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Verso il 30 ottobre: sciopero generale in Italia e internazionale dei porti
Per il 30 ottobre è stata convocata una giornata di sciopero internazionale dei porti. All’interno di una mobilitazione che si sta ampliando sempre di più negli ultimi mesi, arrivando ad oltre 100 porti in tutto il mondo dall’India al Messico, l’intento è bloccare il flusso delle armi e la catena logistica della guerra. In Italia la giornata si è trasformata in uno sciopero generale, lanciato dalla stessa USB, come data che possa legare le lotte contro il caro vita e contro il riarmo che stanno attraversando il paese. Ne parliamo con Riccardo del Coordinamento Nazionale Porti USB.
October 23, 2026
Radio Blackout - Info
Verso il 30 ottobre: sciopero generale in Italia e internazionale dei porti
Per il 30 ottobre è stata convocata una giornata di sciopero internazionale dei porti. All’interno di una mobilitazione che si sta ampliando sempre di più negli ultimi mesi, arrivando ad oltre 100 porti in tutto il mondo dall’India al Messico, l’intento è bloccare il flusso delle armi e la catena logistica della guerra. In Italia la giornata si è trasformata in uno sciopero generale, lanciato dalla stessa USB, come data che possa legare le lotte contro il caro vita e contro il riarmo che stanno attraversando il paese. Ne parliamo con Riccardo del Coordinamento Nazionale Porti USB.
October 23, 2026
Radio Blackout
Guerra e Riarmo, studentesse e studenti verso il 24 ottobre
Dalla Francia all’Italia, le mobilitazioni che stanno animando le piazze sono sicuramente incentrate, tra le altre, sulla contrarietà a guerra e riarmo. Approfittiamo di un articolo dello scorso venerdì, uscito per il Manifesto, per approfondire questo tema e cercare di capire cosa ne pensano gli italiani, con particolare riferimento a giovani e auniversitari3. In altre parole, che tipo di legittimità ottengono le scelte in materia di sicurezza all’interno della società? L’indagine affronta diversi argomenti, ci siamo soffermati sulla percezione delle minacce e la contrarietà all’aumento delle spese militari. Ne parliamo con uno studente dell’assemblea di CPS dell’università di Torino.
October 23, 2026
Radio Blackout - Info
Guerra e Riarmo, studentesse e studenti verso il 24 ottobre
Dalla Francia all’Italia, le mobilitazioni che stanno animando le piazze sono sicuramente incentrate, tra le altre, sulla contrarietà a guerra e riarmo. Approfittiamo di un articolo dello scorso venerdì, uscito per il Manifesto, per approfondire questo tema e cercare di capire cosa ne pensano gli italiani, con particolare riferimento a giovani e auniversitari3. In altre parole, che tipo di legittimità ottengono le scelte in materia di sicurezza all’interno della società? L’indagine affronta diversi argomenti, ci siamo soffermati sulla percezione delle minacce e la contrarietà all’aumento delle spese militari. Ne parliamo con uno studente dell’assemblea di CPS dell’università di Torino.
October 23, 2026
Radio Blackout
Torino: sabato 24 ottobre di nuovo in piazza contro riarmo, guerra e carovita
Sabato 24 ottobre alle ore 15 in piazza Castello partirà una manifestazione che si collega con le piazze dello scorso weekend contro carovita e riarmo. L’appuntamento viene chiamato sotto lo slogan “Noi la guerra non la paghiamo”, grazie alle proteste di queste settimane l’obiettivo sarà quello di unire le istanze con particolare attenzione anche alla grande mobilitazione degli agricoltori e autotrasportatori che sta avvenendo al Sud. Ne parliamo con un membro di Italiainpiazza17 per il nodo di Torino
October 23, 2026
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Torino: sabato 24 ottobre di nuovo in piazza contro riarmo, guerra e carovita
Sabato 24 ottobre alle ore 15 in piazza Castello partirà una manifestazione che si collega con le piazze dello scorso weekend contro carovita e riarmo. L’appuntamento viene chiamato sotto lo slogan “Noi la guerra non la paghiamo”, grazie alle proteste di queste settimane l’obiettivo sarà quello di unire le istanze con particolare attenzione anche alla grande mobilitazione degli agricoltori e autotrasportatori che sta avvenendo al Sud. Ne parliamo con un membro di Italiainpiazza17 per il nodo di Torino
October 23, 2026
Radio Blackout
Agricoltori e autotrasportatori campani: i blocchi e presidi continuano
Come viene riportato da questo articolo su Altra Agricoltura, l’obiettivo della giornata di oggi per gli agricoltori campani era quello di portare la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi all’attenzione della Regione: “I due Coordinamenti territoriali della Campania della Confederazione Sindacale Altragricoltura, quelli di Campania Nord (Caserta, Napoli e Benevento) e quelli di Campania Sud (Salerno e Avellino) si mobilitano con due prime manifestazioni contro la crisi da giovedì 22 ottobre con due obiettivi: reiterare la richiesta fin qui inascoltata al Governo Nazionale e al Parlamento di dichiarare lo Stato di Crisi delle piccole e medie imprese dell’agroalimentare e del diritto al cibo per adottare un pacchetto di emergenza che scongiuri la chiusura delle aziende e quello di avviare un confronto con la Regione per istruire la declaratoria sullo stato di crisi dell’agroalimentare della Campania da inviare al Governo e attivare misure urgenti e un tavolo di confronto partecipato sulla crisi”. Il governo intanto mostra il pugno duro, tramite identificazioni di massa ai blocchi in autostrada e procedimenti di indagine per verificare le supposizioni portate da Lollobrigida e Urso in merito a infiltrazioni mafiose nella protesta per screditarla. Nonostante questo i blocchi e i presidi vanno avanti e si allargano i settori coinvolti, come i panificatori e i pescatori. Oggi al vaglio del governo anche un decreto apposito. Gli scaffali dei supermercati sono vuoti e inizia a scarseggiare il diesel alla pompa, l’appello che giunge dagli agricoltori campani è quello di unire le lotte da Sud a Nord e continuare a mobilitarsi. Ne abbiamo parlato con Gabriele, agricoltore campano membro di Agricoltori Italiani
October 22, 2026
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Agricoltori e autotrasportatori campani: i blocchi e presidi continuano
Come viene riportato da questo articolo su Altra Agricoltura, l’obiettivo della giornata di oggi per gli agricoltori campani era quello di portare la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi all’attenzione della Regione: “I due Coordinamenti territoriali della Campania della Confederazione Sindacale Altragricoltura, quelli di Campania Nord (Caserta, Napoli e Benevento) e quelli di Campania Sud (Salerno e Avellino) si mobilitano con due prime manifestazioni contro la crisi da giovedì 22 ottobre con due obiettivi: reiterare la richiesta fin qui inascoltata al Governo Nazionale e al Parlamento di dichiarare lo Stato di Crisi delle piccole e medie imprese dell’agroalimentare e del diritto al cibo per adottare un pacchetto di emergenza che scongiuri la chiusura delle aziende e quello di avviare un confronto con la Regione per istruire la declaratoria sullo stato di crisi dell’agroalimentare della Campania da inviare al Governo e attivare misure urgenti e un tavolo di confronto partecipato sulla crisi”. Il governo intanto mostra il pugno duro, tramite identificazioni di massa ai blocchi in autostrada e procedimenti di indagine per verificare le supposizioni portate da Lollobrigida e Urso in merito a infiltrazioni mafiose nella protesta per screditarla. Nonostante questo i blocchi e i presidi vanno avanti e si allargano i settori coinvolti, come i panificatori e i pescatori. Oggi al vaglio del governo anche un decreto apposito. Gli scaffali dei supermercati sono vuoti e inizia a scarseggiare il diesel alla pompa, l’appello che giunge dagli agricoltori campani è quello di unire le lotte da Sud a Nord e continuare a mobilitarsi. Ne abbiamo parlato con Gabriele, agricoltore campano membro di Agricoltori Italiani
October 22, 2026
Radio Blackout
Albania: la mobilitazione continua “non abbiamo più nulla da perdere”
A Tirana e in generale in Albania la protesta contro la corruzione del governo e contro la crisi sociale continua. Partita dai giovani si è allargata anche ad altri settori sociali e lavorativi, ogni giorno gli appuntamenti di piazza sono significativi nei termini della partecipazione e dell’incisività. Nonostante la linea dura del governo di Rama infatti, la popolazione non accenna a smettere di mobilitarsi. Anche oggi il movimento si è trovato alle 9 davanti al Parlamento per chiedere le dimissioni del primo ministro. Non ci sono compromessi possibili, la mediazione è saltata. Insieme a Roberto Hajidari reporter indipendente facciamo il punto Le foto dell’articolo sono di Roberto Hajidari, presente alle mobilitazioni di questi giorni.
October 22, 2026
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Albania: la mobilitazione continua “non abbiamo più nulla da perdere”
A Tirana e in generale in Albania la protesta contro la corruzione del governo e contro la crisi sociale continua. Partita dai giovani si è allargata anche ad altri settori sociali e lavorativi, ogni giorno gli appuntamenti di piazza sono significativi nei termini della partecipazione e dell’incisività. Nonostante la linea dura del governo di Rama infatti, la popolazione non accenna a smettere di mobilitarsi. Anche oggi il movimento si è trovato alle 9 davanti al Parlamento per chiedere le dimissioni del primo ministro. Non ci sono compromessi possibili, la mediazione è saltata. Insieme a Roberto Hajidari reporter indipendente facciamo il punto Le foto dell’articolo sono di Roberto Hajidari, presente alle mobilitazioni di questi giorni.
October 22, 2026
Radio Blackout