«Moussa parte per la sua terra, salutiamolo assieme»
A Verona, la comunità maliana e il Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra
chiamano la città a un ultimo saluto collettivo prima del ritorno della sua
salma di in Mali.
Due i momenti pubblici previsti nei prossimi giorni: domenica 17 maggio, dalle
10 alle 14, presso la stazione di Porta Nuova, e martedì 19 maggio, dalle 10:30
alle 11:30, alla moschea di Verona, dove Moussa farà sosta prima della partenza
definitiva verso la sua terra d’origine.
Dopo oltre un anno e mezzo dalla sua uccisione, la restituzione del corpo alla
famiglia rappresenta un passaggio doloroso ma profondamente simbolico per chi,
in questi mesi, ha continuato a chiedere verità e giustizia.
Attorno alla vicenda di Moussa Diarra si è infatti costruita una mobilitazione
ampia e trasversale, capace di coinvolgere associazioni, spazi sociali, singole
persone, realtà di movimento e comunità migranti dentro e fuori Verona.
Nel comunicato diffuso in vista delle iniziative pubbliche, il Comitato
sottolinea come il ritorno di Moussa in Mali non chiuda affatto il percorso di
ricerca della verità.
Al contrario, resta aperta la richiesta di un processo che accerti
responsabilità individuali e istituzionali per quanto avvenuto il 20 ottobre
2024, quando Moussa venne ucciso da un agente di polizia.
Secondo il Comitato, la decisione della GIP di rigettare la richiesta di
archiviazione avrebbe evidenziato le contraddizioni e le lacune di un’indagine
definita “frettolosa e inconsueta”, oltre ai tentativi di costruire rapidamente
una narrazione funzionale a chiudere il caso nel giro di poche ore.
Notizie
CASO MOUSSA DIARRA, IL GIP RESPINGE L’ARCHIVIAZIONE E DISPONE NUOVE INDAGINI
Il poliziotto sarà indagato per concorso in depistaggio
Redazione
22 Aprile 2026
Una dinamica che, per le realtà mobilitate, si inserisce dentro un quadro più
ampio di violenza istituzionale e razzismo sistemico.
«Moussa Diarra è una delle tante vittime di forme di repressione sempre più
violente, sempre più legittimate, sempre più razziste«, scrivono gli
organizzatori, ribadendo che la ricerca della verità non può essere demandata
soltanto ai tribunali ma deve continuare a vivere come responsabilità
collettiva.
Le giornate del 17 e 19 maggio saranno dunque momenti di memoria, vicinanza e
mobilitazione. Un modo per accompagnare simbolicamente Moussa nell’ultimo
viaggio verso casa, ma anche per riaffermare pubblicamente che la richiesta di
giustizia non si ferma con la partenza della sua salma.
L’invito rivolto alla città è semplice e diretto: partecipare, portare un fiore,
condividere un pensiero. Per Moussa, per la sua famiglia e per tutte le persone
che continuano a subire violenza e discriminazione.