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Calabria: Esercito nelle scuole per sponsorizzare il concorso VFI e carriere militari
Il 27 febbraio scorso è scaduto il termine del secondo blocco (https://concorsi.difesa.it/ei/VFI/20262BL/Pagine/home.aspx) del concorso per 3000 volontari in ferma iniziale (VFI) e nelle settimane precedenti c’erano infopoint dell’esercito in molte città calabresi. Obiettivo degli infoteam dell’esercito è avvicinare quanta più gente è possibile, soprattutto giovani tra i 18 e i 24 anni per informarli sulle modalità di partecipazione al concorso, e invogliarli ad arruolarsi (clicca qui per la segnalazione). Nell’audizione in IV Commissione del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Salvatore Farina, il 14 maggio 2019, si mettevano in evidenza le difficoltà di reclutamento volontario e l’invecchiamento del personale graduato. Nel 2019 il personale over-40 era circa il 36% sul numero complessivo; e in assenza di provvedimenti specifici si prevedeva di raggiungere la soglia del 77% di personale over-40 entro il 2025. L’elevata età media dei graduati è in antitesi con la professione delle armi, caratterizzata da uno stress psicofisico assai frequente e particolarmente elevato, in scenari caratterizzati da condizioni climatiche a volte estreme. Uno stress sostenibile per un giovane di vent’anni ma impossibile da sostenere per un uomo o una donna di quarant’anni (clicca qui). Quindi servono giovani volontari. Tutte le nazioni europee stanno ripensando il loro apparato militare e prevedono di irreggimentare un alto numero di nuove reclute. ( Leggi cosa sta succedendo in Germania, dove si sono costituiti comitati di sciopero nelle scuole e una rete nazionale contro il ritorno della coscrizione obbligatoria qui il link). In Italia il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che dovremmo riflettere su un aumento delle forze a disposizione della Difesa, e ha anticipato che porterà la sua proposta di riforma in Parlamento, non agirà per decreto. C’è chi ipotizza l’istituzione di un corpo ausiliario su base volontaria alle dipendenze delle FFAA da attivare in caso di necessità, crisi, emergenze specifiche anche internazionali. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università seguirà l’evolversi delle dichiarazioni istituzionali e della discussione pubblica, continuerà nel suo lavoro di informazione perché la scuola torni ad essere un luogo estraneo alle logiche di dominio e agli eserciti. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Abruzzo: Esercito promuove concorso VFI e carriere militari nelle scuole
Il 27 febbraio scorso è scaduto il termine del secondo blocco (https://concorsi.difesa.it/ei/VFI/20262BL/Pagine/home.aspx) del concorso per 3000 volontari in ferma iniziale (VFI) e nelle settimane precedenti diversi infopoint dell’esercito erano allestiti nelle città abruzzesi. Obiettivo degli infopoint è avvicinare quanta più gente è possibile, soprattutto giovani tra i 18 e i 24 anni per informarli sulle modalità di partecipazione al concorso, e invogliarli ad arruolarsi (https://www.terremarsicane.it/lesercito-continua-a-incontrare-i-giovani-in-abruzzo-orientamento-e-opportunita-di-carriera-in-uniforme/ segnalazione) Noi aderenti all‘Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università stigmatizziamo i tentativi dei corpi militari di avvicinare le giovani generazioni sia per una questione di principio sia per osservazione diretta delle decisioni politiche attuali. Per principio perché il pensiero strategico militare è quanto possa esserci di più distante dall’educazione e dalla formazione dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze in un Paese democratico dove, il fine è quello di passare loro gli strumenti per autodeterminarsi ed essere responsabili. Per osservazione diretta del presente, pensiamo al piano di riarmo Readiness 2030 che sancisce la centralità dell’economia di guerra per i governi europei e la necessità di organizzare una difesa comune. Vediamo molti paesi in Europa rafforzare il loro apparato militare e questo ci fa temere il peggio. In Italia attendiamo di visionare il disegno di legge corrispondente annunciato dal Ministro della Difesa Guido Crosetto. A febbraio il nostro Osservatorio ha trasmesso un approfondimento sul ritorno della leva in Europa e in Italia condotto da Serena Tusini, docente e attivista dell’Osservatorio. Tusini ha descritto i modelli nordici di coscrizione, le recenti riforme della leva nei paesi baltici, in Francia e in Germania. Sull’ Italia ha dato un quadro delle proposte di legge finora depositate dalla Lega e dal PD in parlamento. Suggeriamo la visione dell’approfondimento anche per comprendere come la definizione di leva volontaria civile potrebbe trarre in inganno. È molto probabile infatti che se in Italia venisse costituita una riserva volontaria civile sarebbe alle dipendenze delle FFAA e quindi agganciata a disegni bellici italiani. In questo approfondimento si rileva anche come la militarizzazione crescente del nostro sistema sociale non venga contrastata dai partiti di sinistra presenti in parlamento (clicca qui per il video su youtube). Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Emilia Romagna, campagna dell’Esercito per arruolare i Volontari in Ferma Iniziale
Il 27 febbraio scorso è scaduto il termine del secondo blocco ( https://concorsi.difesa.it/ei/VFI/20262BL/Pagine/home.aspx ) del concorso per 3000 volontari in ferma iniziale (VFI) e nelle settimane precedenti in Emilia Romagna sono stati allestiti infopoint dell’esercito in molte città, con l’obiettivo di avvicinare quanta più gente possibile, soprattutto giovani tra i 18 e i 24 anni, e invogliarli ad arruolarsi (clicca qui per la segnalazione). Sempre nel mese di febbraio l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha trasmesso un approfondimento sul ritorno della leva in Europa e in Italia condotto da Serena Tusini, docente e attivista dell’Osservatorio. Tusini ha descritto i modelli nordici di coscrizione, le recenti riforme della leva nei paesi baltici, in Francia e in Germania. Sull’ Italia ha dato un quadro delle proposte di legge finora depositate dalla Lega e dal PD in parlamento. Suggeriamo la visione dell’approfondimento anche per comprendere come la definizione di leva volontaria civile potrebbe trarre in inganno. È molto probabile infatti che se in Italia venisse costituita una riserva volontaria civile sarebbe alle dipendenze delle FFAA e quindi agganciata a disegni bellici italiani. In questo approfondimento si rileva anche come la militarizzazione crescente del nostro sistema sociale non venga contrastata dai partiti di sinistra presenti in parlamento (clicca qui per il video di Serena Tusini). Facciamo quanto è in nostro potere per contrastare la cultura della militarizzazione, dei nemici esterni e interni costruiti ad arte da un potere economico e politico che intende proseguire indisturbato usandoci come pedine senza diritti. Continuiamo il nostro lavoro di informazione per riempire il grande vuoto lasciato dai media di comunicazione di massa, coltiviamo con passione e creatività alleanze sul territorio; sosteniamo le giovani generazioni che si stanno mobilitando in Italia, in Europa e nel mondo perché vedono minacciate le loro libertà e il loro futuro. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Lazio, Esercito nelle scuole per concorso VFI e carriere militari
Il 27 febbraio scorso è scaduto il termine del secondo blocco ( https://concorsi.difesa.it/ei/VFI/20262BL/Pagine/home.aspx ) del concorso per 3000 volontari in ferma iniziale (VFI) e nelle settimane precedenti diversi infopoint dell’esercito erano allestiti nelle città della regione Lazio. Obiettivo degli infopoint è avvicinare quanta più gente è possibile, soprattutto giovani tra i 18 e i 24 anni per informarli sulle modalità di partecipazione al concorso, e invogliarli ad arruolarsi. (Clicca qui per la segnalazione) A febbraio l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha trasmesso un approfondimento sul ritorno della leva in Europa e in Italia condotto dalla docente Serena Tusini, docente, promotrice e attivista dell’Osservatorio. Tusini ha descritto i modelli nordici di coscrizione, le recenti riforme della leva nei paesi baltici, in Francia e in Germania. Sull’Italia ha dato un quadro delle proposte di legge depositate dalla Lega e dal PD in parlamento. Suggeriamo la visione del video di Serena Tusini anche per comprendere come stia cambiando la definizione di leva volontaria civile ; è molto probabile infatti che se in Italia venisse costituita una riserva volontaria civile sarebbe alle dipendenze delle FFAA e quindi agganciata a disegni bellici italiani. Altra nota importante è che la militarizzazione crescente del nostro sistema sociale non è contrastata dai partiti di sinistra (https://www.youtube.com/watch?v=DZ7Wd7_F6rU) Smilitarizzare le scuole e l’educazione vuol dire opporsi al razzismo e al sessismo di cui sono portatori i linguaggi e le pratiche belliche, non assecondare l’irrazionale paura di un “nemico” interno ed esterno ai confini nazionali. Smilitarizzare la scuola vuol dire restituirle il ruolo sociale previsto dalla Costituzione italiana. L’Osservatorio promuove momenti di formazione per docenti, studenti e cittadinanza. Puoi comunicare con noi, manda una mail a osservatorionomili@gmail.com. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Il Fatto Quotidiano: Lecce, studenti in gita nella caserma dell’Esercito: “È promozione della cultura scientifica”
DI ALEX CORLAZZOLI SU IL FATTO QUOTIDIANO DEL 2 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Alex Corlazzoli, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 2 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. Sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuola e delle università ci sono persino delle immagini della giornata. “Alla caserma – denuncia l’associazione pacifista – è collegato un poligono di tiro nel quale si svolgono regolarmente delle esercitazioni militari a causa delle quali la polizia locale emette degli annunci di pericolo per tutta la popolazione residente e turistica, e conseguente divieto di attraversare la zona. Una ricaduta debilitante per qualsiasi altra attività sociale ed economica presente in quel territorio, tranne che per il comparto militare...continua a leggere su www.ilfattoquotidiano.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
A Bagheria USMIA Esercito Sicilia svolge convegni su cittadinanza e legalità nelle scuole
Il comune di Bagheria, in provincia di Palermo, nella persona del vicesindaco Daniele Vella e l’Unione Sindacale Militare Interforze Associati (USMIA) Esercito Sicilia hanno tenuto un incontro pubblico, il 17 febbraio scorso, con la finalità di annunciare la loro collaborazione sul territorio (clicca qui per la notizia). In modo particolare, le parti prevedono di intercettare l’attenzione delle giovani generazioni tenendo convegni nelle scuole, dove l’USMIA dovrebbe sensibilizzare gli studenti e le studentesse ai temi della cittadinanza e della legalità. Questi convegni si iscrivono nella tendenza che da tre anni noi denunciamo come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e cioè l’inaccettabile sconfinamento delle istituzioni militari nel campo della vita civile, addirittura colpendo il ruolo della scuola, strumentalizzandola. Si lascia infatti che degli ufficiali militari facciano lezione al posto dei/delle docenti, e questa sostituzione ci sembra possa avallare l’idea surrettizia di una loro superiorità rispetto ai professionisti e alle professioniste della scuola. Solitamente negli incontri con le classi si parla anche dei concorsi per accedere ai corpi amati dello Stato e questa pratica, ci accorgiamo, sta subendo un’accelerazione negli ultimi mesi, soprattutto nelle regioni del sud e nelle zone che si configurano come maggiormente a rischio di disagio sociale, sacche che probabilmente rappresentano il bacino privilegiato del reclutamento. Come Osservatorio osteggiamo questa degenerazione culturale e la consideriamo una questione politica con profonde implicazioni strutturali e a lungo termine, per cui invitiamo tutti i cittadini e tutte le cittadine a prendere consapevolezza di questo disegno, che noi definiamo il “paradigma della militarizzazione”, che lambisce tutti i territori e i luoghi della formazione. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Dopo il potenziamento di Camp Darby arriva COMFOSE: unità strategica dell’esercito italiano
A confermare il ruolo nevralgico del territorio pisano per il settore militare, ammesso che avessimo bisogno di conferme, arrivano ulteriori notizie di cronaca come l’articolo pubblicato sulla cronaca di Pisa del quotidiano “Il Tirreno” lo scorso 17 febbraio. E già un anno fa, in occasione della visita del sottosegretario alla difesa Isabella Rauti, avevamo colto la rilevanza ricoperta da queste unità speciali negli scenari di guerra presenti e futuri https://www.difesa.it/assets/allegati/64990/2025_01_21_comfose.pdf Ma, prima di ragionare insieme ai lettori e alle lettrici, facciamo un passo indietro di alcuni anni: giugno 2020 quando venne inaugurata la nuova sede del Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE), alla presenza dell’allora ministro della Difesa Lorenzo Guerini. I più vecchi ricorderanno quando a inizio secolo il consiglio comunale di Pisa prese posizione per riconvertire la base militare USA di Camp Darby a uso civile, i partiti che si espressero favorevolmente, a distanza di pochi anni, hanno oggi cambiato posizione. E resta innegabile l’attiva collaborazione resa dagli enti locali al dragaggio del Fosso dei Navicelli e alla costruzione di una apposita stazione ferroviaria in prossimità della Base, infrastrutture decisive per il trasporto di armi via acqua e per rotaia. Il COMFOSE venne dislocato nell’area nord della base che si trova a metà tra Pisa e Livorno, in mezzo alla macchia mediterranea e a pochissima distanza dal mare. Sei anni or sono il trasferimento dopo la decisione USA di ripensare spazi e modalità organizzative all’interno di Camp Darby, al contempo non dovrebbe sfuggirci la vicinanza tra truppe Usa e le unità dell’esercito italiano. E mentre si dimenticava, anche a sinistra e nelle realtà antagoniste, il ruolo nevralgico di Camp Darby le forse di élite destinate alle guerre non convenzionali, oggi tristemente famose, trovavano una sede per tutte le attività di addestramento, formazione di queste unità speciali in una area della vecchia base utilizzata per gli alloggi dei soldati a stelle e strisce. Erroneamente qualcuno ritenne, in quegli anni, l’abbandono di una area da tempo inutilizzata come il segno tangibile del depotenziamento da parte statunitense della base di Camp Darby, i fatti dimostrano invece ben altro. Già nel 2015 gli USA volevano restituire parte della base in cui erano stati ospitati alloggi e uffici per i loro militari, contenere il numero del personale talvolta non è sinonimo di disimpegno quanto invece di riorganizzazione complessiva. Allora si parlava di milioni di euro (tra i 40 e i 50) per realizzare gli interventi richiesti dall’esercito italiano e in quella occasione apprendemmo della costruzione di “caserme verdi” ossia un piano di ammodernamento delle strutture per ridurre sprechi energetici e di acqua Il Comando di COMFOSE ha avuto il suo quartier generale prima nella Caserma “Gamerra” a Pisa per poi essere dislocato nel Centro Interforze Studi e Applicazioni Militari (CISAM) di San Piero a Grado, a un paio di chilometri da Camp Darby come ci hanno ricordato in alcuni articoli allora pubblicati da Manlio Dinucci e Antonio Mazzeo. La presenza di militari italiani accanto a quelli statunitensi non era casuale perché entrambi erano impegnati in operazioni speciali in Medio Oriente. Dal COMFOSE dipende anche il 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”, una delle unità d’élite dell’esercito italiano che proprio in questi giorni si trasferisce da Livorno al comprensorio militare “Dario Vitali” di Pisa, sede operativa del Comando delle forze speciali dell’Esercito (COMFOSE) ossia l’area dentro Camp Darby di cui abbiamo parlato poco sopra. E anche questo trasferimento, come quelli del 2020, non sarà a costo zero, pensiamo a quasi 6 milioni di euro di spesa per adeguare le strutture alle nuove necessità. E nell’arco di pochi anni l’area già occupata da Camp Darby ospiterà i reggimenti coordinati dal Comfose (il Col Moschin, l’85° reggimento paracadutisti Rao “Folgore” il 4° reggimento Alpini paracadutisti facenti parte del comando operativo da una dozzina di anni) E nell’arco di pochi chilometri incontriamo a Boccadarno, dove il fiume Arno si unisce al mar Tirreno, la “Bai”, base di addestramento degli incursori e specializzata nelle attività anfibie e subacquee e per l’addestramento del personale. Il piano di riqualificazione prevede il rifacimento totale dell’immobile e degli impianti, oltre ad interventi di miglioramento in base alle richieste del comando che occuperà l’edificio. A queste presenze di militari bisogna aggiungere la caserma di addestramento dei Parà nel quartiere di Porta a Lucca a poca distanza dallo stadio, il territorio Pisano ha un aeroporto militare di grandi dimensioni nel quartiere di San Giusto ove troviamo anche un hub da cui dovrebbero partire equipaggiato migliaia di militari nell’arco di pochissimi giorni. Altre caserme dell’esercito e una ulteriore base, quella del Tuscania che dovrebbe estendersi tra i Comuni di Pisa e Pontedera. Se aggiungiamo la base Usa di Camp Darby, il COMFOSE e la Bai Pisa diventa un territorio attraversato da basi logistiche militari di primaria importanza. I cantieri saranno operativi nel tardo autunno 2026 per completare i lavori nell’arco di 250 giorni. L’intera operazione viene presentata come una sorta di piano di rigenerazione urbana, nel frattempo se pensavate che almeno a Livorno la militarizzazione sarebbe stata alleggerita sappiate che la vecchia caserma livornese Vannucci. ove era ospitato il Col Moschin, sarà restituita in toto alla Folgore per ospitare il reparto “comando” dell’unità aviotrasportata. Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Visita scolastica del Liceo “Galilei” di Civitavecchia alla Caserma dell’Esercito. Quale scopo didattico?
Con il solito orgoglio che caratterizza le Forze armate ogni qual volta riescono a mettere mani sulle scuole, la pagina ARES – OSSERVATORIO DIFESA riporta la notizia della conclusione del ciclo di visite di alcune classi del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Civitavecchia, presso il polo culturale sito nella Caserma MOVM “Capitano Luigi Giorgi”, sede del Comando Valutazione e Innovazione dell’Esercito (COMVIE). Il COMVIE ha recentemente (giugno 2025) ereditato le competenze del Centro Simulazione e Valutazione dell’Esercito e come chiarisce il Generale di Corpo d’Armata Francesco Olla è il «principale riferimento per l’applicazione della simulazione asservita all’addestramento per la preparazione dei Comandi e delle unità», sia per le operazioni nazionali che internazionali. Il COMVIE valuta «il raggiungimento del necessario livello di prontezza» sia in termini di deterrenza, sia in termini di prontezza «(essere pronti) alle chiamate, sempre più frequenti, del Paese e dei suoi cittadini» (il corsivo dal discorso del gen. Olla). Prontezza è purtroppo, una parola entrata nel vocabolario comune grazie ai piani di Riarmo Europeo dello scorso anno Readiness-2030, e il COMVIE è l’organismo istituito a valutare l’adeguatezza del nostro esercito a questo obiettivo. Le classi dell’istituto Galileo Galilei, accolte dal generale, sono entrate a visitare proprio questo luogo istituito «all’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative “fondamentali”», che utilizza «sistemi di simulazione tecnologicamente avanzati», con replica di «ambienti operativi realistici nell’ambito dei quali valutare le performance» dei mezzi, degli uomini, dei procedimenti tecnico-tattici «al moderno campo di battaglia». Con la solita tattica mistificatrice che caratterizza il processo di militarizzazione delle scuole, alle studentesse e agli studenti viene mostrato il finto “volto buono” (Polo culturale lo chiamano!) delle strutture militari con il fine di dare continuità ai percorsi scolastici e queste assurde visite di (non)istruzione. Ed ecco le scolaresche visitare la Biblioteca e il Museo Storico, scoprire il patrimonio librario di oltre sessantaduemila volumi, le collezioni di riviste militari (italiane e straniere), le quasi diecimila carte geografiche e topografiche, i testi seicenteschi e settecenteschi donati da Casa Savoia (come non riabilitare la monarchia invischiata con il fascismo?), l’archivio della “Scuola Superiore di Guerra”che nata nel 1867,  chiusa nel 2003 si è trasformata in COSIVA (Centro Simulazione e Valutazione dell’Esercito) e oggi in COMVIE (cambiano i nomi, ma la  sostanza è sempre la stessa!). Il giorno dell’inaugurazione del COMVIE, il gen. Olla ha ricordato «il legame indissolubile che esiste da anni tra quella che un tempo era chiamata “Scuola di Guerra” e la città di Civitavecchia», ricordando, con il solito uso strumentale (e retorico!) della storia e dei personaggi storici, «il premio Nobel per la fisica Guglielmo Marconi che, proprio sulla nave “Elettra”, ormeggiata nel porto storico della città, portava avanti i suoi esperimenti». In tempi di riarmo, di corsa agli armamenti, di diffusione della cultura della difesa, di leva “volontaria, di tentativi del ministro della difesa Guido Crosetto (e degli omonimi europei) di fondere militare e civile, queste incursioni nel mondo militare (impossibile chiamarle visite di istruzione o gite scolastiche) mostrano il loro vero volto: quello della normalizzazione della guerra che attraverso la campagna di costruzione di un’immagine “positiva ” delle forze armate conduce all’avvicinamento delle nostre e dei nostri giovani al mondo militare. Da docenti, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, non possiamo fare a meno di porci le solite domande: Quale futuro stanno sognando queste e questi docenti del Galilei per le proprie studentesse e i propri studenti? Un futuro di indissolubile legame con le forze armate? Quale presente stanno mostrando loro se, già da oggi, il legame lo istituiscono con la scuola? Ci auguriamo che, se non proprio dalla dirigenza della scuola, quantomeno i colleghi e le colleghe ci arrivino delle risposte in termini pedagogici sulla necessità e la profondità didattica di queste iniziative che vanno nella direzione della militarizzazione della scuola in accordo a programmi e progetti che prendono corpo al di fuori delle istituzioni della formazione. In assenza di risposte, continueremo a ritenere valido il “paradigma della militarizzazione”, che vede la normalizzazione delle guerra connessa alla necessità di reclutare quante più possibili unità (esseri umani) per operazioni belliche. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Al Liceo “Scacchi” di Bari commemorazione delle foibe con alzabandiera ed Esercito Italiano
Sarà in virtù della vicinanza, come sosteniamo da tempo all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università; sarà per i quattro minuti a piedi che separano la Caserma “Picca” dal Liceo “Scacchi”, uno dei più prestigiosi e rinomati della città di Bari, ma la commemorazione del 10 febbraio, Giorno del ricordo per le vittime delle foibe, quest’anno ha preso decisamente la direzione della retorica militarizzata di Stato con annesse manifestazioni militaresche sotto forma di alzabandiera. Come si può leggere e “ammirare” sulla pagina Facebook (clicca qui) e sul sito del Liceo Scientifico “Arcangelo Scacchi” di Bari (clicca qui), ieri 10 febbraio 2026, in occasione della Giornata del ricordo per le vittime delle foibe, istituita dal Governo Berlusconi con la Legge n. 92 del 30 marzo 2004, i ragazzi e le ragazze del Liceo barese hanno assistito ad una inedita, non per noi, celebrazione delle vittime dell’esodo giuliano-dalmata in compagnia dell’Esercito Italiano nella cornice della Caserma “Picca”, distante solo un isolato dalla scuola. La mattinata è cominciata con un insolito, per studenti e studentesse il cui interesse principale nelle scuole dovrebbe essere studiare e socializzare, «alzabandiera a mezz’asta» in caserma. La cerimonia militaresca e solenne che non avrebbe nulla a che fare né con la routine degli alunni e delle alunne né con la vicenda storica delle foibe, da inquadrare all’interno di una spirale di odio politico che vede perseguitare i fascisti, e non solo, da parte dei partigiani comunisti, italiani e jugoslavi, dopo che per anni i fascisti italiani avevano perseguitato, cacciato e ucciso, nelle stesse foibe, gli/le abitanti italiani di lingua e cultura slava all’interno del nostro territorio nazionale. Stando alle parole riportate dai colleghi e delle colleghe del Liceo “Scacchi”, veniamo a sapere che: «La storia è uscita dai manuali per farsi riflessione viva. Dopo il saluto del Generale Notarfrancesco e l’inquadramento del Colonnello Mauro Lastella, la lectio magistralis del Prof. Nicola Neri ha acceso nei ragazzi una scintilla preziosa: la curiosità critica per la battaglia geopolitica e umana della questione giuliano-dalmata e le dinamiche del regime di Tito». Immaginiamo, quindi, che il prof. Nicola Neri, docente di storia della Guerra, delle istituzioni militari, dei trattati e politica internazionale presso il Dipartimento di Scienze politiche e di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari, si sia anche soffermato sulle dinamiche del regime fascista di Mussolini, che aveva ostinatamente e criminalmente proceduto in quei territori all’italianizzazione delle minoranze slave. E, tuttavia, pur non avendo assistito alla narrazione che il prof. Neri ha fatto ai ragazzi e ella ragazze del Liceo “Scacchi” di Bari, qualche dubbio ci viene sull’interpretazione del docente, giacché solo due anni fa il professore era stato il protagonista, insieme a esponenti di Forza Italia, di un convegno a Trinitapoli (BAT) e «Durante il convegno, è stato evidenziato che il genocidio delle foibe, in cui furono massacrati fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, donne, anziani e bambini, ha lasciato una ferita profonda nella storia italiana e croata, con un numero di vittime che si stima non inferiore a ventimila». Con rigore storiografico e scientifico, ci affidiamo alle fonti di storici che si sono occupati della vicenda per sostenere in primo luogo che non si trattò di un genocidio, come la retorica politica ha cercato di mistificare un evento di natura politica, e che le vittime accertate furono tra le 3.000 e le 5.000, un numero deprecabile, ma decisamente da ridimensionare rispetto alle ventimila. Tuttavia, per approfondimenti rimandiamo alla nostra intervista a Eric Gobetti, uno dei massimi esperti della questione, autore di un volume E allora le foibe?, pubblicato per Laterza (clicca qui per l’intervista). Ad ogni modo, al di là della sostanza, cioè l’incontro sulle foibe in un quadro ammantato da una presumibile ambiguità storiografica, ciò che denunciamo come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ormai da tempo, è la necessità della militarizzazione degli eventi, soprattutto quelli culturali e storici rivolti agli studenti e alle studentesse, condotti per la circostanza all’interno delle caserme dalla Forze Armate. Riteniamo che debba restare la scuola il luogo del confronto, del dialogo, in cui la presentazione degli argomenti storici e culturali debba essere inserita all’interno di un quadro didattico e pedagogico, su cui i docenti sono formati, che ne esalti la problematicità e la critica. La presentazione di contenuti educativi e didattici da parte di soggetti in divise militare, in contesti, assetti e posture militaresche introduce una sostanziale sproporzione pedagogica, un’asimmetrica di fondo che pregiudica il rapporto educativo, che diventa così rapporto di obbedienza. Ciò che da tempo cerchiamo di mettere in evidenza è che la militarizzazione dell’istruzione sta sdoganando lentamente il ritorno in grande stile di una pedagogia nera, uno stile addestrativo riconducibile ai manuali educativi tedeschi del XVIII e XIX secolo e storicamente riconducibili alla predisposizione di un contesto culturale favorevole all’ascesa dei regimi totalitari. La pedagogia nera, praticata in questo caso da persone in divisa o da docenti assuefatti alle pratiche standardizzate di valutazione, abitua gli studenti e le studentesse a non mettere mai in discussione l’autorità, obbedendo e conformandosi incondizionatamente ai valori degli adulti.  Anziché generare spirito critico, la militarizzazione dell’istruzione, mediante la pedagogia nera, genera cittadini e cittadine sottomessi/, corpi docili e plasmabili abituati all’assimilazione di un universo simbolico predeterminato all’interno di un sistema di ordini e gerarchia e che, in questo contesto storico, caratterizzato dal coinvolgimento in più scenari bellici e con il ritorno della leva obbligatoria alle porte, cerca di legittimare la normalizzazione della guerra. Ci auguriamo che la nostra denuncia possa essere utile ai colleghi e alle colleghe del Liceo Scacchi per riflettere insieme sulla costruzione dell’universo simbolico che intendiamo offrire ai nostri studenti e alle nostre studentesse. Qui alcuni scatti dell’iniziativa sul sito della scuola. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Bari -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Stand Esercito Italiano e Polizia al Lucca Comics&Games per parlare di Difesa
Dal 29 ottobre al 2 novembre 2025 si è tenuto il Lucca Comics&Games con oltre 280.000 biglietti venduti, la partecipazione di 17.000 professionisti e 900 ospiti.  Da dodici anni anche l’Esercito Italiano ha uno spazio espositivo alla fiera del Comics. Quest’anno nello stand i visitatori e le visitatrici potevano calarsi nella guida virtuale di mezzi militari in scenari operativi, toccare i materiali speciali degli equipaggiamenti moderni, sfogliare e abbonarsi alle riviste del settore militare, ricevere informazioni sulle prospettive professionali e di carriera nelle Forze Armate. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sappiamo che la presenza dell’Esercito Italiano al Lucca Comics&Games rientra nel Programma di Comunicazione 2019 del Ministero della Difesa (pag 27). Non solo il Lucca Comics, anche l’European Outdoor Expo a Parma, la manifestazione Firenze dei Bambini, il Salone Internazionale del Libro a Torino, il Salone dell’auto di Torino, Il Festival della Scienza a Genova, la Fiera del Levante di Bari, il Rimini Wellness, la Race for the Cure Roma etc.  Il Sistema Difesa è presente negli eventi propri della società civile per aumentare la sua influenza sulla dimensione cognitiva e sociale della gente comune, al fine di aumentare i suoi ammiratori e i suoi dipendenti. Come fosse un’azienda commerciale qualunque il Sistema Difesa entra in mostre, fiere, incontri culturali, organizza iniziative editoriali proprie, ha un suo brand. Al Lucca Comics c’era anche lo stand della Polizia con il fumetto Il commissario Mascherpa e il gioco di ruolo Collezione letale, Operazione Comics nel quale vestendo i panni degli investigatori si è giocato a raccogliere indizi e interrogare sospetti con il personale della Polizia scientifica, della Postale, della Ferroviaria, della Stradale e degli altri reparti della Polizia di Stato. (Sui fumetti e le graphic novel dei corpi militari leggi questo articolo). Potrebbe anche portare a qualche risultato il programma del Sistema Difesa di insistere con la sua presenza di segni e messaggi, negli stessi spazi ricreativi della popolazione civile, fino a manipolarne totalmente l’immaginario e conquistarlo. Ha i mezzi per riuscirci. Ma quale futuro sta disegnando per tutti noi? Niente di edificante, niente di divertente. Per questo come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ci auguriamo che tutti questi sforzi di arruolamento falliscano, che la società civile riesca presto a organizzarsi rigettando le logiche di annientamento/successo della competizione economica corrotta e delle guerre. Ci auguriamo che la narrazione che vede la guerra come insita nell’essere umano, dunque evitabile, e come unica soluzione per governare il mondo venga preso sovvertita. Basterebbe questo, tanto per iniziare. Maria Pastore, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università