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In Toscana crescono le proteste contro la militarizzazione
L’escalation bellica dilagante mostra in modo sempre più evidente che la guerra parte anche da qui. Lo vediamo con la logistica, sempre più coinvolta sul piano bellico: strade, porti, ferrovie in cui transitano mezzi e materiali militari a testimonianza del coinvolgimento di infrastrutture produttive nel grande business della guerra. Tuttavia, sta crescendo la coscienza del grande impatto della militarizzazione nelle nostre vite e nella nostra quotidianità. E con la coscienza crescono le forme di lotta e di coordinamento tra quanti hanno ben chiaro il NO alle politiche e all’economia di guerra. Giovedì 12 marzo un treno carico di mezzi militari ed esplosivi proveniente da Piombino e diretto a Palmanova, in Friuli, ha impiegato oltre 12 ore per fare la tratta Piombino-Pisa, appena 100 chilometri, trovando sul proprio percorso presidi di boicottaggio a Livorno Calambrone e Collesalvetti e un blocco dei binari a Pisa Centrale. Il giorno seguente, venerdì 13 marzo, un presidio del Coordinamento Antimilitarista livornese presso l’Accademia Navale di Livorno ha voluto esprimere la protesta verso l’attacco di USA e Israele all’Iran – ennesimo focolaio di guerra imperialista che incendia il Golfo Persico – ma anche denunciare il coinvolgimento di aziende locali nella produzione di alcune armi usate in questa guerra. La Wass Fincantieri, che a Livorno ha un’importante sede produttiva specializzata in siluri e sistemi di lancio militari, ha ricevuto una commessa per la realizzazione di siluri leggeri MU90 destinati alla Marina Reale Saudita; da notare che l’accordo risulterebbe stipulato a Dubai proprio nei giorni della tanto discussa presenza del Ministro Crosetto in quell’area. E sempre a Dubai, nei medesimi giorni, Crosetto risulterebbe aver curato un contratto di centinaia di milioni con la Marina Indonesiana che vede il coinvolgimento della ditta livornese Drass, fornitrice di sistemi subacquei militari. Da notare – dato estremamente importante per l’Osservatorio, che ha come nucleo centrale della propria attività il contrasto alla militarizzazione del sistema scolastico – che queste sono anche aziende che attivano percorsi di formazione scuola – lavoro (ex Pcto), coinvolgendo molti studenti. E allora facciamoci sentire nei collegi docenti, nelle commissioni di lavoro per l’alternanza e l’orientamento, nel dialogo educativo con gli studenti. Mettiamo paletti rigorosi al dilagare della guerra, ostacoliamo le convenzioni fra scuole e aziende legate alla produzione bellica. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
March 19, 2026
Pressenza
Proteste contro militarizzazione a Pisa: un movimento crescente di contestazione
COMUNICATO STAMPA L’escalation bellica dilagante mostra in modo sempre più evidente che la guerra parte anche da qui. Lo vediamo con la logistica sempre più coinvolta sul piano bellico: strade, porti, ferrovie in cui transitano mezzi e materiali militari a testimonianza del coinvolgimento di infrastrutture produttive nel grande business della guerra. Tuttavia, sta crescendo la coscienza del grande impatto della militarizzazione nelle nostre vite e nella nostra quotidianità. E con la coscienza crescono le forme di lotta e di coordinamento tra quanti hanno ben chiaro il no alle politiche e all’economia di guerra. Giovedì 12 marzo un treno carico di mezzi militari ed esplosivi proveniente da Piombino e diretto a Palmanova, in Friuli, ha impiegato oltre 12 ore per fare la tratta Piombino Pisa, appena 100 chilometri, trovando sul proprio percorso presidi di boicottaggio a Livorno Calambrone e Collesalvetti e un blocco dei binari a Pisa Centrale. Il giorno seguente, venerdì 13 marzo, un presidio del Coordinamento Antimilitarista livornese presso l’Accademia navale di Livorno ha voluto esprimere la protesta verso l’attacco di USA e Israele all’Iran – ennesimo focolaio di guerra imperialista che incendia il Golfo Persico – ma anche denunciare il coinvolgimento di aziende locali nella produzione di alcune armi usate in questa guerra. La Wass Fincantieri, che a Livorno ha un’importante sede produttiva specializzata in siluri e sistemi di lancio militari, ha ricevuto una commessa per la realizzazione di siluri leggeri MU90 destinati alla Marina Reale Saudita; da notare che l’accordo risulterebbe stipulato a Dubai proprio nei giorni della tanto discussa presenza del Ministro Crosetto in quell’area. E sempre a Dubai, nei medesimi giorni, Crosetto risulterebbe aver curato un contratto di centinaia di milioni con la Marina Indonesiana che vede il coinvolgimento della ditta livornese Drass, fornitrice di sistemi subacquei militari. Da notare – dato estremamente importante per l’Osservatorio, che ha come nucleo centrale della propria attività il contrasto alla militarizzazione del sistema scolastico – che queste sono anche aziende che attivano percorsi di formazione scuola – lavoro (ex pcto), coinvolgendo molti studenti. E allora facciamoci sentire nei collegi docenti, nelle commissioni di lavoro per l’alternanza e l’orientamento, nel dialogo educativo con gli studenti. Mettiamo paletti rigorosi al dilagare della guerra, ostacoliamo le convenzioni fra scuole e aziende legate alla produzione bellica. LA GUERRA PARTE ANCHE DA QUI, DAI NOSTRI TERRITORI, DAI LUOGHI DI LAVORO, DALLE SCUOLE. FERMIAMO LA GUERRA! Pisa mezzi militari Coordinamento Antimilitarista Livornese -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Denuncia contro la deriva autoritaria e la militarizzazione dell’I.C. Pacinotti di Pontedera
CHI VA CON IL MILITARE IMPARA A MILITARIZZARE È con profonda preoccupazione che osserviamo la progressiva trasformazione degli spazi educativi dell’Istituto Comprensivo “Antonio Pacinotti” in scenari di addestramento e propaganda in divisa. L’ultimo segnale di questa deriva è l’annuncio apparso sui social per una selezione di istruttori della Ginnastica Dinamica Militare Italiana (GDMI), prevista per sabato 21 marzo presso la palestra scolastica di via Dante. Quale coerenza con il PTOF? Ci chiediamo, in modo provocatorio ma necessario: come può un metodo che si definisce “militare” essere compatibile con il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) dell’IC Pacinotti, che pone al centro l’inclusione, il benessere e lo sviluppo armonico della personalità dell’alunno? La risposta emerge chiaramente dalle analisi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università: mentre il PTOF promuove la valorizzazione del singolo, il presidente della GDMI dichiara apertamente che nel loro metodo “non esiste il singolo o l’individuo: esiste un gruppo”. Mentre la scuola dovrebbe educare alla libertà, qui gli istruttori “non spronano, ma danno ordini”. Si parla di un “protocollo” che punta alla “forza esplosiva” e al “sincronismo”, concetti che richiamano modelli addestrativi volti a forgiare “futuri guerrieri” piuttosto che cittadini critici e consapevoli. Lo stesso fondatore della GDMI ammette che tali tecniche sono inadatte ai bambini sotto i 16 anni, eppure l’attività viene ospitata in un istituto che accoglie alunni dai 3 ai 14 anni. Tutto questo è reso possibile dalla Delibera n. 4 del 22 settembre 2025, con cui il Consiglio di Istituto ha delegato alla Dirigente Scolastica la firma delle convenzioni con le associazioni sportive. È accettabile che una delega in bianco permetta l’ingresso di realtà che negano l’individualità dell’alunno in nome dell’ordine e della disciplina marziale? Auspichiamo che il Consiglio di Istituto riveda con urgenza la delega concessa alla Dirigente, limitandone il raggio d’azione e riconsideri in sede collegiale la concessione degli spazi alla GDMI. Nel contesto globale di guerra e riarmo è fondamentale restituire alla scuola la sua funzione di laboratorio di pace e inclusione, libera da ogni retorica bellicista. Un disegno generale che parte con dall’ambiente e termina con l’addestramento e che trova conferma anche nell’iniziativa dello scorso 2 marzo, quando i Carabinieri del Nucleo CITES hanno incontrato gli alunni di quarta e quinta elementare dell’Istituto Comprensivo per attività di educazione ambientale. Sebbene il tema sia nobile, l’insistenza nel proporre figure in divisa come unici modelli di riferimento per la legalità e la tutela del territorio è parte integrante di un processo di militarizzazione cognitiva della scuola che da ormai 3 anni Puntualmente denunciamo. Esistono alternative civili di altissimo profilo: perché non coinvolgere i ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, gli esperti dell’Orto Botanico o i divulgatori del Museo di Storia Naturale di Calci? Queste figure offrirebbero competenze scientifiche senza il filtro della gerarchia e dell’autorità militare, rispettando la laicità e l’autonomia del pensiero educativo. Fonti per il presente articolo: https://www.facebook.com/share/p/1LMaogpc1X https://www.icpacinottipontedera.it/gli-alunni-della-scuola-primaria-incontrano-i-carabinieri-del-comando-forestale Per approfondimenti sul fenomeno della militarizzazione scolastica, invitiamo a consultare il sito ufficiale, in particolare clicca qui e poi anche qui. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Viareggio (LU), 28 marzo: Incontro pubblico “Ritornerà la leva?”
SABATO, 28 MARZO 2026, ORE 15:30 VIAREGGIO, CROCE VERDE, VIA GARIBALDI 208 Sabato 28 marzo 2026 alle ore 15:30 presso la Croce Verde di Viareggio (LU) si terrà un incontro pubblico sulla questione del ritorno della leva in Italia e in Europa alla luce della grave situazione politica internazionale e dei conflitti in corso. Interverrà Serena Tusini, docente e attivista dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. L’iniziativa è organizzata dai collettivi studenteschi Picchio Rosso e Studenti Apuani, in collaborazione con un gruppo di docenti contro la guerra. In un momento in cui i venti di guerra soffiano pericolosamente e si insinuano ormai da tempo nelle attività didattiche delle scuole, negli eventi pubblici cittadini, nelle attività sportive e ricreative, nella vita civile, creare momenti di consapevolezza e resistenza è urgente e necessario, soprattutto tra le nuove generazioni, “carne da macello” nei nuovi scenari che si vanno pericolosamente e velocemente delineando. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
“Giorno del Ricordo” al Liceo Nicolini Palli di Livorno: la visione critica studentesca di fronte ad un racconto parziale
Lo scorso 6 febbraio al Liceo delle Scienze Umane “Nicolini Palli” di Livorno si è svolto l’ennesimo incontro per commemorare il “Giorno del Ricordo”, giorno voluto nel 2004 dall’allora governo Berlusconi-Fini, ma approvato anche dal centrosinistra, ansioso di liberarsi da qualsiasi ombra di comunismo. All’incontro era presente l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, rappresentata per questa occasione dall’ammiraglio Roberto Cervino e dalla dottoressa Marzia Colani, rispettivamente presidente e consigliera dell’ANVGD della provincia di Livorno. I relatori hanno recitato il solito copione: hanno raccontato di come poveri italiani siano stati infoibati o cacciati dall’Istria e dalla Dalmazia da feroci comunisti titini. Ovviamente non sono mai stati citati i fascisti, la loro violenza contro la popolazione locale e i relativi campi di concentramento. Questa volta però ad accoglierli c’erano alcuni ragazzi e ragazze che hanno trovato il coraggio di fare domande sull’imparzialità dei loro interventi, mettendo in evidenza la retorica nazionalista mascherata da semplice “testimonianza” (per la lettera con cui uno studente segnala l’accaduto clicca qui). Di fronte a queste critiche, al silenzio iniziale è seguito l’immancabile elogio dell’esercito alleato che, incarnazione del Bene, ha prima liberato l’Italia e poi l’ha difesa dal Male assoluto, ossia tutto quello che si trovava al di là della “cortina di ferro”. Non è mancata neanche qualche espressione razzista, come quando è stato sottolineato che gli esuli dalmato-istriani erano esattamente come noi con carnagione chiara e senza “occhi a mandorla”. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo già rilanciato una riflessione sul “Giorno del Ricordo” e sull’esodo giuliano-dalmata durante la settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento che si è tenuta tra il 9 e il 13 febbraio. Tra il materiale didattico consigliato vi era anche un’intervista a Eric Gobetti (per il video clicca qui), storico contemporaneo che da tempo si occupa di studiare il fenomeno delle foibe con tutta la retorica che ne è seguita nei decenni successivi. Dai suoi studi emerge chiaramente che le foibe si devono inserire all’interno della “resa dei conti” che alla fine della Seconda guerra mondiale ha attraversato tutta l’Europa. In Jugoslavia a pagare il conto furono collaborazionisti e fascisti, di cui gli italiani rappresentarono solo una piccola parte. Inoltre, a differenza dei tedeschi, gli esuli italiani non furono mai espulsi per legge. La fuga di massa fu principalmente innescata dalla paura di vivere in un paese comunista, per di più all’epoca estremamente povero, e dal sogno americano che prometteva benessere e ricchezza a tutta l’Europa Occidentale. La complessità di questo fenomeno è stata invece ridotta ad una lotta manichea del bene contro il male, soprattutto da parte di un ammiraglio che ha infarcito il suo racconto di nazionalismo e cultura militarista. Proprio per tale ragione l’Osservatorio continua a ribadire che nelle scuole deve entrare solo la società civile, l’unica che con la sua ricchezza di punti di vista ha la potenzialità di restituire in maniera oggettiva fatti storici che sono stati strumentalizzati per decenni da una faziosa propaganda politica. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Pontedera (PI), 18 marzo: proiezione “Innocence” con Osservatorio contro la militarizzazione
MERCOLEDÌ, 18 MARZO 2026, ORE 21 PONTEDERA (PI), CINECLUB AGORÀ PONTEDERA La dimensione mondiale della guerra in corso è oramai davanti agli occhi di tutti e per questo occorre che le persone e le associazioni dal basso continuino a mobilitarsi. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sarà ospite del Comitato No Base di Pontedera in occasione della proiezione del film “Innocence” del regista Guy Davidi, iniziativa che rientra nell’ambito di un più ampio programma volto promuovere conoscenza e consapevolezza sui rischi connessi all’ideologia bellicista imperante. Invitiamo tutti e tutte quindi mercoledì 18 marzo presso il Cineclub Agorà Pontedera alle ore 21 alla proiezione del docufilm e al dibattito che vedrà la partecipazione dell’Osservatorio insieme ad Arci Valdera, Stop Rearm Valdera, Movimento No base. Partecipiamo e diffondiamo! Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e della università – Pisa -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervento dell’Osservatorio all’assemblea promossa dalla Cgil a Pisa
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è stato inviato all’assemblea promossa dall’area di minoranza della Cgil e abbiamo accolto, come nodo pisano, l’occasione per coinvolgere lavoratori e lavoratrici nel percorso di resistenza alla guerra e di aperto contrasto alla militarizzazione delle scuole e dell’università. A poche settimane giorni dal diniego all’ingresso di un nostro attivista in una scuola superiore della città di Pisa in cui l’Osservatorio era stato chiamato a parlare, abbiamo ricordato come le circolari e le ispezioni del Ministro Valditara stiano raggiungendo gli obiettivi preposti ossia limitare la libertà di discussione. Non è dato sapere la ragione di questo diniego a cui non è seguita mai ulteriore comunicazione, siamo davanti a un atto politico che si ripresenterà nelle prossime settimane in circostanze diverse, ma con logiche assai simili soprattutto se gli studenti e le studentesse non reagiranno a queste imposizioni. Vale la pena ricordare che la leva non è abrogata, ma solo sospesa; la presenza di militari nelle scuole presenta obiettivi ben chiari: guadagnare il consenso delle giovani generazioni al riarmo, alla cultura di guerra e al militarismo, favorire atteggiamenti accondiscendenti verso la sostanziale riscrittura della storia novecentesca, abbattere ogni critica e obiezione etica e morale alle tecnologie duali, all’utilizzo della scienza a fini bellici. Nell’università proprio i ristretti fondi per la ricerca rappresentano l’occasione per privati e multinazionali di guadagnare spazi e consensi presentandosi come finanziatori e mecenati della libera ricerca che poi libera non è. Le giovani generazioni vanno lusingate, conquistate e indirizzate ad atteggiamenti acritici e passivi, lo strumento migliore è iniziare fin dalla tenera età a far passare l’idea che la guerra sia normale, anzi indispensabile a salvaguardare il nostro stile di vita, gli interessi del Paese, ad accaparrarsi, ovunque siano, le materie critiche. Per raggiungere questi scopi hanno dovuto attaccare fin dalle fondamenta il mondo della scuola, promuovere non conoscenze ma competenze, favorire la cultura del merito e della performance per giustificare le disuguaglianze crescenti acuite nel tempo dall’arrestarsi del classico motore sociale. Il nostro lavoro quotidiano, l’impegno dell’Osservatorio non potevano passare inosservati agli occhi attenti del Ministero del Merito, quel merito che di per sé rappresenta l’originaria divisione classista della società. E sia ben chiaro, la nostra critica non è supportata dai fumi della vecchia ideologia ugualitaria, ma dalla consapevolezza che il figlio o la figlia di un docente con molta probabilità frequenterà il liceo dei genitori, il figlio o la figlia di un operaio nella maggioranza dei casi lo ritroveremo in una scuola tecnica i cui laboratori sono fermi a 40 o 50 anni fa e, per l’ammodernamento dei quali, un domani qualche interessato mecenate del privato potrebbe bussare alla porta dell’Istituto comprensivo. I soldi sottratti al welfare, alla sanità e alla istruzione sono risorse spesso destinate al Riarmo, non esiste un automatismo, ma nella sostanza questo avviene, vorrebbero perfino trasformare i giovani in attenti risparmiatori e gestori dei loro risparmi per dare il TFR, quando lavoreranno, ad un fondo previdenziale aperto che investirà in borsa, in qualche titolo azionario i loro soldi, anche a costo di bruciarli per investimenti errati. Il mondo della scuola, come quello dell’università, sono banchi di prova di un cambiamento epocale, quello imposto ogni giorno dalla corsa al Riarmo, dallo sdoganamento delle tecnologie duali per piegare la ricerca solo a fini del profitto, per indirizzarla verso alcuni ambiti senza mai chiedersi se ci saranno ricadute sociali e non solo dividendi in borsa. La cieca obbedienza al Riarmo, la militarizzazione della società viene ricordata anche dall’obbligo di fedeltà aziendale, dai codici di comportamento  o dall’etica aziendale, questi dispositivi presto potrebbero accanirsi, con la solita ferocia, contro tutti quei lavoratori che si oppongono al potenziamento delle infrastrutture per favorire il trasporto di armi, lo stesso vale per portuali e aeroportuali, per impiegati pubblici chiamati al silenzio davanti a progetti di ampliamento delle basi militari attraverso procedure semplificate e di urgenza coperte dal vincolo della segretezza. All’assemblea in Cgil abbiamo sottoposto una riflessione ampia che collega le istanze contro la guerra a problematiche lavorative e sociali. Quanto accade nella scuola, nell’università, nei luoghi di lavoro e nel corpo sociale risponde ad una logica di guerra, guerra contro i presunti nemici interni ed esterni, inducono a usare linguaggi e categorie analitiche funzionali alla salvaguardia dello status quo. E chiunque voglia esprimere delle posizioni ostinate e contrarie alla militarizzazione dovrà vedersela con i codici etici e di comportamento, con la repressione spicciola, le ispezioni nelle scuole, la minaccia di provvedimenti disciplinari, denunce civili e penali. Di questo bisogna parlare nei luoghi di lavoro, da parte dell’Osservatorio arriverà come sempre un contributo puntuale senza pregiudizi di sorta, con il solo intento di resistere ai processi di militarizzazione in atto. Perché la guerra acuisce le disuguaglianze economiche e sociali, alimenta ingiustizie e disparità, la guerra non porta benefici se non a chi produce armi e speculazione. Meglio fermarla e con essa la devastante cultura militarista. Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervista a Federico Giusti su Radio Onda D’Urto sulle novità della base USA di Camp Darby a Pisa
In questi giorni, i massicci spostamenti logistici dalla base USA di Camp Darby confermano il ruolo strategico di questa infrastruttura nei conflitti globali. Eppure, ogni richiesta di chiarimento alle autorità locali e nazionali si scontra con il muro della “riservatezza per la sicurezza nazionale”. Il risultato? I cittadini restano all’oscuro di ciò che accade sotto i loro occhi. Perché il silenzio su Camp Darby? Nonostante l’evidenza, l’attenzione pubblica resta bassa. Le considerazioni di Federico Giusti, delegato sindacale e aderente attivo dell’ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università nell’intervista a Radio Onda d’Urto. Clicca qui per ascoltare l’intervista su Radio Onda d’Urto. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Il Fatto Quotidiano: Eurofighter in classe, l’Osservatorio contro l’iniziativa di una scuola di Grosseto: “Cosa c’è di didattico in una base aerea?”
DI ALEX CORLAZZOLI SU IL FATTO QUOTIDIANO DEL 5 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Alex Corlazzoli, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 5 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione all’episodio di Grosseto. “Gli studenti hanno avuto anche la possibilità di sedere alla guida di uno degli Eurofighter”. A provare l’ebrezza di salire su un aeromobile militare multiruolo di quarta generazione avanzata, bimotore, con ruolo primario di caccia intercettore, sono stati i ragazzi delle classi 2A, 2E, 4AMM e 4AIA del Polo tecnologico “Manetti-Porciatti” di Grosseto. A denunciare l’iniziativa è l’Osservatorio sulla militarizzazione della scuola, ma a darne notizia è il portale dello stesso istituto. “Per tutta la mattina – cita il comunicato – i militari addetti alle varie sezioni dell’aeroporto hanno illustrato ai ragazzi gli ambienti e le molte attività svolte a difesa e tutela dello spazio aereo nazionale e delle zone Nato…continua a leggere su www.ilfattoquotidiano.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
All’IC “Magiotti” di Montevarchi (AR) incontri con la Marina Militare sin dalla prima media
L’istituto comprensivo “Raffaello Magiotti” di Montevarchi, nella provincia di Arezzo, nella mattinata del 20 febbraio scorso ha ospitato un incontro con gli ufficiali della Marina Militare italiana del comando interregionale marittimo nord di La Spezia, che hanno illustrato le opportunità formative e professionali del corpo militare di appartenenza agli alunni e alle alunne delle classi prime della scuola secondaria di primo grado (qui l’iniziativa sul sito della scuola). In questa occasione di orientamento scolastico, probabilmente, tra le altre cose, vogliamo ribadirlo, rivolto ai ragazzi e alle ragazze di prima media, avranno suggerito la possibilità di proseguire gli studi negli istituti militari di istruzione secondaria superiore. All’incontro era presente anche una delegazione dell’associazione marinai d’Italia della sezione di Montevarchi (qui la notizia sul giornale locale). In un tempo storico come quello attuale, attraversato da guerre sempre più sanguinose in tante, troppe, parti del mondo con il rischio che la cosiddetta guerra mondiale a pezzi divenga vera e propria guerra mondiale, la consuetudine di aprire le porte delle scuole al brand della Difesa ci lascia interdetti sul piano deontologico e politico perché il Ministero della Difesa non è una comune azienda del territorio, non rispecchia un comparto produttivo qualunque. Come l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sostiene da tempo, la “cultura della difesa” e della “sicurezza” sta proliferando in tutti i livelli della società civile, da un lato modella la percezione collettiva dall’altra colpisce gli spazi e la libertà di dissenso. Siamo chiaramente immersi nella propaganda di guerra ibrida. Tornando all’istituto “Magiotti”, a fine incontro, alla biblioteca scolastica è stato donato un volume in edizione limitata della Marina; così il governo nell’ultima manovra ha donato agli italiani e alle italiane un aumento delle spese militari, con la previsione di passare dall’attuale 2% del PIL (circa 45 miliardi di euro all’anno) al 2,5% del PIL nel 2028 (quindi 61 miliardi di euro all’anno). Come liberarci da questa stretta in divisa velata da buon esempio e garanzia per il futuro? Come ribattere che l’economia di guerra è deplorevole, e foriera soltanto di disastri su larga scala? Vogliamo rovesciare i signori della guerra che affondano l’economia del paese, e bocciamo la cultura della difesa con maggiore forza se chiede di entrare nelle scuole. Qui alcuni scatti dell’iniziativa. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente