
Euro-Med: Israele sfrutta la distrazione globale causata dalla guerra con l’Iran per intensificare la carestia a Gaza
InfoPal - Tuesday, March 17, 2026
Gaza. L’organizzazione Euro-Med Human Rights Monitor ha affermato che Israele sta sfruttando l’attenzione internazionale sulla guerra con l’Iran per intensificare la sua politica della fame contro i civili nella Striscia di Gaza, sottolineando che le forze israeliane hanno chiuso i valichi di frontiera con l’enclave.
In un comunicato stampa di lunedì, l’organizzazione con sede a Ginevra ha dichiarato che le autorità israeliane hanno chiuso tutti i valichi con Gaza, il 28 febbraio, sospendendo l’ingresso di aiuti umanitari, carburante e merci.
Secondo l’organizzazione, Israele ha parzialmente riaperto il valico di Kerem Abu Salem, il 3 marzo, per consentire l’ingresso di quantità limitate di carburante e aiuti umanitari nel territorio.
L’organizzazione ha riferito che, dalla riapertura del valico fino alla fine della scorsa settimana, solo poche decine di camion sono stati autorizzati a transitare, circa 30 in meno rispetto alla media giornaliera consentita prima dello scoppio della guerra con l’Iran.
Ha aggiunto che Israele non ha rispettato gli impegni previsti dall’accordo di cessate il fuoco, in particolare per quanto riguarda l’ingresso di aiuti umanitari e merci a Gaza.
In base all’accordo di tregua, entrato in vigore il 10 ottobre 2025, circa 600 camion al giorno avrebbero dovuto entrare nell’enclave. Tuttavia, i dati ufficiali mostrano che il numero effettivo di camion autorizzati all’ingresso non ha superato il 41% di tale cifra.
Euro-Med ha inoltre evidenziato una grave violazione relativa alle forniture di carburante, rilevando che solo il 14,8% delle quantità di carburante concordate è stato autorizzato a entrare a Gaza.
La carenza di carburante continua a paralizzare settori vitali, tra cui ospedali, reti idriche e fognarie, servizi di soccorso e trasporti.
In un contesto correlato, Iyad Al-Shorbaji, capo dell’Autorità Generale per il Petrolio di Gaza, ha dichiarato all’agenzia di stampa Sanad che il territorio necessita di circa 8.000 tonnellate di gas da cucina al mese, con un consumo medio giornaliero di circa 260 tonnellate. Tuttavia, le quantità attualmente autorizzate all’ingresso non superano il 20% del fabbisogno effettivo.
Euro-Med Monitor ha inoltre affermato che le autorità israeliane forniscono dati fuorvianti sul volume degli aiuti umanitari in arrivo a Gaza e si sono rifiutate di consentire un monitoraggio internazionale indipendente delle consegne.
L’organizzazione ha sottolineato che questa situazione non solo costituisce una violazione dell’accordo di cessate il fuoco, ma rientra anche in una serie di atti che potrebbero configurarsi come crimine di genocidio.
In precedenza, le autorità israeliane avevano annunciato la chiusura di tutti i valichi nei territori palestinesi, compreso il valico di Rafah, nel sud di Gaza, fino a nuovo avviso, citando la guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
La chiusura dei valichi, in particolare di Rafah, ha bloccato l’ingresso di aiuti umanitari e medici nella Striscia di Gaza, in un contesto di peggioramento delle condizioni umanitarie e di grave carenza di beni di prima necessità. Il 2 marzo, Israele ha poi annunciato la graduale riapertura del valico di Kerem Abu Salem per consentire l’ingresso di aiuti umanitari limitati nel territorio.