MIGRANTI: NEL DL SICUREZZA IL “BONUS” PER QUEI LEGALI CHE “CONSIGLIANO” IL RIMPATRIO AI PROPRI ASSISTITIIl cosiddetto dl sicurezza introduce un “bonus” per avvocate e avvocati che
contribuiscono a rimpatriare – “volontariamente” – i migranti. 615 euro la somma
prevista dall’articolo 30 bis del testo, approvato dal Senato e domani, martedì
21 aprile, in arrivo alla Camera, dove deve essere approvato entro il 25 aprile,
pena la decadenza.
Nel passaggio a palazzo Madama il testo, se possibile, è ulteriormente
peggiorato: prima con un emendamento che introduce una visione ancor più
proibizionista sul fronte delle sostanze e ora con l’articolo 30bis, che
trasferisce dal Governo al Consiglio nazionale forense “246.000 euro per il 2026
e 492.000 euro per i due anni successivi”, per dare 615 euro a quei legali che
“consiglieranno” ai propri clienti migranti di “accettare” il rimpatrio
assistito.
Una norma che, oltre a entrare in palese contrasto con più di un principio
costituzionale, trasforma il legale da attore che opera solo ed esclusivamente
nell’interesse del cliente al braccio politico dell’esecutivo, oltre che di chi
– Questure in particolare – dispone il rimpatrio.
Su Radio Onda d’Urto Federica Resta, avvocata e ricercatrice in diritto penale,
coautrice tra gli altri dei libri Abolire il carcere (Chiarelettere, 2015) e Non
sono razzista ma. La xenofobia degli italiani e gli imprenditori politici della
paura (Feltrinelli, 2017). Ascolta o scarica