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Cascina Spiotta e non solo: quando le condanne sono a vita
Fabrizio De Andrè, nella Ballata degli Impiccati, cantava che “il prezzo fu la vita/per il male commesso in un’ora”. Un verso che, fatte le debite proporzioni, si può applicare all’Italia odierna, in particolare in relazione ai fatti relativi alla lotta armata degli anni Settanta, che vedono coinvolti militanti di formazioni […] L'articolo Cascina Spiotta e non solo: quando le condanne sono a vita su Contropiano.
July 19, 2026
Contropiano
Francia. Rinviato a ottobre il processo contro l’europarlamentare Rima Hassan
E’ stato rinviato al 19 e 20 ottobre il processo contro la europarlamentare di France Insoumise Rima Hassan accusata di apologia di terrorismo. Rima Hassan è stata fermata il 2 aprile 2026 e tenuta in custodia per alcune ore, con l’accusa di “apologia di terrorismo” per aver citato in suo post su […] L'articolo Francia. Rinviato a ottobre il processo contro l’europarlamentare Rima Hassan su Contropiano.
July 14, 2026
Contropiano
Archeologia repressiva – di Gianni Giovannelli
Breve premessa per i più giovani. Il 4 giugno 1975 fu sequestrato dalle Brigate Rosse l’industriale Vittorio Vallarino Gancia, morto poi nel 2022. Era rinchiuso in una cascina nei pressi di Aqui Terme, chiamata Spiotta, oggi ristrutturata dai nuovi proprietari, con un bel cancello all’ingresso. Il Gancia fu liberato da quattro carabinieri; uno (D’Alfonso) morì [...]
July 9, 2026
Effimera
TORINO: NUOVA UDIENZA DEL PROCESSO “SOVRANO” CONTRO ATTIVISTE/I DI ASKATASUNA, NERUDA E MOVIMENTO NO TAV
È ripreso oggi, lunedì 6 luglio 2026, al Tribunale di Torino, il dibattimento del processo d’appello a carico di 16 attiviste e attivisti del Movimento No Tav, del centro sociale Askatasuna e dello Spazio Popolare Neruda accusati – nell’ambito dell’operazione “Sovrano” – di associazione a delinquere per aver partecipato alle lotte sociali e ambientali tra il capoluogo piemontese e la Val di Susa. Durante la lunga udienza di oggi, l’ultima prima della pausa estiva, sono stati ascoltati alcuni testimoni della difesa. Movimento No Tav, centro sociale Askatasuna e Spazio Popolare Neruda, hanno fatto appello alla solidarietà, rilanciando la campagna “Associazione a resistere” e invitando chi può a portare all’interno dell’aula il proprio sostegno a imputate e imputati. All’udienza, infatti, era presente una delegazione di No Tav della Val di Susa oltre a un gruppo di giovani attiviste e attivisti. “Fa specie constatare che c’è uno sguardo molto chiuso, riduzionista, tecnicista, strettamente formale su dinamiche di questo tipo, che oggi è molto diffuso in buona parte della magistratura”, commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto Gian Luca Pittavino, militante del centro sociale Askatasuna, tra i testimoni sentiti oggi in aula. “Per esempio, oggi in aula si è parlato di abitudine alla prevaricazione in riferimento alla possibilità di fischiare o contestare altre forze politiche in piazza – prosegue Pittavino – questo ci dà un po’ il quadro del clima in cui si svolge questo processo, con intorno il battage mediatico che viene condotto da anni e che è stato funzionale anche a portare allo sgombero del centro sociale nel dicembre scorso”. L’intervento su Radio Onda d’Urto di Gian Luca Pittavino, militante del centro sociale Askatasuna di Torino e tra i testimoni sentiti in aula durante l’udienza. Ascolta o scarica.
July 6, 2026
Radio Onda d`Urto
GERMANIA: DECIMA UDIENZA DEL PROCESSO “ULM5”. 5 MILITANTI PER LA PALESTINA CONTINUANO A SUBIRE IL CARCERE DURO
Il processo Ulm5 riguarda cinque attivisti accusati di aver fatto irruzione nella sede di Ulm dell’azienda di armi israeliana Elbit Systems nel settembre 2025, causando danni materiali alle strutture. Il dibattimento, arrivato oggi alla decima udienza, si svolge nel carcere di massima sicurezza di Stoccarda-Stammheim. L’8 settembre 2025, cinque giovani erano entrati nella fabbrica di armi di Ulm. Il loro obiettivo era bloccare la produzione di droni e tecnologie usate nei Territori Occupati in Palestina e a Gaza dove, oggi, si è arrivati a 1000 giorni di genocidio. I reati contestati sono violazione di domicilio, danneggiamento (stimato attorno a un milione di euro) e associazione a delinquere ai sensi del paragrafo 129 del codice penale tedesco. Gli attivisti sostengono il cosiddetto “stato di necessità”. Secondo la loro tesi, il danno materiale era giustificato per fermare un crimine più grave in corso a Gaza. Nel frattempo Ulm5 continuano a subire il carcere duro in 5 carceri diversi ed il processo si celebra senza il rispetto dei diritti degli imputati: la giudice continua a negare al gruppo degli avvocati e delle avvocate di stare fisicamente vicino alle persone assistite che hanno diritto alla comunicazione confidenziali con chi le difende, le cinque persone partecipano alle udienze dietro un vetro e ammanettate. Continua intanto la mobilitazione solidale come ci spiega Cecilia del Gruppo Di Solidarieta’ Italiano Ulm5 Ascolta o scarica  Per tutte le informazioni: https://ulm5.info/en/
July 3, 2026
Radio Onda d`Urto
Processo Naufragio Cutro, non era una barca con migranti… anzi sì
La differenza lessicale tra dubbio e incertezza sullo sfondo di una certezza, purtroppo, indubbiamente certa: 94 persone morte sulla spiaggia di Steccato di Cutro. È stata caratterizzata anche da questa discussione semantica la tredicesima udienza del processo ai sei militari (quattro della Guardia di Finanza e due della Capitaneria di Porto) accusati dei presunti ritardi nei soccorsi al caicco Summer Love, il cui naufragio, avvenuto il 26 febbraio 2023 sulla spiaggia di Cutro, ha causato 94 morti accertati e decine di dispersi. Protagonista, nella tredicesima udienza svolta il 30 giugno, è stato ancora il capitano di fregata Gianluca D’Agostino, all’epoca dei fatti capo dell’Italian Maritime Rescue Coordination Center. La sua è stata una deposizione proseguita nel segno delle contraddizioni in merito alla valutazione dei fatti di quella notte. “L’aereo di Frontex aveva avvistato una decina di barche quella notte, ma segnalò solo il caicco perché faceva rotta verso terra, era stata intercettata una telefonata verso la Turchia e sottocoperta c’erano altre persone”, ha dichiarato il capitano di fregata rispondendo a una domanda diretta e precisa del presidente del collegio penale del Tribunale di Crotone, Alfonso Scibona. Una risposta che ha destato un boato di sorpresa nell’aula – nella quale era presente anche l’europarlamentare Mimmo Lucano – perché fino a quel momento D’Agostino aveva sempre sostenuto che, a suo avviso, su quella barca non ci fossero persone, né tantomeno migranti. Le divergenze con Frontex nel processo di Cutro D’Agostino ha ribadito di aver avallato la valutazione dell’International Coordination Centre (struttura interforze istituita presso il Comando Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza), secondo cui non si trattava di una barca di migranti. Questo nonostante – come emerge dagli atti, ma anche dal dibattimento e dalle stesse parole di D’Agostino – l’imbarcazione viaggiasse senza Ais acceso (il sistema di tracciamento automatico), non avesse una bandiera visibile, presentasse un’alta risposta termica sottocoperta e da Frontex fossero giunti messaggi che descrivevano il caicco come “possible migrant vessel”. Rispondendo all’avvocato di parte civile Lidia Vicchio, il capitano di fregata è arrivato a sostenere che: “Frontex cita i migranti solo per un errore di trascrizione”. Inoltre, replicando a una domanda dell’avvocato di parte civile Stefano Bertone, ha contestato le dichiarazioni fatte dal direttore di Frontex, Hans Leijtens, durante un’audizione del 23 maggio 2023 alla commissione Libe dell’Europarlamento (vedi il Crotonese del 26 maggio 2023), secondo il quale c’erano molte persone sottocoperta: “Il direttore di Frontex è un poliziotto, la sua affermazione è eccessiva”, ha chiosato D’Agostino. Ha poi ripetuto che il calore registrato dall’Eagle 1 di Frontex poteva essere provocato anche da due o tre persone, da stufette o dalla porta della sala macchine aperta: “Che ci siano due o 300 persone, la colorazione del rilievo termico non fa differenze”. La Finanza non era dove avevano detto che si trovava A proposito della sigla IM posta davanti al numero della segnalazione di Frontex, ha dichiarato: “È un codice usato perché Frontex di quello si occupa. Non è il codice IM solo perché sono immigrati. Si deve andare a controllare… e nella maggior parte dei casi si tratta di migranti.” Ricordando di aver visto in diretta il video di Frontex “un’ora prima della segnalazione ufficiale”, D’Agostino ha ribadito più volte che il caicco Summer Love – senza Ais, senza bandiera e con telefonate dirette verso la Turchia – “non era la barca tipica dello scenario e della rotta turca”. Quindi si è sfogato sulla mancata presenza di unità in mare durante il controesame del pm Matteo Staccini: “L’informazione che avevo ricevuto era che la V5006 fosse indicata nell’area delle operazioni dalle 20:00 del 25 febbraio alle 6:00 del 26 febbraio. Invece, sedici minuti dopo la telefonata che ci informava di questo, era agli ormeggi a Crotone. Vuol dire che, quando ci hanno chiamato, era praticamente in porto. Questo ha fatto scattare la mia domanda di chiarimento al generale Caci e quella mia dichiarazione di cui mi scuso: perché io sapevo che fino alle 6:00 avevo una barca lì, e invece quella barca era in un posto diverso. Una nave del genere, quando esce, non va a fare bunkeraggio (operazione di rifornimento di combustibile). Se so che dalle 20:00 alle 6:00 sei lì, fare bunkeraggio due ore dopo l’inizio delle operazioni stride un po’”. I dettagli anomali: salvagenti e telefonate nel naufragio di Cutro Il presidente Scibona, anche sulla scorta della sua esperienza nei processi agli scafisti, ha sollecitato il testimone su alcuni particolari, come l’assenza di salvagenti in coperta e la mancanza di telefonate dalla barca ai parenti o ai numeri di emergenza, elementi che D’Agostino aveva utilizzato per spiegare i motivi per cui il caicco non era stato considerato una barca di migranti. “Quanti salvagenti vengono posizionati sulla coperta di una nave di migranti? Sono sempre abbandonati in modo caotico? Ci sarebbero dovuti essere 200 salvagenti?”, ha domandato Scibona. D’Agostino ha replicato: “Solitamente sulla coperta c’è grande caos, con salvagenti di ogni tipo. Non avevo mai visto prima una barca di migranti i cui passeggeri fossero nascosti in questo modo, né una simile capacità degli scafisti di interdire le comunicazioni telefoniche.” Il presidente Scibona ha ribattuto: “Mi risulta che, proprio per evitare che telefonino e vengano intercettati, si tolgano i telefonini ai migranti. L’ho riscontrato in diversi processi.”   Redazione Italia
July 1, 2026
Pressenza
OPERAZIONE SOVRANO: ricominciano le udienze
  Lunedì 6 luglio ripartirà il dibattimento nel processo d’appello a carico dell* imputat* del Movimento No Tav, del centro sociale Askatasuna e dello Spazio Popolare Neruda. Verranno risentiti alcuni […] The post OPERAZIONE SOVRANO: ricominciano le udienze first appeared on notav.info.
July 1, 2026
notav.info
Cascina Spiotta. 51 anni dopo le difese smontano il teorema e accusano
Improcedibilità per Lauro Azzolini, è stata la richiesta fatta dall’avvocato Steccanella. Riprendendo una delle eccezioni presentate ad avvio di processo, nel febbraio 2025, e rimasta in sospeso, il legale ha contestato l’annullamento richiesto dalla Dda della sentenza di proscioglimento pronunciata, senza averne mai avuto cognizione, dal gip di Torino nel […] L'articolo Cascina Spiotta. 51 anni dopo le difese smontano il teorema e accusano su Contropiano.
June 29, 2026
Contropiano
La strage di Cutro arriva a Bruxelles: l’appello per verità e giustizia
Prima le foto della tragedia, poi il film “Cutro 94… and more”. La strage del 26 febbraio 2023 arriva nel cuore della politica continentale, al Parlamento Europeo di Bruxelles, grazie all’iniziativa di The Left “Verità e giustizia per il naufragio di Cutro”, voluta da Mimmo Lucano e svoltasi il 23 giugno. Un incontro nella sala 7C50 dell’Europarlamento al quale hanno partecipato familiari delle vittime e superstiti. “Dobbiamo spezzare il silenzio. Contribuire a non far passare un evento drammatico come qualcosa destinato a scadere nella routine”, ha detto Mimmo Lucano spiegando i motivi dell’iniziativa. “Prima i soccorsi, poi la sicurezza” Aprendo la manifestazione, Lucano ha sottolineato: “Da quel dramma bisogna costruire rapporti e relazioni di solidarietà, non basate sull’avversione, sulla discriminazione o sulla sicurezza. Bastava dire che venivano prima i soccorsi e non la sicurezza: c’era tempo per la sicurezza. Dal naufragio, quello che succede nella mia coscienza non è la ricerca giustizialista o l’individuazione dei colpevoli. I colpevoli si sa già chi sono. Come diceva Pier Paolo Pasolini dopo la strage di Piazza Fontana: ‘Io i colpevoli li conosco, ma non ho le prove’. Cutro dimostra un modello politico che accetta la morte come effetto collaterale. Cutro è il risultato di una strategia che criminalizza chi salva e chi arriva.” La critica alle politiche europee sui rimpatri “Cutro è stato causato da un sistema che non mette la persona al primo posto. Le persone che fuggono sono, per me, come i martiri della libertà, degli eroi”, ha sottolineato. Lucano ha evidenziato il contrasto tra i valori fondanti dell’Unione Europea e l’approvazione del regolamento sui rimpatri: “Ora l’Europa apre alla deportazione di massa, mentre siamo qui davanti a una verità che molti vorrebbero evitare. L’approvazione di quei regolamenti è avvenuta anche con il contributo di forze politiche moderate: è qualcosa che annulla il motivo stesso per il quale nasce l’Europa, il rispetto dei diritti umani e dell’uguaglianza. Quindi è un’Europa che rinnega se stessa.” Le 94 foto della mostra de ‘Il Crotonese’ La manifestazione svolta nell’Europarlamento è stata caratterizzata da due momenti intensi. Prima un flash mob durante il quale tutti i presenti, oltre un centinaio di persone, hanno sollevato le foto della mostra de Il Crotonese sul naufragio di Cutro, realizzata con gli scatti del direttore Giuseppe Pipita, che è stato il primo giornalista ad arrivare sulla spiaggia di Steccato. “Questa è la storia di 94 persone” ha detto Pipita “che non sono mai riuscite ad arrivare in Europa, perdendo la vita il 26 febbraio 2023 a Cutro, in Calabria, sulla spiaggia di un Paese occidentale, un Paese del G7 che avrebbe dovuto incarnare i valori di umanità, accoglienza e solidarietà. Al contrario l’Italia, come molti altri Paesi europei, sta subendo una deriva fascista e razziale in cui l’umanità non conta più.” Il direttore ha sottolineato l’attualità del caso Cutro: “Oggi è fondamentale essere qui, nel cuore dell’Europa. Raccontare la strage di Cutro in questa sede deriva anche dal fatto che in Italia non se ne parla più. A soli tre anni di distanza, mentre nelle televisioni nazionali si continua a discutere quotidianamente, in trasmissioni lunghe ore, di omicidi avvenuti vent’anni fa, su un processo che chiama alla responsabilità una nazione per la morte di 94 persone è calato il silenzio. Il presidente del collegio del Tribunale di Crotone ha persino vietato l’ingresso delle telecamere in aula per “garantire la serenità del processo”, sebbene le stesse siano regolarmente ammesse per i processi contro presunti scafisti o per mafia.” “Sul processo è calato il silenzio” Dal direttore è arrivato un accorato appello, soprattutto agli europarlamentari: “Vi prego, continuate a parlare di questo processo e a raccontare ciò che è successo a Cutro il 26 febbraio 2023. La mia mostra è composta da 94 foto, tante quante le vittime. Il titolo “I sogni attraversano il mare” vuole significare che quelle persone hanno comunque portato i loro sogni di una vita di libertà oltre il mare e noi dobbiamo fare in modo che si realizzino, perché quel 26 febbraio 2023 siamo stati tutti naufraghi su quella spiaggia.” La proiezione di “Cutro 94… and more” Dopo gli interventi c’è stata la proiezione del film “Cutro 94… and more”, per il quale erano presenti gli autori Vincenzo Montalcini, Bruno Palermo, Angelo Resta e Francesco Pupa con la giornalista Francesca Travierso e il sound designer Daniele Sorrentino. Momenti intensi che hanno suscitato forti emozioni tra i presenti. Ad assistere anche gli eurodeputati di The Left Pasquale Tridico, Ilaria Salis, Cecilia Strada, Leoluca Orlando, Gaetano Pedullà. “Questo è un documento che serve per conservare la memoria di quei giorni” ha detto Bruno Palermo nel suo intervento. “Per raccontarla per come è accaduta, senza che nessuno, col passare del tempo, possa poi fornire una versione diversa e magari dire che è stata colpa del mare. No. Non è colpa del mare. Il mare fa il mare. L’uomo, invece può scegliere e scegliere di non intervenire ha fatto la differenza tra la vita e la morte”.   Redazione Italia
June 24, 2026
Pressenza
Processo naufragio Cutro, l’Imrcc classificò l’evento come barca migranti
Le contraddizioni in aula del capitano D’Agostino sulla scelta di non dichiarare l’evento finito tragicamente come migratorio. Non era una barca con migranti, ma venne classificata come barca di migranti. Ci sono delle evidenti contraddizioni in quello che è accaduto nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 quando il caicco Summer Love si schiantò sulla costa di Steccato di Cutro causando la morte di 94 persone. Contraddizioni emerse nel corso della testimonianza del capitano di vascello Gianluca D’Agostino al processo in corso a Crotone per i presunti ritardi nei soccorsi, nel quale sono imputati 4 militari della Guardia di Finanza e 2 della Capitaneria di Porto per omicidio e naufragio colposo. Le segnalazioni di Frontex nel processo sulla strage di Cutro L’avvocato di parte civile, Francesco Verri (che rappresenta superstiti e familiari delle vittime), ha chiesto a D’Agostino se sapesse che la Guardia di Finanza, nell’immediatezza della segnalazione di Frontex, riportò alle 23:20 sul registro di sala del Roan di Vibo Valentia la comunicazione della centrale operativa (Cenop) Natante con migranti. “Non so cosa abbia scritto allora la Finanza” ha detto l’ufficiale. “Anche noi l’abbiamo inserita nel nostro protocollo come barca con migranti perché viene catalogata così per natura statistica. C’è un protocollo parallelo nel quale classifichiamo tutte le segnalazioni provenienti da Frontex come barche con migranti. Da Frontex arrivano una decina di segnalazioni al giorno in media. Tutte sono classificate come evento migranti, poi la percentuale che non corrisponde è sotto il 10%. Ci azzeccano.” L’IMRCC (Italian Maritime Rescue Coordination Center), in particolare, ha classificato l’evento come IM533, dove IM – ha spiegato lo stesso ufficiale – sta evidentemente per immigrazione. Le valutazioni sul natante prima della strage di Cutro D’Agostino ha ribadito quanto aveva già detto al pm Staccini poco prima: “Il dubbio che sia una barca di migranti c’è sicuramente. Secondo me, però, non era una barca di migranti. Il dubbio non mi è sorto, c’era una possibilità, ma anche oggi dopo aver rivisto il video ribadisco che non era una barca con migranti. Quella era una barca di cui non si aveva contezza di cosa stesse facendo. Poteva portare droga o armi, come era stato fatto in precedenti occasioni.” L’avvocato Verri ha riportato all’ufficiale una serie di raccomandazioni della Commissaria Europea per i diritti umani ‘Lives saved. Rights protected’, secondo la quale le barche di migranti devono essere considerate in pericolo appena iniziano il viaggio. D’Agostino, pur condividendo le raccomandazioni, è rimasto sui suoi convincimenti nonostante il caicco fosse stato classificato appunto come barca con migranti sia dalla Capitaneria che dalla Guardia di Finanza: “È corretta questa raccomandazione se si tratta di un’imbarcazione giudicata con migranti. Se fosse stata un’imbarcazione con migranti ci saremmo comportati in modo diverso. Il dubbio esisteva non solo per la Guardia Costiera, ma anche per la Finanza e l’operazione di polizia nasce per dirimere il dubbio. Se si fossero palesati quegli elementi lo scenario si sarebbe modificato”. Il lato umano e la difesa delle procedure di soccorso Quando l’avvocato di parte civile ha chiesto a D’Agostino se oltre all’errore di essersi fidati della Finanza ci fossero stati altri sbagli quella notte, l’ufficiale si è sfogato: “Io ho soccorso migliaia di persone, ma ti ricordi quelle che non sei riuscito a salvare. Siamo delle persone, Guardia di Finanza e Guardia Costiera sono le uniche che la notte piangono insieme ai familiari quando hanno perso delle persone in mare.” Poi, recuperato l’aplomb, il capitano D’Agostino ha ribadito: “Non ci sono stati errori di procedura. Forse, a posteriori, quella telefonata con il mio omologo della Finanza, che non è procedurale ma che forse ho fatto mille altre volte… Questo me lo sono posto come uomo, non come tecnico”. Infine D’Agostino, rispondendo a una precisa domanda, ha detto che la rotta della barca non era verso alcun porto ma verso la costa e ha ammesso che “non avevamo valutato un eventuale spiaggiamento perché le barche che hanno migranti a bordo tendenzialmente arrivano sottocosta, alzano il telefono, chiamano, si fermano e non si schiantano.”   Redazione Italia
June 20, 2026
Pressenza