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L’ombra dell’impunità sul Board of Peace, a discapito dei palestinesi
La Risoluzione n. 2026/3 del Board of Peace, l’organismo voluto da Donald Trump per demolire l’ONU ma avallato dallo stesso Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sembra voler mettere su carta quel che viene denunciato da tempo, ovvero che si tratta dell’ennesimo organismo coloniale, pensato per istituzionalizzare la pulizia etnica dei […] L'articolo L’ombra dell’impunità sul Board of Peace, a discapito dei palestinesi su Contropiano.
July 3, 2026
Contropiano
MEDIO ORIENTE: NETANYAHU VERSO LE ELEZIONI SPINGE PER IL CAOS IN LIBANO, BOMBARDATI I SOBBORGHI DI BEIRUT, GAZA OCCUPATA AL 62%
In vista delle elezioni per il rinnovo della Knesset previste per l’autunno e sotto una tempesta di attacchi interni, Benjamin Netanyahu spinge verso il caos nella regione, specialmente nella Striscia di Gaza e in Libano. Anche il ministro Katz alza i toni e torna a minacciare la deportazione totale dei gazawi, la cosiddetta “emigrazione volontaria” dalla Striscia che “sarà attuato, nei tempi e nei modi appropriati”. Una Striscia cui territorio risulta occupato per il “60-62%”. Contro la guerra santa di Israele mossa al Libano, resiste Hezbollah. Una soldatessa ventenne dell’Idf è rimasta uccisa e due riservisti sono rimasti feriti ieri in un attacco con un drone di Hezbollah nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano.  Secondo una prima ricostruzione, i due droni lanciati dal movimento sciita sono esplosi in una zona militare al confine. L’esercito israeliano ha ordinato oggi l’evacuazione di diversi edifici della città di Tiro, la maggiore città a sud del Libano che conta 200mila abitanti, e delle zone circostanti nel sud del Libano, in vista di rappresaglie. Oggi Tel Aviv ha bombardato i sobborghi di Beirut, il primo raid sulla capitale libanese da tre settimane. Il raid ha centrato un condominio nei sobborghi meridionali della città e ci sarebbero ‘vittime’, ma non si sa ancora quante. Sempre Tel Aviv colpisce a tappeto, dal cielo e via terra, sia l’est che il sud, dove è stata emanata una minaccia di evacuazione totale dell’antichissima città di Tiro, ancora oggi abitata da almeno 125mila persone. 12 i morti nel sud, tra la stessa Tiro e la vicina Sidone; dal 2 marzo, 3.200 le vittime, 10mila i feriti libanesi per mano israeliana. Dal Libano Ivan Grozny Compasso, giornalista indipendente. Ascolta o scarica  A Gaza invece negli ultimi due giorni i raid israeliani hanno ucciso 11 palestinesi, tra i quali anche Muhammad Odeh, ennesimo capo dell’ala militare di Hamas. La situazione umanitaria resta estremamente preoccupante e la popolazione è sempre più ammassata nelle tendopoli a causa della crescente occupazione della Striscia da parte dell’Idf, che è arrivata al 60-62%. Infine il Board of Peace che è senza fondi: non è stato versato nemmeno un dollaro per il progetto colonial-immobiliarista di Trump nella Striscia di Gaza, nemmeno dagli Stati Uniti stessi. Gli aggiornamenti da Gerusalemme con Michele Giorgio, direttore di Pagine Esteri, corrispondente da Gerusalemme per Il Manifesto e nostro collaboratore. Ascolta o scarica
May 28, 2026
Radio Onda d`Urto
Una nuova Global Sumud Flotilla è in partenza
Manca solo una settimana alla partenza ufficiale della nuova missione della Global Sumud Flotilla. Il 12 aprile è la data segnata come il momento principale di avvio della traversata, da Barcellona a Gaza, ancora posta sotto assedio dal regime sionista. Per quanto riguarda il nostro paese, alcune navi sono già […] L'articolo Una nuova Global Sumud Flotilla è in partenza su Contropiano.
April 6, 2026
Contropiano
Palestina: navigare in acque infuocate
Anbamed, aggiornamenti 27 e 28 marzo Roberta Parravano sulla scuola-tenda a Gaza Dalila Vilella sulla istruzione in Palestina presentazione dossier GPI su esportazione Italia-Israele Ilaria De Bonis entra nel merito del dossier Stefano Nanni su commercio complice nel bergamasco Elisabeth Di Luca: cento porti cento città Il Nicaragua obbliga la Germania a rinunciare alla difesa di Israele alla Corte Internazionale
Gaza futura tra annientamento e colonialismo ipertecnologico
la relazione tra ricostruzione e giustizia. La domanda “Israele deve pagare?” non è solo morale: è giuridica e politica. Nel diritto internazionale, la riparazione per atti illeciti e danni di guerra è un principio consolidato; non coincide automaticamente con un meccanismo praticabile, ma stabilisce un orizzonte di responsabilità. Nel caso palestinese, inoltre, la questione delle riparazioni è intrecciata al riconoscimento dell’illegalità dell’occupazione e delle politiche di annessione che non riguardano solo Gaza. Continua a leggere→
February 26, 2026
Rizomatica
A Vicenza non solo basi USA, ci si addestrano anche i militari che verranno dislocati a Gaza
La prima riunione del Board of Peace progetto coloniale voluto da Trump ha visto la partecipazione anche del Governo italiano nel ruolo ipocrita di osservatore. Oltre all’interesse economico, non a caso Confindustria ha affermato che bisogna esserci, l’Italia si è offerta come paese in grado di addestrare soldati e poliziotti […] L'articolo A Vicenza non solo basi USA, ci si addestrano anche i militari che verranno dislocati a Gaza su Contropiano.
February 22, 2026
Contropiano
Neocolonialismo e debiti di ricostruzione
Chi ricostruirà la città di Gaza, se davvero la tregua attualmente negoziata diventerà una pace stabile? Chi investirà in abitazioni e infrastrutture che, ovviamente, i cittadini palestinesi non possono pagare, e chi otterrà dei profitti dagli appalti di costruzione? Ma anche, quale grado di indipendenza potranno avere le istituzioni politiche palestinesi, seppure dovessero raggiungere lo status di nazionalità autonoma? Il debito è un mostro vorace che non perdona neppure chi lo gestisce, in quanto ritarda soltanto la crisi da sovrapproduzione, fino alla prossima guerra. Continua a leggere→
February 21, 2026
Rizomatica
L’Italia nel Board of Peace. Dire una cosa giusta e farne una sbagliata
Motivando alla Camera le ragioni per cui l’Italia sarà presente come osservatore al Board of Peace, il ministro degli esteri Tajani ha detto una cosa giusta: “L’Italia è sempre stata protagonista nell’area del Mediterraneo. Non possiamo non essere parte di una strategia che dovrà vederci ancora in prima linea”. Il […] L'articolo L’Italia nel Board of Peace. Dire una cosa giusta e farne una sbagliata su Contropiano.
February 19, 2026
Contropiano
PALESTINA: IL GOVERNO ITALIANO NEL “BOARD” DI TRUMP. TAJANI…ENTRA DALLA FINESTRA NEL PROGETTO IMMOBILIAR-COLONIALE
Palestina. A Gaza superata la soglia dei 600 morti da quando è in vigore il finto cessate il fuoco, mai rispettato da Israele: 604 per l’esattezza le vittime, con nuovi raid oggi attorno a Khan Younis e più a nord, dove è stato ucciso l’ennesimo palestinese, avvicinatosi troppo – secondo i soldati occupanti – all’immaginaria Linea Gialla. Il tutto mentre i valichi – Rafah compresa – restano chiusi di fronte alle sterminate esigenze di una popolazione costretta in tenda logore e allagate, senza nulla. In questo scenario, l’Italia conferma la sua vergognosa presenza come ‘osservatore’ al primo incontro del Board of Peace su Gaza convocato da Trump giovedì a Washington. Per il governo al tavolo del progetto colonial-immobiliarista della Striscia ci sarà Tajani: l’ufficialità dopo che il vicepremier avrà riferito oggi in Parlamento. Le opposizioni si compattano contro la partecipazione del Governo, mentre pure Berlino non ci sarà; al tavolo paesi minori come Cipro e l’Ungheria…di Orban. Anche Bruxelles si sfila: ‘Saremo al dibattito su Gaza ma non parliamo di osservatori’. Ancora Palestina, con la stessa Unione Europea e la Lega Araba che “chiedono” a Tel Aviv di recedere dall’annessione, illegale e criminale, dell’intera Cisgiordania, riconoscendo come “terre demaniali” quelle che dal 1967 i coloni hanno strappato ai legittimi proprietari palestinesi. Una settimana dopo l’attacco alla residua sovranità palestinese sulle aree A e B, il gabinetto di sicurezza ha approvato la registrazione come “proprietà dello Stato d’Israele” dell’83% dell’Area C, dove si trovano gran parte degli insediamenti coloniali; si parla della metà della Cisgiordania (abitata da 300mila palestinesi) a rischio espropriazione. Intanto in 24 ore, in West Bank, decine le persone rapite. “Arresti di massa e preventivi…in vista del Ramadan”, come dice la stessa occupazione israeliana. L’intervista su occupazione, situazione in Palestina e “Board of peace” a Fauzi Ismail, di Udap (Unione democratica arabo-palestinese) e dell’Associazione di Amicizia Sardegna – Palestina. Ascolta o scarica
February 17, 2026
Radio Onda d`Urto