MIGRANTI: TEMPESTA NEL MEDITERRANEO. LA SEA-WATCH 5 CHIEDE UN PORTO SICURO PER 84 PERSONE, L’ITALIA LO ASSEGNA A OLTRE 1.100 KM
La tempesta nel Mediterraneo non accenna a placarsi e le condizioni in mare
restano estremamente critiche. Tra le onde alte oltre due metri e vento forte si
trova la Sea-Watch 5, l’imbarcazione dell’ONG impegnata nelle operazioni di
soccorso, che attualmente si trova al largo della Sicilia con 84 persone a
bordo.
le persone migranti, soccorse tra domenica e la notte successiva in due distinti
interventi su gommoni in difficoltà, risultano stremate da giorni di viaggio e
dalle difficili condizioni. Molti presentano ustioni da carburante, una
conseguenza frequente delle traversate su imbarcazioni di fortuna, dove benzina
e acqua salata si mescolano causando gravi lesioni cutanee.
Nonostante la situazione, dalle autorità italiane è stato indicato come porto di
sbarco Marina di Carrara, a oltre 1.100 chilometri di distanza. “La situazione a
bordo della Sea-Watch 5 è insostenibile” denuncia l’organizzazione. A bordo si
trovano numerosi minori, alcuni non accompagnati, e famiglie.
Per questo motivo, l’ong ha presentato un ricorso al Tribunale per i minorenni
di Palermo, chiedendo l’autorizzazione allo sbarco immediato almeno dei minori e
dei loro familiari. Il tribunale ha riconosciuto l’urgenza della situazione,
aprendo alla possibilità di uno sbarco in Sicilia. Restano però in corso le
interlocuzioni per individuare un porto idoneo.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Luca Faenzi, di Sea-Watch. Ascolta o scarica.