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ComuniCare: a Padova radio e creatività per contrastare odio e discriminazioni
Come riconoscere e contrastare l’odio e le discriminazioni? Da questa domanda nasce ComuniCare, il progetto di educazione non formale gratuito promosso dalla cooperativa Tele Radio City, che prenderà il via a novembre 2026 per concludersi a giugno 2027. La presentazione del progetto si terrà martedì 10 novembre alle ore 16.00, nella sede di Tele Radio City, in vicolo Pontecorvo 1/A, a Padova. Rivolto a ragazze e ragazzi dai 13 ai 17 anni con background migratorio, residenti nei quartieri Palestro, Portello e Arcella, ComuniCare si propone di contrastare la cultura della discriminazione nelle sue diverse forme – razziste, sessiste, omofobe e abiliste – attraverso il coinvolgimento attivo delle persone giovani in laboratori creativi e nella produzione di contenuti digitali. Per informazioni e contatti: comunicare@teleradiocity.it Scarica e diffondi il flyer del programma dei laboratori (.pdf) DALLA RADIO AI PODCAST: SPERIMENTARE NUOVI LINGUAGGI I laboratori uniranno riflessione e pratica, esplorando il mondo della radio, della musica e della creazione audiovisiva. Il percorso affronterà anche l’uso consapevole degli strumenti digitali e i meccanismi attraverso cui si diffondono i discorsi d’odio e le narrazioni discriminatorie. Attraverso la metodologia del learning by doing, ragazze e ragazzi saranno protagonisti della realizzazione di sei prodotti audiovisivi. Tra questi, uno o più podcast che intrecceranno voci, musica e suoni, dando spazio a prospettive ed esperienze spesso marginalizzate e alla costruzione di narrazioni plurali e inclusive. Le attività si concluderanno a giugno con la partecipazione delle ragazze e dei ragazzi alla Free Style Battle di Sherwood Festival, un’occasione per condividere il lavoro realizzato e valorizzare la creatività e le forme di espressione giovanile. CONTRASTARE LE DISCRIMINAZIONI, A PARTIRE DAI TERRITORI ComuniCare nasce dalla necessità di intervenire sulla diffusione dell’hate speech e delle culture della violenza tra le persone giovani, fenomeni che trovano negli ambienti digitali e nei social network spazi in cui circolare, riprodursi e rafforzarsi. Nei quartieri Palestro, Arcella e Portello, caratterizzati da una significativa presenza di minori e famiglie con background migratorio, queste dinamiche si intrecciano con le discriminazioni etniche, di genere e sociali, contribuendo a creare condizioni di esclusione e isolamento. È in questi territori che il progetto intende intervenire, attraverso strumenti educativi vicini ai linguaggi e alle esperienze quotidiane delle ragazze e dei ragazzi. L’obiettivo è rafforzare la capacità di esprimersi, la fiducia nelle proprie possibilità e gli strumenti critici necessari per riconoscere e contrastare le narrazioni discriminatorie, dentro e fuori dagli spazi digitali. La produzione di contenuti radiofonici e audiovisivi diventa così uno strumento per sperimentare forme di comunicazione differenti, sviluppare consapevolezza e costruire occasioni di partecipazione attiva. L’ESPERIENZA DI TELE RADIO CITY NELLA COMUNICAZIONE SOCIALE Il progetto è promosso dalla cooperativa Tele Radio City (TRC), in collaborazione con Radio Sherwood e Melting Pot Europa, che metteranno a disposizione le rispettive esperienze nel campo della comunicazione, della produzione radiofonica e dell’informazione sui processi migratori e le discriminazioni. Tele Radio City opera da decenni nell’ambito della comunicazione sociale, dell’educazione non formale e dell’inclusione culturale. Tra le esperienze sviluppate dalla cooperativa c’è Co-Resist, progetto finanziato dal programma europeo CERV e dedicato al contrasto dell’hate speech, alla prevenzione delle discriminazioni e alla promozione di pratiche comunicative inclusive e partecipative. Dal 1996 TRC è editrice di Melting Pot Europa, progetto editoriale e di comunicazione sociale che da trent’anni racconta e analizza i processi migratori in Italia e in Europa, dando spazio a esperienze, testimonianze e prospettive differenti. È a partire da questo patrimonio di esperienze che ComuniCare mette al centro la comunicazione come pratica di partecipazione e trasformazione: non soltanto uno strumento per trasmettere messaggi, ma uno spazio da attraversare e costruire collettivamente. In un contesto in cui le voci delle persone giovani rischiano di essere marginalizzate o schiacciate da stereotipi e discorsi d’odio, il progetto vuole creare occasioni per sperimentare linguaggi, condividere esperienze e dare forma a nuove narrazioni. Perché contrastare le discriminazioni significa anche mettere in discussione chi ha il potere di raccontare la realtà e creare le condizioni affinché ragazze e ragazzi possano far sentire la propria voce. -------------------------------------------------------------------------------- ComuniCare è realizzato nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027, con il cofinanziamento dell’Unione europea e della Regione del Veneto. -------------------------------------------------------------------------------- COMUNICARE Un percorso di laboratori radio e creativi per ragazze e ragazzi dai 13 ai 17 anni Il progetto si svolgerà da novembre 2026 a giugno 2027 ed è rivolto in particolare a giovani con background migratorio PRESENTAZIONE DEI LABORATORI Martedì 10 novembre 2026 · ore 16.00 Radio Sherwood Vicolo Pontecorvo 1/A · Padova Tele Radio City s.c.s. in collaborazione con Radio Sherwood e Progetto Melting Pot Europa 🎤 SCRITTURAP – Alzando la barra · 29 ore Scrittura, rap e parole per trovare la tua voce e trasformarla in rime, testi e musica. Performance conclusiva con partecipazione alla freestyle battle di Sherwood Hip Hop Day Con Max Mbassadò · MC e conduttore/host di Radio Sherwood 🎙️ FARE RADIO INSIEME · 14 ore Dalla voce al mixer: impara a fare radio, tra microfoni, mixer, scrittura dei testi, conduzione, disinformazione/misinformazione e uso consapevole dei social. Con Edoardo Crescini · Radio Sherwood 🎧 SIGLA! – Introduzione alla composizione di colonne sonore · 14 ore Suoni, musica e creatività per costruire la colonna sonora di tuoi podcast. Con Federico Ogbemudia · Cirquit Jam Collective 🥁 CORPO, SUONO, RITMO · 8 ore Un laboratorio di percussione corporale per scoprire il ritmo attraverso il corpo e il movimento. Con Carla Galbusera · educatrice e formatrice 📱COME CI RACCONTANO, COME CI RACCONTIAMO · 4 ore Social, linguaggi e stereotipi: esperienze e strumenti per riconoscere e contrastare l’odio online. Con 4 giovani peer researcher Con Margherita Busson · ricercatrice 🎧 REALIZZIAMO! – DALLE IDEE AI CONTENUTI · 20 ore Attività laboratoriali per trasformare idee, parole, suoni e musiche in podcast, spot, contenuti digitali e performance finali Con Eva Bearzatti · autrice e professionista audio-visiva 🎙️IL CORPO DELLA VOCE · 3 ore Un laboratorio per esplorare la voce, la memoria personale e le storie che custodisce, tra suoni, ricordi e parole. Con Wissal Houbabi · poetessa e attivista
Padova, presentazione del Toolkit al convegno contro la militarizzazione dell’università
Grande successo, ieri 17 ottobre 2026, al Convegno di Padova “Resistere alla militarizzazione dell’università”, con oltre 100 partecipanti in presenza e circa 200 partecipanti collegati per seguire sui social la trasmissione online in diretta. Tanti studenti, studentesse, ricercatori, ricercatrici e dottorandi/e, ma anche cittadine e cittadini interessati soprattutto al tema degli accordi fra mondo accademico e filiera bellica, militare e strategica. Dopo l’introduzione da parte degli organizzatori (Collettivo CORDA Padova e Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università), è intervenuto Michele Lancione, professore del Politecnico di Torino, che ha evidenziato i caratteri del nuovo Complesso Militare Accademico Industriale con riferimento a Laboratorio saperi insubordinati, Nell’ecosistema dei saperi. Ricerca, istruzione, guerra. A seguire Davide Borrelli, professore universitario all’Univertià Suor Orsola Benincasa di Napoli, che ha invece affrontato le implicazioni della guerra cognitiva fra senso comune e saperi accademici in un’università che da torre d’avorio si sta trasformando in torre d’acciaio (vedi Maya Wind, Torri d’avorio e d’acciaio. Come le università israeliane sostengono l’apartheid del popolo palestinese). La sessione plenaria è stata chiusa dalla testimonianza di una docente francese, Marie, che ha riportato gli ambiti di azione di Stop Academic Complicity sui vari livelli, soprattutto rispetto agli accordi con Israele e le complicità sul genocidio a Gaza e sull’occupazione in Cisgiordania. Clicca qui per guardare il video della mattinata sul canale Youtube dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Dopo la plenaria è stata la volta dei 4 tavoli di lavoro rispettivamente su: * Mappatura accordi; * Resistere alla militarizzazione della conoscenza; * Dall’Università ai territori; * Accordi con Israele e solidarietà alla Palestina. Nei tavoli segnaliamo la presenza di Linda Maggiori, reduce dall’esito positivo del ricorso (clicca qui per la notizia) al Consiglio di Stato, la cui sentenza ha sancito il suo diritto a ricevere dalle Dogane i dati relativi ai traffici di armi nel porto di Ravenna: una netta vittoria sul fronte della trasparenza, un orientamento che ci auguriamo possa contagiare anche altri ambiti come quello dell’università. Prezioso anche il controbuto di Carlo Tombola di Weapon Watch. Storico, geografo ed esperto di economia dei trasporti e logistica militare, Tombola coordina le attività di questa associazione per mappare e denunciare la cosiddetta “logistica delle guerre”. In particolare, il suo contributo si è soffermato sull’analisi dei dati della logistica globale e dei trasporti marittimi ed aerei per individuare carichi occulti o transiti di armamenti, munizioni e componenti strategiche destinati a Paesi in conflitto (come nei recenti casi di spedizioni tracciate verso Israele). Infine, rilevante è stato anche il contributo di Danilo Aceto Zumbo (RUP) e Alfredo Luminari (BDS Italia) sulle coplicità delle università italiane con Israele s sulle strategie di boicoattaggio che dall’interno delle istituzioni possono essere messi in campo per non rendersi compici del genocidio in Palestina. La giornata del convegno si è chiusa con la restituzione in plenaria delle conclusioni dei tavoli di lavoro. Il convegno si chiude domenica 18 ottobre con un’Assemblea per organizzarsi a rilanciare l’azione di contrasto alla militarizzazione nelle università. Clicca qui per guardare il video del pomeriggio sul canale Youtube dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Infine, ma non ultimo, il convegno è stato una buona occasione per lanciare il “Toolkit per resistere alla militarizzazione“, realizzato dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università in collaborazione con Corda Padova e la rete RUP (Ricerca e Università per la Palestina). Anche quello ci auguriamo possa rappresentare uno strumento prezioso per diffondere buone pratiche e rilanciare la lotta antimilitarista negli atenei. Seguite il nostro sito perché a breve sarà disponibile gratuitamente per il download. Qui alcuni scatti della giornata. Convegno Padova Convegno Padova Convegno Padova Convegno Padova Convegno Padova Convegno Padova Convegno Padova Convegno Padova Convegno Padova Convegno Padova Convegno Padova Convegno Padova Convegno Padova Carlo Tombola Convegno Padova Linda Maggiori Convegno Padova Convegno Padova Giuseppe Curcio, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Diretta online del Convegno di Padova: “Resistere alla militarizzazione dell’università”
TRASMETTIAMO ONLINE LA DIRETTA DAL CONVEGNO DI PADOVA “RESISTERE ALLA MILITARIZZAZIONE DELL’UNIVERSITÀ”. Sessione pomeridiana qui. Sessione mattitina qui. PROGRAMMA del LIVE STREAMING del Convegno: SABATO 17 OTTOBRE 2026 MATTINA ORE 10:00 * Introduzione a cura di Corda Padova e Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università * Michele Lancione “Università e militarizzazione: il Nuovo Complesso Militare Accademico Industriale” * Davide Borrelli “La guerra in testa fra senso comune e saperi accademici” * Marie di Stop Academic Complicity Francia “Documentare la complicità con il genocidio nelle università europee” DALLE ORE 11:30 ALLE 12:30 Interventi introduttivi dei Tavoli di lavoro 1 e 2 * Tavolo 1: “Mappare la militarizzazione in Università” Modera: Corda con interventi di ELSC e RUP * Tavolo 2: “Resistere alla militarizzazione della conoscenza” Modera: Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università con interventi di La Conoscenza Non Marcia e Cambiare Rotta POMERIGGIO DALLE ORE 15:00 ALLE ORE 16:00 Interventi introduttivi dei Tavoli di lavoro 3 e 4 * Tavolo 3: “Accordi con Israele e pratiche di solidarietà con la Palestina” Modera: RUP con interventi di BDS Italia, ELSC e PACBI Italia * Tavolo 4: “Dall’Università al territorio” Modera: GPI Padova e Corda con interventi di The Weapon Watch, Linda Maggiori e GC Padova -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Sabato, 17 ottobre: Convegno sulla militarizzazione a Padova trasmesso online in tempo reale
Sabato 17 ottobre ci sarà la prima giornata del convegno di Padova “Resistere alla militarizzazione dell’Università” e abbiamo la possibilità di trasmettere online per chi non riesce a partecipare in presenza la prima sessione plenaria insieme agli interventi introduttivi dei 4 tavoli in programma. La trasmissione via streaming dal vivo non prevede interazione in tempo reale per chi è collegato, ma potrete lasciare eventuali commenti o domande sui nostri social o scriverci a osservatorionomili@gmail.com. Di seguito il programma con gli orari indicativi degli interventi che saranno trasmessi dal vivo sul nostro canale Youtube. PROGRAMMA del LIVE STREAMING del Convegno: SABATO 17 OTTOBRE 2026 MATTINA ORE 10:00 * Introduzione a cura di Corda Padova e Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università * Michele Lancione “Università e militarizzazione: il Nuovo Complesso Militare Accademico Industriale” * Davide Borrelli “La guerra in testa fra senso comune e saperi accademici” * Marie di Stop Academic Complicity Francia “Documentare la complicità con il genocidio nelle università europee” DALLE ORE 11:30 ALLE 12:30 Interventi introduttivi dei Tavoli di lavoro 1 e 2 * Tavolo 1: “Mappare la militarizzazione in Università” Modera: Corda con interventi di ELSC e RUP * Tavolo 2: “Resistere alla militarizzazione della conoscenza” Modera: Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università con interventi di La Conoscenza Non Marcia e Cambiare Rotta POMERIGGIO DALLE ORE 15:00 ALLE ORE 16:00 Interventi introduttivi dei Tavoli di lavoro 3 e 4 * Tavolo 3: “Accordi con Israele e pratiche di solidarietà con la Palestina” Modera: RUP con interventi di BDS Italia, ELSC e PACBI Italia * Tavolo 4: “Dall’Università al territorio” Modera: GPI Padova e Corda con interventi di The Weapon Watch, Linda Maggiori e GC Padova -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Padova, 17-18 ottobre: Convegno “Resistere alla militarizzazione dell’università”
SABATO 17 OTTOBRE 2026, ORE 9:00 DOMENICA 18 OTTOBRE 2026. ORE 10:00 PADOVA, CASA DEL POPOLO “MERI RAMPAZZO” Segna queste date e partecipa anche tu per rilanciare la lotta all’interno degli atenei e ribadire tutt3 insieme “FUORI LA GUERRA DALL’UNIVERSITÀ!” Il convegno si svolgerà presso la Casa del Popolo “Meri Rampazzo” di Padova e prevede gli interventi di relatori sul tema della militarizzazione in università, dei tavoli tematici che lavoreranno in parallelo e poi domenica un’assemblea conclusiva nella quale confrontarsi per individuare insieme nuove linee di azione e nuovi sentieri da percorrere per contrastare chi vuole fare dei luoghi del sapere e della ricerca accademica una prateria da sfruttare per il riarmo, per reclutare giovani come carne da cannone e per normalizzare la guerra. Il convegno nasce dalla collaborazione di diverse realtà che in questi anni hanno lottato contro la presenza della filiera bellica negli atenei e contro il genocidio a Gaza e l’occupazione della Palestina: oltre all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, CORDA Padova e la Rete RUP – Ricerca e Università per la Palestina, che organizzano il convegno, ci saranno anche The Weapon Watch, ELSC, BDS, GPI Padova, Cambiare Rotta. Fra i relatori segnaliamo Michele Lancione, Davide Borrelli e Linda Maggiori. Il convegno sarà anche l’occasione per raccogliere firme per la petizione de LA CONOSCENZA NON MARCIA. Il 17 ottobre, in apertura del convegno, sarà anche presentato il “TOOLKIT per resistere alla militarizzazione dell’università“, una sorta di cassetta degli attrezzi per agire in modo consapevole nei contesti accademici al fine di contrastare la presenza sempre più pervasiva di collaborazioni fra atenei e filiera bellica, strategica e militare (inclusi la NATO e i rapporti con istituzioni di quell’entità sionista e genocida che è Israele). La miniguida è stata realizzata dalle realtà che hanno organizzato il convegno, ma anche con il prezioso contributo di BDS Italia. Se vieni da fuori Padova, registrati online al convegno entro il 15 ottobre per assicurarti il posto e avere info utili su dove alloggiare. Si può partecipare anche solo ad una delle due giornate e la partecipazione al convegno per seguire gli interventi, i tavoli di lavoro e l’assemblea è gratuita. Possibilità di pranzare in loco con contributo consapevole. REGISTRATI SUBITO AL LINK DI SEGUITO HTTPS://DOCS.GOOGLE.COM/FORMS/D/E/1FAIPQLSEV3BBGWUDS8N4VTYARULSH3YNIESABRPBBVB9-V-MZEGDJOG/VIEWFORM -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Crisi climatica e migrazioni: uno spettacolo teatrale
Spettacolo teatrale sulle migrazioni climatiche, nato da testimonianze reali. Ingresso gratuito previa registrazione, posti limitati. Per riservare il tuo posto in sala clicca qui Sabato 31 ottobre il progetto di ricerca PersoNa porta a Radio Sherwood in Vicolo Pontecorvo 1/a a Padova, «Crisi climatica e migrazioni», uno spettacolo teatrale nato nel laboratorio di drammaturgia Teatro Utile 2026 dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano. I testi partono da testimonianze reali di persone costrette a lasciare la propria terra per gli effetti della crisi climatica. Li hanno scritti i giovani autori del laboratorio, a partire dalle interviste raccolte dal Centro studi Systasis nell’ambito del progetto Le Rotte del Clima e dalle fotografie di Paolo Poce. Per PersoNa, che studia il ruolo dei racconti personali nelle cause sul clima, è un modo di far ascoltare quelle voci fuori da un’aula di tribunale. Spettacolo prodotto dall’Accademia dei Filodrammatici di Milano, con il patrocinio dell’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR), per la regia di Tiziana Bergamaschi. Con la collaborazione di Nalini Vidoolah Mootoosamy. In scena Lorenzo Blaconà, Olivier Elouti, Ibrahima Ndiaye, Allegra Gomiero e Lisa Mignacca. Ingresso gratuito previa registrazione, posti limitati. Porte aperte dalle 19:30 con il rinfresco offerto al pubblico; lo spettacolo inizia alle 20:30. Accessibilità: lo spazio si raggiunge solo con le scale e non è accessibile a persone con mobilità ridotta. Se ti riguarda, segnalalo nel modulo di registrazione: ti ricontattiamo noi. Durante la serata scatteremo alcune foto per documentare l’evento. Organizzato dal progetto di ricerca PersoNa (Personal Narratives in Climate Litigation) grazie al contributo e al patrocinio del Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA) dell’Università di Padova, nell’ambito delle attività di Terza Missione e Public Engagement. * Per approfondire: il progetto Le Rotte del Clima e il progetto PersoNa
Veneto, appello unitario alla mobilitazione regionale
Le organizzazioni sociali, politiche, sindacali del Veneto, invitano tutti i cittadini e le cittadine, i lavoratori e le lavoratrici, a intraprendere insieme un cammino unitario contro l’approvazione del DDL1004, la cosiddetta legge “antisemitismo”, che esortiamo tutti e tutte ad approfondire nelle sue molteplici implicazioni. Questo disegno di legge mira ad applicare le linee guida della International Holocaust Remembrance Alliance e a far coincidere la critica politica allo Stato di Israele con l’odio antiebraico, limitando la libertà di espressione, spianando la via alla repressione del dissenso e alla trasformazione dell’istruzione in indottrinamento, dell’industria e dell’università in portaerei per guerre e genocidi, dei social in strumento di censura e di persecuzione. Da oggi verso il 2 ottobre, quando la legge entrerà in aula e oltre, perché non possiamo rinunciare alla libertà di critica e di parola che, con questa norma, il governo vuole vietare, invitiamo tutti e tutte a partecipare, a ripetere e sviluppare le iniziative, che a partire da oggi avranno luogo in tutto il territorio veneto e a immaginarne altre ancora che assumano carattere nazionale e unitario, verso la mobilitazione del 2 ottobre a Roma e ovunque si ritenga opportuno. Aderisci come promotore scrivendo nome cognome, telefono, organizzazione a: retevenetadeicomitati@protonmail.com Promotori: 1) Rete Veneta dei Comitati per la Palestina, 2)Assopace Palestina – Veneto, 3) ANPI provinciale Venezia, 4) ANPI provinciale Treviso, 5) ANPI provinciale Padova, 6) ANPI provinciale Rovigo, 7) ANPI Provinciale Belluno, 8)ANPI Provinciale di Vicenza. 9) ANPI Provinciale di Verona 9)ANPI Coord. Regionale Veneto 10) Fiom- CGIL Veneto 11)Docenti per Gaza – Veneto 12)Sanitari Per Gaza – Veneto 13)Sanitari per Gaza – Verona 14)Restiamo Umani – Vittorio Veneto, 15)USB – Veneto, 16) Cesp Cobas Scuola – Veneto 17)RSU Electrolux di Susegana 18)Pax Christi – Vicenza 19) PaP – Veneto 20)Cau-Padova 21)Circolo Arci Gallo Rosso Iniziative Invitiamo a segnalare le iniziative in corso o in programmazione alla mail retevenetadeicomitati@protonmail.com Mercoledì 30 settembre: assemblee sindacali (in programmazione) negli istituti superiori e nelle università venete: DDL 1004: implicazioni e censura nella scuola e nell’università. A breve le date. Lunedì 12 ottobre durante l’Assemblea regionale dei delegati Fiom: Confronto sul DDL “antisemitismo” Lunedì 13 ottobre h 17.00 Vittorio Veneto (tv) conferenza: Ebraismo, Sionismo e Genocidi con don Maurizio Mazzetto (Pax Christi). Comune di Fregona (TV) progetto di gemellaggio e campagna civile di sostegno economico (Arci Gallo Rosso) “Diamo una chance alla Pace” progetto a cura di Sanitari per Gaza per la fornitura di ausili per i bambini amputati (in programmazione) https://retevenetacomitatipal.wordpress.com   Redazione Italia
September 18, 2026
Pressenza
Padova, 17-18 ottobre, Convegno e Assemblea: Resistere alla militarizzazione dell’università
VENERDÌ 17 E SABATO 18 OTTOBRE 2026 CASA DEL POPOLO “MERI RAMPAZZO”, VIA BAJARDI 1, PADOVA Il 17 e 18 ottobre, la Casa del Popolo “Meri Rampazzo” (via Bajardi 1, Padova) si trasformerà in un presidio di discussione e contro-potere con il convegno “Resistere alla militarizzazione dell’università”. Due giornate di dibattito, confronto e organizzazione dal basso per strappare i luoghi del sapere dalle logiche di guerra e profitto. Il programma di sabato 17 ottobre partirà forte alle ore 09:00 con una colazione benefit e i saluti d’apertura, per poi entrare nel vivo con l’assemblea plenaria (10:00 – 11:00) e i tavoli di lavoro (divisi in due sessioni: 11:30 – 13:30 e 15:00 – 17:00), momenti centrali per elaborare pratiche di resistenza collettiva. La giornata darà ampio spazio anche alla condivisione e alla solidarietà con un pranzo sociale alle 13:30, la restituzione dei tavoli alle 17:30 e, a partire dalle 19:30, un aperitivo con cena e socialità. La mobilitazione proseguirà domenica 18 ottobre alle ore 10:00 con l’assemblea di conclusione, decisiva per tracciare le linee delle prossime lotte. L’iniziativa vede la convergenza di realtà attive in prima linea come CORDA, RUP (Rete Universitaria per la Palestina) e l’Osservatorio Contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università. Per prendere parte attiva ai tavoli e costruire l’alternativa, l’invito per compagne, compagni, studentesse e studenti è di inquadrare il QR code sulla locandina e compilare il form di partecipazione. LA RESISTENZA UNIVERSITARIA PARTE DA QUI. Qui il profilo Instagram del Collettivo CORDA. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Verona, il progetto INDIRE offre Patti Educativi Territoriali con forze armate e forze dell’ordine
Quest’anno alla Mostra di Venezia c’era anche l’Arma dei Carabinieri, con il docufilm “È più difficile” riguardante i temi del cyberbullismo e dell’inclusione sociale. Nel servizio televisivo trasmesso su Rainews24 il 12 settembre un rappresentante dell’Arma ha invitato i ragazzi e le ragazze a cercare «valori veri, modelli positivi», informando che per questo l’Arma ha coinvolto gli e le atlete del proprio Centro sportivo, che «dimostrano che i veri valori ci sono». Il cortometraggio sarà diffuso nelle scuole oltre che alle varie occasioni di incontro in contesti extrascolastici che i Carabinieri hanno con gli e le studenti. Le Forze Armate e di Polizia, se non troveranno docenti consapevoli ad opporsi, entreranno nelle scuole sempre più, con mezzi innovativi di attrazione per la popolazione giovanile. Un’altra porta aperta alla militarizzazione delle scuole arriva dai Patti Educativi Territoriali del progetto dell’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE), diffuso su tutto il territorio nazionale e volto ad ampliare l’offerta formativa delle scuole, rafforzando i rapporti tra enti pubblici territoriali e il terzo settore. Nei Patti Educativi è «la scuola che sceglie le sue alleanze di prossimità, alleanze quindi che chiamano in causa il territorio più prossimo, gli attori più prossimi, per intervenire in suo supporto». Il problema che solleviamo come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è che nella tre giorni di Verona (città pilota del progetto INDIRE) dedicati ai patti educativi territoriali e organizzati dal Comune nei giorni 2-4 settembre, hanno presentato le loro offerte anche La Polizia locale, la Questura e l’Arma dei Carabinieri (con ben 17 percorsi di “formazione”, compreso il bullismo e il cyberbullismo), l’Aereoporto Militare di Villafranca, i Vigili del Fuoco e l’Associazione Nazionale Alpini (ANA). Queste possibili “offerte formative” sono invece da problematizzare perché se presentate equiparandole a occasioni di crescita e formazione valide e senza secondi fini, concorrono a rendere naturale, nel pensiero degli e delle alunne, dei e delle docenti nonché delle famiglie, la presenza di uomini e donne in divisa nella scuola e permettono la diffusione di quella “cultura della sicurezza” su cui si basa in modo fondamentale uno stato poliziesco o autoritario. Come Osservatorio invitiamo ad un approccio critico rispetto alla scelta dei patti proposti. In un contesto storico di riarmo, guerra cognitiva, ritorno della leva e valutazione dell’utilizzo di armi nucleari, occorre prendere coscienza della complessità in cui viviamo e agire conseguentemente. Questo è il primo patto educativo che abbiamo come comunità educante, e ce l’abbiamo nei confronti di chi ha ancora tutta la vita davanti. Diffidiamo, quindi, qualsiasi istituzione dal proporre ai ragazzi e alle ragazze qualsiasi progetto che favorisca il ritorno della guerra e l’orientamento a percorsi di vita che portino al fronte per combattere guerre per difendere interessi privati. Ad ogni modo, la scelta di chiamare o meno le Forze dell’Ordine all’interno dei Patti Educativi Territoriali è una scelta dei e delle docenti, dalle materne alle superiori, che, per aderire, devono compilare appositi moduli di prenotazione… il nostro è un invito a disertare. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
LOTTE OPERAIE: STATO DI AGITAZIONE A VALDAGNO (VI). LA GXO VUOLE IL TRASFERIMENTO DI 83 LAVORATRICI DAL VENETO AL PIEMONTE
Si intensifica la mobilitazione dei dipendenti della GXO contro la proposta dell’azienda di trasferire 83 persone, in maggioranza donne, dal sito di Maglio di Sopra, frazione di Valdagno, provincia di Vicenza, al sito di Trecate, in provincia di Novara. Era arrivata il primo settembre la comunicazione della GXO, che si occupa della logistica per il marchio dell’alta moda “Valentino”, che annunciava il trasferimento di 83 lavoratori su 109 dal paese veneto a quello piemontese. Si tratta quindi di sradicare 83 nuclei familiari dal proprio territorio, oppure, di lasciarli senza un reddito. All’annuncio della GXO lavoratrici e sindacati avevano risposto già il 3 e il 4 settembre con un presidio e una manifestazione. Era seguito un incontro senza esiti favorevoli per i dipendenti il 9 settembre. Giovedì 17 settembre l’azienda incontrerà nuovamente le parti. Seguirà un’assemblea pubblica organizzata da ADL Cobas. Abbiamo fatto il punto sulla vertenza con Ylenia Carotta RSA ADL Cobas per il cantiere GXO. Ascolta o scarica Alleghiamo il comunicato stampa ricevuto in redazione dal Collettivo Karburo di Valdagno, che sostiene la protesta di lavoratori e lavoratrici. VALDAGNO CALLING – MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI DELLA GXO. Negli ultimi due giorni (3 e 4 settembre 2026) a Valdagno (VI) si è accesa la protesta dei lavoratori del comparto della logistica di “Valentino”, a seguito della comunicazione del 1 settembre di GXO (azienda multinazionale operante con appalto alla logistica all’interno dello stabilimento), che annunciava il piano di trasferimento del reparto presso la sede di Trecate, in provincia di Novara. Questa decisione aziendale risponde a motivi di razionalizzazione: il magazzino di Valdagno viene giudicato obsoleto e troppo lontano da aeroporti e arterie di distribuzione, nonostante il fatto che lo svincolo “Valle Agno” della “Superstrada Pedemontana Veneta” sia stato inaugurato a fine dicembre 2023. Il periodo di spostamento dovrebbe situarsi tra febbraio e marzo 2027 e si accompagna alla proposta di trasferimento di 83 lavoratori su 109 dal paese veneto a quello piemontese. E’ l’ennesimo attacco subito dai lavoratori della logistica di “Valentino”, i quali, prima del subentro di GXO nel 2021, si erano impegnati in vari cicli di mobilitazione, non ultimo quello svoltosi già a partire dal 2019 contro le condizioni di lavoro e i ritardi nella retribuzione dovuti alla esternalizzazioni, soprattutto presso cooperative come “Atlantide”. La stabilizzazione della condizione lavorativa, a cui GXO sembrava dovesse corrispondere, è durata però solo cinque anni. La composizione sociale dei lavoratori rende, per altro, particolarmente inaccettabile la proposta di trasferimento: la maggioranza è composta da donne, molte con mutui da pagare e figli da crescere. L’asettica proposta di trasferimento, quindi, equivale di fatto alla proposta di sradicamento di 83 nuclei famigliari dal territorio, oppure, nel caso di un probabile rifiuto in massa al trasferimento, corrisponderebbe all’ulteriore impoverimento del tessuto sociale dei comuni della Valle; un territorio che ormai non solo sente sempre più lontana la stagione della grande manifattura della “Marzotto”, ma che ancor più finisce per rimpiangere anche il cosiddetto “Miracolo del Nord-est”: un sogno ormai sbiadito in un’area martoriata dall’invecchiamento demografico e da un insaziabile consumo di suolo causato dalla speculazione edilizia e industriale. Su questo sfondo si sono mobilitati i lavoratori, ora come nelle stagioni precedenti organizzati per lo più sotto la sigla di ADL-Cobas, mettendo immediatamente in campo un presidio presso i cancelli della fabbrica giovedì 3 e un corteo per il centro città con presidio sotto il comune di Valdagno venerdì 4. Lavoratori e sindacati ora attendono un nuovo incontro con l’azienda il 9 settembre, ma hanno già ribadito la volontà di non cedere sul fronte della mobilitazione per salvare la logistica a Valdagno. Le sigle confederali, operanti soprattutto negli altri reparti dello stabilimento “Valentino”, si sono per il momento espresse attraverso un comunicato, con il quale hanno manifestato preoccupazione per il futuro dell’intero stabilimento e hanno avanzato -come oggetto di discussione con l’azienda- proposte di reinserimento tramite up-skilling (formazione professionale). Si è da subito mostrata disponibile all’aiuto anche l’amministrazione comunale. Oltre ai corpi intermedi e alle istituzioni, ci teniamo però a segnalare la solidarietà spontanea che ha accompagnato i lavoratori durante il picchetto di giovedì e il corteo di venerdì nel mezzo del mercato in piazza a Valdagno. In un territorio che sembrava per più versi anestetizzato a qualsiasi moto di solidarietà, a causa di decenni di propaganda leghista o -ultimamente- fascista, l’appoggio solidale sembra riemergere. Ai lavoratori, la cui composizione etnica è splendidamente mista, è infatti subito arrivato il plauso e la vicinanza degli esercenti del mercato e della cittadinanza: una vicinanza che è forse un’inconsapevole risposta pavloviana al richiamo della lunga storia operaia della valle dell’Agno, dove ogni persona ha lavorato o ha avuto parenti che hanno lavorato in “Marzotto”. La nostra volontà, come Collettivo, è quella di contribuire alla mobilitazione e al rafforzamento dello sforzo contrattuale dei lavoratori. Vorremmo, con loro, ribadire che “il lavoro e il reddito delle persone non possono essere un lusso”, nella speranza che la cooperazione fuori e dentro gli stabilimenti e la messa in comune delle intelligenze possa essere un’opportunità per strappare il territorio dalla morsa del cemento, del profitto cieco, del livore razzista e dell’abbandono. Collettivo Karburo, Valdagno 05/09/2026.
September 14, 2026
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