Il tribunale di Chieti annulla la detenzione e la sanzione all’Ocean Viking di SOS Mediterranee
Il tribunale di Chieti, il 21 maggio 2026, ha annullato integralmente la
detenzione amministrativa di 20 giorni imposta all’Ocean Viking di SOS
Mediterranee nel novembre 2023, insieme all’ammenda associata e a tutte le altre
misure sanzionatorie. La decisione rappresenta un’altra vittoria significativa
contro il governo italiano e il cosiddetto decreto Piantedosi, nonché una
conferma del principio di diritto del soccorso in mare.
Il 15 novembre 2023 le autorità italiane avevano bloccato la nave nel porto di
Ortona e inflitto una sanzione finanziaria in base al decreto-legge n. 1/2023,
noto appunto come decreto Piantedosi. La vicenda riguarda un’operazione di
soccorso condotta l’11 novembre 2023 nella zona SAR libica, durante la quale
l’Ocean Viking aveva tratto in salvo 34 persone a bordo di un’imbarcazione in
difficoltà, dopo ripetuti tentativi falliti di ottenere un coordinamento
efficace dalle autorità marittime libiche.
Nella sentenza di primo grado, il tribunale ha chiaramente confermato la
legalità dell’operazione di soccorso, riconoscendo che il comandante “si trovava
di fronte alla necessità di intervenire senza indugio” per proteggere vite
umane. I giudici hanno inoltre sottolineato l’assenza di coordinamento effettivo
da parte delle autorità libiche, riconoscendo che l’Ocean Viking era “l’unica
nave intervenuta per adempiere all’obbligo di soccorso in mare“.
La sentenza ribadisce che gli obblighi internazionali in materia marittima
derivanti dalle convenzioni UNCLOS, SOLAS e SAR prevalgono quando sono in
pericolo vite umane, e che non possono essere imposte sanzioni in assenza di
coordinamento da parte degli Stati o quando tale coordinamento sia
insufficiente. Il giudizio richiama inoltre la sentenza n. 101/2025 della Corte
costituzionale italiana, che ha confermato come le leggi nazionali in materia di
soccorso in mare debbano essere conformi al diritto internazionale: nessuna
norma interna può contraddire il dovere di salvare vite in mare.
«Questa decisione conferma ciò che sosteniamo dal novembre 2023: l’Ocean Viking
ha agito in piena conformità con il diritto marittimo internazionale e nel
rigoroso rispetto dei propri obblighi», ha dichiarato Soazic Dupuy, direttrice
delle operazioni di SOS Mediterranee. «Le organizzazioni di soccorso umanitario
non devono mai essere sanzionate per aver fatto ciò che le autorità non hanno
fatto: garantire un soccorso rapido ed efficace alle persone in pericolo».
La pronuncia arriva in un momento particolarmente grave. Il 2026 si profila già
come uno degli anni più letali dell’ultimo decennio nel Mediterraneo, mentre il
governo italiano intensifica gli ostacoli per impedire alle ONG di ricerca e
soccorso di operare. Il Senato ha infatti avviato l’esame di un nuovo pacchetto
legislativo sull’immigrazione che include nuove disposizioni volte a impedire
alle ONG di entrare nelle acque italiane – propagandate dalla Presidente del
Consiglio Meloni come “blocco navale” -, in quello che si configura come un
ulteriore tentativo di ostacolare le operazioni di salvataggio.
SOS Mediterranee ricorda nel suo comunicato stampa che sabato 16 maggio il
comandante della Sea-Watch 5 è stato addirittura accusato di favoreggiamento
dell’immigrazione irregolare 1 dopo aver condotto un’operazione di soccorso nel
corso della quale i guardacoste libici hanno aperto il fuoco.
Notizie/In mare
SPARI CONTRO LA SEA-WATCH 5: L’ENNESIMO ATTO DI PIRATERIA NEL MEDITERRANEO
«Il Mediterraneo è ormai diventato un parco giochi per criminali sostenuti dagli
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Redazione
15 Maggio 2026
Nonostante le ripetute decisioni dei tribunali che confermano la legalità delle
operazioni di soccorso civile nel Mediterraneo, le ONG continuano a subire
molteplici forme di criminalizzazione e attacchi, tra cui atti amministrati del
tutto illegittimi.
«Le persone in pericolo – conclude amaramente l’organizzazione – non possono
attendere che sia resa giustizia mentre l’assistenza vitale viene ostacolata per
ragioni politiche».
1. Nuovo attacco alla solidarietà in mare: dopo le raffiche di spari delle
milizie libiche contro Sea-Watch 5, lo Stato italiano risponde avviando
un’indagine penale contro il capitano: comunicato di Sea-Watch ↩︎