Tag - Evidenza

“Asia Occidentale: dalla Palestina all’Iran, per una decolonizzazione dell’informazione”. Aiutateci a continuare il nostro quotidiano lavoro
Abbiamo deciso di cambiare nome alla nostra storica testata sulla Palestina, InfoPal, che ora sarà Asia Occidentale. L’attacco immotivato della Coalizione Epstein (USA e Israele) all’Iran ha ampliato l’area di guerra dalla Palestina e dal Libano a tutta, o quasi, l’Asia Occidentale. Pertanto, riteniamo indispensabile seguire tali dinamiche che dalla Palestina si estendono all’Iran e ai vari attori regionali in lotta contro il colonialismo e il colonialismo di insediamento della Classe/Coalizione Epstein. Per mancanza di risorse, umane ed economiche, il nostro impegno sarà bisettimanale. Vi chiediamo di continuare a sostenerci, in modo da poter riprendere a pieno ritmo il lavoro, che, ricordiamo, è stato duramente attaccato da istituzioni e media italiani, su ordine di entità terze transnazionali, in una ormai aperta deriva totalitaria. Per sostegno: Iban Unicredit IT81 T020 0830 9600 0000 4204 763 (Angela Lano)
April 5, 2026
InfoPal
Pulizia etnica in Cisgiordania, ONU: 36.000 palestinesi sfollati in un anno
Cisgiordania. Le Nazioni Unite hanno invitato le autorità israeliane a fermare immediatamente l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania, lanciando l’allarme per una possibile “pulizia etnica” dopo lo sfollamento di oltre 36.000 palestinesi in un solo anno. In un rapporto pubblicato martedì, l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha affermato che tale livello di sfollamento negli ultimi 12 mesi rappresenta un “trasferimento forzato su una scala senza precedenti”, suggerendo che potrebbe riflettere una “politica israeliana coordinata di trasferimento forzato di massa” nel territorio palestinese occupato, finalizzata allo sfollamento permanente. Il rapporto ha documentato 1.732 attacchi da parte di coloni che hanno causato feriti o danni a proprietà, rispetto ai 1.400 incidenti del periodo precedente. Questi attacchi includono intimidazioni continue, nonché la distruzione di abitazioni e terreni agricoli. Ha osservato che la violenza dei coloni appare “organizzata, strategica e diffusa”, evidenziando una quasi totale mancanza di responsabilità e indicando un “ruolo centrale” svolto dalle autorità israeliane nel permettere o dirigere tali azioni. Il rapporto ha aggiunto che la persistente impunità continua ad alimentare e incoraggiare queste violazioni. Un forte aumento degli attacchi è stato registrato durante la stagione della raccolta delle olive, in ottobre, con 42 incidenti che hanno ferito 131 palestinesi, tra cui donne e bambini, il bilancio mensile più alto dal 2006. Secondo il rapporto, attacchi quotidiani che coinvolgono coloni armati e soldati, così come “coloni-soldati” ufficialmente armati e addestrati, insieme a restrizioni ampliate sull’accesso degli agricoltori alle loro terre, hanno reso la stagione del raccolto 2025 la peggiore degli ultimi decenni. Alcuni casi di sfollamento sono stati collegati a violenze basate sul genere, mentre altri hanno portato alla separazione delle famiglie, con donne e bambini costretti a partire mentre gli uomini restavano per proteggere terre e proprietà. Il rapporto ha inoltre avvertito dell’aumento dei rischi di sfollamento che affrontano le comunità beduine a nord-est di Gerusalemme occupata a causa dell’espansione degli insediamenti, sottolineando che il trasferimento forzato di persone protette costituisce un crimine di guerra ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra e può, in alcuni casi, configurarsi come un crimine contro l’umanità soggetto a responsabilità penale individuale. Questi sviluppi avvengono in un contesto di violenza in aumento in Cisgiordania dall’inizio della guerra su Gaza, insieme a una accelerazione dell’espansione degli insediamenti da parte dell’attuale governo israeliano, ampiamente descritto come uno dei più fascisti nella storia. Secondo il rapporto, le autorità israeliane hanno approvato o portato avanti piani per 36.973 unità abitative negli insediamenti a Gerusalemme occupata e circa 27.200 unità nel resto della Cisgiordania, oltre alla creazione di 84 nuovi avamposti durante il periodo esaminato, cifre descritte come senza precedenti. Il rapporto ha inoltre evidenziato l’espansione delle attività di insediamento nell’Area B della Cisgiordania, che è nominalmente sotto la giurisdizione dell’Autorità Palestinese, secondo gli Accordi di Oslo.
March 20, 2026
InfoPal
Coalizione Epstein contro la Striscia di Gaza: giorno 896: 4 palestinesi martirizzati in attacchi, mentre aumentano le violazioni del cessate il fuoco
Gaza – InfoPal. La situazione nella Striscia di Gaza continua ad essere devastante, tra bombardamenti israeliani in un cessate il fuoco continuamente violato da parte del regime di Tel Aviv. Quattro palestinesi sono stati martirizzati e altri feriti in attacchi aerei israeliani che hanno colpito aree a est della città di Gaza, giovedì, in un continuo schema di violazioni del cessate il fuoco. Fonti locali hanno riferito che un palestinese è stato ucciso e un altro gravemente ferito dopo che un attacco israeliano ha preso di mira un gruppo di civili nel quartiere di al-Tuffah, mentre altri due, identificati come Hamza Siyam e Mohammed Farhat, sono stati uccisi in un attacco con drone nell’area di al-Zeitoun. Gli attacchi avvengono nel contesto delle continue violazioni israeliane dell’accordo di cessate il fuoco, che, dall’ottobre 2025, hanno provocato la morte di almeno 677 palestinesi e il ferimento di oltre 1.800 altri. (Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori). Per i precedenti aggiornamenti: Genocidio e pulizia etnica a Gaza
March 20, 2026
InfoPal
Hebron, 3 donne uccise e altre ferite a causa delle schegge di un missile
Hebron/al-Khalil. Mercoledì sera, tre donne sono morte e diverse altre sono rimaste ferite a causa della caduta di schegge di un missile sulla città di Beit Awa, a sud-ovest di al-Khalil. La Mezzaluna Rossa Palestinese ha riferito che le sue squadre hanno “prestato soccorso a tre vittime” uccise da frammenti di missile e che i loro corpi sono stati trasportati in ospedale. Fonti locali hanno affermato che le schegge hanno colpito un salone di bellezza femminile, ferendo diverse donne, alcune delle quali versano in condizioni critiche. Le stesse fonti hanno aggiunto che detriti di missile sono caduti in diverse località del governatorato di al-Khalil. Dall’inizio dell’escalation tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il 28 febbraio, le unità di artificieri e le squadre di protezione civile hanno dovuto far fronte alla caduta di schegge e proiettili di missile in diverse aree della Cisgiordania, causando feriti e danni materiali. Le unità di artificieri della polizia hanno avvertito i residenti di non avvicinarsi a frammenti o detriti di missile per motivi di sicurezza. In un comunicato, la polizia ha esortato i cittadini a evitare qualsiasi oggetto sospetto o residuo di missili che potesse cadere nelle zone residenziali, a non rimanere in spazi aperti durante gli impatti e a non salire sui tetti, e a cercare immediatamente un riparo sicuro. Ha inoltre sottolineato di non toccare o spostare tali oggetti in nessuna circostanza, poiché potrebbero contenere materiali pericolosi, tossici o esplosivi. (Fonti: PIC, Quds News).
March 19, 2026
InfoPal
La Coalizione pedosatanista Epstein continua a diffondere morte e odio nel mondo
InfoPal. Di Angela Lano. Il mondo è stanco di questa Cupola pedo-mafioso-satanista, ben rappresentata dal termine di “Coalizione Epstein”, che continua a uccidere bambini, donne e uomini. L’ultimo assassinio tra gli uomini d’onore, è avvenuto ieri, martedì 17 marzo, con il martirio di Ali Larijani, massimo responsabile della sicurezza in Iran. C’è una bella differenza tra i leader della Resistenza (iraniana, libanese, palestinese, yemenita, ecc.) che non si nascondono, che continuano il loro lavoro, e muoiono insieme alle loro famiglie, e i codardi come Netanyahu che si nascondono nei loro bunker e mandano i loro figli all’estero, o come lo psicopatico Trump, che invia i giovani latinos a morire in giro per il mondo. Sì, questa non è solo una battaglia dell’Asia occidentale contro la barbarie coloniale statunitense-sionista, con il consueto appoggio dei loro lacchè europei, italiani in testa: è la Madre di tutte le Battaglie, perché con l’Iran c’è il mondo intero non corrotto, disgustato dal pedosatanismo, dalle torture, dagli stupri e dal cannibalismo, dalla tratta degli schiavi, dallo sfruttamento e dalle guerre, e dalle perversioni sessuali celebrate come rituali religiosi da questa orda orrenda di macellai assassini… La gente perbene prova ormai un sentimento costante di rivolta verso questi mostri che continuano impunemente a commettere crimini, perché la legalità internazionale è morta, sepolta da tre anni di olocausto gazawi e da tutte le violazioni di USA e Israele, e perché tribunali e magistrature occidentali sono sempre più il braccio giuridico-repressivo di questa ributtante Cupola mafiosa. L’Italia è solo l’ultimo Paese europeo ad essersi trasformato in uno Stato repressivo e totalitario al servizio del Mossad. Se l’Iran riesce a resistere alle brutali aggressioni della Coalizione Epstein, potrà sferrarle un colpo mortale, liberando l’umanità intera da orge di sangue e sacrifici umani; se perderà, sarà la fine per tutti, perché questi Zombie usciti dall’Inferno, che si credono eletti da un dio che non è mai stato Dio, si sentiranno autorizzati a immolare un numero illimitato di esseri all’altare del loro Baal famelico, e il Totalitarismo si estenderà come l’ombra enorme di un uccello predatore. Dissidenti e menti pensanti saranno perseguitati, e su tutto regnerà l’orrore satanico politico-religioso. Che l’Universo non voglia tutto questo, e che l’Iran vinca e ci liberi da queste minacce mortali. Lunga vita all’Iran, alla Palestina e all’Asia occidentale decolonizzata e de-Epstenizzata.
March 18, 2026
InfoPal
Il dottor Ali Larijani, massimo responsabile della sicurezza iraniana, è stato martirizzato nell’aggressione della Coalizione Epstein
Tehran. Il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale (SNSC) dell’Iran è stato ucciso dalla Coalizione Epstein (israelo-statunitense) nella guerra in corso contro la Repubblica Islamica. In una dichiarazione rilasciata martedì sera, il Segretariato del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale (SNSC) ha annunciato il martirio del dottor Ali Larijani, insieme al figlio Mortaza Larijani, al vice responsabile della sicurezza dell’SNSC, Alireza Bayat, e ad alcuni membri delle loro guardie del corpo. La dichiarazione descrive il martirio come il “sogno a lungo accarezzato del dottor Larijani, realizzato dopo una vita di lotta per il progresso del Paese e della sua Rivoluzione Islamica”. Si sottolinea l’impegno costante del funzionario della sicurezza, fino agli ultimi istanti della sua vita, per la salvaguardia degli interessi nazionali, nonché il suo costante consiglio al popolo e alle autorità di mantenere l’unità di fronte alle azioni ostili contro il Paese. Il Segretariato ha aggiunto che il martirio rafforzerà ulteriormente la determinazione della nazione e dei suoi funzionari a perseverare nell’elevare la posizione della Repubblica Islamica. Il dottor Larijani è stato anche membro del Consiglio per il Discernimento dell’Iran e consigliere senior della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, anche lui martirizzato. In precedenza, ha ricoperto la carica di Presidente dell’Assemblea Consultiva Islamica (Majlis) per 12 anni, prima di essere succeduto da Mohammad-Baqer Qalibaf. Nel corso della sua lunga e brillante carriera politica, si è anche candidato alle elezioni presidenziali ed è stato a capo dell’emittente nazionale, la Radiotelevisione della Repubblica Islamica dell’Iran (IRIB). L’aggressione non provocata e illegale contro il Paese è iniziata il 28 febbraio con l’assassinio della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, e di alcuni alti comandanti militari. Per rappresaglia, le forze armate iraniane hanno condotto finora 60 ondate di attacchi di rappresaglia efficaci e decisivi contro obiettivi americani e israeliani sensibili e strategici in tutta la regione. L’Iran ha promesso di proseguire la rappresaglia fino alla “completa sconfitta dei nemici”. (Fonte: PressTV).
March 18, 2026
InfoPal
Israele uccide 16 palestinesi a Gaza e in Cisgiordania in un solo giorno
Gaza. Secondo quanto riferito da funzionari sanitari, domenica, gli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza e nella Cisgiordania occupata hanno ucciso almeno 16 palestinesi, segnando uno dei più alti bilanci giornalieri di vittime registrati nelle ultime settimane. Medici e il ministero degli Interni di Gaza hanno affermato che un attacco aereo israeliano ha preso di mira un veicolo vicino all’ingresso della città di Al-Zawayda, nella Striscia di Gaza centrale. L’attacco ha ucciso un alto funzionario di polizia e altre otto persone che viaggiavano nell’auto. Il ministero della Salute di Gaza ha riferito che almeno altre 14 persone sono rimaste ferite nello stesso attacco, la maggior parte delle quali passanti che si trovavano nelle vicinanze del veicolo al momento dell’impatto del missile. In precedenza, lo stesso giorno, un altro attacco aereo israeliano aveva colpito il campo profughi di Nuseirat, nella Striscia occidentale. Funzionari sanitari hanno affermato che l’attacco ha ucciso un palestinese, la moglie incinta e il loro figlio piccolo. L’esercito israeliano ha affermato di aver effettuato gli attacchi a Gaza, domenica, in risposta a un presunto incidente avvenuto il giorno precedente, in cui combattenti di Hamas avrebbero aperto il fuoco contro le forze israeliane. Tuttavia, l’esercito non ha chiarito se la dichiarazione si riferisse all’attacco che ha ucciso gli agenti di polizia o all’attacco che ha ucciso la famiglia a Nuseirat. Dall’inizio del genocidio, le forze israeliane hanno ripetutamente preso di mira membri della polizia e dei servizi di sicurezza interni di Gaza. Funzionari palestinesi affermano che gli attacchi mirano a smantellare le strutture locali delle forze dell’ordine e a diffondere il caos all’interno dell’enclave assediata. Secondo le statistiche dell’Ufficio stampa del governo di Gaza, le forze israeliane hanno ucciso più di 787 membri della polizia, dei servizi di sicurezza e delle unità di protezione umanitaria di Gaza durante il genocidio, mentre erano in servizio. La violenza continua nonostante l’accordo di cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre. Il ministero della Salute di Gaza ha riferito domenica che le violazioni israeliane della tregua hanno ucciso 663 palestinesi e ne hanno feriti altri 1.762 da quando è entrata in vigore. Residenti, medici e analisti affermano che gli attacchi israeliani a Gaza si sono brevemente ridotti durante la fase iniziale della guerra tra Stati Uniti e Iran, per poi riprendere vigore. Funzionari sanitari a Gaza hanno dichiarato che i bombardamenti israeliani hanno ucciso almeno 36 palestinesi dall’inizio della guerra contro l’Iran. Nella Cisgiordania occupata, le autorità sanitarie hanno riferito che domenica le forze israeliane hanno ucciso quattro membri della stessa famiglia mentre viaggiavano in auto nella città di Tamoun. Le autorità locali hanno identificato le vittime come Ali Khaled Bani Odeh, 37 anni, sua moglie Waad, 35 anni, e i loro due figli Mohammed, 5 anni, e Othman, 7 anni. Secondo le autorità, i soldati israeliani li hanno colpiti alla testa, mentre altri due bambini a bordo del veicolo sono sopravvissuti, seppur feriti. L’esercito israeliano ha dichiarato che le sue forze stavano conducendo un’operazione a Tamoun per arrestare palestinesi sospettati di essere coinvolti in quelle che ha definito “attività terroristiche” contro le forze di sicurezza israeliane. L’esercito ha affermato che un veicolo si è diretto a forte velocità verso i soldati durante il raid, spingendo le truppe ad aprire il fuoco dopo aver percepito una “minaccia”. Le operazioni militari israeliane in Cisgiordania si sono intensificate dall’inizio del genocidio di Gaza nell’ottobre 2023, con frequenti attacchi, rapimenti, uccisioni, sfollamenti e un’espansione degli insediamenti segnalati in tutto il territorio. (Fonte: Quds News).
March 17, 2026
InfoPal
Euro-Med: Israele sfrutta la distrazione globale causata dalla guerra con l’Iran per intensificare la carestia a Gaza
Gaza. L’organizzazione Euro-Med Human Rights Monitor ha affermato che Israele sta sfruttando l’attenzione internazionale sulla guerra con l’Iran per intensificare la sua politica della fame contro i civili nella Striscia di Gaza, sottolineando che le forze israeliane hanno chiuso i valichi di frontiera con l’enclave. In un comunicato stampa di lunedì, l’organizzazione con sede a Ginevra ha dichiarato che le autorità israeliane hanno chiuso tutti i valichi con Gaza, il 28 febbraio, sospendendo l’ingresso di aiuti umanitari, carburante e merci. Secondo l’organizzazione, Israele ha parzialmente riaperto il valico di Kerem Abu Salem, il 3 marzo, per consentire l’ingresso di quantità limitate di carburante e aiuti umanitari nel territorio. L’organizzazione ha riferito che, dalla riapertura del valico fino alla fine della scorsa settimana, solo poche decine di camion sono stati autorizzati a transitare, circa 30 in meno rispetto alla media giornaliera consentita prima dello scoppio della guerra con l’Iran. Ha aggiunto che Israele non ha rispettato gli impegni previsti dall’accordo di cessate il fuoco, in particolare per quanto riguarda l’ingresso di aiuti umanitari e merci a Gaza. In base all’accordo di tregua, entrato in vigore il 10 ottobre 2025, circa 600 camion al giorno avrebbero dovuto entrare nell’enclave. Tuttavia, i dati ufficiali mostrano che il numero effettivo di camion autorizzati all’ingresso non ha superato il 41% di tale cifra. Euro-Med ha inoltre evidenziato una grave violazione relativa alle forniture di carburante, rilevando che solo il 14,8% delle quantità di carburante concordate è stato autorizzato a entrare a Gaza. La carenza di carburante continua a paralizzare settori vitali, tra cui ospedali, reti idriche e fognarie, servizi di soccorso e trasporti. In un contesto correlato, Iyad Al-Shorbaji, capo dell’Autorità Generale per il Petrolio di Gaza, ha dichiarato all’agenzia di stampa Sanad che il territorio necessita di circa 8.000 tonnellate di gas da cucina al mese, con un consumo medio giornaliero di circa 260 tonnellate. Tuttavia, le quantità attualmente autorizzate all’ingresso non superano il 20% del fabbisogno effettivo. Euro-Med Monitor ha inoltre affermato che le autorità israeliane forniscono dati fuorvianti sul volume degli aiuti umanitari in arrivo a Gaza e si sono rifiutate di consentire un monitoraggio internazionale indipendente delle consegne. L’organizzazione ha sottolineato che questa situazione non solo costituisce una violazione dell’accordo di cessate il fuoco, ma rientra anche in una serie di atti che potrebbero configurarsi come crimine di genocidio. In precedenza, le autorità israeliane avevano annunciato la chiusura di tutti i valichi nei territori palestinesi, compreso il valico di Rafah, nel sud di Gaza, fino a nuovo avviso, citando la guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. La chiusura dei valichi, in particolare di Rafah, ha bloccato l’ingresso di aiuti umanitari e medici nella Striscia di Gaza, in un contesto di peggioramento delle condizioni umanitarie e di grave carenza di beni di prima necessità. Il 2 marzo, Israele ha poi annunciato la graduale riapertura del valico di Kerem Abu Salem per consentire l’ingresso di aiuti umanitari limitati nel territorio.
March 17, 2026
InfoPal
Lanci di missili e attacchi aerei si intensificano nella regione, mentre la crisi energetica si allarga
Un complesso residenziale densamente popolato ad Arak, in Iran, è stato preso di mira da un attacco missilistico condotto da forze statunitensi-israeliane. InfoPal. Nelle ultime ore le tensioni regionali si sono intensificate con scambi di missili, attacchi aerei e di droni che hanno raggiunto gli Stati del Golfo e l’Iraq, mentre lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, riducendo drasticamente il traffico energetico mondiale. Il Comando del Fronte Interno israeliano ha segnalato il lancio di missili dall’Iran verso le aree centrali, facendo scattare le sirene in tutta la grande Tel Aviv e nei pressi dell’aeroporto Ben Gurion. I media israeliani hanno anche riferito che un missile è atterrato in un’area aperta. Da parte sua, l’esercito di occupazione israeliano ha annunciato il lancio di una nuova ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture iraniane a Teheran, con esplosioni udite nella capitale. Nel frattempo, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno avvertito che qualsiasi nuovo attacco all’isola di Kharg, un importante snodo petrolifero, innescherebbe quella che hanno definito una “nuova e dura equazione” per i prezzi e la distribuzione globale dell’energia. L’avvertimento iraniano è giunto dopo le minacce statunitensi di bombardare nuovamente lo Stretto di Hormuz, con il presidente Donald Trump che ha esortato i paesi che beneficiano di questo stretto a difenderlo, affermando che le operazioni militari contro l’Iran stavano “procedendo bene”. In Libano, aerei da guerra israeliani hanno bombardato i sobborghi meridionali di Beirut e diverse città del sud, tra cui Khiyam, Bint Jbeil, Surubbin, Aita al-Shaab e Mayfadoun, nella provincia di Nabatieh. Hezbollah, dal canto suo, ha risposto con diverse operazioni, tra cui il bombardamento di assembramenti di truppe israeliane vicino a Kfar Yuval e ad Aitaroun, e l’attacco a veicoli blindati e soldati israeliani vicino a Meis al-Jabal. (Fonti: PressTV, Quds News).
March 16, 2026
InfoPal
Coalizione Epstein contro la Striscia di Gaza: giorno 891. Attacchi aerei uccidono 13 persone
Gaza – InfoPal. La situazione nella Striscia di Gaza continua ad essere devastante, tra bombardamenti israeliani in un cessate il fuoco continuamente violato da parte del regime di Tel Aviv, e il Board of Peace, il processo di colonizzazione israelo-statunitense della Striscia prosegue impunemente. Domenica sera, diversi agenti di polizia palestinesi sono stati uccisi da un aereo da guerra israeliano all’ingresso della città di al-Zawaida, nella Striscia di Gaza centrale. Fonti locali hanno riferito che un aereo israeliano ha preso di mira una jeep della polizia all’ingresso di al-Zawaida, causando otto morti e diversi feriti. Il ministero degli Interni di Gaza ha confermato che il micidiale attacco aereo è avvenuto in via Salahuddin, vicino all’ingresso di al-Zawaida. Nella mattinata, un altro attacco israeliano ha causato la morte di tre palestinesi, genitori e figlio, e del figlio di un vicino, sempre nella Striscia di Gaza centrale. Fonti mediche hanno riferito che le tre vittime, tutte appartenenti alla stessa famiglia, sono state uccise nella zona di al-Sawarha, nel campo profughi di an-Nuseirat. Sono stati identificati come Kamel Ayyash, sua moglie Halima Ayyash e il figlio Ahmad. Anche il figlio di un vicino è rimasto ucciso nello stesso attacco. Nel frattempo, la Protezione Civile ha segnalato 10 morti civili a causa di attacchi israeliani in diverse aree nelle ultime 24 ore. L’esercito di occupazione israeliano effettua quotidianamente raid aerei e bombardamenti di artiglieria su Gaza, violando sistematicamente l’accordo di cessate il fuoco entrato in vigore l’11 ottobre 2025. (Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori). Per i precedenti aggiornamenti: Genocidio e pulizia etnica a Gaza
March 15, 2026
InfoPal