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IL DDL della riforma di Roma Capitale approvato dalla Commissione
L’11 marzo 2026 La Commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato il disegno di legge costituzionale (Vai alla scheda) l termine delle votazioni sugli emendamenti (> Vai agli emendamenti della seduta del 11/03/2026 (Bollettino numero 644)) e sul conferimento del mandato ai relatori Barelli (FI) e Perissa (FdI) (dal sito del Camera dei deputati) . Secondo quanto riportato da ANSA tra le opposizioni hanno votato contro Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra , mentre il Partito Democratico si è astenuto. l’Ansa riporta “fonti dem” secondo le quali l’astensione del PD sarebbe motivata dall’intenzione di “sostenere il percorso di rafforzamento dei poteri di Roma Capitale – su cui lo stesso Pd aveva presentato una proposta di legge a prima firma di Roberto Morassut -” ma anche dal “mantenere aperto il confronto parlamentare però senza rompere definitivamente il fronte delle opposizioni“. E va ricordato che il testo è anche frutto di un tavolo tra governo, Regione Lazio e lo stesso Campidoglio, anche se, come più volte afefrmato nel corso delle audizioni, l’obiettivo principale del Sindaco Gualtieri è una legge ordinaria – con tempi molto più rapidi di una riforma costituzionale – per il conferimento delle risorse necessarie a una Capitale. L’ inizio dell’iter in Aula sarebbe previsto dopo il voto per il referendum sulla giustizia. Pubblichiamo il testo della legge proposta dal governo (Atto Camera: 2564) come modificata dall’unico emendamento approvato. (da https://www.camera.it/leg19/824?tipo=A&anno=2026&mese=03&giorno=11&view=&commissione=01#data.20260311.com01.allegati.all00010) Atto Camera: 2564 DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE: “Modifica dell’articolo 114 della Costituzione in materia di Roma Capitale” (2564) Art. 1. (Modifica dell’articolo 114 della Costituzione) 1. L’articolo 114 (5) della Costituzione è sostituito dal seguente: « Art. 114. – La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, da Roma Capitale, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane, Roma Capitale e le Regioni sono. enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione.   PROPOSTA EMENDATIVA APPROVATA Al comma 1, capoverso, aggiungere, in fine, il seguente comma:    La legge dello Stato può attribuire ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane ulteriori e specifiche funzioni amministrative sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Roma è la capitale della Repubblica. Esercita la potestà legislativa nelle seguenti materie: trasporto pubblico locale; polizia amministrativa locale; governo del territorio; commercio; valorizzazione dei beni culturali e ambientali; promozione e organizzazione di attività culturali; turismo; artigianato; servizi e politiche sociali; edilizia residenziale pubblica; organizzazione amministrativa di Roma Capitale. La legge dello Stato, approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, sentiti il Consiglio della Regione Lazio e l’Assemblea elettiva di Roma Capitale, disciplina l’ordinamento di Roma Capitale e prevede forme di decentramento amministrativo determinandone i princìpi. Attribuisce a Roma Capitale condizioni peculiari di autonomia amministrativa e finanziaria nel rispetto dell’articolo 119 . Roma Capitale attua il decentramento amministrativo sulla base della legge dello Stato ». Art. 2. (Disposizioni transitorie e finali) 1. Roma Capitale esercita le funzioni legislative di cui all’articolo 114, terzo comma, della Costituzione, come sostituito dalla presente legge costituzionale, a decorrere dalle prime elezioni dell’Assemblea di Roma Capitale successive alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale. 2. Le leggi della Regione Lazio continuano ad applicarsi fino all’esercizio della potestà legislativa nelle singole materie da parte di Roma Capitale. 3. Fino alla data di entrata in vigore della legge dello Stato prevista dall’articolo 114, quarto comma, della Costituzione, come sostituito dalla presente legge costituzionale, continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti sull’ordinamento di Roma Capitale. 4. La potestà legislativa attribuita a Roma Capitale dall’articolo 114, terzo comma, della Costituzione, come sostituito dalla presente legge costituzionale, è esercitata, nelle materie di competenza concorrente ai sensi dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione (1), nel rispetto dei princìpi fondamentali determinati dalla legislazione dello Stato. Nelle altre materie di competenza residuale, la potestà legislativa di Roma Capitale è esercitata ai sensi dell’articolo 117, quarto comma (2), della Costituzione. 5. Nel caso di attribuzione alla Regione Lazio di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione (7), l’intesa tra lo Stato e la Regione, sentita Roma Capitale, individua i modi e le forme di coordinamento tra la Regione Lazio e Roma Capitale ai fini dell’esercizio delle rispettive funzioni. DA PROPOSTA EMENDATIVA APPROVATA : Conseguentemente, all’articolo 2, sostituire il comma 6 con il seguente: Si applicano a Roma Capitale gli articoli 114, sesto comma, 118, 119, 120, 127 e 134 della Costituzione. 1.27. Il Governo. 6. Si applicano a Roma Capitale gli articoli 118, 119, 120, 127 e 134 (8) della Costituzione. Vai a Roma Capitale,  Roma Città Metropolitana, Decentramento Municipi cronologia e materiali (AMBM) Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com 13 marzo 2026
March 13, 2026
carteinregola
L’ex-Ministro De Lorenzo, protagonista di Tangentopoli e scandali farmaceutici, riavrà il vitalizio
Francesco De Lorenzo, 87 anni, ex ministro della Salute travolto da uno dei filoni dello scandalo Tangentopoli negli anni ’90, tornerà a percepire il vitalizio parlamentare che nel 2015 gli era stato revocato. L’ufficio di Presidenza della Camera, guidato da Lorenzo Fontana, ha votato all’unanimità per il ripristino dell’assegno. De Lorenzo, che in passato si è definito un «prigioniero politico», rivendica in un’intervista a Il Foglio: «Non l’ho chiesto io, il vitalizio. Ma era un diritto, e i diritti si difendono». Da notare come viga nella classe politica italiana la confusione tra diritto e privilegio. Ciò che stupisce è il voto favorevole anche del Movimento 5 Stelle, che in passato si era sempre schierato contro il ritorno dei vitalizi  e per il ritorno della “questione morale” in politica sulla scia di Berlinguer. Oggi la questione morale, però, non sembra essere più la priorità, neanche per coloro che nacquero da Beppe Grillo, il quale nei suoi spettacoli – molti anni fa – fu una delle pochissime voci critiche a puntare il dito contro De Lorenzo e i suoi favoritismi alle case farmaceutiche. La decisione non è stata gradita infatti al leader dei Cinquestelle, Giuseppe Conte, che a quanto pare non ne sapeva nulla e che, dopo averla appresa dai quotidiani, avrebbe ripreso fortemente i suoi. Sebbene a livello tecnico ci fosse poco da fare, il voto dei grillini brucia e rappresenta l’ennesimo smacco, perché il Movimento avrebbe comunque potuto limitarsi all’astensione. Gli esponenti pentastellati hanno poi ammesso «l’errore politico» e hanno ribadito:«ci batteremo per una modifica». Forse è giusto ricordare chi fosse il Ministro De Lorenzo e cosa fece. Fu uno dei casi più celebri protagonisti all’epoca di Tangentopoli, tanto che l’allora ministro fu ribattezzato “Sua Sanità”. Le indagini rivelarono un sistema diffuso di tangenti, rivelando una rete di favoritismi e manipolazione delle politiche sanitarie, oltre a casi di corruzione che travolse anche Farmindustria, l’associazione delle imprese farmaceutiche italiane. Tra gli arrestati ci furono nomi importanti del settore farmaceutico: quello più rilevante è Ambrogio Secondi, presidente di Farmindustria e della Smith Kline, azienda che nel 2000 si fonde con Glaxo per diventare la GlaxoSmithKline, una delle più grandi multinazionali farmaceutiche mondiali, che all’epoca pagò una tangente di 600 milioni di lire a De Lorenzo e a Poggiolini per far diventare obbligatorio, con la legge 165 del 1991, il vaccino anti-epatite B già in uso dal 1981 in forma facoltativa. L’ex Ministro De Lorenzo, per la modica cifra di 600 milioni di lire, ha imposto la vaccinazione obbligatoria anti-Epatite B in Italia a tutti i neonati, ai minori fino ai dodici anni di età e a una platea di soggetti arbitrariamente considerati a rischio. La base del suo disegno di legge partiva dall’assunto che, statisticamente, su 100 soggetti da vaccinare ma sottoposte ad esami pre-vaccinali (screening anticorpali), il 40% risultava positivo e pertanto non vaccinabile mentre il 60% risultava vaccinabile. Eliminando lo screening semplicemente si colmava questo divario e si arrivava ad una super moderna vaccinazione generalizzata in barba a qualsiasi ragionamento scientifico. Audio estratto dall’udienza del “Processo De Lorenzo” del 17 febbraio 1997, Napoli In quest’altro estratto dell’udienza del “Processo De Lorenzo”, tenuta a Napoli il 17 febbraio 1997, si può sentire il PM fare una requisitoria sui fatti inerenti l’approvazione della legge sull’obbligatorietà del vaccino anti-Epatite B. È importante comprendere come sia riduttivo dare la colpa solo a De Lorenzo, dimenticandosi della qualità morale ed etica dei politici del tempo, definiti dal PM stesso “al soldo dell’impresa farmaceutica”. Ci occorre fare una parentesi sui nomi citati, poiché se non conoscete le carte processuali non avranno il giusto peso. * Dompé Sergio, fondatore dell’omonima azienda biofarmaceutica italiana oltre che presidente di Farmindustria. * Pancera, vicepresidente Farmindustria. * Cavazza, fondatore e presidente della farmaceutica Sigma Tau * Zambeletti, della Zambeletti SPA, era proprietario dell’azienda farmaceutica italiana confluita nel gruppo SmithKline Beecham, nel tempo fusa in GlaxoSmithKline S.p.A. Come riporta Corvelva, dietro alle tangenti prese da De Lorenzo per aver imposto la vaccinazione obbligatoria anti-Epatite B, c’è stato un enorme guadagno da parte di due case farmaceutiche e spesso i numeri non vengono citati a dovere: La Merck Sharp & Dohme, con il vaccino Recombivax, è passata da: * 2.104 confezioni vendute nel 1988 * 45.952 confezioni vendute nel 1989 * 106.007 confezioni vendute nel 1990 * 466.000 confezioni vendute nel 1991 * 1.400.000 confezioni vendute nel 1992 La Smithkline Beecham, con il vaccino Engerix B, è passata da: * 4.720 confezioni vendute nel 1987 * 138.836 confezioni vendute nel 1988 * 241.000 confezioni vendute nel 1983 * 288.000 confezioni vendute nel 1990 * 1.600.000 confezioni vendute nel 1991 * 4.484.000 confezioni vendute nel 1992 In termini di fatturato le cose sono ancora più vistose. La Merck Sharp & Dohme, con il vaccino Recombivax, è passata da: * 880 milioni di Lire di fatturato nel 1989 * 2.2 miliardi di Lire di fatturato nel 1990 * 6.8 miliardi di Lire di fatturato nel 1991 * 20 miliardi di Lire di fatturato nel 1992 La Smithkline Beecham, con il vaccino Engerix B, è passata da: * 7.6 miliardi di Lire di fatturato nel 1989 * 13 milairdi di Lire di fatturato nel 1990 * 40 miliardi di Lire di fatturato nel 1991 * 89 miliardi di Lire di fatturato nel 1992 Condannato in via definitiva a cinque anni, per associazione a delinquere finalizzata al finanziamento illecito ai partiti e corruzione, la parabola dell’ex ministro inizia con l’arresto nel 1994, con l’accusa di aver ricevuto tangenti da aziende farmaceutiche in cambio di favori, come l’inclusione di specifici farmaci nel prontuario terapeutico nazionale e l’aumento dei prezzi dei medicinali rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale, garantendosi enormi profitti a spese dello Stato e dei cittadini. Qui si possono sentire tutti gli audio del Processo De Lorenzo. Nonostante uno scandalo del genere, in Italia, il vaccino anti-epatite B è ancora obbligatorio per tutti i neonati e gli adolescenti, poichè vige ancora legge 165 del 1991 dell’ex-Ministro De Lorenzo. Oggi il ciclo vaccinale prevede tre dosi.  Dopo un periodo di detenzione a Poggioreale, De Lorenzo ha seguito un lungo percorso di reinserimento, tra impegno nel sociale e nella ricerca oncologica, infine, una battaglia personale contro il cancro. La richiesta di riabilitazione risale al 18 luglio 2024, dopo che il Tribunale di Sorveglianza di Roma aveva accolto la richiesta. L’ex ministro aveva spiegato di aver risarcito integralmente le associazioni private e il Ministero e di non poter restituire altre somme. Ora la Cassazione gli ha dato ragione, e anche la Camera ne prende atto: una decisione che ha provocato parecchio subbuglio. La riabilitazione vergognosa di De Lorenzo ha risvegliato la destra che e parla di “gogna mediatica” e di “gogna anticasta” e ritrae De Lorenzo come «il più grande perseguitato di Tangentopoli, secondo solo a Bettino Craxi». Così, il vitalizio ritorna e, con esso, torna anche il messaggio che in Italia puoi corrompere ed essere corrotto, puoi pagare con il carcere, ma puoi sempre richiedere impunità e privilegi. Questo è solo l’ultimo caso di vergogna e mancanza di giustizia tutta italiana.   Tutta la storia della nascita del vaccino anti-Epatite B https://www.corvelva.it/malattie-vaccini/epatite-b/quando-nasce-il-vaccino-contro-lepatite-b.html https://www.corvelva.it/malattie-vaccini/facciamo-il-punto/io-da-piccolo-ho-fatto-tutti-i-vaccini.html > Un ex ministro condannato per Tangentopoli riavrà il vitalizio: voto unanime > in Parlamento   > La vaccinazione antiepatite B danneggia lo sviluppo dei topi; e quello dei > bambini? Lorenzo Poli
April 28, 2025
Pressenza