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Napoli, il sudario dei 18.500 bambini palestinesi attraversa il centro
Un lunghissimo sudario, pesante come il dolore che porta impresso, ha attraversato oggi le vie del centro. Sopra vi sono scritti 18.500 nomi: sono i nomi dei bambini palestinesi strappati alla vita nel conflitto, anime innocenti falciate da una violenza che non ha risparmiato nessuno. Tra quelle righe si leggono i destini di neonati durati appena poche ore, esistenze spezzate ancora prima di poter iniziare, nel silenzio complice e assordante dell’Occidente. Il corteo, nato su iniziativa di Life for Gaza, si è snodato, carico di commozione, fino a piazza Municipio, fermandosi proprio ai piedi di Palazzo San Giacomo. Nelle mani dei manifestanti non c’erano armi, ma ramoscelli d’ulivo, un contrasto stridente e doloroso volto a invocare disperatamente la pace e la fine del massacro. Il sudario non è stato solo un pezzo di stoffa, ma il simbolo tangibile di un dramma profondo e sistematico che colpisce il popolo palestinese, radicato in una sofferenza iniziata ben prima del 7 ottobre 2023. Mentre l’evento si concludeva davanti alla sede del Comune, restava forte la consapevolezza di una tragedia ancora in corso: una contabilità dell’orrore che purtroppo non è definitiva. Sotto le macerie e nelle zone isolate di Gaza restano ancora migliaia di vittime senza nome, strappate al futuro prima ancora che il mondo potesse registrarne l’esistenza. Redazione Napoli
May 25, 2026
Pressenza
Piazza del Plebiscito ai militari? La pace non si ferma: il 28 marzo a Napoli “10, 100, 1000 Donne per la Pace” in piazza Municipio
Il 28 marzo Napoli parteciperà alla mobilitazione nazionale “10, 100, 1000 Piazze di Donne per la Pace”, una rete di iniziative diffuse nata per opporsi alla guerra, al riarmo e alla crescente militarizzazione della società. L’appuntamento napoletano, promosso da donne attive nei movimenti per la pace, il disarmo, la giustizia sociale e ambientale, sarà un momento di incontro, scambio, letture, voci e parole condivise. La giornata napoletana si inserisce in un percorso più ampio che attraversa molte città italiane. “10, 100, 1000 Piazze di Donne per la Pace” nasce infatti dall’iniziativa di donne impegnate in territori diversi, unite dalla volontà di costruire uno spazio politico autonomo e femminista, capace di mettere al centro la cura, la giustizia, il rifiuto della violenza bellica e delle sue conseguenze sui corpi, sulle vite, sui territori. Il 28 marzo molte piazze saranno attraversate anche dalla pratica condivisa della “Tessitura di pace”, proposta come gesto simbolico e collettivo contro la guerra. Nel loro sguardo la guerra non è mai lontana. È nella devastazione della Palestina, nell’orrore che attraversa Gaza, nei conflitti che segnano Ucraina, Sudan, Congo, Yemen, Siria, Myanmar e molte altre aree del mondo. Ma è anche dentro le nostre città, nei linguaggi pubblici sempre più intrisi di retorica militare, nella normalizzazione del riarmo, nell’occupazione simbolica e materiale degli spazi comuni da parte di apparati armati. In questo quadro si colloca anche un elemento che accompagna la giornata napoletana e che assume un significato evidente: la manifestazione, inizialmente prevista in piazza del Plebiscito, si terrà invece in piazza Municipio, dopo che lo spazio è stato destinato a un’iniziativa dell’Aeronautica militare. Un fatto che le promotrici leggono non come un semplice cambio logistico, ma come un segnale del clima che si respira: mentre una piazza di donne per la pace viene spostata, la presenza militare continua a guadagnare visibilità e centralità nello spazio pubblico. Eppure il punto non cambia. Anzi, si rafforza. Essere in piazza il 28 marzo significherà proprio questo: affermare che la pace non può essere confinata ai margini, che esiste un’altra idea di città e di futuro, che alla cultura della guerra si possono opporre pensieri, pratiche e relazioni capaci di riaprire lo spazio della parola, dell’ascolto e del dissenso. Napoli sarà dunque una delle piazze di questa mobilitazione diffusa, con un appuntamento che parla alla città ma anche oltre la città: perché oggi tessere pace significa costruire legami, sottrarre consenso alla militarizzazione e restituire senso pubblico a parole come convivenza, giustizia e disarmo. L’appuntamento è per venerdì 28 marzo, dalle 10.30 alle 14, in piazza Municipio, a Napoli. Donne per la pace, contro la guerra, il riarmo e la militarizzazione: ci saremo. Lucia Montanaro
March 25, 2026
Pressenza