Tag - blackout inside

contro il g7 di Ginevra
il g7 approda a Evian sulla costa del Lago di Ginevra. Per l’occasione la Svizzera chiuderà moltissimi varchi e dispiegherà 4000 militari sul territorio, un assetto da guerra per impedire qualsiasi risposta popolare alla conferenza. I cortei e le manifestazioni sono state di fatto impossibilitate. In quel weekend i cittadini svizzeri sono anche chiamati al voto su due questioni: la prima per il reintegro della leva obbligatoria; il secondo per la campagna “10 milioni”, ossia promuovere una politica razzista e velocizzare le deportazioni con la scusa della sostenibilità. Contro il g7 si svolgeranno diverse mobilitazioni, per maggiori info: NOG7 Genève – Du 13 au 17 juin 2026, construire la résistance internationaliste à Genève Radio Contre-sommet, un suivi radiophonique contre le G7 – Renversé a 15 chilometri da Evian dove ci sarà il G7 c’è anche una ZAD, occupazione contro la costruzione di un’autostrada che si solidarizza e chiama delle settimane di costruzione e occupazione sul posto. dall’8 al 21 giugno. https://renverse.co/infos-locales/article/re-juin-la-chab-8859
contro il g7 di Ginevra
il g7 approda a Evian sulla costa del Lago di Ginevra. Per l’occasione la Svizzera chiuderà moltissimi varchi e dispiegherà 4000 militari sul territorio, un assetto da guerra per impedire qualsiasi risposta popolare alla conferenza. I cortei e le manifestazioni sono state di fatto impossibilitate. In quel weekend i cittadini svizzeri sono anche chiamati al voto su due questioni: la prima per il reintegro della leva obbligatoria; il secondo per la campagna “10 milioni”, ossia promuovere una politica razzista e velocizzare le deportazioni con la scusa della sostenibilità. Contro il g7 si svolgeranno diverse mobilitazioni, per maggiori info: NOG7 Genève – Du 13 au 17 juin 2026, construire la résistance internationaliste à Genève Radio Contre-sommet, un suivi radiophonique contre le G7 – Renversé a 15 chilometri da Evian dove ci sarà il G7 c’è anche una ZAD, occupazione contro la costruzione di un’autostrada che si solidarizza e chiama delle settimane di costruzione e occupazione sul posto. dall’8 al 21 giugno. https://renverse.co/infos-locales/article/re-juin-la-chab-8859
June 10, 2026
Radio Blackout
VERSO LO SCIOPERO DEL 29: I LAVORATORI DELLA LEONARDO PRENDONO PAROLA@1
Un gruppo informale di lavoratori della Leonardo di Corso Francia autoorganizzato ha indetto nella giornata di martedì 26 maggio un’assemblea sindacale, tramite la FIOM territoriale , sottolineando la necessità della fabbrica per la quale lavorano di discostarsi dall’attuale complicità con l’operato dello Stato genocida di Israele: la richiesta è la conversione civile, trasparenza nelle comunicazioni tra governance e impiegati verso l’interruzione dei legami tra Leonardo S.P.A. e lo Stato d’Israele. Le tematiche emerse aggrediscono le prospettive di riconversione del tessuto industriale torinese, che dimenticano il civile, e le promesse di guadagno dell’industria bellica, che, si prospetta, lasceranno ben poco al territorio sia in termini di p.i.l., che di assunzioni. Il World Economic Outlook 2026, pubblicato dal Fondo Monetario Internazionale, da conclusioni inequivocabili in merito alle spese militari: aumentare i budget per la difesa indebolisce i conti pubblici, non produce crescita economica stabile e costringe i governi a scegliere tra armamenti e servizi sociali. Non da ultimo, si denuncia la retorica ingannevole della produzione bellica come difesa, volendone dimostrare invece la collisione con il clima di guerra crescente e il genocidio in Palestina. Qui l’intervento con i Lavoratori di Corso Francia a partire dal comunicato del 22 Maggio “Spari sulla Flotilla” e la successiva assemblea sindacale, indetta per chiedere unità ai lavoratori e azione rispetto alla complicità dell’azienda: Il gruppo è attivo da settembre 2025, da quando ha iniziato ad esprimersi pubblicamente. A maggio sono stati scritti due comunicati relativi ai primi attacchi illegali da parte della marina israeliana ai danni della Flottilla, che si trovava in acque internazionali, diretta verso Gaza. Comunicato del 4 Maggio a seguito dell’incarcerazione di Thiago Avila e Saif Abukeshek dei Lavoratori della Leonardo di Corso Francia verso lo sciopero del 29: L’intervista svolta dal programma di RBO, Radio Fabbrica, a Mariano RSU FIOM di Leonardo Aeronautica Caselle, rispetto al comunicato stampa del 5 Maggio, vero un intervento reale di solidarietà al popolo palestinese e conseguentemente alla Flottilla:
VERSO LO SCIOPERO DEL 29: I LAVORATORI DELLA LEONARDO PRENDONO PAROLA@0
Un gruppo informale di lavoratori della Leonardo di Corso Francia autoorganizzato ha indetto nella giornata di martedì 26 maggio un’assemblea sindacale, tramite la FIOM territoriale , sottolineando la necessità della fabbrica per la quale lavorano di discostarsi dall’attuale complicità con l’operato dello Stato genocida di Israele: la richiesta è la conversione civile, trasparenza nelle comunicazioni tra governance e impiegati verso l’interruzione dei legami tra Leonardo S.P.A. e lo Stato d’Israele. Le tematiche emerse aggrediscono le prospettive di riconversione del tessuto industriale torinese, che dimenticano il civile, e le promesse di guadagno dell’industria bellica, che, si prospetta, lasceranno ben poco al territorio sia in termini di p.i.l., che di assunzioni. Il World Economic Outlook 2026, pubblicato dal Fondo Monetario Internazionale, da conclusioni inequivocabili in merito alle spese militari: aumentare i budget per la difesa indebolisce i conti pubblici, non produce crescita economica stabile e costringe i governi a scegliere tra armamenti e servizi sociali. Non da ultimo, si denuncia la retorica ingannevole della produzione bellica come difesa, volendone dimostrare invece la collisione con il clima di guerra crescente e il genocidio in Palestina. Qui l’intervento con i Lavoratori di Corso Francia a partire dal comunicato del 22 Maggio “Spari sulla Flotilla” e la successiva assemblea sindacale, indetta per chiedere unità ai lavoratori e azione rispetto alla complicità dell’azienda: Il gruppo è attivo da settembre 2025, da quando ha iniziato ad esprimersi pubblicamente. A maggio sono stati scritti due comunicati relativi ai primi attacchi illegali da parte della marina israeliana ai danni della Flottilla, che si trovava in acque internazionali, diretta verso Gaza. Comunicato del 4 Maggio a seguito dell’incarcerazione di Thiago Avila e Saif Abukeshek dei Lavoratori della Leonardo di Corso Francia verso lo sciopero del 29: L’intervista svolta dal programma di RBO, Radio Fabbrica, a Mariano RSU FIOM di Leonardo Aeronautica Caselle, rispetto al comunicato stampa del 5 Maggio, vero un intervento reale di solidarietà al popolo palestinese e conseguentemente alla Flottilla:
VERSO LO SCIOPERO DEL 29: I LAVORATORI DELLA LEONARDO PRENDONO PAROLA@2
Un gruppo informale di lavoratori della Leonardo di Corso Francia autoorganizzato ha indetto nella giornata di martedì 26 maggio un’assemblea sindacale, tramite la FIOM territoriale , sottolineando la necessità della fabbrica per la quale lavorano di discostarsi dall’attuale complicità con l’operato dello Stato genocida di Israele: la richiesta è la conversione civile, trasparenza nelle comunicazioni tra governance e impiegati verso l’interruzione dei legami tra Leonardo S.P.A. e lo Stato d’Israele. Le tematiche emerse aggrediscono le prospettive di riconversione del tessuto industriale torinese, che dimenticano il civile, e le promesse di guadagno dell’industria bellica, che, si prospetta, lasceranno ben poco al territorio sia in termini di p.i.l., che di assunzioni. Il World Economic Outlook 2026, pubblicato dal Fondo Monetario Internazionale, da conclusioni inequivocabili in merito alle spese militari: aumentare i budget per la difesa indebolisce i conti pubblici, non produce crescita economica stabile e costringe i governi a scegliere tra armamenti e servizi sociali. Non da ultimo, si denuncia la retorica ingannevole della produzione bellica come difesa, volendone dimostrare invece la collisione con il clima di guerra crescente e il genocidio in Palestina. Qui l’intervento con i Lavoratori di Corso Francia a partire dal comunicato del 22 Maggio “Spari sulla Flotilla” e la successiva assemblea sindacale, indetta per chiedere unità ai lavoratori e azione rispetto alla complicità dell’azienda: Il gruppo è attivo da settembre 2025, da quando ha iniziato ad esprimersi pubblicamente. A maggio sono stati scritti due comunicati relativi ai primi attacchi illegali da parte della marina israeliana ai danni della Flottilla, che si trovava in acque internazionali, diretta verso Gaza. Comunicato del 4 Maggio a seguito dell’incarcerazione di Thiago Avila e Saif Abukeshek dei Lavoratori della Leonardo di Corso Francia verso lo sciopero del 29: L’intervista svolta dal programma di RBO, Radio Fabbrica, a Mariano RSU FIOM di Leonardo Aeronautica Caselle, rispetto al comunicato stampa del 5 Maggio, vero un intervento reale di solidarietà al popolo palestinese e conseguentemente alla Flottilla:
VERSO LO SCIOPERO DEL 29: I LAVORATORI DELLA LEONARDO PRENDONO PAROLA
Un gruppo informale di lavoratori della Leonardo di Corso Francia autoorganizzato ha indetto nella giornata di martedì 26 maggio un’assemblea sindacale, tramite la FIOM territoriale , sottolineando la necessità della fabbrica per la quale lavorano di discostarsi dall’attuale complicità con l’operato dello Stato genocida di Israele: la richiesta è la conversione civile, trasparenza nelle comunicazioni tra governance e impiegati verso l’interruzione dei legami tra Leonardo S.P.A. e lo Stato d’Israele. Le tematiche emerse aggrediscono le prospettive di riconversione del tessuto industriale torinese, che dimenticano il civile, e le promesse di guadagno dell’industria bellica, che, si prospetta, lasceranno ben poco al territorio sia in termini di p.i.l., che di assunzioni. Il World Economic Outlook 2026, pubblicato dal Fondo Monetario Internazionale, da conclusioni inequivocabili in merito alle spese militari: aumentare i budget per la difesa indebolisce i conti pubblici, non produce crescita economica stabile e costringe i governi a scegliere tra armamenti e servizi sociali. Non da ultimo, si denuncia la retorica ingannevole della produzione bellica come difesa, volendone dimostrare invece la collisione con il clima di guerra crescente e il genocidio in Palestina. Qui l’intervento con i Lavoratori di Corso Francia a partire dal comunicato del 22 Maggio “Spari sulla Flotilla” e la successiva assemblea sindacale, indetta per chiedere unità ai lavoratori e azione rispetto alla complicità dell’azienda: Il gruppo è attivo da settembre 2025, da quando ha iniziato ad esprimersi pubblicamente. A maggio sono stati scritti due comunicati relativi ai primi attacchi illegali da parte della marina israeliana ai danni della Flottilla, che si trovava in acque internazionali, diretta verso Gaza. Comunicato del 4 Maggio a seguito dell’incarcerazione di Thiago Avila e Saif Abukeshek dei Lavoratori della Leonardo di Corso Francia verso lo sciopero del 29: L’intervista svolta dal programma di RBO, Radio Fabbrica, a Mariano RSU FIOM di Leonardo Aeronautica Caselle, rispetto al comunicato stampa del 5 Maggio, vero un intervento reale di solidarietà al popolo palestinese e conseguentemente alla Flottilla:
May 27, 2026
Radio Blackout
Cuba e gli effetti del bloqueo. Cosa succede a L’Avana?
La situazione a Cuba è estremamente critica: l’elettricità viene razionata per gran parte della giornata e il petrolio è quasi esaurito. Le persone scendono in strada con manifestazioni e cacerolazos. La strategia USA è evidente, orientata a un progressivo strangolamento economico del Paese, attraverso un blocco permanente ed extraterritoriale che incide direttamente sulle condizioni di vita della popolazione: energia, carburante, trasporti, medicinali e alimenti. Sembrerebbero in corso delle negoziazioni con gli Stati Uniti sulla possibilità di far arrivare aiuti umanitari attraverso soggetti terzi, come la Chiesa cattolica. Gli USA provano inutilmente a presentarsi al popolo cubano come estranei alla crisi, facendo arrivare aiuti e provando ad addossarne la responsabilità al governo. In questo, gioca un ruolo decisivo la propaganda occidentale: da mesi i grandi network descrivono Cuba esclusivamente come un “regime al collasso”, oscurando deliberatamente l’impatto devastante del bloqueo e ignorando le responsabilità dirette della guerra economica statunitense. Ne abbiamo parlato con un compagno che si trova attualmente a L’Avana.
Cuba e gli effetti del bloqueo. Cosa succede a L’Avana?
La situazione a Cuba è estremamente critica: l’elettricità viene razionata per gran parte della giornata e il petrolio è quasi esaurito. Le persone scendono in strada con manifestazioni e cacerolazos. La strategia USA è evidente, orientata a un progressivo strangolamento economico del Paese, attraverso un blocco permanente ed extraterritoriale che incide direttamente sulle condizioni di vita della popolazione: energia, carburante, trasporti, medicinali e alimenti. Sembrerebbero in corso delle negoziazioni con gli Stati Uniti sulla possibilità di far arrivare aiuti umanitari attraverso soggetti terzi, come la Chiesa cattolica. Gli USA provano inutilmente a presentarsi al popolo cubano come estranei alla crisi, facendo arrivare aiuti e provando ad addossarne la responsabilità al governo. In questo, gioca un ruolo decisivo la propaganda occidentale: da mesi i grandi network descrivono Cuba esclusivamente come un “regime al collasso”, oscurando deliberatamente l’impatto devastante del bloqueo e ignorando le responsabilità dirette della guerra economica statunitense. Ne abbiamo parlato con un compagno che si trova attualmente a L’Avana.
May 21, 2026
Radio Blackout
staffetta radio contro la censura del dissenso@0
I contributi di Radio Blackout durante le Staffetta Radiofonica contro la censura del dissenso, organizzata da varie radio (ondarossa, onda d’urto, città fujiko, ciroma, blackout)in risposta agli attacchi repressivi verso chi parla ai micorfoni delle radio autoorganizzate e a chi porta testimonianze dalle lotte nelle strade, nelle prigioni e nei posti di lavoro. Qui l’indizione della staffetta: CONTRO LA CENSURA DEL DISSENSO STAFFETTA RADIO SU ONDA ROSSA, ONDA D’URTO, BLACKOUT, CITTÀ FUJIKO E CIROMA – Radio Onda d`Urto Il ruolo di Radio Blackout all’interno dell’Operazione Scintilla che portò allo sgombero dell’Asilo Occupato e all’arresto e alla denuncia di diversi compagn. A cura di Macerie su Macerie Una pillola informativa sulla libertà di espressione dei lavoratovi attraverso i mezzi di comunicazione a cura di Frittura Mista alias Radio Fabbrica Una testimonianza dalla trasmissione Zardins Magnetics in onda su Radio Onde Furlane, sui vari procedimenti penali di cui sono stati accusati per aver sostenuto ai microfoni le lotte contro il carcere e i cpr. Zardins Magnetics L’esperienza della trasmissione Aria di Radio Blackout che attraverso le dediche vocali e musicali per i/le detenut del carcere LoRusso-Cotugno, del carcere minorile Ferrante Aporti e del Cpr di C.so Brunelleschi, cerca di oltrepassare i muri e le sbarre per portare solidarietà e vicinanza ai/le reclus, ma anche per costruire un rapporto con gli/le amic e familiari delle persone recluse
staffetta radio contro la censura del dissenso@3
I contributi di Radio Blackout durante le Staffetta Radiofonica contro la censura del dissenso, organizzata da varie radio (ondarossa, onda d’urto, città fujiko, ciroma, blackout)in risposta agli attacchi repressivi verso chi parla ai micorfoni delle radio autoorganizzate e a chi porta testimonianze dalle lotte nelle strade, nelle prigioni e nei posti di lavoro. Qui l’indizione della staffetta: CONTRO LA CENSURA DEL DISSENSO STAFFETTA RADIO SU ONDA ROSSA, ONDA D’URTO, BLACKOUT, CITTÀ FUJIKO E CIROMA – Radio Onda d`Urto Il ruolo di Radio Blackout all’interno dell’Operazione Scintilla che portò allo sgombero dell’Asilo Occupato e all’arresto e alla denuncia di diversi compagn. A cura di Macerie su Macerie Una pillola informativa sulla libertà di espressione dei lavoratovi attraverso i mezzi di comunicazione a cura di Frittura Mista alias Radio Fabbrica Una testimonianza dalla trasmissione Zardins Magnetics in onda su Radio Onde Furlane, sui vari procedimenti penali di cui sono stati accusati per aver sostenuto ai microfoni le lotte contro il carcere e i cpr. Zardins Magnetics L’esperienza della trasmissione Aria di Radio Blackout che attraverso le dediche vocali e musicali per i/le detenut del carcere LoRusso-Cotugno, del carcere minorile Ferrante Aporti e del Cpr di C.so Brunelleschi, cerca di oltrepassare i muri e le sbarre per portare solidarietà e vicinanza ai/le reclus, ma anche per costruire un rapporto con gli/le amic e familiari delle persone recluse