Effetti del blocco USA sulla sanità cubana“Il blocco esiste, è reale e il suo effetto è permanente sulla sanità pubblica
cubana”, ha affermato alcuni giorni fa il Viceministro della salute, il dottor
Julio Guerra Izquierdo, spiegando nel programma televisivo Mesa Redonda come
l’impatto diretto e crudele della politica del governo degli Stati Uniti
colpisca la sanità pubblica.
Tra i settori maggiormente colpiti dal blocco economico, commerciale e
finanziario imposto dalle varie amministrazioni statunitensi all’isola caraibica
dal lontano 1962 c’è anche quello della sanità, Una sanità garantita in modo
gratuito a tutti i cubani, che si trova però a combattere con gli effetti
procurati quotidianamente dalle sanzioni statunitensi.
Tra gli effetti immediati sulla sanità spicca la cancellazione di contratti
commerciali per l’acquisizione di tecnologie e prodotti medici, oltre al rifiuto
da parte delle compagnie di navigazione di trasportare a Cuba vari carichi, tra
cui farmaci.
Inoltre Cuba non può acquistare attrezzature mediche, in molti casi essenziali
per le cure dei pazienti, che contengano più del 10% di componenti prodotti
negli Stati Uniti, il che ne limita di fatto l’acquisizione.
Nel suo intervento alla trasmissione Mesa Redonda, Julio Guerra ha quantificato
in 4,183 miliardi di dollari i danni prodotti al settore della salute dal blocco
statunitense; nel solo 2025 il costo è stato stimato in 288 milioni di dollari.
25 giorni di blocco equivalgono al finanziamento richiesto per coprire il quadro
base dei farmaci per un anno a Cuba (339 milioni di dollari).
9 giorni di blocco equivalgono al budget necessario per importare tutto il
materiale di consumo del sistema sanitario nazionale in un anno: siringhe,
garze, aghi, suture, cateteri, ecc. (129 milioni di dollari)
21 ore di blocco equivalgono al costo di acquisizione dell’insulina necessaria
per un anno per i pazienti diabetici. (12 milioni di dollari)
L’ordine esecutivo di Donald Trump nel quale impedisce all’isola di acquistare
combustibile impatta ovviamente anche sul settore sanitario. La mancanza di
energia elettrica limita molte cure, impedisce il normale svolgimento degli
interventi chirurgici nelle sale operatorie, che devono essere rimandati con
ovvie ricadute sulla salute dei pazienti, mette a rischio il normale processo di
dialisi, limita l’esecuzione di normali esami diagnostici e molto altro. Il vice
ministro comunque ha assicurato che nessun paziente è morto per cause imputabili
alla mancanza di energia elettrica.
Per far fronte a tale mancanza sono state stabilite priorità in ogni livello di
assistenza, con particolare attenzione al programma materno-infantile, al
controllo epidemiologico, alle emergenze, al trattamento di pazienti oncologici
e con problemi renali e altro.
Parallelamente viene incrementato il programma di installazione di pannelli
solari per la produzione di energia elettrica; sono stati installati pannelli in
282 poliambulatori, 78 case di riposo, 97 strutture materne, 74 case per anziani
e 15 ospedali.
La direttrice dell’ospedale Calixto García, dottoressa in Scienze Iliovanys
Betancourt Plaza, ricorda come le misure di soffocamento economico della Casa
Bianca abbiano un effetto diretto sulla vita quotidiana di un complesso
ospedaliero come quello che lei dirige.
L’ospedale dispone di 21 padiglioni, che richiedono una garanzia energetica
costante. La dottoressa ha menzionato i casi di persone che hanno subito un
trauma e devono essere trasportate in ospedale. Occorre arrivare sulla scena in
tempo per salvare il paziente, avere a disposizione un’ambulanza e, una volta
giunti in ospedale, procedere all’intervento chirurgico. Per tutto questo
occorrono carburante ed energia elettrica. Ha aggiunto che assistere più vittime
in un’emergenza richiede risorse e tecnologie, che oggi mancano, in un settore
in cui è necessario prendere decisioni rapide e difficili.
Gli interventi chirurgici sono quelli più colpiti dalle carenze energetiche,
soprattutto quando dipendono da gruppi multidisciplinari. Ha precisato che,
quando in un’operazione intervengono diversi specialisti, sono necessarie alte
tecnologie e molti input. Sostenere tutto questo è diventato una sfida tremenda.
Nel settore della cardiologia l’acquisizione di pacemaker per l’impianto nei
pazienti è molto difficile a causa del blocco e le degenze dei malati diventano
più lunghe. Nei i momenti di maggiore tensione, come quando il servizio
elettrico nazionale subisce una caduta, negli ospedali hanno ideato protocolli e
strategie per affrontare questa emergenza dando priorità alle aree vitali.
Durante i blackout energetici, alcuni gruppi elettrogeni non funzionano a causa
del loro invecchiamento e della mancanza di pezzi di ricambio che non si possono
acquistare per via del blocco.
Il dottor Eugenio Selman Housein Sosa, direttore del centro cardiologico
dell’Ospedale Pediatrico William Soler dell’Avana, ha sottolineato come le
misure coercitive del blocco colpiscano direttamente i bambini, trasformando in
nemici non i membri del governo, come affermano alla Casa Bianca, ma gli stessi
malati, senza risparmiare i più piccoli. Nel settore cardiologico le migliori
attrezzature per le cure sono statunitensi, ma a causa del blocco non possono
essere acquistate da Cuba.
“E’ una politica per colpire gli ospedali e farla pagare ai pazienti; poi questi
ipocriti vanno in giro a dire che la colpa è del governo cubano, accusandolo di
essere uno Stato fallito,” ha affermato il medico.
Yamilé García Villar, direttrice dell’Istituto di Nefrologia, ha assicurato che
in tutto il Paese esiste una rete di 57 unità per la dialisi, dotate di
tecnologia all’avanguardia, ma quando si verificano dei guasti diventa difficile
reperire i pezzi di ricambio.
“Dall’epidemia di coronavirus l’attività dei trapianti è diventata più
difficile; insieme al ferreo blocco, questo ci ha impedito di raggiungere gli
obiettivi che ci eravamo prefissati; a volte le terapie si allungano nel tempo,
ma non ci siamo fermati”, ha affermato. “Le sanzioni mettono in pericolo la vita
di 3.000 cubani che hanno bisogno della dialisi.”
Andrea Puccio