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Board of Peace: Micaela Frulli, prof.ssa di diritto internazionale
Insieme a una compagna del Team Legale della Sumud Flotilla e a Micaela Frulli, professoressa dell'università di Firenze di Diritto Internazionale, parliamo del Board Of Peace. Il 17 novembre il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite approva la Risoluzione Onu 2803, nonché il piano di pace proposto da Trump sulla vita delle persone palestinesi. Gli unici due voti astenuti sono di Cina e Russia, i quali avrebbero potuto mettere il veto ma hanno preferito astenersi. Di cosa si parla in questa risoluzione? Non si parla di oltre 2 anni di genocidio, non sono messi al centro i/le palestinesi, la ricostruzione non la paga Israele bensì la banca mondiale e gli altri Stati. Di cosa tratta la risoluzione e il board of peace ne parliamo con l'aiuto della compagna e della professoressa, che ci aiutano a fare chiarezza sul contenuto ma anche di contestualizzare il processo entro cui si afferma questo nuovo organo sovranazionale. Il board of peace affianca l'Onu oppure lo scavalca?  Si tratta di uno dei due approfondimenti che verrà fatto dai microfoni di Radio Onda Rossa, il secondo avrà una sguardo più geografico e spaziale sulla ricostruzione di Gaza.  
February 26, 2026
Radio Onda Rossa
Gaza futura tra annientamento e colonialismo ipertecnologico
la relazione tra ricostruzione e giustizia. La domanda “Israele deve pagare?” non è solo morale: è giuridica e politica. Nel diritto internazionale, la riparazione per atti illeciti e danni di guerra è un principio consolidato; non coincide automaticamente con un meccanismo praticabile, ma stabilisce un orizzonte di responsabilità. Nel caso palestinese, inoltre, la questione delle riparazioni è intrecciata al riconoscimento dell’illegalità dell’occupazione e delle politiche di annessione che non riguardano solo Gaza. Continua a leggere→
February 26, 2026
Rizomatica
Neocolonialismo e debiti di ricostruzione
Chi ricostruirà la città di Gaza, se davvero la tregua attualmente negoziata diventerà una pace stabile? Chi investirà in abitazioni e infrastrutture che, ovviamente, i cittadini palestinesi non possono pagare, e chi otterrà dei profitti dagli appalti di costruzione? Ma anche, quale grado di indipendenza potranno avere le istituzioni politiche palestinesi, seppure dovessero raggiungere lo status di nazionalità autonoma? Il debito è un mostro vorace che non perdona neppure chi lo gestisce, in quanto ritarda soltanto la crisi da sovrapproduzione, fino alla prossima guerra. Continua a leggere→
February 21, 2026
Rizomatica