Tag - parigi

Parigi: corrispondenze dalla piazza (1/6: La manifestazione giunge al termine)
Una compagna ora in piazza Parigi ci fa ascoltare voci e sentimenti dei manifestanti. Una partecipante approfondisce le ragioni della protesta, nata per sostenere il movimento dei liceali contro la mancanza di fondi nell'istruzione pubblica e poi estesasi al malcontento generale contro le politiche di Macron. Vengono inoltre criticati la gestione autoritaria dei percorsi di protesta, l'arsenale giudiziario e le condanne inflitte ai giovani durante i blocchi e le manifestazioni, oltre alla strumentalizzazione politica subita dai partiti di opposizione. In contemporanea in tutta la Francia si contano numerose piazze. Cospicue le città ed i centri urbani mobilitatisi per la quarta settimana consecutiva. Si rilancia all' "ACTE III" per il prossimo 28 ottobre.
October 24, 2026
Radio Onda Rossa
“PROBLEMA COMUNE DELLE PIAZZE EUROPEE È TRADURRE IL DESIDERIO DI RIVOLTA IN ORGANIZZAZIONE E ALTERNATIVA POLITICA”, DA PARIGI INTERVISTA A DAVIDE GRASSO
Radio Onda d’Urto ha intervistato Davide Grasso, ricercatore dell’Università di Torino e dell’École des hautes études en sciences sociales di Parigi sulle mobilitazioni studentesche, ma anche contro il carovita e le conseguenze della crisi del capitalismo, che hanno riempito le strade e le piazze delle città di tutta la Francia nelle ultime settimane. Davide Grasso si trova a Parigi per lavoro durante questo anno accademico. In passato ha già vissuto nella capitale francese, durante altri periodi e potendo osservare altre grandi mobilitazioni. Gli abbiamo chiesto, quindi, che idea si sia fatto di queste settimane di mobilitazione generale in Francia anche guardando a possibili confronti con cicli di lotte e movimenti sociali precedenti. A questo proposito il nostro ospite ipotizza che in Francia si stia assistendo all’espressione di una sorta di potente sintesi delle mobilitazioni degli anni scorsi, ma anche a un accumulo, non solo di esperienze, rivendicazioni e pratiche ma anche, in una certa misura, di frustrazioni. “Anche perché i cicli di lotte precedenti in molti casi non hanno avuto successo”, spiega Davide Grasso ai nostri microfoni. “Si è trattato di movimenti molto ampi che però sono stati frustrati anche da alcune sconfitte. Probabilmente sta emergendo anche una forma di frustrazione rispetto all’impermeabilità del sistema politico istituzionale a riuscire a rispondere alle richieste di movimenti sociali molto radicati nel paese”. La mobilitazione intanto prosegue, anche oltre la giornata “campale” di sabato 17 ottobre. Questo accade nonostante una repressione molto dura da parte del governo, della polizia e degli apparati dello stato. Nei prossimi giorni e settimane, avverte Grasso, potremmo assistere a una situazione di forte tensione in cui il movimento potrebbe crescere, anche attraverso date già annunciate come quella dello sciopero generale chiamato dalla Cgt per il 5 novembre, mentre il governo non sembra intenzionato a offrire risposte diverse da quella repressiva. “La prospettiva – continua il ricercatore – è quella di una sorta di assenza di vie d’uscita dal momento che da un lato Macron ha fondamentalmente detto che le manifestazioni devono fermarsi, annunciando che lo stato farà di tutto per impedirle; dall’altro lato c’è un movimento che non si è formato contro una singola legge che può essere ritirata, ma chiede scuole migliori, più insegnanti, una qualità della vita diversa, maggiore uguaglianza, e che quindi prevederebbe una risposta molto impegnativa da parte di un governo che però ha davanti pochi mesi, per via delle imminenti elezioni presidenziali, e si trova a fare i conti con una serie di correzioni di bilancio, sempre nel segno dell’austerità, che sono previsti dagli impegni internazionali della Francia”. Insomma, “ci sono un esecutivo e un presidente che sono considerati inadeguati e lontani dalla realtà e che, da un punto di vista molto pragmatico, non hanno nessuna carta da giocare se non quella repressiva, che stanno cercando di giocare ma che è molto pericolosa”. A partire dalla situazione della Francia e di Parigi, abbiamo chiesto a Davide Grasso come si può leggere, dal suo punto di vista, quanto accaduto lo scorso fine settimana in Italia, in particolare a Milano, con le rivolte e sommosse urbane agite da giovani e giovanissimi, con ogni probabilità provenienti dalle classi popolari. In un articolo pubblicato nei giorni scorsi sul sito de Il Fatto Quotidiano il ricercatore ipotizzava che i fatti accaduti nel capoluogo lombardo potrebbero annunciare alcune novità per i prossimi anni. Quel che si è visto, per altro, era già stato in qualche modo anticipato da altre piazze italiane dell’ultimo anno: “penso ai disordini che c’erano stati a Milano in occasione delle manifestazioni per la Palestina e per Gaza; penso anche alla risposta alla morte di Abderrahim Fakir a Bologna alcuni mesi fa. Fenomeni che avevano lasciato intendere l’emergere di soggetti e gruppi di persone che si vogliono rendere protagoniste all’interno dello spazio urbano e che sembrano non essere riconducibili ai raggruppamenti, alle organizzazioni, ai soggetti, ai codici e agli appelli che in Italia sono stati tradizionalmente egemoni in forma abbastanza continuativa per decenni“, osserva Grasso nell’intervento sulla nostra emittente. “Dal punto di vista dell’iniziativa e della decisione di mobilitarsi, in parte anche delle modalità – continua – sembrano essere autonomi, originali, nuovi e lo scorso weekend, forse, determina un salto di qualità, magari non tanto nei numeri ma nel carattere estemporaneo e imprevisto di questo tipo di azioni, nella loro radicalità e nell’impatto che hanno avuto”. A conclusione dell’intervista abbiamo chiesto al nostro interlocutore di provare a tracciare alcune analogie e sottolineare, dall’altra parte, le differenze, tra quanto sta accadendo in Francia e tra quanto accaduto a Milano e – in misura minore – in altre città italiane, tenendo conto anche del fatto che nel frattempo movimenti significativi in termini di partecipazione stanno riempiendo le piazze anche di altri stati europei, come la Spagna, il Belgio o l’Albania. “Forse l’analogia più importante è il desiderio di transnazionalità, di internazionalismo, o comunque di connessione al di là delle frontiere e degli stati”, risponde Davide Grasso. “Qua in Francia – racconta – si percepisce nel fatto che molte persone chiedono cosa succede in Italia e ne sono molto contente, sono consapevoli del fatto che qualcosa avviene anche in Spagna e si menziona spesso l’Albania. In qualche modo c’è come la sensazione che sia necessario riuscire finalmente a far circolare gli appelli e la voglia di manifestare nei diversi paesi, almeno europei”. “Per il resto – osserva però Grasso – tra Francia e Italia prevalgono le differenze, come quella dell’estensione sociale e numerica delle proteste. C’è anche una differenza nel portato degli anni precedenti. Infatti, per quanto anche l’Italia abbia visto dei movimenti in questi anni, quelli francesi sono stati maggiormente di massa e hanno avuto una dialettica più diretta con le istituzioni, ma questo è caratteristico dello spazio francese”. “Quello che invece credo sia la cosa che accomuna davvero i due contesti – conclude lo studioso – è il problema, la domanda su come questo desiderio di rivolta, mobilitazione, rifiuto ma anche richiesta concreta possa da un lato tradursi in una dimensione più organizzata e che sia in grado di sedimentare e prendere una dimensione politica che non si esaurisca nel giro di qualche mese con una sconfitta o con una vittoria parziale, ma che possa essere invece qualcosa che costruisca alternativa attraverso gli anni e le diverse generazioni; dall’altro su come evitare che la destra e l’estrema destra si rafforzino in reazione a queste mobilitazioni“. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Davide Grasso, ricercatore dell’Università di Torino e dell’École des hautes études en sciences sociales di Parigi, in collegamento dalla capitale francese. Ascolta o scarica.
October 22, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: COPRIFUOCO IN TANTE CITTA’ MA LE PROTESTE NON SI FERMANO. SABATO 24 OTTOBRE TORNERANNO IN PIAZZA I GILET GIALLI
La Francia ricorre ai coprifuoco, dopo le manifestazioni contro il carovita di sabato, che hanno visto quasi 2.400 fermi, in aggiunta agli 8mila gia’ fermati nei giorni precedenti ai danni soprattutto di giovanissimi in un mese e più di proteste studentesche. Ieri notte i primi coprifuoco, con elicotteri nei cieli a Parigi, Nizza, Lille e Lione – dove invece hanno sfilato tranquillamente un centinaio di fascisti – e, da stasera, anche a Marsiglia. Gli studenti, che ieri hanno bloccato l’accesso al Louvre, ribadiscono che la loro protesta non si ferma, mentre i gilet gialli annunciano un ‘secondo atto’ per sabato. Intanto un’inchiesta di Mediapart rivela come il Ministero degli Interni abbia esercitato forti pressioni sui servizi segreti affinchè accusino LFI di orchestrare gli scontri, alimentando così la narrazione lepenista, che ha già chiesto di mettere fuorilegge il partito di Melenchon, a oggi il secondo più preferenziato nei sondaggi verso le presidenziali 2027, dietro la stessa Le Pen. Il punto con Andrea Di Gesu, compagno italiano da anni a Parigi e nostro collaboratore che analizza anche le peculiarità di questo movimento: “la giornata del 17 rende questo movimento dei liceali un movimento sociale, molto più ampio nelle rivendicazioni e per i soggetti presenti ed è però un movimento ormai davvero generazionale. E’ la specificità di questo nuovo soggetto politico in termini generazionali che si solleva contro il neoliberismo sempre più autoritario alla francese ma è un movimento che sintetizza e mette insieme anche le rivendicazioni dei movimenti dei Gilets Juanes e contro la riforma pensioni e le mobilitazioni contro le violenze poliziesche in particolare nelle banlieus.” Ascolta o scarica   
October 20, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: LA MOBILITAZIONE NON SI FERMA, TRASMISSIONE SPECIALE SU SABATO 17 OTTOBRE
Continuano le mobilitazioni in Francia. Questa mattina, lunedì 19 ottobre, l’accesso al Louvre, il museo più visitato al mondo nel cuore di Parigi, è stato bloccato da un gruppo di manifestanti in solidarietà verso il movimento dei liceali. Sul fronte repressivo intanto, solo durante il fine settimana ci sono stati 2.331 fermi di polizia; 350 di questi fermi sono stati disposti tra ieri e oggi solo nella capitale Parigi. E sono già decine di casi di custodia cautelare in carcere, di cui 13 a Marsiglia, città nella quale la Prefettura ha disposto per oggi il divieto di manifestazione. Intanto il ministro della giustizia Darmanin ha sostenuto che le autorità hanno “indubbiamente fallito” nelle gestioni delle piazze e  accusato quello dell’interno Nunez, che ha ammesso che la polizia abbia “perso il controllo” in alcune città  e ha presentato le proprie dimissioni al presidente Emmanuel Macron. Macron non le ha accettate e ieri in diretta tv nazionale ha annunciato il pugno di ferro contro i manifestanti. Lunedì mattina abbiamo realizzato una trasmissione speciale con le valutazioni a freddo sulla giornata di sabato. In studio Giacomo e Siham, inviati della radio a Parigi e Marsiglia per seguire i cortei del 17 ottobre e con il giornalista Cesare Piccolo, storico corrispondente della radio che vive da oltre trent’anni a Parigi. Ascolta o scarica
October 19, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: GILET GIALLI E MOVIMENTO STUDENTESCO SI SALDANO CONTRO IL CAROVITA. “PIAZZE BOLLENTI”, LA REDAZIONE INVIATA A PARIGI E MARSIGLIA
Giro di boa per le mobilitazioni francesi. Questo sabato 17 ottobre lo sciopero contro il caro-vita riunisce gilet gialli, studenti e studentesse delle scuole superiori, sindacati, agricoltori e trasportatori. Oltre 1700 le iniziative di lotta previste, tra blocchi e manifestazioni (vedi la mappa su 17octobregiletjaune.net), sin da questa mattina in Francia. La lotta contro le pessime condizioni in cui versa l’istruzione pubblica, da 4 settimane in piazza con il movimento studentesco, prova così a saldarsi con quella contro la crisi del costo della vita e l’aumento dei prezzi dei carburanti e per migliori condizioni di vita per le classi popolari. Ripristinate le granate stordenti in mano alle forze di polizia, inizialmente bandite dopo le prime proteste studentesche. Ore 18.30 – Giacomo della redazione di Radio Onda d’Urto aggiorna sulla situazione a Parigi al calar della sera. Ascolta o scarica. Ore 17.00 – Il racconto da Parigi con Cesare Piccolo, nostro collaboratore dalla Francia, dove un corteo spontaneo si è staccata da Place de la Republique dove le violente cariche e lacrimogeni di polizia hanno impedito il concentramento. A seguire, le interviste di Giacomo della redazione di Radio Onda d’Urto dalla capitale francese. Ascolta o scarica. Ore 16.30 – Gli aggiornamenti pomeridiani da Marsiglia con Siham della redazione. Ascolta o scarica. Ore 15.30 – Il collegamento pomeridiano da Parigi con Giacomo, della redazione di Radio Onda d’Urto che insieme a migliaia di persone si trova attorno a Place de la Republique. Seguono alcune delle interviste raccolte dalla piazza parigina. Ascolta o scarica. Ore 14.00 – Idranti, lacrimogeni e cariche di polizia si segnalano anche a Lione e Bordeaux. Ore 13.00 – A Parigi la Polizia accerchia i manifestanti che si erano radunati sin dal mattino in Place de la Republique, dove il concentramento era previsto alle ore 14. La piazza è stata saturata di gas lacrimogeni, impedendo a centinaia di persone di uscire. Ore 12.30 – A Marsiglia il corteo è arrivato al Porto Vecchio (Vieux-Port) tra lancio di lacrimogeni e fuochi d’artificio. Il racconto di Siham, della nostra redazione. Ascolta o scarica. Ore 12.30 – In una Parigi militarizzata si segnalano lacrimogeni contri i manifestanti a Gare du Nord e a Place de la Rèpublique, dove è previsto il concentramento della principale manifestazione alle ore 14. Secondo la prefettura, a mezzogiorno erano già stati effettuati circa un centinaio di fermi nella capitale francese. Ore 11.40 – Nuove cariche a Marsiglia nei pressi della stazione di Polizia, come racconta Siham della nostra redazione. Ascolta o scarica. Ore 11.30 – Da Marsiglia abbiamo raggiunto Siham, della redazione di Radio Onda d’Urto, nel cuore della manifestazione composta da migliaia di persone raggiunta immediatamente da cariche della polizia. La testa del corteo ha risposto con le barricate. Ascolta o scarica. Ore 11.20 – Il collegamento da Parigi con Giacomo, della redazione di Radio Onda d’Urto che da lunedì si trova in Francia per seguire le mobilitazioni. Vasti arresti già in mattinata nei pressi della sede di CNews, di proprietà del magnate di estrema destra francese Bolloré, dove centinaia di manifestanti sono stati bloccati dalle forze di polizia. Ascolta o scarica. Ore 9.00 – Fin dalle prime ore del mattino le prime provocazioni poliziesche. A Lione i reparti antisommossa hanno utilizzato gas lacrimogeni contro i manifestanti lungo le rive del Rodano. A Rennes, un gruppo di manifestanti ha bloccato avenue Charles et Raymonde Tillon erigendo barricate, dove è intervenuta la gendarmerie.
October 17, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: OLTRE MILLE EVENTI ANNUNCIATI PER IL 17 OTTOBRE. A PARIGI MANIFESTAZIONE DALLE 11.00 A PLACE DE L’OPÈRA
In Francia, dopo settimane di mobilitazioni di massa e conflittuali di studenti e studentesse, dalle scuole superiori alle università, quella di oggi è un’altra giornata di iniziative di piazza per rilanciare la giornata di lotta a livello nazionale chiamata per domani, sabato, dai Gilet Jaunes, alla quale si unirà anche il mondo della scuola in stato di agitazione. La lotta contro le pessime condizioni in cui versa l’istruzione pubblica, che ha visto nelle ultime settimane scendere in piazza centinaia di migliaia di studenti e lavoratori della scuola francesi nelle ultime settimane, si salda così con quella contro il carovita e per migliori condizioni di vita per le classi popolari. Sul portale ufficiale delle mobilitazioni previste per il 17 ottobre alle 11.00 di questa mattina erano registrati 1365 eventi tra manifestazioni , blocchi a stazioni di servizio, ferrovie, porti, autostrade, raffinerie, ponti e presidi alle rotonde lungo le principali strade automobilistiche. L’appuntamento principale a Parigi dalle 11.00 a Place de L’Opèra che seguiremo in diretta con i nostri inviati. Radio Onda d’Urto sta seguendo le mobilitazioni in Francia con Giacomo inviato a Parigi Ascolta o scarica 
October 16, 2026
Radio Onda d`Urto
“LA MEMORIA DELL’OLOCAUSTO USATA DALL’ESTREMA DESTRA PER PROMUOVERE LEGGI XENOFOBE”. INTERVISTA ALLO STORICO ENZO TRAVERSO
Radio Onda d’Urto ha intervistato a Parigi lo storico Enzo Traverso, professore alla Cornell University dello stato di New York, Stati Uniti. Tra i temi trattati nell’intervista, la presa del potere dei partiti fascisti nel novecento avvenuta grazie ai partiti considerati all’epoca moderati. Un fatto che si sta ripetendo anche oggi, nonostante i cosiddetti cordoni sanitari che si stanno rivelando sempre più fragili. Abbiamo anche affrontato l’incapacità della sinistra di far fronte agli ideali ultra conservatori della destra estrema, che aumenta i consensi sulle paure della gente, anche senza offrire prospettive reali per un futuro cambiamento. Enzo Traverso ci ha poi spiegato come i nuovi fascisti abbiano cambiato i loro target passando da posizioni antisemite a quelle islamofobe. In questo modo si spiegano anche razzismo e repressione verso i figli dell’immigrazione, in Francia come altrove. Si tratta infatti di strumenti del potere per mantenere l’ordine razziale e di classe. L’intervista si conclude spiegando il modo in cui la militarizzazione della società e l’impunità sempre più legalizzata delle polizie, spinte dalle destre, stia erodendo lo stato democratico dal suo interno. Intervista allo storico Enzo Traverso Ascolta o scarica  Enzo Traverso ha vissuto quasi trent’anni in Francia dove ha insegnato presso la facoltà di scienze politiche dell’Università della Piccardia “Jules Verne” di Amiens e presso l’École des hautes études en sciences sociales di Parigi. Al centro della sua vasta produzione scientifica si colloca l’analisi critica del fascismo, del nazismo e dei totalitarismi. Enzo Traverso rifiuta le interpretazioni del fascismo come una semplice “parentesi” storica, descrivendolo invece come un prodotto intrinseco della modernità occidentale. L’antisemitismo e la Shoah sono da lui indagati non come follie improvvise, ma come esiti di processi cumulativi legati alla violenza industriale, al colonialismo e alla burocrazia moderna. É il contenuto dell’opera “La violenza nazista, una genealogia”. Oltre alla genealogia del terrore totalitario, Enzo Traverso ha dedicato importanti ricerche al rapporto tra intellettuali e potere, esplorando la figura dell’esiliato e del pensatore critico. É il caso di “Cosmopolitismo e minoranze”. Ha inoltre approfondito la “questione ebraica” in Europa, analizzando le oscillazioni tra l’assimilazione e la militanza rivoluzionaria. Da qui lo scritto “Gli ebrei e la Germania”. Negli ultimi anni ha esteso la sua ricerca alla memoria collettiva della sinistra globale. In “Melanconia comunista” ha elaborato il concetto di “melanconia di sinistra” per descrivere il lutto e la nostalgia legati al crollo delle utopie del XX secolo. Infine, le sue opere più recenti affrontano le mutazioni contemporanee dei totalitarismi, coniando e analizzando il concetto di “postfascismo” per interpretare le nuove destre populiste e xenofobe, connettendo così la memoria storica alle sfide urgenti del nostro presente.
October 16, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: “BLOCCHIAMO TUTTO”. LE VOCI DEGLI STUDENTI DELLE PERIFERIE VERSO LA GIORNATA DI MOBILITAZIONE DI SABATO 17 OTTOBRE
“Da protesta studentesca a movimento di rivolta urbana”. Sono le parole incendiarie del premier Lecornu in Francia, di fronte a oltre un mese di rivolta studentesca in tutto il Paese, a cui si è unita anche la componente di chi lavora  nella scuola. Lecornu, che ha sempre rifiutato di incontrare studentesse-i per discutere le loro proposte, a partire da 10 miliardi di euro subito per l’istruzione, ricorre ancora una volta ai muscoli. Dopo 8mila fermi in un mese, quasi il 90% minorenni, ora il premier transalpino traballante promette di riversare nelle piazze migliaia di agenti nella giornata di sabato, quando la lotta per l’istruzione pubblica e contro razzismo e classismo verso le periferie potrebbe incontrare quella contro il carovita, lanciata dai Gilet Jaunes. Da Parigi Giacomo, inviato di Radio Onda d’Urto Ascolta o scarica  Qui le interviste raccolte durante l’ennesimo corteo studentesco nelle periferie parigine Ascolta o scarica  Queste le interviste realizzate durante il presidio che si è svolto mercoledì sera davanti al comune di Saint Denis, periferia nord dell’ile de France. Un presidio organizzato per denunciare le violenze di polizia. Intervista a Simon Duteil, abitante di Saint Denis, insegnante e del sindacato Solidaires Ascolta o scarica  Intervista a Agathe Grenouillet, avvocata, attiva nel sindacato Saf, composto da legali legati alla sinistra Ascolta o scarica 
October 15, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: MIGLIAIA DI PERSONE IN STRADA A PARIGI E IN TUTTA LA FRANCIA. LA DIRETTA DEL CORTEO
Prosegue per la terza settimana in Francia la mobilitazione a oltranza di studenti e studentesse oggi di nuovo in piazza per il quinto atto della protesta  contro il governo francese, mentre lo stesso spera in un rallentamento del movimento con l’avvicinarsi delle vacanze scolastiche. Tutt’altro: la giornata nazionale di mobilitazione inizia fin dalle prime ore del mattino con il 90% delle università chiuse o bloccate, fa sapere il sindacato Union étudiante. Diversi blocchi in mattinata anche davanti alle scuole superiori, seguiti da cortei di decine di migliaia di persone, principalmente liceali, studenti universitari e insegnanti, nelle principali città d’Oltralpe. A Parigi, il corteo di studenti universitari e liceali partito dall’Hotel del Ville si è unito a quello sindacale partito alle 14 da Place d’Italie per raggiungere unitariamente il Ministero dell’Istruzione. Qui il corteo si è scontrato con la polizia che ha bloccato la strada. La gendarmerie francese ha sparato lacrimogeni e usato idranti contro i manifestanti. “Non ci ascoltano, andremo noi da loro”, aveva annunciato in mattinata l’Union étudiante, mentre da giorni le organizzazioni studentesche chiedono di essere ricevute dal Primo Ministro Lecornu. La lunga diretta del corteo con Giacomo, inviato da Radio Onda d’Urto a Parigi e le tante interviste che sta raccogliendo dalle mobilitazioni studentesche Ascolta o scarica  Gli episodi di violenza poliziesca, proseguono. Ieri 20 membri del personale dell’Istruzione Pubblica sono rimasti feriti, tra cui 5 dirigenti scolastici. Si tratta del secondo bilancio giornaliero più grave per il personale dall’inizio del movimento, dopo quello del primo ottobre. Il totale degli insegnanti feriti dall’inizio del movimento è di 147 unità, cifra che include anche la mattinata di martedì. Solo la scorsa settimana erano 200 gli studenti feriti da polizia e gendarmi. Avviate fino ad ora 36 indagini su casi di violenze degli agenti nelle proteste. Ne parla, a Radio Onda d’Urto, Gianni Mainardi, storico collaboratore da Parigi Ascolta o scarica 
October 13, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: PLACE DE LA BASTILLE INVASA DAL MOVIMENTO STUDENTESCO. LA MOBILITAZIONE NON SI FERMA
Francia: il governo macronista prova a sedare le mobilitazioni studentesche, con il premier Lecornu che assicura ‘decisioni a fine ottobre’ su fondi per le scuole ma solo per il 2027, cioè dopo le presidenziali e quindi con altri ministri e un altro esecutivo. Risposta della piazza: “Vogliamo 10 miliardi di euro subito per la scuola pubblica o non ci fermeremo”, hanno scandito oggi nelle piazze studentesse e studenti. A Parigi giovedì 8 ottobre decine e decine di migliaia di persone hanno invaso piazza della Bastiglia, chiamando in causa l’Eliseo: “Macron dimission”, Macron dimissioni, lo slogan più urlato. Martedì prossimo nuovo sciopero con l’Intersindacale della scuola, mentre sabato 17 ottobre ci potrebbe essere una convergenza con la mobilitazione nazionale convocata dai Gilet Jaunes. La corrispondenza con Andrea Di Gesu, compagno italiano da anni a Parigi e nostro collaboratore.  Ascolta o scarica Dopo la corrispondenza da Parigi, duri scontri con la polizia, che ha chiuso tutte le entrate e le uscite dalla Bastiglia. Scontri pure a Marsiglia e Strasburgo
October 8, 2026
Radio Onda d`Urto