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200 milioni per piantoni in mimetica: quanto ci costa Strade Sicure davanti a Termini
Roma, ingresso della stazione Termini. Scendi dal treno, e la prima cosa che vedi non è il Colosseo. Sono due VTLM Lince da 6 tonnellate, mimetici, con la torretta per la mitragliatrice MG coperta da un telone. Accanto ragazzi di 25 anni in assetto da Afghanistan, con il giubbotto antiproiettile. Fuori, 32 gradi. A 100 metri, Asia, il sindacato degli inquilini, degli sfrattati e degli occupanti di case ha allestito una tendopoli. Sulle tende i nomi dei quartieri dove si vive sotto la minaccia dello sfratto o dello sgombero. Fuori da Termini due mezzi corazzati e sei militari, che non possono perquisire, non possono inseguire. Per legge, devono solo “vigilare” e chiamare la Polizia. Quanto costa questo presidio? I numeri dell’operazione “strade sicure” sono ufficiali. L’operazione è nata nel 2008 come “temporanea”. Siamo al 18° anno. Il contingente attuale ammonta a 6.800 militari in 50 città, 800 solo a Roma. Il costo attuale fissato dalla Legge di Bilancio 2025-2027 è di circa 200 milioni di euro all’anno. La risoluzione approvata in Commissione Difesa il 16 ottobre prevede l’estensione a 10.000 militari in 61 capoluoghi. Costo aggiuntivo: +109 milioni. Totale: oltre 309 milioni l’anno. Con 200 milioni si coprirebbe il contributo per l’affitto di 10.000 famiglie per un anno, o si ristrutturerebbero 4.000 alloggi popolari vuoti a Roma: sono i dati elaborati da ASIA-USB. Il mezzo blindato che non nuota I Lince non sono anfibi, anche se lo sembrano. Sono nati per non saltare in aria sulle mine in Afghanistan. In città consumano 30 litri ogni 100 km, non entrano nei vicoli e la mitragliatrice deve restare scarica. È il paradosso che denuncia lo striscione dell’accampamento di Piazza dei Cinquecento, ribattezzata Piazza Maricarmen Abascal in ricordo dell’87enne morta a Madrid dopo lo sfratto: _”NOI LA GUERRA NON LA PAGHIAMO”_. Da un lato 309 milioni per i militari in città, dall’altro 32 miliardi di spese militari nazionali nel 2025, mentre a Roma si eseguono 4 sfratti al giorno. Forse la sicurezza di una stazione non è un Lince in mimetica, ma una casa per chi dorme in mezzo alla strada. Come dice l’altro cartello: _”CASA, REDDITO, SALUTE PER TUTT@” Interessante anche il raffronto con l’operazione di salvataggio Mare Nostrum. L’operazione partì il 18 ottobre 2013 dopo il naufragio di Lampedusa (366 morti) e durò fino al 31 ottobre 2014. Il costo ufficiale comunicato dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano fu di circa 9,3 milioni di euro al mese, quindi in totale circa 114 milioni di euro in un anno. Venne interrotta per motivi di bilancio disse il Ministro degli Interni Angelino Alfano. Disse che la chiusura della operazione avrebbe “ridotto la spesa a zero”: lapalissiano. Fu presentata come operazione d’emergenza temporanea e sostituita da Triton di Frontex, con un budget di soli 3 milioni al mese e raggio di 30 miglia dalla costa, più incentrata sul controllo frontiere che sul soccorso. Questi I numeri ufficiali riportati dalla Marina Militare Italiana: Trecento sessantacinque giorni di operazione H24, i migranti assistiti dalle nostre unità sono stati oltre 152.000* donne, uomini e bambini. Oltre 95.000 migranti soccorsi direttamente dalle nostre navi; 351 scafisti assicurati alla giustizia; 9 navi madri sequestrate. *Totale persone assistite/coordinate dalla Marina (incluse Capitanerie, Guardia di Finanza, mercantili). **95.000 persone soccorse direttamente dalle navi della Marina Militare Con la collaborazione di N. e di Asia Usb Mauro Carlo Zanella
October 20, 2026
Pressenza
Cagliari, 2 giugno: A foras is bases po is gherras allenas
Corteo contro l’occupazione militare della Sardegna 2 Giugno 2026, h16:00  Cagliari, Marina Piccola Siamo di fronte a un’intensificazione con pochi precedenti della guerra imperialista. L’entità sionista, braccio armato dell’impero statunitense, ha esteso le sue politiche genocidiarie al Libano e all’Iran, con la complicità dell’Europa e in particolare dell’Italia, che a più riprese è stata definita dal governo sionista come uno
PISA: PROSEGUE IL POTENZIAMENTO DELLE INFRASTRUTTURE MILITARI. IN DIRITTURA DI ARRIVO L’UNITA’ STRATEGICA DELL’ESERCITO ITALIANO
Dopo il potenziamento di Camp Darby arriva COMFOSE: unità strategica dell’esercito italiano. Con Pisa che accentrerà sempre di più le strutture direttive e addestrative dei reparti dell’esercito presenti sul territorio costiero toscano. Il 9° reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” lascia Livorno. O meglio, gli uffici del comando del reparto di incursori dell’Esercito italiano saranno trasferiti dalla caserma “Vannucci” al comprensorio militare “Dario Vitali” di Pisa, sede operativa del Comando delle forze speciali dell’Esercito (Comfose) nata nell’ex area ricreativa della base militare statunitense di Camp Darby restituita dagli Usa al demanio militare italiano nel 2020. Un piano che prevede anche interventi infrastrutturali per un totale di spesa di oltre 5,8 milioni di euro. Il comando del 9° reggimento troverà sede nello stabile “501” del comprensorio militare pisano, vecchia struttura un tempo utilizzata dal personale militare e civile dell’esercito Usa dove saranno realizzati uffici, aule, magazzini, spogliatoi, servizi igienici e locali comuni attraverso la concretizzazione di un progetto da 5,8 milioni di euro (tra progettazione esecutiva e lavori) elaborato dal Comando infrastrutture, la divisione dell’Esercito responsabile della gestione del patrimonio infrastrutturale delle forze armate italiane. Il piano rientra nel più ampio progetto “Grandi infrastrutture-Caserme verdi”, il programma da 1,5 miliardi di euro dello Stato Maggiore dell’Esercito che in due decenni punta alla rigenerazione e all’ammodernamento del parco infrastrutturale delle forze armate che tra le 26 grandi caserme individuate a livello nazionale include anche il rifacimento del comprensorio militare di San Piero a Grado, per il quale sono previsti investimenti totali per oltre 40 milioni di euro. Un trasferimento, quello del comando del 9° Reggimento a San Piero a Grado, che si inserisce anche in un più vasto progetto di razionalizzazione delle strutture militari sui territori di Pisa e Livorno. Il comprensorio militare è destinato a diventare una delle principali basi a livello nazionale per i cosiddetti reparti d’élite dell’Esercito. La caserma è composta da 117 strutture distribuite su una superficie di circa 34 ettari, dove fino al 2020 sorgeva la cosiddetta “area ricreativa” della base a stelle e strisce di Camp Darby, la vasta zona a ridosso di viale Mezzapiaggia occupata dal 1951 dall’esercito statunitense e incluso alcuni anni fa nei programmi di spending review militare che ha portato gli Usa a restituire l’area al demanio militare italiano, successivamente assegnata al Comfose. Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università  Ascolta o scarica 
February 26, 2026
Radio Onda d`Urto