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I custodi della terra: l’importanza del ritorno all’agroecologia
Il ritorno alle tecniche agricole antiche non è un nostalgico passatismo, ma la più moderna e radicale delle risposte alla crisi ambientale, sanitaria e sociale dell’isola. Coltivare rispettando i cicli biologici e rigenerando il suolo significa scardinare un modello industriale fallimentare per portare a tavola cibi sani. Oggi, a confermare la necessità di questa transizione, non sono solo le lotte storiche dei movimenti ecologisti, ma le prove scientifiche più avanzate. A smontare la narrazione della grande chimica agraria è un recente studio scientifico (2026) pubblicato su Food Research International, condotto dall’Università del Salento in collaborazione con il CIHEAM Bari e il CNR. I ricercatori hanno analizzato i pomodori usando la spettroscopia NMR (risonanza magnetica nucleare), una tecnologia che fotografa l’intero profilo metabolico del frutto. Più nutrienti, meno chimica: I pomodori coltivati con metodi naturali (agricoltura biodinamica e trattati con compost arricchito) sono biologicamente superiori rispetto a quelli dell’agricoltura integrata convenzionale. Hanno mostrato una concentrazione nettamente più alta di preziosi amminoacidi e di carotenoidi come il licopene, il potente antiossidante che protegge la nostra salute. Un suolo vivo contro i cambiamenti climatici: L’analisi del DNA batterico ha rivelato che il terreno naturale ospita fino a 124 famiglie di batteri, contro le sole 51 del suolo sfruttato dalla chimica. Questa straordinaria biodiversità microbica rende la terra resiliente e capace di resistere agli shock ambientali. Lo studio lancia un’idea rivoluzionaria: una tracciabilità scientifica dell’esito. In futuro la qualità non si certificherà più solo sulla carta (i registri burocratici su cosa è stato “spatussato” nei campi), ma misurando oggettivamente la ricchezza nutrizionale dentro il cibo e la vita nel terreno. Favorire questo modello agroecologico in Sardegna significa generare nuove occupazioni green, capaci di restituire dignità ai lavoratori e di contrastare lo spopolamento drammatico delle nostre zone interne. Lavorare la terra con tecniche ecologiche significa garantire il presidio e la cura attiva del territorio, arginando il dissesto idrogeologico e gli incendi che devastano un’isola abbandonata a se stessa. C’è poi una forte valenza politica ed economica: l’agricoltura contadina e di comunità ci sottrae alle speculazioni energetiche. La crisi globale ha dimostrato come i costi dei concimi chimici di sintesi siano legati a doppio filo alle oscillazioni folli del mercato del gas e del petrolio. Sostituire i veleni industriali con il biocompost auto-prodotto spezza la dipendenza dai mercati internazionali e dalle multinazionali dell’energia. La sovranità alimentare diventa così la base della sovranità economica dei territori. In questo scenario, guardiamo con favore al Bando per il Primo Insediamento dei Giovani Agricoltori della Regione Sardegna (Intervento SRE01), che stanzia 40.000 euro a fondo perduto per attrarre gli under 40 nelle campagne. È uno strumento utile, ma parziale. Se vogliamo una reale inversione di rotta, dobbiamo superare lo sbarramento anagrafico. Il sostegno economico deve essere garantito senza limiti d’età a chiunque decida di rigenerare un terreno incolto. Chi sceglie di cambiare vita per dedicarsi all’agricoltura naturale non sta semplicemente aprendo una partita IVA: sta compiendo un atto politico ed etico di resistenza civile. Diventa un custode della biodiversità e della salute pubblica, un argine contro le speculazioni e la desertificazione. E la volontà di proteggere la nostra terra e i nostri diritti non scade a quarant’anni. Redazione Sardigna
September 4, 2026
Pressenza
“Giovani & Territorio: percorsi di agroecologia e cittadinanza”
Sabato 23 maggio a Bracciano un pomeriggio di attività e incontri focalizzati sul rapporto tra giovani, scuola e futuro dei territori. L’iniziativa celebra la Giornata Internazionale della Biodiversità e si inserisce nel programma Terrae Vivae di Navdanya International, dedicato alla rigenerazione delle comunità ecologiche attraverso percorsi di ecoliteracy, partecipazione e agroecologia, incentrati sull’apprendimento esperienziale, i saperi locali e il ruolo attivo delle nuove generazioni. Terrae Vivae agisce come una “scuola diffusa della Terra”, intrecciando ricerca, formazione e azione dal basso per rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari locali e ricostruire il legame tra comunità e paesaggi. Nel corso del pomeriggio saranno presentate le esperienze sviluppate con studentesse e studenti del territorio all’interno dei percorsi di educazione ecologica e cittadinanza attiva di Terrae Vivae: il progetto RiGenerAzione Ecologica – Cittadinanza e Partecipazione, co‑finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, realizzato con il Liceo Ignazio Vian di Bracciano e Anguillara Sabazia; il progetto La Cura della Terra è Cura della Vita, realizzato grazie ai fondi dell’8×1000 dell’Unione Buddhista Italiana, con il Liceo Artistico dell’IIS Luca Paciolo di Anguillara Sabazia; e i percorsi formativi FSL (Formazione Scuola Lavoro) sostenuti da Ecologia – Unione Buddhista Italiana, con l’Istituto Agrario Salvo d’Acquisto di Bracciano. Parteciperanno il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di Bracciano. La giornata conclude un percorso di ecoliteracy che, attraverso Terrae Vivae, ha avvicinato giovani del territorio agli ecosistemi locali, alla biodiversità e ai sistemi alimentari, formando cittadine e cittadini più consapevoli del legame tra terra, cibo e comunità. Nelle parole di Ruchi Shroff, direttrice di Navdanya International: “Siamo davvero orgogliosi di quello che questi ragazzi e queste ragazze hanno costruito insieme, nelle aule e sul territorio. Dal 2023 portiamo avanti questo percorso in stretta collaborazione con le scuole del territorio, e ogni anno vediamo crescere qualcosa di concreto: i percorsi formativi per i più giovani e per gli studenti della formazione scuola-lavoro hanno condotto all’allestimento di un’aula verde scolastica e alla mostra Arte e Suolo che è la dimostrazione di quanto il lavoro artistico possa diventare uno strumento potente per avvicinarsi alla terra e agli ecosistemi. Vogliamo continuare a costruire questo spazio di incontro tra giovani e territori, perché è da qui che nasce un cambiamento reale”. L’evento è promosso nell’ambito del progetto Coworking Space Bracciano – Ecofficine cofinanziato dal PR Lazio FSE 2021‑2027. sabato 26 maggio 2026 a Bracciano Officine Municipali (ex ASL), via Braccianense Claudia 105 16.00 – Apertura dei lavori 16.30 – 17.30 – Terrae Vivae: spazio di dialogo e presentazione dei progetti Incontro tra istituzioni, scuole, produttori e giovani, con presentazione dei progetti 17.30 – 18.30 – Mostra Collettiva & Workshop Arte e Suolo Presentazione dei lavori realizzati dai giovani partecipanti ai percorsi scolastici. 18.30 – 20.00 – Aperitivo conviviale & DJ‑Set Studentesco Ingresso libero fino a esaurimento posti. Info: info@navdanyainternational.org   Redazione Italia
May 19, 2026
Pressenza
Navdanya International: la guerra è oltraggio all’umanità ed anche all’ambiente
Messaggio della Direttrice esecutiva di Navdanya International, Ruchi Shroff, in occasione della Giornata Mondiale della Terra 2026 “In occasione della giornata mondiale della Terra vogliamo ricordare come la guerra sia un oltraggio non solo per l’umanità ma anche per l’ambiente che sostiene la nostra vita. Il blocco dello Stretto di Hormuz ha innescato non solo una crisi energetica ma anche l’ennesima debacle dell’agricoltura industriale. Fino a un terzo del commercio mondiale di fertilizzanti transita nello Stretto di Hormuz e quasi la metà dell’urea vi passa ogni anno. La sua chiusura ha già spinto in alto i prezzi dei fertilizzanti del 20–45% con un rincaro globale su mais, riso e grano. Urea e ammoniaca sono così diventate materie prime strategiche al pari del petrolio. L’agricoltura industriale si mostra per quello che è: una filiera estremamente fragile dipendente dai fossili e da pochi stretti e porti controllati da alleanze militari e oligopoli industriali. L’agroecologia non è, allora, l’ennesima “soluzione tecnica”, ma una rottura politica. Significa rigenerare la fertilità dei suoli; rimettere i semi nelle mani dei contadini oltrepassando la logica dei brevetti; accorciare le filiere e promuovere la sovranità alimentare perché il cibo non dipenda dalle rotte militari ma dalle reti di solidarietà tra comunità. Si tratta di un’alternativa bottom up che ha già dimostrato la sua capacità di rigenerare suolo e comunità. Continuiamo a lavorare in armonia con la Terra per una rigenerazione ecologica e sociale.” Ruchi Shroff, Navdanya International – Direttrice Esecutiva Navdanya International
April 22, 2026
Pressenza
Crisi dei fertilizzanti: è giunto il momento di un’agricoltura resiliente e sostenibile
> La primavera è un periodo cruciale per l’agricoltura. Il frumento invernale è > in attesa della seconda concimazione azotata, i campi vengono preparati per la > semina di barbabietole da zucchero, colza, mais, orzo e grano estivi. Ma > proprio ora i mercati dei fertilizzanti sono sotto pressione. Il conflitto > iraniano e il blocco dello Stretto di Hormuz fanno salire i prezzi delle > energie fossili. La dipendenza dell’agricoltura industriale dal petrolio è > quindi particolarmente evidente. IL FERTILIZZANTE SINTETICO PROVIENE DAL GAS NATURALE Già nel 2022, l’aumento dei prezzi del gas ha temporaneamente portato alla cessazione della produzione di ammoniaca e fertilizzanti azotati in Europa. Per l’agricoltura convenzionale ciò significava costi più elevati e il rischio di carenze di approvvigionamento – una seria sfida per la sicurezza alimentare globale. L’ammoniaca, la materia prima centrale per i fertilizzanti minerali, è prodotta da azoto e idrogeno. Quest’ultimo proviene quasi esclusivamente da gas naturale. La produzione ad alta intensità energetica rende il settore estremamente vulnerabile alle crisi geopolitiche e all’aumento dei prezzi. L’attuale crisi rivela la vulnerabilità del sistema alimentare globale: circa la metà degli alimenti prodotti nel mondo dipende direttamente o indirettamente dal fertilizzante azotato sintetico. I metodi di coltivazione ecologici e rigenerativi dimostrano che si può fare diversamente. Rotazioni delle colture, leguminose, composti e fertilizzazione organica possono restituire in modo sostenibile l’azoto al suolo, promuovere la biodiversità e aumentare la resilienza delle aziende agricole. L’AGROECOLOGIA AUMENTA LA RESILIENZA Il ministro federale tedesco dell’agricoltura Alois Rainer deve agire ora. Data la scarsità di fertilizzanti e l’aumento dei prezzi, è necessario promuovere attivamente l’agricoltura biologica e rigenerativa per rendere il nostro sistema alimentare resiliente, per un’agricoltura forte e sostenibile. Un’agricoltura ecologica e rigenerativa è meno dipendente da input esterni di energia e prodotti chimici e dalla fornitura locale di fertilizzanti, aumenta la resilienza all’aumento dei prezzi delle materie prime a lungo termine. “La guerra in Iran dovrebbe essere un campanello d’allarme”, sottolinea Agnes Streber, direttrice dell’Istituto per l’alimentazione mondiale “Un sistema alimentare a prova di crisi è possibile, ma richiede determinazione politica, riforme strutturali e un cambiamento sociale verso una produzione e un’alimentazione sostenibili”. TRASFORMAZIONE ECOLOGICA E MENO SPRECHI Le molteplici crisi rendono chiaro che una trasformazione radicale dell’agricoltura e del sistema alimentare è urgente se vogliamo ancora avere qualcosa da mangiare in futuro. “Ma questo non è sufficiente”, afferma Agnes Streber, “dobbiamo ridurre gli sprechi alimentari”. In Germania, circa 10 milioni di tonnellate di alimenti commestibili vengono ancora gettati via ogni anno. Il dimezzamento di questi rifiuti consentirebbe di risparmiare una parte significativa della produzione necessaria e ridurrebbe il fabbisogno di energia e fertilizzanti. Inoltre, la nostra dieta dovrebbe essere più basata sulle piante. Meno consumo di carne libererebbe aree che oggi vengono utilizzate per l’alimentazione animale e ridurrebbe la dipendenza da metodi di produzione ad alta intensità energetica e di fertilizzanti, secondo l’Istituto per l’alimentazione mondiale. VERTICE UE SUI FERTILIZZANTI: IL SETTORE BIOLOGICO CHIEDE L’ABBANDONO DELLA DIPENDENZA DAI COMBUSTIBILI FOSSILI In occasione dell’incontro sulla crisi da parte del commissario per l’agricoltura Christophe Hansen sull’economia dei fertilizzanti lunedì prossimo, la Federazione tedesca dell’industria alimentare ecologica (BÖLW) invita il governo federale e la Commissione europea a concentrarsi sull’agricoltura biologica come via d’uscita dalla dipendenza dai fertilizzanti fossili. Tina Andres, presidente del consiglio di amministrazione del BÖLW, afferma: “La guerra in Medio Oriente dimostra ancora una volta quanto siamo impotenti quando le fonti fossili si chiudono e le rotte commerciali globali vengono bloccate: anche il nostro pane quotidiano viene messo in pericolo. Per questo l’agricoltura biologica è giustamente una missione dell’UE: perché gli agricoltori biologici possono fare a meno dei fertilizzanti sintetici. L’economia circolare non solo protegge il clima, ma significa anche uscire dalle dipendenze globali.” PIÙ BIO SIGNIFICA PIÙ SICUREZZA E FUTURO Il commissario europeo per l’agricoltura Hansen persegue l’obiettivo di convertire un ettaro su quattro di terreno al biologico entro il 2030. Il BÖLW chiede che alle parole seguano ora i fatti e cita i seguenti punti chiave: * orientamento coerente del sostegno agricolo europeo (PAC) verso metodi di produzione resilienti come l’agricoltura biologica * l’uscita dall’uso di combustibili fossili come fertilizzanti azotati sintetici e pesticidi * Rafforzamento dei processi biologici come il ricavo naturale dell’azoto attraverso una maggiore coltivazione di legumi Bruxelles e Berlino dovrebbero ora creare le condizioni affinché in futuro il cibo non venga a mancare a causa di guerre e crisi sulle quali l’Europa non ha influenza. Promuovere il biologico significa promuovere un sistema alimentare resiliente. Più bio significa più sicurezza e futuro per la Germania e l’Europa, secondo l’Associazione dei leader del biologico. Fonti: Institut für Welternährung e.V. Bund Ökologische Lebensmittelwirtschaft e.V. -------------------------------------------------------------------------------- TRADUZIONE DAL TEDESCO FILOMENA SANTORO. REVISIONE DI THOMAS SCHMID. Pressenza Muenchen
April 16, 2026
Pressenza
Palestina: il battito della terra
In questo redazionale abbiamo avuto come ospite allo studio di Via dei Volsci a Lucy, compagna di Bread and Roses Bari dell'Associazione Solidaria, che lavora nel ambito dell'agroecologia. Con lei abbiamo parlato del proggetto di solidarietà internazionalista che Solidaria porta avanti insieme al PAC (Popular Art Center), di Ramallah, che si occupa di cultura palestinese e agricoltura supportando una rete cooperativa agroecologiche.  Lucy ci ha raccontato del loro viagio in Cisgiordania, tra ottobre e novembre del 2025, e di com'è la resistenza del popolo palestinese attraverso la protezione e cura della propria terra, come forma di sostentamente per le persone ma anche come una forma di lotta contro l'occupazione sionista. Oltre ai proggetti nell'ambito dell'agroecologia, la collaborazione tra Solidaria e PAC ha prodotto un documentario chiamato "The heartbeat of the land", con voci e immagini della resistenza quotidiana in Cisgiordania.  
April 2, 2026
Radio Onda Rossa
Una riflessione ecologica (finalmente) non “green”
Mi sembra che da un po’ di tempo il concetto di ecologia si stia confondendo in maniera un po’ grottesca con quello di tecnologia “green”: pannelli solari, turbine eoliche, auto e bici elettriche. Al contrario, l’ecologia è la scienza che … Leggi tutto L'articolo Una riflessione ecologica (finalmente) non “green” sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Auletta: una storia meridionale di lotta
di Sara Manisera (*) Introduzione: re-immaginare i margini Nell’ambito degli studi sullo sviluppo territoriale e sulla transizione ecologica, i cosiddetti “margini” svolgono un ruolo cruciale nell’elaborazione di alternative sociali e istituzionali. Come sostiene l’intellettuale afroamericana bell hooks, il margine non è solo una categoria geografica, ma uno spazio epistemico, politico di “apertura radicale”, capace di produrre visioni non assimilate ai centri
Palestina: una terra che vuole vivere
La vita quotidiana della resistenza palestinese attraverso le immagini dalla Palestina e le voci dei e delle palestinesi nel documentario Hearbeat of the land. di Solidaria Bari (*) Foto: unsplash.com Raccontare la vita quotidiana della resistenza palestinese attraverso le immagini dalla Palestina e le voci dei e delle palestinesi. Questo è l’intento di Hearbeat of the land. Il battito della terra –
February 23, 2026
La Bottega del Barbieri
[Ponte Radio] Cibo organico genuino e sovversivo
Interviste alla collettiva bolognese Simbiosi Organica Sovversiva, Michele Caravita di Campi Aperti ed Errico Milazzo del Progetto Climavore Monoculture Meltdown. Parliamo di agroecologia, garanzia partecipata, mercati contadini, condivisione di saperi e di semi.  
January 9, 2026
Radio Onda Rossa
Che succede a Mondeggi? Facciamo il punto
Pubblichiamo l’intervista che Ornella De Zordo ha fatto a Roberto Checcucci, storico attivista di Mondeggi già intervistato nell’aprile 2022, all’inizio del percorso che ha portato Mondeggi Bene Comune a partecipare al bando di manifestazione di interesse della Città metropolitana di … Leggi tutto L'articolo Che succede a Mondeggi? Facciamo il punto sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.