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“ALLA RICERCA DI QUELLA DIGNITÀ, ORA PERDUTA, DEL LAGO DI GARDA”: IL CONVEGNO ORGANIZZATO DALLA FEDERAZIONE DEL FIUME CHIESE E DEL LAGO D’IDRO
Sabato 28 marzo, dalle 10 alle 13 all’Antica Cascina San Zago, in via dei Colli a Salò (BS), si svolgerà il convegno “Alla ricerca di quella dignità ora perduta del Lago di Garda”, organizzato dalla Federazione delle Associazioni che amano il fiume Chiese ed il suo lago d’Idro. Interverranno alla conferenza l’architetto Silvio Motta, curatore della rinaturalizzazione delle sponde del lago di Costanza, e l’ecologista Carlo Saletta. La Federazione del fiume Chiese e del lago d’Idro ha invitato anche una lunga serie di esponenti istituzionali interessati dalla vicenda: i sindaci e i consiglieri dei comuni del Garda, la direttrice dell’Autorità di bacino Garda-Idro e il Prefetto di Brescia. “Sentiremo cos’hanno da dire i sindaci che avranno l’onestà intellettuale di voler intervenire”, dichiara su Radio Onda d’Urto Gianluca Bordiga, esponente della Federazione e organizzatore del convegno. La presentazione del convegno su Radio Onda d’Urto con Gianluca Bordiga, della Federazione delle Associazioni che amano il fiume Chiese ed il suo lago d’Idro. Ascolta o scarica.
March 25, 2026
Radio Onda d`Urto
TRENTINO: MANGANELLATE E PIOGGIA DI LACRIMOGENI SUI PARTECIPANTI DI ‘FREE SPRING’
Violento sgombero dell’evento “Free Spring”, free party di musica ed socialità iniziato giovedì 1 maggio sui prati di Malga Lomasone, nei pressi di Comano Terme, provincia di Trento. La festa sarebbe dovuta durare fino a domenica 4 maggio, ma dopo la denuncia lanciata dal sindaco Fabio Zambotti già nella prima giornata di inizio del Free Spring, venerdì, sono intervenuti polizia, carabinieri, vigili urbani e vigili del fuoco per sgomberare i partecipanti in base alla norma approvata a inizio mandato del Governo Meloni, quella anti-rave. Tra i partecipanti alla festa a nord del Lago di Garda, oltre duecento persone, erano presenti anche “bambini, anziani”, sottolinea l’organizzazione in un comunicato diffuso a seguito degli scontri. I manifestanti hanno affermato di aver prontamente comunicato alle forze di polizia la volontà di collaborare pacificamente. “Le forze dell’ordine hanno intimato di smontare immediatamente il tendone e l’impianto audio, altrimenti li avrebbero presi con la forza”. “Dopo qualche ora”, riferiscono i manifestanti, “finito di smontare il tendone, abbiamo iniziato a smontare il palco. Con l’arrivo del buio la situazione ha continuato a scaldarsi: è arrivata una camionetta dei vigili del fuoco. Illuminati da quest’ultima, quaranta guardie armate sono avanzate senza comunicare nulla, spingendoci contro le impalcature del bar, manganellando persone disarmate e creando una situazione di panico”. “Mentre ci picchiavano e sparavano gas lacrimogeni hanno rubato un furgone vuoto, supponendo che ci fosse l’impianto audio all’interno. Sfruttando la confusione hanno violentemente sequestrato tre persone. Sotto una pioggia di lacrimogeni durata una trentina di minuti, sparando anche ad altezza uomo, hanno cominciato ad allontanarsi seguendo il furgone rubato. Nel frattempo è stata chiamata un’ ambulanza, a cui inizialmente hanno impedito di scendere”. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto la testimonianza di un partecipante che preferisce restare anonimo. Ascolta o scarica Il commento dell’avvocato penalista trentino Nicola Canestrini. Ascolta o scarica