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La relazione DEVE approvata: i diritti umani prima di tutto
“Gli aiuti allo sviluppo non sono e non devono diventare uno strumento di controllo migratorio – dichiara Marco Tarquinio – Per mesi abbiamo lavorato per ribadire questo principio e le politiche conseguenti. Ora possiamo dire che la relazione DEVE sul tema è una battaglia vinta dal gruppo S&D”. Il documento sul rafforzamento della cooperazione allo sviluppo per affrontare le migrazioni irregolari e le loro cause nei paesi partner dell’UE che è stato elaborato dall’European Parliament’s Committee on Development (DEVE) e oggi, 16 giugno, approvato con 344 voti favorevoli, 237 contrari e 66 astensioni, delinea un approccio globale che, per garantire sicurezza e solidarietà sia all’interno dell’UE sia nei paesi di origine e di transito, combina cooperazione allo sviluppo e gestione della migrazione, specifica il comunicato stampa del Parlamento Europeo: > I deputati ribadiscono il legame tra migrazione e cooperazione allo sviluppo e > sollecitano la Commissione e gli Stati membri a garantire una maggiore > coerenza delle politiche per lo sviluppo e di quelle migratorie, nel pieno > rispetto dei diritti umani e degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS). > > A loro avviso, la politica di sviluppo dell’UE dovrebbe continuare a dare > priorità all’eliminazione della povertà, alla riduzione delle disuguaglianze e > allo sviluppo sostenibile, in linea con gli OSS, concentrandosi al contempo su > investimenti a lungo termine basati sulle esigenze dei paesi partner, anche > per affrontare le cause profonde della migrazione irregolare e degli > sfollamenti forzati. > > L’approccio dell’UE deve essere coerente e pragmatico, orientato ai risultati > e reciprocamente vantaggioso, volto a promuovere la stabilità e le opportunità > economiche nei paesi partner, compresi quelli di origine e di transito dei > flussi migratori. > > I deputati affermano che l’UE dovrebbe promuovere la cooperazione con i paesi > partner in materia di migrazione sulla base della solidarietà, della > responsabilità condivisa e del rispetto dei diritti umani. Tale cooperazione è > essenziale nella lotta contro la tratta di esseri umani e il traffico di > migranti e dovrebbe prevenire la strumentalizzazione della migrazione. > > Nel testo si sottolinea anche che i controlli rigorosi alle frontiere, se non > accompagnati da percorsi legali alternativi per la migrazione, finiscono per > spostare le rotte migratorie, moltiplicando le tappe del viaggio e i paesi di > transito, aumentando così la precarietà dei percorsi e l’esposizione dei > migranti alle reti di trafficanti, all’estorsione e alla violenza. > > Il Parlamento individua diversi ambiti nei quali l’UE può fornire un sostegno > mirato ai paesi partner, tra cui i contesti geopolitici fragili, l’impatto dei > cambiamenti climatici, il ruolo dell’agricoltura, l’emancipazione dei giovani, > la promozione e il sostegno allo sviluppo economico sostenibile e il > rafforzamento delle capacità nei settori dell’istruzione, della sanità e del > consolidamento democratico. > > Dopo il voto, il relatore Lukas Mandl (PPE, Austria) ha dichiarato: “L’Europa > è il principale investitore mondiale nella cooperazione allo sviluppo, > superando qualsiasi altro attore globale. Il potere di attrazione dell’Europa > non deve essere sottovalutato nella promozione di valori universali quali la > dignità umana e la libertà individuale. La cooperazione allo sviluppo svolge > inoltre un ruolo importante nell’affrontare le sfide interne dell’Europa. Il > Parlamento europeo ha ora affermato chiaramente che i partenariati > internazionali dell’UE dovrebbero contribuire a contrastare la migrazione > irregolare e aiutare ad affrontare la crisi demografica attraverso la > migrazione per motivi di lavoro“. “La condizionalità migratoria e i centri di rimpatrio nei paesi terzi non sono nel testo finale votato dall’Europarlamento – precisa Marco Tarquinio, relatore per il gruppo S&D – Ci sono invece canali legali, istruzione, diritti delle donne, clima, Stato di diritto, ruolo delle ONG e delle comunità locali”. “Non è un punto di arrivo – conclude Marco Tarquinio – Domani a Strasburgo si vota il pessimo testo del regolamento rimpatri. E nei prossimi mesi si negozierà il Global Europe, grande strumento finanziario della politica di cooperazione UE. Ci spenderemo per lo stesso principio-guida: gli aiuti allo sviluppo non servono per blindare le frontiere, ma per la vita più giusta delle persone”. Redazione Italia
June 16, 2026
Pressenza
Meloni-Ue: più bianchi e meno diritti
Articoli di Maurizio Alfano, Andrea Ceredani, Marco Bellandi Giuffrida e della redazione Diogene. A seguire un podcast di Lunaria.   La profilazione razziale. La militarizzazione delle politiche migratorie. di Maurizio Alfano I fenomeni migratori in Europa, come in Italia, sempre più rappresentati come una minaccia per autoctoni e vecchi residenti, sono attraversati, da alcuni anni, da un’analisi politico-istituzionale che non
February 19, 2026
La Bottega del Barbieri
Meloni e la democrazia dell’obbedienza in marcia
Articoli di Mario Sommella, Franco Astengo e Umberto Franchi. Democrazia a ritroso e verità sotto assedio: come la regressione diventa un metodo di governo La regressione democratica non arriva come un golpe con i carri armati. Arriva come una ristrutturazione silenziosa: si cambiano le serrature, si spostano le porte, si restringono i corridoi. Un giorno ti accorgi che la casa
February 8, 2026
La Bottega del Barbieri
Alibi perfetto: migranti. Ma la preda vera…
… sono tutti i cittadini. di Mario Sommella (*). A seguire un’analisi di Maurizio Alfano e alcuni link di Diogene e Idos sulle politiche contro i diritti in Italia e altri Paesi UE… con la Spagna controcorrente. Dalla scenografia (trumpiana) delle catene alla normalizzazione dello Stato di polizia C’è sempre una figura pronta a farsi carico delle nostre paure. A
February 1, 2026
La Bottega del Barbieri