Tag - diritto alla salute

Milano, 10.000 persone manifestano per il diritto alla salute
Una grande manifestazione oggi a Milano ha riaffermato il diritto alla salute, chiedendo alla Regione Lombardia un piano straordinario per abbattere le lunghissime liste d’attesa, un reale sostegno al personale sanitario, l’effettiva attivazione di un Centro Unico di Prenotazione, la trasparenza nella gestione e la fine delle nomine politiche e della “superintramoenia”. Vittorio Agnoletto di Medicina Democratica ha sintetizzato così le ragioni del corteo: “Oggi siamo qui per cercare di fermare il progetto della Regione Lombardia di privatizzare totalmente il servizio sanitario nazionale e di consegnarlo ai privati. Chiediamo il ritiro della delibera del 15 settembre, attraverso la quale la Regione ha organizzato canali privilegiati di accesso al servizio sanitario per chi ha assicurazioni, mutui e fondi finanziari, mentre il cittadino normale, che va solo con il servizio sanitario, rischia di dover aspettare un anno o due anni per essere visitato. Il diritto alla salute non può dipendere dalle dimensioni del portafoglio.” Il Comitato Promotore della manifestazione comprendeva La Lombardia SiCura – Partito Democratico – Movimento 5 Stelle – AVS – Patto Civico – Italia Viva – Rifondazione Comunista – Partito Comunista Italiano – Avanti Partito Socialista Italiano. Numerose e rappresentative le adesioni:  Osservatorio Salute – CGIL Funzione Pubblica – SPI CGIL – CGIL Lombardia – ARCI Lombardia – Medicina Democratica – ACLI Lombardia – ACLI Milano –Movimento Consumatori – Federconsumatori – Forum per il diritto alla salute – Milano in Salute – Cooperativa Sandro Pertini Vanzago – Centro per la salute Giulio A. Maccacaro Castellanza – Costituzione Beni Comuni – ATTAC Italia – Comitato Cittadini per il diritto alla salute art. 32 – Coordinamento Lombardo Dico32 – SIAL Cobas – Comitato di difesa dell’Ospedale di Merate – Comitato Assistenza Domiciliare Pubblica Lecco – Centro Culturale Emilio Caldara Milano – Associazione Smarketing – Progetto ART32 – Unione Regionale per la Salute Mentale URASAM – Associazione Marco Cavallo – Forum Salute Mentale – Movimento Milano Civica – USB Lombardia – ISDE Lombardia – Alleanza Civica del Nord – Movimento Socialista Liberale – DIEM Milano – Comitato contro ogni Autonomia Differenziata Lombardia – Coordinamento per la Democrazia Costituzionale Milano – Coordinamento Lombardo Sportelli Salute – Auser Lombardia – Comitato per la Sanità Pubblica del Municipio 9 – PRI Milano   Redazione Milano
April 11, 2026
Pressenza
[2026-04-18] Disegniamo un parco che cura - Giornata di progettazione di comunità @ Lago Bullicante Ex-Snia
DISEGNIAMO UN PARCO CHE CURA - GIORNATA DI PROGETTAZIONE DI COMUNITÀ Lago Bullicante Ex-Snia - Via di Portonaccio, 230, 00176 Roma RM (sabato, 18 aprile 11:00) GIORNI DI LIBERAZIONE Programma di avvicinamento al 25 Aprile del Pigneto a cura di Quell@ del 25 Aprile Sabato 18 aprile - dalle 11:00 ★ Disegniamo un parco che cura Giornata di progettazione di comunità
April 8, 2026
Gancio de Roma
Medicina Democratica: a congresso il 17-18 aprile a Milano
Il programma definitivo. Link al documento preparatorio di lavoro. Ecco il programma definitivo delle giornate congressuali 17-18 aprile 2026 (aperte a tutte/i) cui seguirà nella mattinata del 19 aprile l’assemblea dei soci (per chi non l’ha ancora fatto ricordiamo di procedere al rinnovo della quota sociale annuale). XI CONGRESSO MEDICINA DEMOCRATICA Ricordiamo come si svilupperà il Congresso : 17 aprile
Milano, la nuova sede di Medicina Democratica, un presidio aperto al territorio
Con l’inaugurazione della nuova sede di Medicina Democratica nasce un punto di riferimento aperto al territorio e alle sue associazioni sui temi del diritto alla salute e del sociale. Con l’inaugurazione della nuova sede Nazionale di Medicina Democratica, in via Carlo Imbonati 23, da ieri la città di Milano, e in particolare, la zona Maciachini-Municipio 9, ha un nuovo punto riferimento aperto alla cittadinanza: “ Siamo qui, a disposizione del territorio e delle organizzazioni attive sui temi della salute e del sociale per collaborare a iniziative che sappiano intercettare i bisogni delle persone, soprattutto in riferimento al diritto alle cure e alla salute, a problematiche sociali specifiche, quali, fra le altre, la condizione degli anziani, il disagio minorile, e a quelle particolari legate alla multietnicità di questa area”, ha dichiarato Marco Caldiroli, presidente nazionale di Medicina Democratica. Tantissime le persone convenute e tanti i momenti emozionanti vissuti dalle decine di soci, alcuni presenti dalla prima ora: l’apertura della nuova sede avviene infatti a 50 anni dalla costituzione di Medicina Democratica, a maggio del 1976, quasi un regalo davvero particolare, perché si tratta di locali che Medicina Democratica ha avuto in concessione grazie al bando comunale per il recupero di beni confiscati alla criminalità organizzata. “Ne siamo particolarmente orgogliosi e ringraziamo la Municipalità – ha aggiunto Caldiroli – in particolare i tecnici dell’Ufficio Spazi sociali e Immobili Confiscati alla criminalità organizzata (Direzione Welfare e Salute) per la collaborazione e la disponibilità, perché l’impegno e il sacrificio fatti per rimetterli in sesto e dotarli dei servizi anche tecnologici ci consentiranno di organizzarci al meglio con le associazioni di riferimento per rispondere alle diverse esigenze delle persone.” Riconoscimento che è stato testimoniato dagli interventi dei rappresentanti istituzionali, quali Lamberto Bertolè, Assessore al Welfare del Comune di Milano e Michele Stimola, consigliere del Municipio 9, intervenuto in rappresentanza della Presidente Anita Pirovano. “Uno spazio recuperato, rinnovato e a disposizione dei milanesi per il loro diritto alla salute”, questo il messaggio forte scaturito dai diversi interventi: molti rappresentanti delle associazioni hanno già espresso la disponibilità e la volontà di trovare forme di collaborazione con Medicina Democratica e hanno evidenziato, nello specifico, le caratteristiche multietniche del quartiere, che richiedono interventi particolari. Hanno sottolineato infatti che occorre trovare modalità adeguate per prendere contatto con i migranti, con persone che vengono da altri continenti e culture, che non solo parlano altre lingue, ma non hanno contezza dei nostri sistemi amministrativi, burocratici, in particolare con quelli connessi alla sanità e ai servizi sociali. “Tutte le attività e collaborazioni” ha aggiunto Caldiroli “saranno svolte a titolo gratuito, così come pure l’utilizzo dei nostri spazi: i programmi e le aperture saranno disponibili anche sul sito www.medicinademocratica.org.“ L’inaugurazione è stata anche occasione per annunciare l’imminente appuntamento dell’XI Congresso di Medicina Democratica, previsto dal 17 al 19 aprile, all’Auditorium Teresa Sarti Strada, Viale Cà Granda 19, con il patrocinio del Municipio 9.   Medicina Democratica
March 28, 2026
Pressenza
Milano, nuova sede per i 50 anni di Medicina Democratica in locali confiscati alla criminalità organizzata
Compleanno speciale per Medicina Democratica, che festeggia i 50 anni dalla sua costituzione con l’inaugurazione della nuova sede a Milano, grazie al bando comunale per l’assegnazione di locali confiscati alla criminalità organizzata. Marco Caldiroli “Uno spazio recuperato, rinnovato e a disposizione dei milanesi per il loro diritto alla salute.” Verrà inaugurata domani, venerdì 27 marzo, ore 17:00, la nuova sede di Medicina Democratica, in Via Carlo Imbonati 23 a Milano (Zona Maciachini – Municipio 9). Un “regalo” davvero speciale per il 50° anniversario dalla sua costituzione, perché la nuova sede è stata realizzata grazie al bando comunale per il recupero a fini sociali di locali confiscati alla criminalità organizzata, che sono stati assegnati appunto a Medicina Democratica, un suggello e un riconoscimento per una storia di impegno e attività in difesa del diritto alla salute di tutti/e, lunga mezzo secolo. “La nostra sede nazionale è sempre stata a Milano dalla nascita di Medicina Democratica come Movimento di Lotta per la Salute, e cioè dal 1976: per il nostro compleanno regaliamo una sede nuova, facilmente accessibile da parte di tutti e tutte, che vogliamo mettere a disposizione delle associazioni e dei comitati attivi in quest’area caratterizzata da diverse problematiche”, ha sottolineato Marco Caldiroli, presidente di Medicina Democratica. “Si tratta di una zona popolare multietnica, con problemi che vanno dal diritto alle cure, al diritto alla casa… Ci sono associazioni che lavorano sui temi del disagio minorile con diversi progetti. Non mancano problematiche relative alla popolazione anziana, alle attività del consultorio sui quali è attivo un comitato per la sanità pubblica. Senza contare le attività storiche di Medicina Democratica assieme ad altre associazioni, anche in relazione all’Ospedale Niguarda, con le iniziative sulla disabilità e le unità spinali…” Nella nuova sede oltre alle attività associative, saranno disponibili servizi di sportello relativi al diritto alla salute, alla gestione dei manufatti in amianto e sulla sicurezza e igiene del lavoro. Inoltre si prevedono collaborazioni con altre realtà associative per ulteriori servizi, tutti gratuiti e gestiti da volontari. I programmi e le aperture saranno disponibili anche sul sito www.medicinademocratica.org . “Non è stato un intervento semplice” ha aggiunto Marco Caldiroli “in quanto abbiamo dovuto procedere al ripristino integrale dei locali e degli impianti, sottratti, danneggiati o resi inservibili dai precedenti proprietari, con costi e lavori importanti, ma siamo soddisfatti del risultato e faremo del nostro meglio per rendere quei locali accoglienti e utili per chi vive nel quartiere e per i milanesi tutti. Ringraziamo i tecnici dell’Ufficio Spazi sociali e Immobili Confiscati alla criminalità organizzata (Direzione Welfare e Salute) per la collaborazione e la disponibilità lungo questo percorso e sicuramente per il futuro”. L’inaugurazione della nuova sede avviene a 20 giorni dal XI Congresso di Medicina Democratica, previsto dal 17 al 19 aprile, all’Auditorium Teresa Sarti Strada, Viale Cà Granda 19, con il patrocinio del Municipio 9.   Medicina Democratica
March 26, 2026
Pressenza
La Sardegna reclama salute pubblica
La situazione della sanità pubblica è diventata sempre più lacunosa e precaria un po’ in tutta Italia ma, come di costume, diventa addirittura allarmante e al limite del collasso, in alcune regioni, prima fra le quali la Sardegna. Pronti soccorsi in cui si può far la fila per 24 o 36 ore, prima di essere visitati, chiusura di reparti negli ospedali, liste d’attesa bibliche per alcuni esami diagnostici e per le visite specialistiche, medici di base e guardie mediche a dir poco insufficienti. Sempre più persone si trovano costrette, davanti alle emergenze per la propria salute, a rivolgersi al sistema privato, pagando di tasca propria per prestazioni che dovrebbero essere erogate dal servizio pubblico. Magari fino a raschiare il portafoglio e così, chi non ce la fa, rinuncia addirittura a curarsi. E’ in questo contesto disumanizzante, che il Coordinamento dei comitati sardi per la sanità pubblica ha chiamato la popolazione a Cagliari, per una manifestazione di protesta, davanti ad una situazione diventata insostenibile. Occorrerebbero molti più medici negli ospedali, spesso anche più infermieri e più operatori sanitari, ma anche una più capillare presenza dei presidi sanitari in tutti i territori, soprattutto quelli più isolati. Ma questo richiederebbe uno sforzo economico notevole, che il governo preferisce dedicare al settore degli armamenti. Vale a dire che si preferisce investire sulla morte, non sulla vita. In piazza c’erano circa un migliaio di manifestanti, provenienti da diverse zone dell’isola, dove a macchia di leopardo si sono costituiti comitati locali per la difesa della sanità pubblica. Il corteo è arrivato in via Roma, sotto il palazzo del Consiglio regionale, dove una delegazione è stata ricevuta dai rappresentanti delle istituzioni, per presentare le richieste dei comitati popolari. Nel frattempo gli interventi dei portavoce dei vari territori, hanno dipinto un quadro da vera apocalisse della sanità pubblica in Sardegna. In particolare l’associazione Passeggini vuoti ha voluto mettere in luce il collegamento tra la diminuzione delle nascite, assai incisiva in molti paesi dell’interno, a rischio di spopolamento, e la mancanza di cure pediatriche vicine. Erano ben visibili sulla piazza una quindicina di passeggini vuoti, dove il bambino era sostituito da un cartello, come “senza cure l’infanzia non nasce”, o “dove sono i pediatri?”. Da segnalare anche l’intervento del portavoce dell’associazione di base dei consumatori (ABACO) che ha messo in relazione il collasso della sanità pubblica con l’economia di guerra che privilegia gli investimenti nel settore della Difesa, ovvero nelle armi. In questo modo vengono trascurati tutti i servizi pubblici, la salute, la scuola, l’aiuto ai disabili, agli anziani, la solidarietà sociale, per assecondare i profitti dei guerrafondai. La sensazione è che questa sia solo una tappa, in una lotta per la difesa della sanità pubblica e per una società che sia propensa alla cura, dell’ambiente come della persona, piuttosto che a produrre strumenti di morte, che incrementano nuove ferite e nuovi dolori. Carlo Bellisai
March 8, 2026
Pressenza
L’emigrazione sanitaria vale oltre 5 miliardi, in mezza Italia non ci si può curare
Non si è mai viaggiato così tanto per curarsi in Italia, ma non è un buon segno. Significa che, in Italia, il diritto alla salute non è garantito ovunque allo stesso modo, e spesso non è garantito affatto. Stando infatti agli ultimi studi della Fondazione Gimbe, nel 2023 la mobilità […] L'articolo L’emigrazione sanitaria vale oltre 5 miliardi, in mezza Italia non ci si può curare su Contropiano.
March 5, 2026
Contropiano
“La cura non è un reato”: appello, urgente, in difesa dell’autonomia medica e del diritto alla salute
I fatti accaduti il 12 febbraio 2026 presso l’Ospedale di Ravenna — la perquisizione “prima dell’alba” del reparto di Malattie Infettive e l’indagine a carico di sei medici — segnano un punto di rottura inaccettabile tra l’esercizio della medicina e le logiche di pubblica sicurezza. La petizione online su Change.org, già sottoscritta da numerosi operatori sanitari e aperta alle adesioni di tutti, è rivolta a * Presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri * Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO) * Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale * società scientifiche e alle associazioni di soccorso e cura delle persone migranti LA CURA NON È UN REATO Come medici e cittadini, denunciamo con forza: 1. L’attacco all’autonomia e alla deontologia medica Il medico ha il dovere etico e giuridico di agire in scienza e coscienza, con l’unico obiettivo della tutela della vita e della salute (Art. 4 del Codice Deontologico). Sindacare una valutazione clinica di inidoneità al trasferimento in un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (richiesta espressamente dall’art. 3 della Direttiva del Ministero dell’Interno del 19/05/2022) attraverso strumenti repressivi significa trasformare un atto medico in un atto burocratico di polizia. Ribadiamo che la decisione clinica non può essere subordinata a esigenze di ordine pubblico o di gestione migratoria. 2. La patogenicità dei CPR: un dato scientifico, non un’opinione Le inidoneità certificate dai colleghi non sono “arbitrarie”, ma si fondano su dati clinici nonché sull’evidenza scientifica della natura intrinsecamente patogena dei CPR. Come attestato dal Policy Brief della World Health Organization (WHO) di gennaio 2026, la detenzione amministrativa delle persone migranti è un driver diretto di malattie infettive e disturbi psichiatrici gravi. In tali contesti, il medico che certifica l’inidoneità agisce per prevenire un danno certo alla salute, in pieno adempimento del principio di non maleficenza. Ribadiamo che l’Articolo 32 del Codice di Deontologia Medica – Doveri del medico nei confronti dei soggetti fragili – afferma che ”Il medico tutela il minore, la vittima di qualsiasi abuso o violenza e la persona in condizioni di vulnerabilità o fragilità psico-fisica, sociale o civile in particolare quando ritiene che l’ambiente in cui vive non sia idoneo a proteggere la sua salute, la dignità e la qualità di vita.” 3. Un modus operandi lesivo della dignità ospedaliera Denunciamo fermamente le modalità della perquisizione a Ravenna, condotta con uno spiegamento di forze tipico delle operazioni contro organizzazioni criminali. Questo approccio, volto palesemente a ottenere clamore mediatico, umilia il personale sanitario, distoglie risorse dalla cura dei pazienti e crea un clima di intimidazione che mina la serenità necessaria all’esercizio della professione. Inoltre tale condotta si configura concretamente come interruzione di un pubblico servizio (Art. 340 c.p.), mettendo a rischio la continuità assistenziale per tutti i pazienti ricoverati e in attesa di cure. 4. La tutela della salute come pilastro costituzionale L’Articolo 32 della Costituzione definisce la salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Questo diritto non decade con lo status giuridico di una persona. L’autonomia del giudizio medico dalle procedure di polizia è l’unica garanzia per il mantenimento di un sistema sanitario universalistico e umano. Chiediamo: 1) Piena solidarietà ai colleghi indagati, che hanno onorato la propria missione nonostante le pressioni di un sistema che vorrebbe la medicina asservita alla frontiera. 2) Una presa di posizione ferma della FNOMCeO e degli Ordini dei Medici provinciali per difendere l’inviolabilità dell’atto medico da ogni ingerenza investigativa che pretenda di processare una diagnosi. 3) L’intervento del Garante Nazionale per arginare lo sviluppo di un clima inquisitorio che rischia di compromettere, ove non lo stia già facendo, il diritto alla salute delle persone destinate a forme di detenzione ed il segreto professionale a cui gli operatori sanitari sono chiamati. QUANDO LA CURA DIVENTA UN REATO, È LA DEMOCRAZIA STESSA A ESSERE IN PERICOLO. Redazione Italia
February 17, 2026
Pressenza
Cittadinanzattiva: l’emergenza italiana è l’accesso alle cure
La principale emergenza sanitaria in Italia non riguarda la qualità delle cure, ma la possibilità stessa di accedervi. È un quadro a tinte fosche quello dipinto da Cittadinanzattiva, che un paio di settimane fa ha presentato presso il Ministero della Salute il “Rapporto civico sulla salute 2025” e il “Rapporto […] L'articolo Cittadinanzattiva: l’emergenza italiana è l’accesso alle cure su Contropiano.
December 29, 2025
Contropiano