Tra queste ci sono anche i mansueti, gli affamati di giustizia, coloro che per motivi di giustizia sono perseguitati, i puri di cuore, i misericordiosi e chiunque si adoperi per la pace. Oltre al testo biblico sono stati letti alcuni documenti prodotti dal Sinodo delle chiese valdesi e metodiste, la massima autorità ecclesistica della Chiesa Valdese. Ne riportiamo un brano tratto dal documento “Palestina”, dell’estate del 2025: “il Sinodo invita le chiese metodiste e valdesi a: – esprimere solidarietà e vicinanza alle comunità cristiane di Palestina e all’azione di Kairòs Palestina, sostenendo il loro diritto a rimanere sulla loro terra e a praticare liberamente la propria fede; – assumere iniziative di boicottaggio, disinvestimento anche dalle “banche armate” ed embargo sulle armi; – dare voce e sostegno ai costruttori di pace, ai dissidenti, agli obiettori di coscienza e ai renitenti alla leva che in Israele scelgono la difficile strada del rifiuto della violenza preferendole il dialogo e il riconoscimento reciproco, – collaborare, anche in associazione con la società civile e con i movimenti ecumenici della pace, con quanti sono impegnati a costruire le condizioni per una convivenza pacifica tra i due popoli. Dà mandato alla Tavola valdese di chiedere al Governo italiano – di riconoscere lo Stato di Palestina – di interrompere la fornitura di armi e ogni rapporto commerciale, militare e politico che dia sostegno alla politica genocidaria dell’attuale governo israeliano; – di riconoscere pienamente il Diritto Internazionale e gli organismi che lo sostanziano, come l’ONU, la Corte Internazionale di giustizia e la Corte penale internazionale; – di appoggiare le iniziative internazionali tese a indurre il governo israeliano al rispetto della legalità internazionale; – di rendere possibile l’apertura di corridoi umanitari e sanitari, anche offrendosi di contribuire con i fondi dell’Otto per Mille, come chiesto recentemente anche dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).” E’ stato letto un secondo documento “Formazione alla Pace” a sottolineare la grande importanza riservata proprio all’educazione e alla costruzione attiva di questa Pace. Tutti gli atti del Sinodo sono fruibili liberamente sul sito della Chiesa Evangelica Valdese cosi come liberamente si può assistere ai lavori del Sinodo che si riunisce in genere l’ultima settimana di agosto in forma aperta. Durante quella settimana sarà attivo nelle valli valdesi un evento per la pace e il dialogo in Palestina organizzato dal gruppo Dalla parte di Abele, nato nel 2024 dall’iniziativa di quattro donne sensibili al tema della pace. Seguiranno dettagli ma l’invito è aperto. L’altro invito lanciato in questo momento di presentazione della Chiesa Valdese è stato: Svuotiamo le chiese e riempiamo le piazze: è il momento che lo richiede. Sembra un’affermazione in conflitto con chi l’ha espressa ma non è così vista la grande attenzione alla pace e alla sua costruzione. Piccola anticipazione per la 226ma Presenza di Pace di sabato 27 giugno. Verrà presentato il progetto Clean Shelter, a cui la chiesa valdese ha aderito insieme ad un gruppo di studi ebraici, un’organizzazione culturale laica. Grazie a questo progetto, nato dal dialogo tra da due donne, una palestinese e una israeliana, entrambe vivono in Germania, sono stati creati spazi puliti e bagni, in particolare per le donne. Testo di Noi trionferemo trad. it. di We shall overcame Noi trionferemo, noi trionferemo, noi trionferemo un giorno. Oh, in fondo al cuore io credo fortemente, che noi trionferemo un giorno. Noi cammineremo mano nella mano, noi cammineremo mano nella mano, noi cammineremo mano nella mano, un giorno. Oh, in fondo al cuore ci credo, noi trionferemo un giorno. Noi saremo tutti liberi, noi saremo tutti liberi, noi saremo tutti liberi un giorno. Oh, in fondo al cuore ci credo, noi trionferemo un giorno. Noi non abbiamo paura, Noi non abbiamo paura, Noi non abbiamo paura oggi. Oh, in fondo al cuore ci credo, noi trionferemo un giorno. Noi non siamo soli, Noi non siamo soli, Noi non siamo soli oggi. Oh, in fondo al cuore ci credo, noi trionferemo un giorno. Percorreremo l’intero mondo Percorreremo l’intero mondo Percorreremo l’intero mondo, un giorno, Oh, in fondo al cuore ci credo, noi trionferemo un giorno. Noi trionferemo, noi trionferemo, noi trionferemo un giorno. Oh, in fondo al cuore io credo fortemente. Sara Panarella
June 24, 2026
Pressenza
Il documento stilato da Kairos Palestina nel 2025 ed ora edito in italiano
Il testo, pubblicato da Edizioni La Meridiana con contributi di Nicoletta Dentico, giornalista ed esperta di cooperazione internazionale, del biblista valdese Eric Noffke e del presidente di Pax Christi Italia, Giovanni Ricchiuti, verrà presentato martedì 7 aprile da Tomaso Montanari insieme a Rifat Kassis, protagonista delle pacifiche battaglie per la difesa dei diritti umani condotte da Kairos Palestina e molte altre associazioni cristiane palestinesi. Nato a Beit Sahour, la cittadina della Cisgiordania a poca distanza da Betlemme e in cui – secondo la tradizione cristiana – ai pastori appave l’angelo che annunciava la nascita del messia, e un centro urbano che ebbe un ruolo chiave nella Prima e nella Seconda Intifada, dove gli attivisti locali hanno sperimentato innovative tecniche di resistenza nonviolenta, dopo l’esperienza nei programmi di assistenza e solidarietà con la YMCA di Gerusalemme Est, quando l’associazione ha avviato la YMCA/YWCA Joint Advocacy Initiative da cui è scaturita la campagna “L’Ulivo”, nel 1992 Rifat Kassis  ha fondato Defence for Children International (DCI), la prima ONG palestinese indipendente per i diritti dei bambini, nel 1995 ha contribuito alla realizzazione di un programma di riabilitazione per i bambini ceceni vittime della guerra e tra il 2000 e il 2004 ha co-fondato la National Coalition of Christian Related Organizations (NCCRO) e la Occupied Palestine and Golan Heights Advocacy Initiative (OPGAI). Un movimento ecumenico le cui origini sono indissolubilmente legate al documento Un momento di verità elaborato nel 2009 dalle comunità cristiane palestinesi, Kairos Palestina coinvolge i cristiani palestinesi e le chiese e i cristiani di tutto il mondo a rifiutare le ingiustizie e l’apartheid subite dai palestinesi e a intervenire attivamente per costruire una pace giusta e duratura tra palestinesi e israaeliani. Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio (A Moment of Truth: Faith in a Time of Genocide), il testo approvato da Kairos Palestina al convegno che – affrontando molte difficoltà – si è svolto nel novembre 2025, è un accorato appello che sollecita i cristiani, palestinesi e di tutto il mondo, a impegnarsi con determinazione per contrastare il genocidio, la pulizia etnica e la colonizzazione e per gettare le basi e consolidare le prospettive della pace nel Medio Oriente e sulla Terra. La sua pubblicazione nella collana paginealtre… lungo i sentieri della differenza di Edizioni La Meridiana in italiano, con traduzione curata da BOCCHE SCUCITE – Voci dai Territori Occupati, è così presentata: > Ci sono momenti della Storia dell’umanità che ci interrogano e ci chiamano a > farci voce delle vittime e megafono di una speranza resiliente. Momenti in cui > non tacere di fronte all’inganno, narrato magistralmente dai potenti, che la > scelta della guerra sia la sola strada per riportare la pace tra i popoli. > > Queste pagine propongono integralmente il documento che Kairos Palestina ha > indirizzato ai cristiani nel mondo il 14 novembre 2025, scegliendo – > nell’edizione italiana – di accompagnarlo con contributi che possano aiutare i > lettori a capire e a scegliere di farsi Parola di Verità. > > Questo del 2025 è il secondo documento delGlobal Kairos for Justicea cui > aderiscono circa 150 Paesi, tra cui anche l’Italia. Un processo che ha tenuto > vivo il senso della fede nell’avanzare delle distruzioni nei territori > occupati, che chiede Parola di verità e rivendica di dare voce alla verità fin > troppo taciuta: è il dire la fede in tempo di genocidio. > > “È uno strumento preziosissimo, dopo oltre due anni di genocidio in Palestina, > per stanare le Chiese cristiane dalle loro proditorie ambiguità > interpretative, dai loro silenzi, dalle loro pigrizie e impacciate timidezze > […] E riguarda direttamente anche noi, la nostra ipocrisia, la nostra > indifferenza. E di noi, chi è credente, non può più sottrarsi” (dal contributo > di Nicoletta Dentico). > > Fermarsi, riflettere, capire, scegliere come cristiani di farsi Salvezza, di > accogliere e lanciare un grido profetico di perseveranza: abbiamo la pretesa > che queste pagine aiutino a farlo.   La partecipazione all’incontro è gratuita, previa iscrizione – entro il 6 aprile 2026 – richiesta al recapito telefonico 376 123 1656 oppure per email a info@lameridiana.it Maddalena Brunasti
April 2, 2026
Pressenza