La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri aderisce all’appello per la liberazione dei 14 medici palestinesi detenuti
La petizione promossa da Medici per i Diritti Umani (MEDU), rivolta
alla comunità medica e sanitaria italiana, per chiedere la liberazione del
dottor Hussam Abu Safiya e degli altri 13 medici palestinesi detenuti da Israele
senza accuse formali né processo, ha superato le 4.300 adesioni.
Il risultato più significativo di queste ultime ore è l’adesione
della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli
Odontoiatri (FNOMCeO), che rappresenta oltre 470.000 medici e odontoiatri
italiani.
L’appello, promosso da MEDU insieme a Physicians for Human Rights Israel (PHRI),
chiede il rilascio immediato dei 14 medici palestinesi seguiti direttamente da
PHRI e, più in generale, di tutti gli operatori sanitari di Gaza detenuti
illegalmente o arbitrariamente. Chiede inoltre il rispetto del diritto
internazionale umanitario, l’accesso a cure mediche adeguate, a un’effettiva
assistenza legale e a verifiche indipendenti delle condizioni di detenzione.
Nei giorni scorsi avevano già aderito all’appello gli Ordini dei Medici di
Napoli, Palermo e Firenze, la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni
(SIMM), la Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva (SITCC) e
numerose altre organizzazioni e professionisti della salute.
«La risposta che sta arrivando dalla comunità medica e sanitaria italiana è un
segnale di grande valore, sia sul piano individuale sia su quello
istituzionale», dichiara Alberto Barbieri, Coordinatore Generale di
MEDU. «Migliaia di professioniste e professionisti della salute, insieme ai loro
Ordini e alle società scientifiche, stanno affermando un principio molto
semplice: la protezione di chi cura non è negoziabile. La vicenda del dottor
Abu Safiya e degli altri medici palestinesi detenuti riguarda anzitutto la loro
vita, la loro libertà e la loro dignità, ma chiama in causa anche principi
fondamentali della nostra professione: la neutralità della missione medica, il
diritto alla cura, la protezione del personale sanitario nei conflitti armati e
il rispetto delle garanzie fondamentali dello Stato di diritto. La comunità
sanitaria italiana ha scelto di non restare in silenzio davanti a questa
vicenda. Ora ci auguriamo che questa voce venga raccolta anche dalle istituzioni
del nostro Paese.»
L’adesione della Federazione Nazionale rappresenta un passaggio particolarmente
importante nel percorso avviato da MEDU. L’obiettivo della campagna è ora quello
di portare questa richiesta all’attenzione del governo italiano e delle
istituzioni europee, affinché si attivino con urgenza presso le autorità
israeliane per chiedere il rilascio del dottor Hussam Abu Safiya, degli altri
medici palestinesi detenuti e il pieno rispetto delle garanzie previste dal
diritto internazionale.
MEDU invita professioniste e professionisti della salute, Ordini, società
scientifiche, ospedali, università, reti sanitarie e mezzi di informazione a
continuare a diffondere la petizione e questo appello. Ampliare la mobilitazione
è essenziale per dare maggiore forza alle richieste che saranno rivolte al
governo italiano e alle istituzioni europee.
Link per firmare la petizione su change.org.
Dr. Musab Samaan; Dr. Omar Amar; Dr. Ahmad Musa; Dr. Nahad Abu Taima; Dr. Medhat
Abu Tabng’; Dr. Hussam Abu Safiya; Dr. Murad Alkuka; Dr. Mahmud Hallak; Dr.
Hamza Abu Sabha; Dr. Ahmad Shahada; Dr. Hassan Almukayed; Dr. Raed Mahdi; Dr.
Akram Abu Odeh; and Dr. Muhammad Ubaid.
Redazione Italia