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Per una ricognizione sulle basi straniere in Italia
di Carlo Tombola (ripreso da gliasinirivista.org). A seguire «C’è poco da ridere eppure…», una breve nota della “bottega” Disegno di Armin Greder tratto da Noi e loro (Else edizioni 2019) Questo articolo è stato realizzato con la collaborazione di The Weapon Watch, osservatorio sulle armi nei porti europei e del Mediterraneo che ha sede a Genova (www.weaponwatch.net, mail info@weaponwatch.net). Si serve infatti
Genova. Il No sociale crea una saldatura tra giovani, quartieri e posti di lavoro
La campagna per il NO Sociale al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo sta assumendo, anche a Genova, i caratteri di un percorso popolare e di classe. Il Comitato per il NO Sociale, che riunisce realtà politiche, sociali, sindacali, studentesche e associative, ha scelto di politicizzare il voto […] L'articolo Genova. Il No sociale crea una saldatura tra giovani, quartieri e posti di lavoro su Contropiano.
March 11, 2026
Contropiano
Anche a Genova un’assemblea per il No Sociale alla guerra e per mandare a casa il Governo Meloni!
Ieri una partecipata assemblea pubblica ha lanciato anche a Genova il Comitato Per il NO sociale al Referendum verso la manifestazione nazionale del 14 marzo a Roma che nel frattempo è diventata inevitabilmente anche una manifestazione contro la guerra e le responsabilità del nostro governo nell’escalation bellica. Come evidenziato dall’intervento […] L'articolo Anche a Genova un’assemblea per il No Sociale alla guerra e per mandare a casa il Governo Meloni! su Contropiano.
March 4, 2026
Contropiano
Abusi del clero su minori: «Da Bolzano in giù»
Ecco il nuovo report reso noto a fine febbraio. Il report che illustra l’indagine durata due anni dell’osservatorio Rete L’Abuso sugli sportelli diocesani per le vittime di abusi sessuali da parte del clero.   L’indagine ha utilizzato un ampio campione, su un totale di 130 sportelli in Italia (su 226 diocesi) ne ha potuti censire ben 32. Sono stati utilizzati
Logistica tra la Via Emilia, il west… e oltre
In questa ennesima puntata sulla questione dello sfruttamento nel mondo della logistica, si parte da una lotta alla Fedex di Modena riportata da Enrico Semprini alla quale si aggancia, opportunamente, la presentazione del saggio di Andrea Bottalico. Nella conclusione diamo conto della persecuzione ad una studentessa perchè solidale ad una lotta …del Sudd Cobas. Articolo di Enrico Semprini   Nella
February 28, 2026
La Bottega del Barbieri
Ponteradio - Voci dall'antipsichiatria
Prospettive antipsichiatriche con il contributo di Collepsikattive (Genova), come promesso ecco l'email: collepsikattiv3@inventati.org Intervegono nell'ordine: * Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud (Pisa) * Collettivo SenzaNumero (Roma) * Luigi Gallini * Assemblea Permanente Pazienti Psichiatrici no frame Ponte Radio è uno spazio di condivisione tra sette radio autorganizzate: Radio Ondarossa, Radio Quar, Radio Wombat, Radio Eustachio, Radio Neanderthal, Radio Spore e Radio Blackout. Condotto a rotazione, Ponte Radio è ogni venerdì dalle 13 alle 15 a segnali unificati di tutte e sette le radio che lo compongono.
February 27, 2026
Radio spore
Streets of Minneapolis di Bruce Springsteen a Genova
Come annunciato qualche giorno fa, la 1237° ora per la pace a Genova non è stata affatto silenziosa. Ieri, 22 febbraio 2026, i quattro cori diretti da Gianni Martini, i musicisti della scuola Musicline e una vera folla hanno cantato tutti insieme la canzone di Bruce Springsteen “Streets of Minneapolis”, per ricordare Alex Pretti e Renee Good assassinati dagli agenti dell’ICE ed esprimere sdegno per la repressione e solidarietà con le sue vittime. Di seguito il video girato sui gradini del Palazzo Ducale di Genova. https://www.youtube.com/watch?v=-_Uu1zo0Wkk Redazione Italia
February 12, 2026
Pressenza
Caregiver familiare: macchè eroismo, è lavoro
di Mario Sommella (*) che ricorda la petizione partita in questi giorni su «Io scelgo». A seguire l’annuncio di un convegno (ad aprile) sull’ umanizzazione delle cure nel SSN.  La cura non è volontariato: riconoscere i caregiver familiari come lavoratori è un diritto C’è un lavoro che regge in silenzio l’Italia, eppure resta fuori dai contratti, fuori dalle buste paga,
February 9, 2026
La Bottega del Barbieri
Tutti possiamo smettere di fare la guerra ogni giorno
LO SCIOPERO, IGNORATO DAI GRANDI MEDIA, CHE PER 24 ORE HA BLOCCATO I PRINCIPALI PORTI DEL MEDITERRANEO E DEL NORD EUROPA, DOVE SI CARICANO ARMI DESTINATI AI TEATRI DI GUERRA, HA MOSTRATO COME OVUNQUE CI SIANO MIGLIAIA DI PERSONE CHE NON VOGLIONO ESSERE L’INGRANAGGIO DI UNA CATENA DI MONTAGGIO CHE PRODUCE MORTE. I PORTUALI CI DICONO CHE LA RESPONSABILITÀ NON È UN CONCETTO ASTRATTO E CHE NON ESISTE UN “GESTO TECNICO” INNOCENTE SE QUEL GESTO ARMA UNA MANO CHE UCCIDE Ancona, 6 febbraio. Foto Glomeda -------------------------------------------------------------------------------- Edward Said scriveva che il compito degli intellettuali – e di ogni cittadino responsabile – è dire la verità, anche quando è scomoda, anche quando costa. Non è un gesto eroico: è un dovere. Oggi, quel dovere lo sentono i portuali. Lo sciopero internazionale dei portuali di venerdì 6 febbraio parte esattamente da qui. Per ventiquattro ore, i principali porti del Mediterraneo e del Nord Europa si sono fermati. Navi cariche di armi, destinate ai teatri di guerra, sono rimaste al largo di Livorno, Genova e Venezia. I lavoratori hanno detto di non voler essere l’ultimo ingranaggio di una catena di montaggio che produce morte. Mentre l’Unione Europea discute di riarmo e i governi parlano di “sicurezza”, i portuali ricordano al mondo che la neutralità è una finzione. Dire “non lavoriamo per la guerra” non è uno slogan: è il riconoscimento che dietro ogni documento di transito c’è la responsabilità verso un altro essere umano. La realtà delle macerie Mentre le navi restano al largo per lo sciopero, a Gaza la distruzione sistematica della vita civile continua. A febbraio 2026, il bilancio ha superato i 72.000 morti. Tra questi, si contano già almeno undici bambini morti per ipotermia nelle tendopoli di fortuna. Non ci sono più rifugi: il 95 per cento dell’acqua è imbevibile e il freddo uccide quanto le schegge. Le demolizioni quotidiane a Gaza City e Khan Yunis non sono “operazioni militari”, sono la cancellazione sistematica dello spazio vitale di un popolo. Famiglie intere perdono in pochi secondi l’unico riparo rimasto. Accade durante quella che viene chiamata “tregua”: una tregua che, nei fatti, consiste in raid aerei e vite palestinesi che si consumano nel silenzio. Il buio dell’informazione In Cisgiordania, l’arresto di giornalisti come Bushra Al Tawil e la sospensione delle attività di 37 Organizzazioni non governative sono i mattoni di un muro di silenzio. Quando si impedisce di guardare, il dolore diventa invisibile. E l’invisibile smette di esistere per chi sta a guardare da lontano. Di queste notizie i giornali parlano appena: preferiscono la cronaca asettica di una pace che non c’è. Il paradosso della responsabilità È qui che lo sciopero dei portuali smette di essere una vertenza e diventa un fatto democratico. Se un portuale si ferma, viene subito accusato di fare politica, di interferire con l’economia, di tradire il proprio ruolo. Se carica armi, allora viene considerato un semplice gesto “tecnico”, un ordine eseguito, una neutralità di facciata che non disturba nessuno. Se un cittadino protesta, viene accusato di essere un ideologo che ostacola i piani del governo. Se un intero quartiere viene raso al suolo, la si chiama “sicurezza”, una necessità militare, una procedura burocratica che scivola via nel silenzio. I portuali, con i loro corpi, rompono questa narrazione. Ci dicono che la responsabilità non è un concetto astratto. Sostengono che non esiste un “gesto tecnico” innocente se quel gesto arma una mano che uccide. Non fermeranno la guerra da soli. Ma impediscono alla distruzione di diventare normale. E oggi, in un tempo che vorrebbe abituarci all’orrore, scegliere di non abituarsi è l’unica forma di resistenza rimasta. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Tutti possiamo smettere di fare la guerra ogni giorno proviene da Comune-info.
February 8, 2026
Comune-info