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Il liceo Minghetti di Bologna è contro la guerra
Lo scorso 27 marzo studenti e studentesse del liceo Minghetti di Bologna hanno scioperato contro un corso di formazione dell’Accademia Militare di Modena che si sarebbe dovuto tenere nella loro scuola. Ne è seguito un incontro con il Dirigente scolastico che ha deciso di accogliere le ragioni della loro protesta e di annullare l’iniziativa con l’Esercito. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università accoglie con entusiasmo questa straordinaria vittoria della componente studentesca perché dimostra che le mobilitazioni contro la guerra e l’arruolamento possono raccogliere i loro frutti e preparare un futuro di pace per le giovani generazioni. Già lo scorso dicembre l’Università degli studi di Bologna, e nello specifico il Dipartimento di Filosofia, aveva respinto con forza la creazione di un corso ad hoc per gli allievi dell’Accademia Militare di Modena (clicca qui). In quella occasione si era avvertito chiaramente il pericolo di piegare la ricerca e l’insegnamento universitari alla logica della guerra e alla militarizzazione della società che ne consegue. L’Osservatorio continuerà a sostenere qualsiasi forma di mobilitazione che contrasti la presenza dell’Esercito nelle scuole e nelle università perché non vuole vedere studenti e studentesse trasformate in carne da cannone e il loro sapere utilizzato per disseminare morte e distruzione. Fonti: https://contropiano.org/interventi/2026/03/31/gli-studenti-del-minghetti-stoppano-la-militarizzazione-della-scuola-un-risultato-da-replicare-0193554; https://www.radiondadurto.org/2026/04/13/scuola-resistente-puntata-di-sabato-11-aprile/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Accolti sulla carta, ma abbandonati in strada: il TAR di Parma condanna la prassi della Prefettura
“I diritti non possono aspettare i tempi della burocrazia”. Con questa motivazione netta, il TAR di Parma ha censurato la strategia della Prefettura che riconosceva formalmente il diritto all’accoglienza ai richiedenti asilo, lasciandoli però di fatto senza un posto letto, cibo o assistenza. A renderlo noto è il CIAC – Centro immigrazione asilo e cooperazione di Parma e provincia che insieme all’Avvocato Calogero Musso supportano fin dall’inizio i richiedenti asilo lasciati fuori accoglienza. Questa vittoria, infatti, è il risultato di un impegno corale di un team legale formato dall’avvocato e dal monitoraggio e dall’accompagnamento costante degli operatori legali di CIAC. Da mesi, scrive l’associazione per spiegare la vicenda, molti richiedenti asilo a Parma vivono in un limbo assurdo: la Prefettura accoglie la loro domanda ma rimanda l’ingresso nelle strutture a data da destinarsi. La giustificazione usata è spesso la mancanza di posti o la necessità di dare priorità ai nuovi arrivi via mare. È la categoria – precisa l’associazione – degli “accolti ma non accolti“: persone con un diritto riconosciuto per legge, ma condannate all’invisibilità e alla strada. La sentenza è di interesse generale perché quanto accade a Parma non è un fatto isolato, ma sono prassi che avvengono in quasi tutte le città italiane. LA SENTENZA: L’ASSISTENZA DEVE ESSERE IMMEDIATA Il Tribunale Amministrativo – sottolinea Ciac – ha stabilito che le difficoltà organizzative non sono una scusa per negare la dignità umana. L’Amministrazione ha l’obbligo di attivarsi immediatamente per garantire i livelli minimi di assistenza. > Eventuali esigenze organizzative o temporanee indisponibilità di posti non > esonerano l’Amministrazione dall’obbligo di attivarsi per assicurare […] le > condizioni materiali minime di accoglienza. > > Sentenza del TAR Parma «È una vittoria che ribadisce un principio fondamentale: lo Stato non può fare promesse a vuoto», dichiara Michele Rossi, Direttore di CIAC. «Il nostro impegno ora è garantire che nessuna persona sia più lasciata in strada con un provvedimento di accoglienza inutile in tasca». Cosa succede ora? La battaglia prosegue. Il Tribunale ha già fissato l’udienza pubblica per il 16 settembre 2026. In quella sede si discuterà la richiesta di risarcimento del danno per i giorni passati ingiustamente senza assistenza. «Non resteremo a guardare. Saremo sempre al fianco delle persone migranti per pretendere il rispetto della legge, diritto negato per diritto negato. Questa sentenza è un richiamo alla responsabilità per tutta la nostra comunità. Invitiamo la cittadinanza a mantenere alta l’attenzione: il rispetto dei diritti di tutti e tutte è l’unico fondamento possibile per una società che si dice davvero democratica», conclude la nota di CIAC. T.A.R. per l’Emilia-Romagna, ordinanza del 25 marzo 2026
Raccola rifiuti in E-R: lavoratori sfruttati e invisibili
di Davide Fabbri (*). RACCOLTA RIFIUTI: LAVORATORI INVISIBILI, SFRUTTATI E MALPAGATI Le responsabilità del Partito Democratico e del Gruppo Hera, la multiutility quotata in Borsa. Il caso in Emilia-Romagna dei lavoratori (circa 2500) dell’igiene ambientale e della raccolta dei rifiuti. Oggi il mio pensiero va alle lavoratrici e ai lavoratori invisibili dell’igiene ambientale e della raccolta dei rifiuti, iper-sfruttati, malpagati