La Leonardo sbarca in Ucraina
Lo scontro fra eserciti di Paesi Imperialisti e di potenze territoriali, che
usano la guerra come sistema di salvaguardia del proprio dominio autocratico,
riempie le cronache di questa caldissima estate. I tamburi di guerra fanno
sentire le loro macabre note di morte dall’Asia Occidentale, all’Europa
Centrale, attraversando il Sahel africano. Lo scontro tende a ridisegnare la
mappa delle ingerenze geostrategiche dell’intero Globo Terracqueo.
I conflitti armati in atto hanno messo in luce il superamento delle vecchie
tattiche di guerra e l’obsolescenza di sistemi d’arma costosissimi, messi alla
prova da ordigni di nuova generazione e a basso costo. Già con la guerra fra la
fallita e corrotta Ucraina e la potenza emergente della Russia degli oligarchi è
stato evidenziato come carri armati, veicoli blindati, aeroplani costosissimi
possano essere fermati e messi fuori gioco dalle nuove armi a basso costo.
L’effetto delle nuove tecniche di guerra si è visto in modo eclatante anche nel
Golfo Persico, dove la potentissima e miliardaria macchina bellica degli Stati
Uniti d’America è stata bloccata da sciami di droni e missili della Repubblica
islamica iraniana, costruiti a buon mercato, che hanno causato danni gravissimi
alle infrastrutture militari statunitensi e dei Paesi alleati in tutta la
regione medio-orientale.
Di fronte a questo nuovo scenario della guerra moderna le industrie del settore
bellico si stanno velocemente attivando, accelerando la corsa per ammodernare e
rendere appetibile il proprio catalogo di strumenti di distruzione e morte.
Il riarmo sta interessando gli eserciti di tutti gli Stati europei, in primo
luogo quello tedesco che tende a diventare l’esercito più competitivo di tutto
il Vecchio Continente, con una spesa preventivata di oltre 1000 miliardi di
euro, facendo risorgere i vecchi spettri del militarismo germanico. Anche
l’esercizio italiano è impegnato per ammodernare il proprio magazzino bellico,
spinto dalla volontà bellicista del ministro/imprenditore Crosetto.
Le industrie belliche, sollecitate dalle guerre in corso, si sono date da fare,
sbracciandosi e mettendo in cantiere nuovissimi strumenti di guerra e stipulando
fra loro accordi di collaborazione incrociati. La italica Leonardo spa è in
prima fila nell’elaborazione e nella realizzazione di progetti innovativi di
armi e veicoli da guerra sempre più sofisticati.
Già da alcuni anni lo Stato è tornato ad essere l’imprenditore di politiche
industriali e belliche. Tramite lo Stato vengono progressivamente integrate
dentro un medesimo progetto strategico la ricerca, l’università, la scuola,
l’innovazione tecnologica, l’industria della difesa, l’energia e le
infrastrutture; siamo di fronte ad una evoluzione storica del capitalismo in cui
la conoscenza diventa immediatamente produzione di potenza.
Da alcuni mesi è già noto il programma per la costruzione del nuovissimo carro
armato Main battle tank in collaborazione fra la Leonardo spa ed il colosso
tedesco Rheinmetal, ma ora vengono allo scoperto i numerosi programmi di nuovi
strumenti bellici che arricchiranno il catalogo dell’industria bellica made in
Italy. Ne elenchiamo alcuni che sono già in fase di realizzazione.
E’ in fase di costruzione il nuovissimo proiettile di precisione (che minimizza
l’eventualità di mancare l’obiettivo), della Leonardo spa, il Vulcano GLR155 che
sarà fornito oltre che all’esercito italiano anche a quello statunitense. Il
Vulcano GLR155 è una munizione guidata con una gittata di 70 Km se sparata da un
cannone terreste e può colpire con un angolo di 90° rendendo praticamente
impossibile la sua intercettazione, la stessa munizione acquista una gittata di
ben 120 Km se sparata da un cannone navale.
La Leonardo spa ultimamente ha stipulato un accordo storico con la turca Baykar
per la collaborazione fra l’aereo italiano M346 e il drone turco Bayraktar
Kizilelma. L’Italia punta sui droni turchi per affiancare il caccia di sesta
generazione GCAP con il drone Kizilelma, consolidando l’asse industriale fra
Leonardo spa e Baykar.
La IDV (la Iveco Defence Vehicles è stata acquistata da Leonardo spa) studiando
gli sviluppi della guerra fra Ucraina e Federazione Russa sta sviluppando una
serie di UVG (veicoli terrestri senza equipaggio) che possono minimizzare le
perdite umane al fronte. Fra le novità troviamo il Viking un multiruolo 6×6 con
una autonomia di 30 km terrestri munito di una torretta ideata della Leonardo
corredata da strumenti anti-drone con un cannone da 30 mm. Un mezzo che non si
deve preoccupare della vita dei componenti: l’equipaggio è un mezzo maggiormente
sacrificabile e quindi più economico. C’è anche una seconda configurazione del
Viking per l’impiego anticarro dotata di ben tre missili. Terza novità è il CL2X
Hybrid and Crew Light un veicolo cingolato che servirà da nodo fra personale
umano e droni. Il CL2X avrà una autonomia di 500 km e una velocità di 70 km/h.
Il CL2X è anche dotato di una torretta Leonardo con un cannone da 30 mm
anti-drone.
Un nuovo carro armato è stato presentato dall’industria italiana: il CFL-120
Karpat, carro medio costruito in collaborazione con la turca FNSS. Il nuovo
carro ha la torretta Leonardo HITFACT MklI armata con un canone da 120 mm. Il
CFL–120 è più leggero e maneggevole rispetto ai carri tradizionali e
utilizzabile in supporto alle truppe di terra.
Ad arricchire il catalogo Leonardo arriva il VBM 155, obice semovente, che
rappresenta il futuro dell’artiglieria italiana. Viene costruito dalla IDV con
torretta e canone Leonardo, con l’aggiunta anche di una piccola torretta con
cannone anti-drone.
La IDV di Leonardo ha in oltre firmato un accordo industriale con la Spagna per
la produzione di un nuovo veicolo anfibio da combattimento col programma VAFIM
(veicoli anfibio da combattimento per la fanteria di marina).
Il nuovissimo elicottero Fenice AW249 della Leonardo è l’erede e successore del
Mangusta AW129 ed è l’unico elicottero d’attacco di nuova concezione
dell’Occidente, progettato per operare in contesti digitali di multi-dominio e
in sinergia con i droni, integrando a bordo sistemi di difesa anti-missile e
anti-drone.
Il nuovo drone Astore Levante della LBA Sistems, la Joint Venture tra Leonardo
spa e la turca Baycar, è stato messo in produzione presso gli stabilimenti
Leonardo di Ronchi dei Legionari. L’Astore Levante è il riadattamento del drone
Baykar TB-3 con un sistema di missione sensori di marca Leonardo costruito per
le esigenze dell’esercito italiana e della NATO.
La Leonardo si è aggiudicata anche un contratto per fornire gli aerei F-35 della
marina militare statunitense di ben 6000 sistemi di esche escludibili attivi
BriteCloud, che servono per ampliare la capacità di difesa degli aerei da
guerra.
La guerra in corso nel cuore dell’Europa è il laboratorio ideale per mettere a
punto i sistemi d’arma più innovativi. Il campo di battaglia è il luogo ideale
per testare le armi e correggere le criticità. Con molto cinismo la Leonardo spa
sotto la guida di Lorenzo Mariani ha creato la Leonardo/Ucraine con sede a Kiev
che si occuperà di ricerca e sviluppo del software, ingegneria e tecnologie
elettroniche e ottiche. L’Ucraina è anche il terreno ideale per testare il
sistema di difesa Michelangelo Dome.
La produzione bellica della Leonardo è esponenzialmente in crescita, basti
vedere che è in atto la riconversione delle industrie che operano nel settore
civile verso il militare e come lo stabilimento Leonardo di La Spezia, impegnato
nella produzione bellica, sia stato addirittura raddoppiato.
La trasformazione della Leonardo spa in leader europeo dell’industria bellica
iniziata da Cingolani procede quindi a passi levati sotto la direzione di
Mariani, contribuendo ad armare eserciti sanguinari in varie parti del Pianeta,
generando profitti miliardari.
La folle corsa al riarmo va fermata e va condotta una seria campagna per
riconvertire l’industria bellica e di morte in fabbrica di pace e benessere,
dirottando le centinaia di miliardi stanziati per gli armamenti verso la spesa
sociale, partendo da sanità scuola, trasporti e lotta alla povertà.
(pubblicato su sicilialibertaria.it settembre 2026)
Renato Franzitta