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15 anni fa, e oggi ancora: “Restiamo umani”
Nella notte tra il 14 e 15 aprile 2011 Vittorio “Vik” Arrigoni, attivista dell’International Solidarity Movement in Palestina, veniva ritrovato morto nella Striscia di Gaza. Poche ore prima, Vittorio era stato rapito da una sedicente cellula salafita. Il corpo di Arrigoni fu rinvenuto da esponenti di Hamas, che pochi giorni dopo, il 19 aprile 2011, a Nuseirat, uccisero in uno scontro a fuoco 2 dei presunti rapitori. A processo altre 4 persone, condannate, nel 2012, a pene dall’ergastolo ai 10 anni di reclusione (la famiglia di Vik si oppose da subito all’ipotesi della condanna a morte). A Vittorio è dedicato ora il libro “Caro Vik ti scrivo”, uscito nel 2026 per Altreconomia. A scriverlo Anna Maria Selini,  giornalista professionista freelance specializzata in aree di crisi, con reportage e pubblicazioni in particolare dalla e sulla Palestina, oltre che amica di Vittorio Arrigoni. Il libro, con la prefazione di Maria Elena Delia (portavoce della Global Sumud Flotilla 2025) e le illustrazioni di Fogliazza, sceglie la forma delle lettere scritte a Vittorio, riflettendo ad alta voce con lui su quanto accade oggi in Palestina, in Medio Oriente e più in generale nel resto del mondo. “In un’epoca – spiega la Selini, intervistata da Radio Onda d’Urto – dominata da algoritmi e velocità, rivendichiamo umanità e approfondimento, riscoprendo il senso del motto, oggi diventato dovere civile: Restiamo umani”, come lo stesso Arrigoni chiudeva i suoi articoli, pubblicate da Il Manifesto, e le sue corrispondenze dalla Striscia di Gaza, dove aveva scelto di vivere, a fianco del popolo palestinese. Per ascoltare l’intervista con Anna Maria Selini su Radio Onda d’Urto: https://www.radiondadurto.org/2026/04/12/caro-vik-ti-scrivo-il-libro-di-anna-maria-selini-a-15-anni-dalla-morte-di-vittorio-arrigoni-in-palestina/ A 15 anni dalla morte di Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani, Anna Maria Selini sceglie la forma delle lettere per rievocarlo e per decifrare il presente. Il racconto alterna reportage sul campo – tra le illusioni di Oslo, la ferita del 7 ottobre e i Territori palestinesi sempre più occupati – a interviste e riflessioni. Parlano, tra gli altri, lo storico Ilan Pappé, la Relatrice speciale Onu, Francesca Albanese, e la maggiore esperta degli Accordi di Oslo, Hilde H. Waage. L’orizzonte è l’inferno di Gaza, ma dalle pagine, illustrate da Fogliazza, emergono anche i ritratti dei bambini palestinesi, dei refusenik israeliani e dei giornalisti che sfidano a ogni costo il silenzio. Caro Vik ti scrivo – Lettere e reportage da Oslo a Gaza / anteprima ANBAMED
April 14, 2026
Pressenza
Intervista a Beppe Caccia. Verso una nuova stretta ai diritti dei migranti: blocco navale con il nuovo ddl
Bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato venerdì 10 aprile il disegno di legge in materia di immigrazione che include la delega per l’attuazione del Patto Ue su migrazione e asilo, varato dal Consiglio dei ministri l’11 febbraio. Con un valore di 40 milioni di euro, ora l’iter procederà verso il Senato. > IL DDL PREVEDE, FRA L’ALTRO, CHE I MIGRANTI TRATTENUTI NEI CPR – I LAGER DI > STATO – POSSANO USARE TELEFONI MA SOLO SENZA FOTOCAMERA, PER EVITARE CHE > DOCUMENTINO GLI ABUSI. SPARISCE INVECE IL DIVIETO DI ACCESSO DEI PARLAMENTARI > NEI CPR > > NON SOLO: IL DDL STRINGE ANCORA DI PIÙ LE MAGLIE DEL TESTO UNICO > SULL’IMMIGRAZIONE E INTRODUCE IL BLOCCO NAVALE, CONTRO LE ONG CHE SALVANO > MIGRANTI IN MARE “È necessario che tutti i movimenti sociali, associazioni, si prendano in carico la lotta contro questa ipotesi di legge” dichiara Beppe Caccia, uno dei fondatori di Mediterranea Saving Humans ai microfoni di Radio Onda d’Urto. “Abbiamo imparato in questi anni che quando vengono tolti i diritti ai migranti, ai richiedenti asilo, ai rifugiati, alle persone che già sono più deboli… questo crea la premessa a un attacco che poi si estende a tutti e tutte”. ASCOLTA L’INTERVISTA A BEPPE CACCIA AI MICROFONI DI RADIO ONDA D’URTO ASCOLTA O SCARICA Redazione Italia
April 12, 2026
Pressenza
“ARCHIVIO DEL GATTO NERO”: VIAGGIO NEI 40 ANNI DI RADIO ONDA D’URTO. STORIE, VOCI, LOTTE.
“L’Archivio del Gatto Nero” è un viaggio negli archivi quarantennali di Radio Onda d’Urto, emittente radiofonica antagonista nata in una cantina di vicolo delle Sguizzette (Brescia) il 18 dicembre 1985. Ogni mercoledì, dalle ore 15.15 alle ore 16 – sulle frequenze antagoniste di Radio Onda d’Urto – 45 minuti in viaggio nel tempo e nello spazio. Dall’archivio della Radio ripeschiamo interviste, voci, storie, lotte, ancora oggi capaci di aiutarci a “conoscere il mondo per trasformarlo”, come recita lo slogan che anima il Gatto Nero dell’informazione. Le puntate della stagione 2025 – 2026: 8 aprile: speciale Strage di Piazza Loggia a Brescia (III). “Strage, per una memoria non pacificata”. Intervento di Umberto Gobbi, di Radio Onda d’Urto, dal convegno dell’11 maggio 2024 organizzato dalla stessa Radio Onda d’Urto a Brescia. Ascolta o scarica 1 aprile: le X Giornate di Brescia, insurrezione popolare contro la dominazione austriaca, dal 23 marzo al 1 aprile 1849. Ascolta o scarica 25 marzo: l’azione partigiana di via Rasella a Roma, il 23 marzo 1944, e l’eccidio nazifascista delle Fosse Ardeatine, il 24 marzo 1944.Ascolta o scarica 18 marzo: speciale Cuba contro il bloqueo. Il mancato assalto alla Caserma Moncada, il 26 luglio 1953, e l’inizio della Rivoluzione contro il dittatore Batista. Ascolta o scarica 11 marzo: speciale 25 Aprile (III). La memoria storica della lotta di Liberazione, tra rimozione degli elementi di conflitto e la narrazione del  “secondo Risorgimento”.   Ascolta o scarica 4 marzo: speciale 90esimo della Guerra civile in Spagna (I).  Presentazione del libro “Garibaldini in Spagna. Storia della XII Brigata Internazionale nella guerra di Spagna” (Edizioni Kappa Vu, 2019).   Ascolta o scarica 26 febbraio: speciale Strage di Piazza Loggia a Brescia (II). Fascisti e padroni: traiettorie politiche e biografie nell’Italia degli anni Settanta. Elio Catania e Caterina Prever dal convegno dell’11 maggio 2024 organizzato da Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica 18 febbraio: Radio libere, controcultura, autorganizzazione. Con Primo Moroni (1995)  Ascolta o scarica 11 febbraio: le Foibe tra storia, mistificazioni e strumentalizzazioni politiche (1945).  Ascolta o scarica 4 febbraio: speciale 25 Aprile (II). Tra via Rasella e le Fosse Ardeatine.   Ascolta o scarica 28 gennaio: speciale Strage di Piazza Loggia a Brescia (I). Il libro “La tigre e i gelidi mostri. Una verità d’insieme sulle stragi politiche in Italia” di Gianfranco Bettin e Maurizio Dianese.  Ascolta o scarica 21 gennaio: la morte di Lenin in Unione Sovietica (1924) Ascolta o scarica 14 gennaio: speciale 25 Aprile (I). Il ruolo dei comunisti nella Liberazione. Ascolta o scarica 17 dicembre: la nascita di Radio Onda d’Urto a Brescia (1985) Ascolta o scarica 10 dicembre: la liberazione No Tav di Venaus (2008)  Ascolta o scarica 3 dicembre: l’omicidio poliziesco di Alexis Grigoropoulos ad Atene, Grecia (2008)  Ascolta o scarica 26 novembre: la morte a Cuba di Fidel Castro (2016) . Ascolta o scarica 19 novembre: la Rivoluzione dei Soviet al potere in Russia (1917)  Ascolta o scarica 12 novembre: la lotta di migranti e antirazzisti sopra e sotto la Gru di Brescia (2010)    Ascolta o scarica 5 novembre: la fine della Prima Guerra Mondiale (1918). Ascolta o scarica 29 ottobre: la marcia fascista su Roma (1922).   Ascolta o scarica 22 ottobre: l’omicidio in Bolivia di Ernesto Che Guevara (1967). Ascolta o scarica
April 8, 2026
Radio Onda d`Urto
Basi militari statunitensi in Sicilia, in aumento operazioni belliciste
SIGONELLA (CT): AUMENTATO IL TRAFFICO AEREO NELLA BASE USA, MA “L’ATTIVITÀ BELLICA DOVREBBE ESSERE AUTORIZZATA DAL PARLAMENTO”[ROdU] Il ministero della Difesa Guido Crosetto ha negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella, in provincia di Catania, ad alcuni bombardieri provenienti dalla Gran Bretagna. Il governo ha rivendicato la decisione, rimandando ai trattati semi segreti siglati con gli Stati Uniti a partire dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Tuttavia la questione è più ampia e lo dimostrano numerosi siti internet specializzati che riportano un aumento consistente del traffico aereo militare sull’area nell’ultimo mese. Proprio in concomitanza con l’inizio dell’aggressione israelo-statunitense all’Iran, la Naval Air Station di Sigonella. Il caso dell’aereo bloccato da Crosetto potrebbbe dunque essere soltanto la punta di un iceberg. Sigonella è denominata anche The hub of the Med, uno snodo fondamentale per le operazioni USA verso il Medio Oriente: “Droni, aerei di pattugliamento e di rifornimenti diretti verso il Golfo” e mostrati dai siti che mappano le rotte dei mezzi militari, sono al centro delle attenzioni dei movimenti anti militaristi siciliani, che chiedono alle istituzioni la legittimità di tali operazioni. Qual è il quadro giuridico nel quale si iscrive la base alla quale il Ministero della Difesa ha recentemente negato il passaggio di alcuni bombardieri? E cosa sta succedendo nelle basi militari statunitensi in Sicilia da quando Israele e Stati Uniti hanno iniziato a  l’Iran? Lo abbiamo chiesto all’avvocato Sebastiano Papandrea legale del movimento No Muos e a Alfonso Di Stefano del comitato No Muos – No Sigonella di Catania. ASCOLTA O SCARICA  Redazione Sicilia
April 2, 2026
Pressenza
Catania: sgombero poliziesco e ruspe in azione contro la palestra Lupo
Sgombero prima dell’alba di martedì 31 marzo per la Palestra Lupo – Laboratorio Urbano Popolare Occupato, spazio di riuso creativo, popolare e condiviso, attivo nel centro storico di Catania, in piazza Pietro Lupo. Da giorni attiviste-i stavano resistendo con un presidio permanente allo sgombero, motivato dal Comune con la necessità dell’ennesimo cantiere targato Pnrr, nello specifico per realizzare un… parcheggio e spazi turistici rivolti alla città – vetrina e alla turistificazione. Diverse le persone identificate, mentre le ruspe sono entrate in azione. Un presidio solidale è iniziato nell’attigua piazza Teatro di Catania. “Dopo otto giorni – scrivono dalla L.U.P.O. –  di presidio permanente in Piazza Pietro Lupo, alle 4 di notte del 31 Marzo 2026 un ingente arrivo di mezzi pesanti e ogni tipo di forza armata circonda la L.U.P.O. per dare il via allo sgombero e simultaneamente alla demolizione. I presenti al momento dell’irruzione vengono identificati e subito rilasciati. Il quartiere è militarizzato e tutte le vie d’accesso alla piazza sono bloccate da mezzi pesanti e barriere mobili, impedendo il transito diretto. Una cinquantina di solidali resta in presidio all’angolo tra Via Teatro Massimo e Piazza Cutelli, il punto più vicino e adiacente raggiungibile. Un’idea non si demolisce. Contro galere, cpr e cantieri, fino alla fine”. L’audio di un compagno della Palestro Lupo di Catania.  Ascolta o scarica Pochi giorni fa, la Palestra Lupo aveva denunciato la speculazione in corso, scrivendo: “Questo non è uno sgombero. Questo non è un cantiere. Questo è un ammutinamento. “Che un pezzo di città non volesse rinunciare alla L.U.P.O. era già intuibile, ma la solidarietà immediata dopo l’anomalo tentativo di sgombero ha spazzato via ogni dubbio. La necessità di spazi che non calino dall’alto e che rifiutino le logiche relazionali del profitto è talmente forte che in tantx sono dispostx a combattere per ottenerla. Il tentativo di recintarci in un cantiere mentre ancora viviamo lo Spazio è la dimostrazione del pressappochismo criminale dell’apparato istituzionale che, galoppando ormai verso un progressivo scenario sempre più militarista, crede di poter disporre di chiunque come di un docile soldato pronto per il fronte”. DA RADIO ONDA D’URTO Osservatorio Repressione
March 31, 2026
Pressenza
CURAMI – PRIMA DI TUTTO LA SALUTE: SABATO 11 APRILE, A MILANO, MANIFESTAZIONE “LA LOMBARDIA SI/CURA” IN DIFESA DELLA SANITÀ PUBBLICA
“Curami – Prima di tutto la salute” è la rubrica settimanale di Radio Onda d’Urto dedicata ai temi della sanità, curata da Antonino Cimino, medico di Medicina Democratica, e Donatella Albini, medica del Centro studi e informazione sulla Medicina di genere. Curami va in onda il sabato alle 12 e il mercoledì alle 12.30. Nella puntata di sabato 28 marzo 2026 abbiamo presentato la manifestazione in difesa della Sanità pubblica organizzata dalla rete La Lombardia SiCura per sabato 11 aprile a Milano. Ospiti Marco Caldiroli, presidente di Medicina Democratica, e Onorio Rosati, consigliere regionale lombardo di Avs. La puntata di “Curami – prima di tutto la salute” di sabato 28 marzo 2026 su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
March 28, 2026
Radio Onda d`Urto
Torino laboratorio di repressione: dagli arresti di giovani minorenni alle novità della Procura si anticipano le tendenze del nuovo ddl sicurezza@1
I giovani minorenni arrestati per aver contestato un volantinaggio razzista e xenofobo davanti alla loro scuola sono ancora sottoposti a misure cautelari quali gli arresti domiciliari da dicembre scorso. Per recarsi a scuola devono essere accompagnati dai loro genitori, per tornare a casa la stessa cosa. In prima battuta era stato loro negato il diritto allo studio. Un colpo all’autonomia, alla socialità, alla formazione di giovani ragazzi e ragazze che stanno pagando preventivamente una “responsabilità” che un processo dovrà ancora stabilire. Nei fatti ciò che si vuole colpire è la volontà e la vivacità di giovanissimi che non hanno voluto lasciare passare sotto silenzio una provocazione fascista condita da propaganda “anti-maranza”. Questo è ciò che viene proposto dal governo Meloni per le giovani generazioni e, a Torino, in queste settimane e mesi si sono verificati moltissimi episodi di questo genere, sono molte infatti le segnalazioni da parte di diverse scuole della città di volantinaggi di Gioventù Nazionale davanti all’ingresso. Insieme a una mamma di una ragazzo agli arresti domiciliari diamo spazio alla vicenda e condividiamo l’urgenza di mobilitarsi in maniera unita per tenere alta l’attenzione su un fatto come questo, anche in vista dell’udienza del riesame del 20 gennaio. Qui un estratto del testo scritto dalla rete di genitori del Liceo Einstein: “Come genitori degli studenti del Liceo Einstein di Torino riteniamo che le misure cautelari (permanenza in casa o detenzione domiciliari per minorenni) disposte dalla Procura ed operate dalle Forze dell’Ordine all’alba del 30.12.2025 nei confronti di ragazze e ragazzi minorenni (oggi indagati per i fatti avvenuti il 27.10.2025 al momento dell’ingresso per la frequenza della prima ora di lezione, presso la sede di via Bologna e per gli eventi svoltisi a Torino nello scorso autunno), rappresentino strumenti sproporzionati e stigmatizzanti che non contribuiscono in alcun modo alla costruzione di una società migliore, né alla formazione di cittadine e cittadini consapevoli: ne chiediamo pertanto e sin d’ora l’immediata revoca, anche al fine di garantire loro il diritto allo studio, al momento formalmente negato.” Anche i docenti del liceo Giordano Bruno hanno scritto una lettera per una scuola inclusiva e aperta, in risposta a un ulteriore volantinaggio di Gioventù Nazionale davanti alla loro scuola di qualche giorno fa. La lettera è stata pubblicata dalla Cub Scuola Università e Ricerca. Torino è per molti versi un laboratorio che anticipa le tendenze generali in ambito repressivo. In queste settimane si sono verificati diversi episodi che vanno nella direzione di una stretta repressiva. In particolare, ci si riferisce alle misure cautelari per altri 8 giovani minorenni arrestati a seguito delle manifestazioni per la Palestina del 3 ottobre 2025. In questo caso le maglie repressive si chiudono intorno a una composizione specifica, scegliendo di condurre un’operazione chiamata “riot” nei confronti di ragazzi di seconda generazione, isolandoli da principio rispetto al resto di chi si è mobilitato in quelle date di sciopero generale. Questo genere di approccio è in linea con il nuovo pacchetto sicurezza che sta venendo definito dal governo: il pacchetto sicurezza bis individua dei soggetti be precisi contro i quali condurre un accanimento puntuale. In primis, le persone non bianche, ormai soprannominate da governo e media “maranza” senza alcuna difficoltà nel riprodurre una narrazione razzista e stigmatizzante, e in secondo luogo le persone che si mobilitano in manifestazioni di piazza e quindi chi dissente. Lo scudo penale per gli agenti è solo una parte di questo decreto e le nuove misure prendono ispirazione da alcuni episodi delle ultime settimane come il tentativo di espulsione di Mohamed Shahin, l’inchiesta nei confronti di Hannoun, le manifestazioni per la Palestina. Zone Rosse, rafforzamento di presidi di polizia, aumento dei poteri per la polizia penitenziaria, operazioni sotto copertura soprattutto in carcere. Aumento dei reati per cui il questore può ammonire ragazzi tra i 12 e i 14 anni, con un’estensione del decreto Caivano. E’ previsto inoltre il divieto di ingresso in determinate zone del centro per chi ha anche solo una denuncia per reati di piazza, vengono liberalizzati i controlli e le perquisizioni preventive con la possibilità di fermi per prevenzione fino a 12 ore disposti direttamente dalla polizia per chi si pensa possa pregiudicare lo svolgimento dei cortei. Si inaspriscono le sanzioni amministrative, quindi escludendole dal diritto penale e dalle minime garanzie, indicando nelle deviazioni, disobbedienza civile, manifestazioni non autorizzate motivo di salassi fino a 20 mila euro. In questo contesto, si iscrive anche un ulteriore fatto inedito come quello per cui la Procura torinese vorrebbe creare un precedente, ossia la richiesta del carcere e dunque l’aggravamento delle misure per Giorgio Rossetto, all’oggi ai domiciliari, a seguito di una sua intervista su Radio Onda d’Urto, in cui il compagno aveva espresso alcune considerazioni in seguito allo sgombero dell’Askatasuna (come viene raccontato qui). Alla redazione di Radio Onda d’Urto va la nostra solidarietà per contrastare il tentativo di intimidire compagni e compagne che svolgono lavoro di informazione dal basso puntuale e lucido. Rispetto a tutti questi temi abbiamo chiesto un commento all’ex magistrato Livio Pepino
January 16, 2026
Radio Blackout - Info
Torino laboratorio di repressione: dagli arresti di giovani minorenni alle novità della Procura si anticipano le tendenze del nuovo ddl sicurezza@0
I giovani minorenni arrestati per aver contestato un volantinaggio razzista e xenofobo davanti alla loro scuola sono ancora sottoposti a misure cautelari quali gli arresti domiciliari da dicembre scorso. Per recarsi a scuola devono essere accompagnati dai loro genitori, per tornare a casa la stessa cosa. In prima battuta era stato loro negato il diritto allo studio. Un colpo all’autonomia, alla socialità, alla formazione di giovani ragazzi e ragazze che stanno pagando preventivamente una “responsabilità” che un processo dovrà ancora stabilire. Nei fatti ciò che si vuole colpire è la volontà e la vivacità di giovanissimi che non hanno voluto lasciare passare sotto silenzio una provocazione fascista condita da propaganda “anti-maranza”. Questo è ciò che viene proposto dal governo Meloni per le giovani generazioni e, a Torino, in queste settimane e mesi si sono verificati moltissimi episodi di questo genere, sono molte infatti le segnalazioni da parte di diverse scuole della città di volantinaggi di Gioventù Nazionale davanti all’ingresso. Insieme a una mamma di una ragazzo agli arresti domiciliari diamo spazio alla vicenda e condividiamo l’urgenza di mobilitarsi in maniera unita per tenere alta l’attenzione su un fatto come questo, anche in vista dell’udienza del riesame del 20 gennaio. Qui un estratto del testo scritto dalla rete di genitori del Liceo Einstein: “Come genitori degli studenti del Liceo Einstein di Torino riteniamo che le misure cautelari (permanenza in casa o detenzione domiciliari per minorenni) disposte dalla Procura ed operate dalle Forze dell’Ordine all’alba del 30.12.2025 nei confronti di ragazze e ragazzi minorenni (oggi indagati per i fatti avvenuti il 27.10.2025 al momento dell’ingresso per la frequenza della prima ora di lezione, presso la sede di via Bologna e per gli eventi svoltisi a Torino nello scorso autunno), rappresentino strumenti sproporzionati e stigmatizzanti che non contribuiscono in alcun modo alla costruzione di una società migliore, né alla formazione di cittadine e cittadini consapevoli: ne chiediamo pertanto e sin d’ora l’immediata revoca, anche al fine di garantire loro il diritto allo studio, al momento formalmente negato.” Anche i docenti del liceo Giordano Bruno hanno scritto una lettera per una scuola inclusiva e aperta, in risposta a un ulteriore volantinaggio di Gioventù Nazionale davanti alla loro scuola di qualche giorno fa. La lettera è stata pubblicata dalla Cub Scuola Università e Ricerca. Torino è per molti versi un laboratorio che anticipa le tendenze generali in ambito repressivo. In queste settimane si sono verificati diversi episodi che vanno nella direzione di una stretta repressiva. In particolare, ci si riferisce alle misure cautelari per altri 8 giovani minorenni arrestati a seguito delle manifestazioni per la Palestina del 3 ottobre 2025. In questo caso le maglie repressive si chiudono intorno a una composizione specifica, scegliendo di condurre un’operazione chiamata “riot” nei confronti di ragazzi di seconda generazione, isolandoli da principio rispetto al resto di chi si è mobilitato in quelle date di sciopero generale. Questo genere di approccio è in linea con il nuovo pacchetto sicurezza che sta venendo definito dal governo: il pacchetto sicurezza bis individua dei soggetti be precisi contro i quali condurre un accanimento puntuale. In primis, le persone non bianche, ormai soprannominate da governo e media “maranza” senza alcuna difficoltà nel riprodurre una narrazione razzista e stigmatizzante, e in secondo luogo le persone che si mobilitano in manifestazioni di piazza e quindi chi dissente. Lo scudo penale per gli agenti è solo una parte di questo decreto e le nuove misure prendono ispirazione da alcuni episodi delle ultime settimane come il tentativo di espulsione di Mohamed Shahin, l’inchiesta nei confronti di Hannoun, le manifestazioni per la Palestina. Zone Rosse, rafforzamento di presidi di polizia, aumento dei poteri per la polizia penitenziaria, operazioni sotto copertura soprattutto in carcere. Aumento dei reati per cui il questore può ammonire ragazzi tra i 12 e i 14 anni, con un’estensione del decreto Caivano. E’ previsto inoltre il divieto di ingresso in determinate zone del centro per chi ha anche solo una denuncia per reati di piazza, vengono liberalizzati i controlli e le perquisizioni preventive con la possibilità di fermi per prevenzione fino a 12 ore disposti direttamente dalla polizia per chi si pensa possa pregiudicare lo svolgimento dei cortei. Si inaspriscono le sanzioni amministrative, quindi escludendole dal diritto penale e dalle minime garanzie, indicando nelle deviazioni, disobbedienza civile, manifestazioni non autorizzate motivo di salassi fino a 20 mila euro. In questo contesto, si iscrive anche un ulteriore fatto inedito come quello per cui la Procura torinese vorrebbe creare un precedente, ossia la richiesta del carcere e dunque l’aggravamento delle misure per Giorgio Rossetto, all’oggi ai domiciliari, a seguito di una sua intervista su Radio Onda d’Urto, in cui il compagno aveva espresso alcune considerazioni in seguito allo sgombero dell’Askatasuna (come viene raccontato qui). Alla redazione di Radio Onda d’Urto va la nostra solidarietà per contrastare il tentativo di intimidire compagni e compagne che svolgono lavoro di informazione dal basso puntuale e lucido. Rispetto a tutti questi temi abbiamo chiesto un commento all’ex magistrato Livio Pepino
January 16, 2026
Radio Blackout - Info
SABATO 20 DICEMBRE: TREKKING IN CITTA’ NEI LUOGHI STORICI DI VITA DI RADIO ONDA D’URTO
Sabato 20 dicembre 2025 a Brescia trekking urbano, storico e politico con tappe davanti alle sedi storiche di Radio Onda d’Urto, per i primi 40 anni della nostra e vostra emittente, in compagnia di esperte ed esperti. Prenotazioni gratuite ma obbligatorie al numero 03045670. Ritrovo: ore 9.30 in piazzale Cremona, a Brescia, dentro la Campagna Abbonamenti di Radio Onda d’Urto (15-20 dicembre). Lo spot di lancio dell’iniziativa. Ascolta o scarica
December 16, 2025
Radio Onda d`Urto
ARRIVATO IL CALENDARIO 2026 DI RADIO ONDA D’URTO: ECCO COME OTTENERLO!
L’edizione 2026 del Calendario di Radio Onda d’Urto è finalmente disponibile! Il Calendario è dedicato a ciò che ha caratterizzato le mobilitazioni e il nostro lavoro radiofonico durante l’anno: la lotta del popolo palestinese e i movimenti di protesta per fermare il genocidio a Gaza e l’occupazione di tutta la Palestina. Grazie alle decine di fotografe-i che hanno immortalato le immagini durante le manifestazioni per la Palestina tra il 17 settembre e l’8 ottobre 2025 a Brescia, rispondendo alla nostra call solidale! Con una donazione di 10 euro a Radio Onda d’Urto puoi ricevere il Calendario 2026, fare un regalo ad amiche-i e parenti e contribuire alla possibilità di proseguire insieme questo viaggio, quello delle frequenze antagoniste di Radio Onda d’Urto che a dicembre compie i suoi primi 40 anni, sostenendo la nostra informazione dal basso, senza un secondo di pubblicità, padrini e padroni. DOVE E COME OTTENERE IL CALENDARIO 2026? 👉 Puoi passare già da oggi nei nostri studi, in via Luzzago 2/b a Brescia per ottenerlo 👉 al csa Magazzino 47, in via Industriale 10 a Brescia, in occasione del mercato del venerdì dalle ore 16 o durante le sue aperture 👉 alla libreria Rinascita di via della Posta, 7 a Brescia 👉 Nei prossimi giorni altri luoghi a Brescia e provincia dove ottenerlo! 👉 Se desideri invece fartelo spedire fuori dal Bresciano manda una mail all’indirizzo calendario.dellaradio@gmail.com  
November 27, 2025
Radio Onda d`Urto