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L’eclissi della competenza: come la politica ha privatizzato la Pubblica Amministrazione Regionale
Mafie, appalti, corruzione da dove raccolgono linfa vitale? Dall’assalto sistematico e pervasivo (da sempre!) al sottobosco delle amministrazioni regionali. Carrozzoni inutili che andrebbero aboliti, cancellati, non ci sono altre possibilità. Da troppo tempo assistiamo, in un silenzio assordante e complice, al più sistematico smantellamento dell’apparato tecnico-amministrativo regionale. Non è una semplice riforma, non è “sburocratizzazione”: è la presa di possesso della cosa pubblica da parte di una tecnocrazia di nomina politica, una vera e propria sostituzione professionale, che vede i funzionari di ruolo, formati e strutturati, messi all’angolo da “yes men” di nuova generazione. Il controllato diventa controllore: il cerchio della trasparenza si chiude, anzi, si spezza. La “Stagione dei Consulenti” Da anni ormai, le amministrazioni regionali — con un trend che si è intensificato, trasformando enti territoriali in feudi personali — tendono a bypassare i dirigenti tecnici interni. Il motivo? La competenza spesso coincide con il rispetto delle norme, un ostacolo per la politica “veloce”. Al loro posto? Figure esterne, spesso giovani rampanti o consulenti scelti direttamente dai vertici politici, i quali godono di contratti che talvolta superano i 100-150 mila euro lordi annui, cifre superiori a quelle dei funzionari di ruolo e, in casi eclatanti, dei politici stessi che li nominano. Il Paradosso dei Privilegi: Controllori che si Autocontrollano Questi nuovi “addetti” non sono vincolati dagli orari di ufficio, né dai rigidi codici di condotta che impongono l’esclusività ai dipendenti pubblici. La fonte del paradosso è la sistematica autorizzazione a continuare a esercitare la libera professione, spesso nell’esatto settore che dovrebbero regolamentare. Il conflitto di interessi non è più un’eccezione, è il presupposto dell’incarico. Procacciamento di incarichi: Il consulente di nomina politica, spesso titolare di partita IVA, inquadra le procedure regionali in modo tale da rendere necessari successivi interventi tecnici. Pareri “in casa”: Si verifica l’assurda situazione in cui il tecnico esterno esprime pareri tecnici su attività che lui stesso ha contribuito a progettare o a indirizzare, approvando di fatto il proprio lavoro (o quello del proprio studio associato) in nome dell’efficienza. Smantellamento tecnico: Il funzionario di ruolo, che conosceva la storia amministrativa e le norme (e che avrebbe detto “no” a un atto illegittimo), viene spostato a mansioni puramente burocratiche, in una sorta di mobilità punitiva soft. Esempi nel territorio: La norma dell’eccezione. Se guardiamo alle nomine negli staff di assessorati regionali o nelle commissioni di collaudo, la figura del “consulente esperto” è ubiquitaria. Spesso tali figure vengono assunte per “snellire le procedure” (spesso legate ai fondi PNRR), ma il risultato è un aumento dei contenziosi amministrativi, poiché le norme vengono interpretate con “discrezionalità politica” e non tecnica. La recente giurisprudenza ANAC e i pareri della Corte dei Conti evidenziano come la gestione dei conflitti di interesse sia un tema sempre più sentito, ma spesso ignorato nella fase di conferimento degli incarichi. Conclusione: L’Efficienza a spese della Legittimità Questa nuova generazione di addetti garantisce l’efficacia? Probabilmente quella di portare a termine l’agenda politica del momento. Ma al prezzo altissimo della abolizione de facto delle competenze tecniche. La pubblica amministrazione regionale si sta trasformando in un’agenzia privata di servizi per il potere politico, dove il “servizio” è reso non alla cittadinanza, ma al procacciamento di voti e incarichi professionali. Per non dire altro. Si innesca così un circolo vizioso dal quale si generano zone d’ombra putride e marce. La Pubblica amministrazione ha bisogno di tecnici indipendenti, non di mercenari della firma, disposti a tutto per deviare gli interessi dei cittadini in favore di politici e corrotti di ogni tipo, anche mafioso. Ogni riferimento a fatti, persone o specifici enti regionali è puramente casuale, trattandosi di una analisi strutturale del fenomeno descritto.           Ray Man
April 6, 2026
Pressenza
Corso Anci-Meta su comunicazione e social media nella PA a Genova
Il 25 marzo a Genova la giornata conclusiva del road show di lezioni sull’utilizzo di Instagram, Facebook, WhatsApp e Threads e dedicata agli strumenti della comunicazione digitale dei Comuni e nella PA in generale che nel 2025 ha toccato diverse città italiane. Promossa da ANCI in collaborazione con Meta, il Comune di Genova e ANCI Liguria e ospitata a Palazzo Tursi (via Garibaldi 9), la tappa genovese arriva all’indomani del rinnovo del Protocollo tra ANCI e FNSI, che ribadisce i principi fondamentali della Legge 150/2000 – Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni, e mira a consolidare la professionalità dell’informazione e la qualità della formazione degli uffici stampa, un obiettivo ribadito nelle linee guida del Quaderno operativo ANCI dedicato al reclutamento di personale giornalistico negli enti locali. “Siamo lieti che Genova ospiti una tappa di questo importante percorso formativo promosso da Anci e Meta dedicato a un tema centrale come la qualità della comunicazione digitale” ha dichiarato la sindaca di Genova, Silvia Salis, sottolineando che: “per un’amministrazione pubblica, comunicare significa saper offrire ai cittadini informazioni chiare, tempestive, accessibili e realmente utili. La comunicazione istituzionale è parte concreta del servizio pubblico, aiuta i cittadini a orientarsi meglio tra opportunità, servizi, diritti ed emergenze e in una fase in cui il rapporto tra istituzioni e cittadini passa sempre di più anche dagli strumenti digitali. Momenti di confronto e formazione come questo sono preziosi per condividere buone pratiche, accrescere le competenze e riflettere su linguaggi, strumenti e responsabilità che oggi fanno parte a pieno titolo del lavoro pubblico. Rafforzare la comunicazione dei Comuni esprime la volontà di rendere le istituzioni più trasparenti, vicine ed efficaci, migliorando dialogo, ascolto e fiducia tra enti locali e comunità”. “La comunicazione delle istituzioni è un servizio pubblico essenziale per garantire informazione e trasparenza ai cittadini – afferma il sindaco di Spezia e presidente di ANCI Liguria, Pierluigi Peracchini – Non basta usare i social network: strumenti come Facebook e WhatsApp devono diventare canali di cittadinanza attiva. Investire nella formazione di addetti stampa e comunicatori è l’unico modo per creare un dialogo reale con la comunità e fornire informazioni utili”. Rivolta ai professionisti della comunicazione dei Comuni, la giornata formativa punta a rafforzare l’uso dei social media nella comunicazione pubblica, promuovendo standard elevati, condivisione di buone pratiche e strumenti innovativi. Tra i relatori, oltre alla sindaca di Genova e al presidente di ANCI Liguria, interverranno: * Angelo Mazzetti, Public Policy Director Meta per Italia, Grecia, Malta e Cipro * Rosa Cialini, Director Government and Social Impact Meta per Sud Europa, Medio Oriente, Africa e Turchia * Ida D’Alessandro, Dirigente Meta per Italia, Grecia, Malta e Cipro * Danilo Moriero, Responsabile Comunicazione e Capo Ufficio Stampa ANCI * Giulia Mietta, Consigliera dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria * Matteo Dell’Antico, Segretario Assostampa Liguria L’evento è accreditato presso l’Ordine dei Giornalisti e riconosce 4 crediti formativi. Redazione Italia
March 17, 2026
Pressenza
Puntata del 27/01/2026@1
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giorgio Dellerba dell’esecuzione Nazionale usb sul l’affidamento a liberi professionisti da parte della Regione Lombardia delle attività di vigilanza sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro: “Ennesima e plateale umiliazione delle funzioni ispettive. In esecuzione di una Deliberazione della Giunta della Regione Lombardia risalente ad aprile 2025, i servizi PSAL delle ATS lombarde pubblicano in questi giorni i bandi per l’acquisizione di personale nell’ambito del servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. I profili professionali spaziano dal dirigente medico agli ingegneri, dagli statistici agli informatici fino agli infermieri. Questo personale, definito aggiuntivo, sarà impiegato in attività di ispezione sui luoghi di lavoro, indagini su infortuni, progettazione di specifiche aree di intervento per il contrasto a malattie professionali, controlli sulla sorveglianza sanitaria, consulenza per la valutazione dei rischi, verifica degli impianti e delle apparecchiature e altre attività collaterali. Ma il nuovo personale ispettivo non sarà assunto attraverso un concorso pubblico bensì a partita IVA, per soli tre anni, come consulenti esterni della Pubblica Amministrazione. In questo modo, un’attività fondamentale per la prevenzione di un fenomeno divenuto drammatico nel nostro Paese, con un ritmo di omicidi sul lavoro che anche nel 2025 ha superato quota mille e con più di 600mila denunce di infortuni, viene appaltata a liberi professionisti. Funzioni di ufficiali di polizia giudiziaria vengono affidate a soggetti esterni, superando i vincoli deontologici a cui sono sottoposti i funzionari adibiti a compiti di vigilanza e determinando un intreccio pericoloso tra controllore e controllato. L’attività di ispezione sui luoghi di lavoro è sempre più penalizzata e le chiacchiere che il Governo ripropone ad ogni strage (purtroppo tragicamente ricorrente), cui fanno seguito sempre nuovi impegni e decreti, corrispondono invece al depotenziamento delle funzioni di vigilanza. Ad aggravare la situazione sicurezza sul lavoro la strategia di questi ultimi anni perseguita all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, in cui le direttive assegnate hanno privilegiato, in nome del raggiungimento degli obiettivi e quindi della meritocrazia, la quantità anziché la qualità delle ispezioni, oltre a modifiche normative che appesantiscono, favori ai consulenti e alle aziende (diffida amministrativa, Protocollo Asse.Co. etc…), personale amministrativo ridotto all’osso, mancanza di riconoscimento dei rischi dell’attività esterna ed enorme scarto tra il valore delle funzioni esercitate e salario riconosciuto. Un vero e proprio smantellamento delle funzioni pubbliche con una precisa strategia: indebolire i controlli e “non disturbare chi produce ricchezza. Ora la Regione Lombardia compie un passo clamoroso verso la privatizzazione delle attività di controllo.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della serata è stato quello della schedatura degli insegnanti di sinistra attuata dal collettivo “Azione studentesca”, tramite un questionario sottoposto a studenti e studentesse in diversi comuni d’Italia. In collegamento telefonico con Serena Tusini dell’ osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole, abbiamo commentato questa notizia e altre, riguardanti la deriva sempre più autoritaria attuata dal ministero dell’ istruzione e del merito nei confronti della libertà di insegnamento e in generale contro un modello di scuola che si impegna a formare individui che possano sviluppare un proprio pensiero personale critico. Questo modello che sembrerebbe scontato preservare è in realtà costantemente messo sotto attacco dall’ attuale Ministro Valditara, perché di fatto “figlio” delle fondamentali rivoluzioni socio culturali iniziato nel ’68, un’eredità che vorrebbe essere cancellata facendo piombare il mondo dell’ istruzione ai tempi del fascismo. Buon ascolto
January 28, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 27/01/2026@0
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giorgio Dellerba dell’esecuzione Nazionale usb sul l’affidamento a liberi professionisti da parte della Regione Lombardia delle attività di vigilanza sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro: “Ennesima e plateale umiliazione delle funzioni ispettive. In esecuzione di una Deliberazione della Giunta della Regione Lombardia risalente ad aprile 2025, i servizi PSAL delle ATS lombarde pubblicano in questi giorni i bandi per l’acquisizione di personale nell’ambito del servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. I profili professionali spaziano dal dirigente medico agli ingegneri, dagli statistici agli informatici fino agli infermieri. Questo personale, definito aggiuntivo, sarà impiegato in attività di ispezione sui luoghi di lavoro, indagini su infortuni, progettazione di specifiche aree di intervento per il contrasto a malattie professionali, controlli sulla sorveglianza sanitaria, consulenza per la valutazione dei rischi, verifica degli impianti e delle apparecchiature e altre attività collaterali. Ma il nuovo personale ispettivo non sarà assunto attraverso un concorso pubblico bensì a partita IVA, per soli tre anni, come consulenti esterni della Pubblica Amministrazione. In questo modo, un’attività fondamentale per la prevenzione di un fenomeno divenuto drammatico nel nostro Paese, con un ritmo di omicidi sul lavoro che anche nel 2025 ha superato quota mille e con più di 600mila denunce di infortuni, viene appaltata a liberi professionisti. Funzioni di ufficiali di polizia giudiziaria vengono affidate a soggetti esterni, superando i vincoli deontologici a cui sono sottoposti i funzionari adibiti a compiti di vigilanza e determinando un intreccio pericoloso tra controllore e controllato. L’attività di ispezione sui luoghi di lavoro è sempre più penalizzata e le chiacchiere che il Governo ripropone ad ogni strage (purtroppo tragicamente ricorrente), cui fanno seguito sempre nuovi impegni e decreti, corrispondono invece al depotenziamento delle funzioni di vigilanza. Ad aggravare la situazione sicurezza sul lavoro la strategia di questi ultimi anni perseguita all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, in cui le direttive assegnate hanno privilegiato, in nome del raggiungimento degli obiettivi e quindi della meritocrazia, la quantità anziché la qualità delle ispezioni, oltre a modifiche normative che appesantiscono, favori ai consulenti e alle aziende (diffida amministrativa, Protocollo Asse.Co. etc…), personale amministrativo ridotto all’osso, mancanza di riconoscimento dei rischi dell’attività esterna ed enorme scarto tra il valore delle funzioni esercitate e salario riconosciuto. Un vero e proprio smantellamento delle funzioni pubbliche con una precisa strategia: indebolire i controlli e “non disturbare chi produce ricchezza. Ora la Regione Lombardia compie un passo clamoroso verso la privatizzazione delle attività di controllo.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della serata è stato quello della schedatura degli insegnanti di sinistra attuata dal collettivo “Azione studentesca”, tramite un questionario sottoposto a studenti e studentesse in diversi comuni d’Italia. In collegamento telefonico con Serena Tusini dell’ osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole, abbiamo commentato questa notizia e altre, riguardanti la deriva sempre più autoritaria attuata dal ministero dell’ istruzione e del merito nei confronti della libertà di insegnamento e in generale contro un modello di scuola che si impegna a formare individui che possano sviluppare un proprio pensiero personale critico. Questo modello che sembrerebbe scontato preservare è in realtà costantemente messo sotto attacco dall’ attuale Ministro Valditara, perché di fatto “figlio” delle fondamentali rivoluzioni socio culturali iniziato nel ’68, un’eredità che vorrebbe essere cancellata facendo piombare il mondo dell’ istruzione ai tempi del fascismo. Buon ascolto
January 28, 2026
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