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La Scuola dell’Immagine. Esercizi per leggere, disfare e rovesciare le immagini
Martedì 24 marzo a Roma presso Aula Studio Ex Biblioteca di Architettura di Roma Tre, con la collaborazione del collettivo ARCHa Roma Tre, Donatella della Ratta, Noura Tafeche, introdotte da Agnese Trocchi, condurranno il workshop La Scuola dell'Immagine: Esercizi per leggere, disfare e rovesciare le immagini. Cosa Viviamo immersi in un flusso incessante di immagini. Circolano più velocemente di quanto possiamo guardarle e comprenderle. La Scuola dell’Immagine nasce come proposta di rallentamento e di restituzione della collettività all’atto del vedere: uno spazio-tempo condiviso in cui riunirsi per guardare immagini insieme e leggerle collettivamente. Qui le immagini non vengono spiegate dall’alto, ma interrogate: da dove provengono, quali immaginari ereditano, dove circolano, cosa cancellano o contraddicono. Workshop con Donatella della Ratta e Noura Tafeche, introdotto da Agnese Trocchi. Quando e dove Martedì 24 Marzo | ore 17.00-20.00 Aula Studio Ex Biblioteca - Ingresso Largo G.B. Marzi 10 Tutte le informazioni le trovi sul sito di CIRCE
Corso Anci-Meta su comunicazione e social media nella PA a Genova
Il 25 marzo a Genova la giornata conclusiva del road show di lezioni sull’utilizzo di Instagram, Facebook, WhatsApp e Threads e dedicata agli strumenti della comunicazione digitale dei Comuni e nella PA in generale che nel 2025 ha toccato diverse città italiane. Promossa da ANCI in collaborazione con Meta, il Comune di Genova e ANCI Liguria e ospitata a Palazzo Tursi (via Garibaldi 9), la tappa genovese arriva all’indomani del rinnovo del Protocollo tra ANCI e FNSI, che ribadisce i principi fondamentali della Legge 150/2000 – Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni, e mira a consolidare la professionalità dell’informazione e la qualità della formazione degli uffici stampa, un obiettivo ribadito nelle linee guida del Quaderno operativo ANCI dedicato al reclutamento di personale giornalistico negli enti locali. “Siamo lieti che Genova ospiti una tappa di questo importante percorso formativo promosso da Anci e Meta dedicato a un tema centrale come la qualità della comunicazione digitale” ha dichiarato la sindaca di Genova, Silvia Salis, sottolineando che: “per un’amministrazione pubblica, comunicare significa saper offrire ai cittadini informazioni chiare, tempestive, accessibili e realmente utili. La comunicazione istituzionale è parte concreta del servizio pubblico, aiuta i cittadini a orientarsi meglio tra opportunità, servizi, diritti ed emergenze e in una fase in cui il rapporto tra istituzioni e cittadini passa sempre di più anche dagli strumenti digitali. Momenti di confronto e formazione come questo sono preziosi per condividere buone pratiche, accrescere le competenze e riflettere su linguaggi, strumenti e responsabilità che oggi fanno parte a pieno titolo del lavoro pubblico. Rafforzare la comunicazione dei Comuni esprime la volontà di rendere le istituzioni più trasparenti, vicine ed efficaci, migliorando dialogo, ascolto e fiducia tra enti locali e comunità”. “La comunicazione delle istituzioni è un servizio pubblico essenziale per garantire informazione e trasparenza ai cittadini – afferma il sindaco di Spezia e presidente di ANCI Liguria, Pierluigi Peracchini – Non basta usare i social network: strumenti come Facebook e WhatsApp devono diventare canali di cittadinanza attiva. Investire nella formazione di addetti stampa e comunicatori è l’unico modo per creare un dialogo reale con la comunità e fornire informazioni utili”. Rivolta ai professionisti della comunicazione dei Comuni, la giornata formativa punta a rafforzare l’uso dei social media nella comunicazione pubblica, promuovendo standard elevati, condivisione di buone pratiche e strumenti innovativi. Tra i relatori, oltre alla sindaca di Genova e al presidente di ANCI Liguria, interverranno: * Angelo Mazzetti, Public Policy Director Meta per Italia, Grecia, Malta e Cipro * Rosa Cialini, Director Government and Social Impact Meta per Sud Europa, Medio Oriente, Africa e Turchia * Ida D’Alessandro, Dirigente Meta per Italia, Grecia, Malta e Cipro * Danilo Moriero, Responsabile Comunicazione e Capo Ufficio Stampa ANCI * Giulia Mietta, Consigliera dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria * Matteo Dell’Antico, Segretario Assostampa Liguria L’evento è accreditato presso l’Ordine dei Giornalisti e riconosce 4 crediti formativi. Redazione Italia
March 17, 2026
Pressenza
Cos’è Moltbook, il social dove le intelligenze artificiali parlano tra loro
Moltbook è un social network per soli agenti AI, in cui gli umani possono essere semplici osservatori. Secondo gli esperti, il suo utilizzo potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza a causa del fenomeno del prompt injection. Moltbook rappresenta un caso di studio senza precedenti nell'evoluzione delle piattaforme digitali: si tratta di un social network progettato esclusivamente per l'interazione tra agenti AI, dove agli esseri umani è consentito l'accesso unicamente in veste di osservatori silenziosi. Lanciata sulla scia del software open source Moltbot, questa piattaforma emula la struttura di aggregatori di notizie come Reddit, permettendo ai bot (ovvero programmi automatizzati creati dagli utenti) di pubblicare contenuti, commentare e votare i post altrui. Al 2 febbraio, i dati riportati dalla piattaforma indicavano la presenza di oltre 1,5 milioni di agenti iscritti. Vari esperti di sicurezza informatica e di intelligenza artificiale, analizzando il fenomeno, tendono a classificare Moltbook più come «una meravigliosa opera d'arte performativa», che come un vero preludio alla dominazione delle macchine o una minaccia immediata alla democrazia. leggi l'articolo Altro articolo su Wired, "Moltbook, il social popolato da bot è solo uno specchio (distorto) dei nostri social"
[Le Dita nella Presa] I social media danno dipendenza, volume 2 (1/3: Puntata completa)
Commentiamo la testimonianza di Zuckerberg al processo in California che vede Meta accusata di aver creato delle interfacce che provocano dipendenza alle persone minori, tali da infliggere loro danni psicologici. Sempre su Meta, arrivano le prime notizie anche da un altro processo, questa volta nel New Mexico, dove l'accusa è invece di non aver protetto adeguatamente le persone minori dall'abuso sessuale. A seguire, lunga carrellata di notiziole: * L'unione europea impedisce i tool basati su AI sui device del suo personale * I tech corps, ovvero un altro passaggio del colonialismo * Un altro studio mostra che l'AI non ci farà lavorare meno * L'India stringe le regole sui social media e sugli usi dell'AI * ChatGPT si prepara a lanciare un social media * Alcuni importanti siti di notizie chiedono ad Internet Archive di copiare le versioni archiviate dei loro siti allo scopo di evitare che gli scraper che accumulano dati per usarli negli LLM possano accedervi * Openstreetmap riceve un livello di scraping che rende difficile mantenerlo in attività Concludiamo con due perle: * Meta risolve il problema delle persone che smettono improvvisamente di postare * Come controllare 10mila aspirapolvere robot per sbaglio
February 22, 2026
Radio Onda Rossa
E se i troll mangiassero i cookie? Un picolo libro utilissimo
Cristina Iurissevich ha scritto un piccolo libro (65 pagine), "E se i troll mangiassero i cookie? Spunti per la sopravvivenza digitale", Eris Edizioni, ma utilissimo. Il libro, partendo dal presupposto che la tecnologia digitale è entrata ormai stabilmente nella nostra vita, semplifica concetti, metodi e strumenti di autodifesa digitale della propria privacy, riservatezza, libertà. Lo fa in maniera molto chiara e leggibile, ma il suo pregio maggiore non è il riepilogo delle buone pratiche per difendersi. Iurissevich affronta, infatti, il tema delle molestie e della violenza online puntando il dito su due aspetti: la fiducia verso le persone con cui si hanno relazioni online e la responsabilità collettiva nella diffusione di materiali sensibili. Per esempio condividere pasword e account, o prestare il proprio smartphone sono azioni che richiedono grande fiducia tra le persone ma le relazioni cambiano nel tempo, la fiducia si può modificare. Il problema della diffusione di media a sfondo sessuale è spesso legata alla pratica, molto diffusa, di scambiarsi messaggi o media sessualmente espliciti (sexting). Di per se non costituisce un problema; non è moralmente giusto o sbagliato e la sua pratica è in crescita soprattutto tra le persone giovani. Tuttavia, vale la pena ragionare sui pericoli che derivano dal sexting, anche alla luce delle considerazioni sulla fiducia, per arrivare a scelte individuali consapevoli. Anche in questo caso, nel libro ci sono una serie di consigli per praticare il sexting in maniera meno rischiosa possibile. Nella diffusione di materiale a sfondo sessuale, che naturalmente provoca danni alla persona rappresentata nel media diffuso, entra in gioco la resposabilità collettiva. Secondo l'autrice del libro è responsabilità di tutte e tutti bloccare questo tipo di diffusione, o almeno non agevolarla, cercando di non condividere o convincere a non farlo. Inoltre, ma ciò sembra tanto ovvio quanto utopico, andrebbe aperta una riflessione sui corpi e sulla sessualità, per eliminare tabù e pregiudizi che sono la vera causa dello stigma a cui è sottoposta la vittima di abusi. Il libro affronta poi la tecnologia del nudifier. Si tratta di applicazioni che creano immagini di persone con il corpo nudo partendo da una immagine reale e mantenendo una certa coerenza con la fisicità, potrebbe bastare solo una nostra foto, magari in costume da bagno. In sostanza si sta parlando di una tecnologia realizzata appositamente per agevolare abusi. Su questo tema, l'autrice constata la difficoltà di difendersi, consigliando particolare attenzione alla condivisione nei social media di immagini. C'è poi un altro aspetto che viene sottolineato nel libro: l'importanza dell'esistenza di una comunità che possa sostenere le vittime di questo genere di violenze e abusi. La solidarietà e la vicinanza di altre persone è di grande aiuto nell'affrontare lo stigma derivato da questo genere di abusi. Il resto del libro risulta in ogni caso molto utile poiché riassume una serie di buone pratiche per sopravvivere nel digitale, come suggerisce il sottotitolo. Per esempio ci ricorda alcune regole per scegliere delle password adeguate, ci consiglia di essere attenti al mittente dei messagi che riceviamo e di riflettere prima di aprire degli allegati per evitare di aprire la porta a virus e trojan. Importanti informazioni e consigli sono dedicati all'uso delle smartphone, la cui "costante vicinanza al corpo lo rende sostanzialmente parte di esso: può essere considerato come un’estensione della persona". L'autrice invita le lettrici a ragionare sul proprio stato d'animo quando lo smartphone viene dimentaco o perso. "Il ruolo che lo smartphone svolge nella nostra quotidianità lo rende un dispositivo privato e individuale che, proprio per tale motivo, non dovrebbe essere condiviso o prestato". Non manca naturalmente un capitolo sui social media che invita a prestare attenzione ad una serie di dettagli che possono fare la differenza tra l'essere in balia della piattaforma e mitigare i rischi di violazione della propria privacy e riservatezza che avere un account su un social edia commerciale comporta. Buona lettura! La scheda del libro Ascolta l'intervista a Cristina Iurissevich di Radio Onda Rossa
March 29, 2025
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