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NUOVI VERTICI LEONARDO S.P.A. E RECORD VENDITE MILITARI ITALIANE
Nuovi vertici Leonardo S.p.A. e record di vendite militari italiane – con la giornalista Futura D’Aprile  Negli ultimi giorni si è tornati a parlare di commercio di armi italiane, dopo la pubblicazione della Relazione annuale al Parlamento che segnala numeri in forte crescita e un nuovo record di vendite di armi per l’Italia. Un dato che riporta l’attenzione sul ruolo dell’Italia nel mercato globale della difesa, in una fase segnata da guerre e da una domanda in aumento. Ma non è solo una questione di numeri: sul tavolo c’è anche la proposta di modifica della Legge 185/1990, la legge che da oltre trent’anni regola controlli, limiti e trasparenza sul commercio di armamenti. E a questo si aggiunge il recente cambio ai vertici di Leonardo S.p.A., uno dei principali gruppi industriali europei della difesa, che potrebbe avere un impatto sulle strategie future del settore. Abbiamo chiesto alla giornalista Futura D’Aprile di inquadrare l’aumento dell’export, alla luce dei dati presentati nella relazione annuale al Parlamento, che parlano di oltre 9 miliardi di euro di export autorizzato nel 2025, +19% in un anno.  Dentro questo quadro in espansione si inserisce anche la proposta di modifica della Legge 185/1990. Futura D’Aprile ci ha raccontato quali sono i principali cambiamenti previsti e a che punto si trova l’iter parlamentare.  In chiusura, abbiamo commentato insieme il cambio di dirigenza di Leonardo S.p.A. e gli effetti nel breve e nel lungo periodo della sospensione del memorandum Italia-Israele. Ne abbiamo parlato con Futura D’Aprile, giornalista freelance:
April 15, 2026
Radio Blackout - Info
NUOVI VERTICI LEONARDO S.P.A. E RECORD VENDITE MILITARI ITALIANE
Nuovi vertici Leonardo S.p.A. e record di vendite militari italiane – con la giornalista Futura D’Aprile  Negli ultimi giorni si è tornati a parlare di commercio di armi italiane, dopo la pubblicazione della Relazione annuale al Parlamento che segnala numeri in forte crescita e un nuovo record di vendite di armi per l’Italia. Un dato che riporta l’attenzione sul ruolo dell’Italia nel mercato globale della difesa, in una fase segnata da guerre e da una domanda in aumento. Ma non è solo una questione di numeri: sul tavolo c’è anche la proposta di modifica della Legge 185/1990, la legge che da oltre trent’anni regola controlli, limiti e trasparenza sul commercio di armamenti. E a questo si aggiunge il recente cambio ai vertici di Leonardo S.p.A., uno dei principali gruppi industriali europei della difesa, che potrebbe avere un impatto sulle strategie future del settore. Abbiamo chiesto alla giornalista Futura D’Aprile di inquadrare l’aumento dell’export, alla luce dei dati presentati nella relazione annuale al Parlamento, che parlano di oltre 9 miliardi di euro di export autorizzato nel 2025, +19% in un anno.  Dentro questo quadro in espansione si inserisce anche la proposta di modifica della Legge 185/1990. Futura D’Aprile ci ha raccontato quali sono i principali cambiamenti previsti e a che punto si trova l’iter parlamentare.  In chiusura, abbiamo commentato insieme il cambio di dirigenza di Leonardo S.p.A. e gli effetti nel breve e nel lungo periodo della sospensione del memorandum Italia-Israele. Ne abbiamo parlato con Futura D’Aprile, giornalista freelance:
April 15, 2026
Radio Blackout
Nuovi insediamenti illegali in Cisgiordania ,la colonizzazione accelera
All’ombra delle guerre nell’ Asia occidentale , dall’Iran al Libano, e nel silenzio della comunità internazionale il governo di estrema destra di Israele sta promuovendo una politica sistematica di esproprio e occupazione delle terre palestinesi. L’ultimo via libera è del primo aprile scorso – ma è rimasto segreto per diversi giorni ,sono almeno 34 i nuovi insediamenti approvati dall’esecutivo,che portano il dato complessivo di quelli approvati dall’insediamento dell’attuale governo da 69 a 103.  I verbali che certificano la decisione del governo sono secretati e già si stanno attivando le procedure per costruire le infrastrutture idriche ed elettriche per servire i nuovi insediamenti. L’obiettivo dichiarato è di raggiungere il milione di coloni entro il 2050 ,rinchiudendo la popolazione palestinese residente in enclave non comunicanti ,fidando nell’assenso internazionale all’annessione . Il processo di espansione coloniale sionista è in atto anche a Gaza dove l’esercito si sta preparando a nuove offensive nell’intento di spingere i palestinesi di Gaza vrso Rafah e poi nel Sinai .Israele occupa già metà della striscia e dalla cosidetta tregua sono stati uccisi almeno 740 palestinesi . Intanto l’approvazione della legge che prevede la pena di morte per i palestinesi certifica l’egemonia del kahanismo ,che si fonda anche sullo stato etnico per soli ebrei e sull’apartheid. La flebile reazione dei paesi alleati con Israele riflette la visione suprematista con cui i governi occidentali guardano alla questione palestinese .La pena di morte viene comunque già applicata sul terreno e nelle carceri israeliane contro i prigionieri palestinesi nella totale impunità. L’aggressione in Libano costituisce un ulteriore tassello del progetto di espansione sionista teso a creare di fatto il grande Israele, la velocizzazione del progetto del controllo totale del territorio del sud del Libano si concretizza con la distruzione sistematica delle abitazioni e delle strutture di collegamento come ponti e strade .Si verifica anche l’uso di pesticidi e sostanze chimiche per rendere inabitabile la zona . Anche nel sud della Siria le forze israeliane hanno condotto una serie di raid e incursioni rapendo tre civili nel giro di poche ore, in quella che fonti locali hanno descritto come una nuova escalation dell’attività militare in territorio siriano. Stanno creando insediandiamenti per ora solo militari ,ma lo scopo è quellodi certificare una “conquista territoriale”, con Israele che agisce per erodere la sovranità siriana nel sud-ovest del Paese. Ne parliamo con Eliana Riva storica e giornalista.
April 15, 2026
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Nuovi insediamenti illegali in Cisgiordania ,la colonizzazione accelera
All’ombra delle guerre nell’ Asia occidentale , dall’Iran al Libano, e nel silenzio della comunità internazionale il governo di estrema destra di Israele sta promuovendo una politica sistematica di esproprio e occupazione delle terre palestinesi. L’ultimo via libera è del primo aprile scorso – ma è rimasto segreto per diversi giorni ,sono almeno 34 i nuovi insediamenti approvati dall’esecutivo,che portano il dato complessivo di quelli approvati dall’insediamento dell’attuale governo da 69 a 103.  I verbali che certificano la decisione del governo sono secretati e già si stanno attivando le procedure per costruire le infrastrutture idriche ed elettriche per servire i nuovi insediamenti. L’obiettivo dichiarato è di raggiungere il milione di coloni entro il 2050 ,rinchiudendo la popolazione palestinese residente in enclave non comunicanti ,fidando nell’assenso internazionale all’annessione . Il processo di espansione coloniale sionista è in atto anche a Gaza dove l’esercito si sta preparando a nuove offensive nell’intento di spingere i palestinesi di Gaza vrso Rafah e poi nel Sinai .Israele occupa già metà della striscia e dalla cosidetta tregua sono stati uccisi almeno 740 palestinesi . Intanto l’approvazione della legge che prevede la pena di morte per i palestinesi certifica l’egemonia del kahanismo ,che si fonda anche sullo stato etnico per soli ebrei e sull’apartheid. La flebile reazione dei paesi alleati con Israele riflette la visione suprematista con cui i governi occidentali guardano alla questione palestinese .La pena di morte viene comunque già applicata sul terreno e nelle carceri israeliane contro i prigionieri palestinesi nella totale impunità. L’aggressione in Libano costituisce un ulteriore tassello del progetto di espansione sionista teso a creare di fatto il grande Israele, la velocizzazione del progetto del controllo totale del territorio del sud del Libano si concretizza con la distruzione sistematica delle abitazioni e delle strutture di collegamento come ponti e strade .Si verifica anche l’uso di pesticidi e sostanze chimiche per rendere inabitabile la zona . Anche nel sud della Siria le forze israeliane hanno condotto una serie di raid e incursioni rapendo tre civili nel giro di poche ore, in quella che fonti locali hanno descritto come una nuova escalation dell’attività militare in territorio siriano. Stanno creando insediandiamenti per ora solo militari ,ma lo scopo è quellodi certificare una “conquista territoriale”, con Israele che agisce per erodere la sovranità siriana nel sud-ovest del Paese. Ne parliamo con Eliana Riva storica e giornalista.
April 15, 2026
Radio Blackout
Stretto di Hormuz ,il pirata di Washington minaccia il blocco
Dopo il fallimento dei colloqui di Islamabad ,l’autocrate della Casa bianca minaccia il blocco dello stretto di Hormuz ,accrescendo la tensione e facendo salire il prezzo del petrolio .Allo stato attuale l’Iran ha effettivamente preso il controllo dello stretto e non l’ha necessariamente chiuso. L’accesso è regolamentato ed è necessaria una forma di pagamento, non in dollari, ma in yuan, visto che l’Iran preferisce essere pagato nella valuta cinese. Lo stretto è rimasto aperto anche prima dell’attacco congiunto Israele-USA e l’Iran consente il transito alle navi che non sono legate agli aggressori ,ma il costo delle coperture assicurative frena il transito delle navi e il flusso di petrolio diminuisce in modo inversamente proporzionale all’aumento del prezzo che invece aumenta. Il fallimento dei colloqui di Islamabad ,secondo fonti iraniani, è dovuto al massimalismo delle posizioni americane che hanno impedito il raggiungimento di un accordo che invece sembrava alla portata dei negoziatori. Ma le pressioni provenienti da Washington per alzare la posta hanno allontanato le possibilità di un accordo facendo fallire al momento i negoziati. La nuova leadership iraniana ,emersa dalla guerra è molto legata ai pasdaran ,l’ala militare del regime si rafforza e si registra anche un cambio generazionale ,emerge come uomo forte Ghalibaf ,presidente del parlamento iraniano e legato ai guardiani della rivoluzione ,personaggio su cui gravano accuse di corruzione e nepotismo. Con Farian Sabahi studiosa e giornalista di origini iraniane parliamo di questi temi e anche della vicenda del tentativo di recupero del pilota del caccia F15 abbattuto in territorio iraniano che sembra invece aver avuto un altro scopo legato al tentativo fallito di sottrarre l’uranio arricchito iraniano.
April 13, 2026
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Stretto di Hormuz ,il pirata di Washington minaccia il blocco
Dopo il fallimento dei colloqui di Islamabad ,l’autocrate della Casa bianca minaccia il blocco dello stretto di Hormuz ,accrescendo la tensione e facendo salire il prezzo del petrolio .Allo stato attuale l’Iran ha effettivamente preso il controllo dello stretto e non l’ha necessariamente chiuso. L’accesso è regolamentato ed è necessaria una forma di pagamento, non in dollari, ma in yuan, visto che l’Iran preferisce essere pagato nella valuta cinese. Lo stretto è rimasto aperto anche prima dell’attacco congiunto Israele-USA e l’Iran consente il transito alle navi che non sono legate agli aggressori ,ma il costo delle coperture assicurative frena il transito delle navi e il flusso di petrolio diminuisce in modo inversamente proporzionale all’aumento del prezzo che invece aumenta. Il fallimento dei colloqui di Islamabad ,secondo fonti iraniani, è dovuto al massimalismo delle posizioni americane che hanno impedito il raggiungimento di un accordo che invece sembrava alla portata dei negoziatori. Ma le pressioni provenienti da Washington per alzare la posta hanno allontanato le possibilità di un accordo facendo fallire al momento i negoziati. La nuova leadership iraniana ,emersa dalla guerra è molto legata ai pasdaran ,l’ala militare del regime si rafforza e si registra anche un cambio generazionale ,emerge come uomo forte Ghalibaf ,presidente del parlamento iraniano e legato ai guardiani della rivoluzione ,personaggio su cui gravano accuse di corruzione e nepotismo. Con Farian Sabahi studiosa e giornalista di origini iraniane parliamo di questi temi e anche della vicenda del tentativo di recupero del pilota del caccia F15 abbattuto in territorio iraniano che sembra invece aver avuto un altro scopo legato al tentativo fallito di sottrarre l’uranio arricchito iraniano.
April 13, 2026
Radio Blackout
Prosegue l’offensiva israeliana in Libano: un aggiornamento da Beirut
Inizialmente il Libano pareva essere incluso nella fragile tregua tra Iran, USA e Israele mediata dal Pakistan, ma l’esercito ed il governo israeliani hanno fatto capire che intendono proseguire le operazioni militari con un pesantissimo attacco aereo. Da mercoledì, bombardamenti violentissimi colpiscono soprattutto i quartieri popolari del sud di Beirut. Il governo libanese, attraversato da forti tensioni interne e da una linea sempre più critica verso Hezbollah, tenta di trattare una pace direttamente con Israele facendosi garante del disarmo della resistenza. Nel frattempo, la popolazione libanese – principalmente quella sciita, ma anche i rifugiati siriani e palestinesi – deve far fronte ai durissimi bombardamenti israeliani, ma anche ad una totale mancanza di sostegno da parte delle istituzioni statali. Ne abbiamo parlato con Camilla, una compagna che vive e lavora a Beirut: Segnaliamo la pagina instagram di Anti-Racist Movement Lebanon, organizzazione citata nell’intervista che si sta occupando di coordinare la solidarietà in tempo di guerra.
April 10, 2026
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Prosegue l’offensiva israeliana in Libano: un aggiornamento da Beirut
Inizialmente il Libano pareva essere incluso nella fragile tregua tra Iran, USA e Israele mediata dal Pakistan, ma l’esercito ed il governo israeliani hanno fatto capire che intendono proseguire le operazioni militari con un pesantissimo attacco aereo. Da mercoledì, bombardamenti violentissimi colpiscono soprattutto i quartieri popolari del sud di Beirut. Il governo libanese, attraversato da forti tensioni interne e da una linea sempre più critica verso Hezbollah, tenta di trattare una pace direttamente con Israele facendosi garante del disarmo della resistenza. Nel frattempo, la popolazione libanese – principalmente quella sciita, ma anche i rifugiati siriani e palestinesi – deve far fronte ai durissimi bombardamenti israeliani, ma anche ad una totale mancanza di sostegno da parte delle istituzioni statali. Ne abbiamo parlato con Camilla, una compagna che vive e lavora a Beirut: Segnaliamo la pagina instagram di Anti-Racist Movement Lebanon, organizzazione citata nell’intervista che si sta occupando di coordinare la solidarietà in tempo di guerra.
April 10, 2026
Radio Blackout
Il capitale sottostante: estrattivismo come chiave di lettura del presente
Il nuovo numero di Zapruder dal titolo “Il capitale sottostante. Realtà e immaginario della miniera” contribuisce a fornire delle chiavi di lettura della fase attuale a partire dalla storia delle miniere. La miniera come metafora a livello storico e riattualizzato di un modo di produzione. Dall’impero portoghese a caccia di petrolio angolano alle dinamiche imperialiste odierne nella ricerca di terre rare il capitale si fa stato: l’analisi dei modi di funzionamento di queste industrie di estrattivismo energetico individua nei flussi del capitale un rapporto di dominio e di indicazione di scelte politiche, anche oltre i confini territoriali e amministrativi degli imperi. La miniera è anche tecnologia: in questo numero un obiettivo è quello di smascherare la narrazione secondo la quale il soluzionismo tecnologico possa diminuire lo sfruttamento nel rapporto di produzione e lavoro. Questo porta anche a guardare alla miniera come dimensione di lotta che ha attraversato le epoche storiche. Ne parliamo con uno dei curatori, Mattia Frapporti
April 10, 2026
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Il capitale sottostante: estrattivismo come chiave di lettura del presente
Il nuovo numero di Zapruder dal titolo “Il capitale sottostante. Realtà e immaginario della miniera” contribuisce a fornire delle chiavi di lettura della fase attuale a partire dalla storia delle miniere. La miniera come metafora a livello storico e riattualizzato di un modo di produzione. Dall’impero portoghese a caccia di petrolio angolano alle dinamiche imperialiste odierne nella ricerca di terre rare il capitale si fa stato: l’analisi dei modi di funzionamento di queste industrie di estrattivismo energetico individua nei flussi del capitale un rapporto di dominio e di indicazione di scelte politiche, anche oltre i confini territoriali e amministrativi degli imperi. La miniera è anche tecnologia: in questo numero un obiettivo è quello di smascherare la narrazione secondo la quale il soluzionismo tecnologico possa diminuire lo sfruttamento nel rapporto di produzione e lavoro. Questo porta anche a guardare alla miniera come dimensione di lotta che ha attraversato le epoche storiche. Ne parliamo con uno dei curatori, Mattia Frapporti
April 10, 2026
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