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Donazioni e trapianti: Italia seconda tra i grandi Paesi europei per tasso di donazione
Il 2025 è stato il miglior anno di sempre per numero di trapianti di organo: gli interventi eseguiti sono stati 4.678, 36 in più rispetto ai 4.642 del 2024. E’ quanto certifica il Centro nazionale trapianti con il Report analitico 2025, un documento di oltre 300 pagine che approfondisce i dati preliminari diffusi lo scorso marzo e restituisce il quadro definitivo e completo dell’attività della Rete trapiantologica italiana (donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule staminali emopoietiche, liste d’attesa, dichiarazioni di volontà, sicurezza e qualità dei processi e attività sperimentali). Durante lo scorso anno sono stati segnalati nelle rianimazioni 3.290 potenziali donatori (+3,9%), di cui 1.760 hanno poi effettivamente donato (+1,7%). Con 29,8 donatori per milione di abitanti, l’Italia si conferma seconda tra i grandi Paesi europei per tasso di donazione, dietro la Spagna (51,9) e davanti a Francia (27,6), Regno Unito (20,8) e Germania (11,2). A livello regionale i tassi più elevati sono stati registrati in Veneto (49,3 donatori per milione), Toscana (45,6) ed Emilia-Romagna (42,2). Continua intanto a cambiare l’identikit di chi dona. L’età media dei donatori utilizzati è salita a 64,2 anni, contro i 58,8 del 2016. I donatori con più di 65 anni sono stati 967, quasi il doppio rispetto ai 488 di dieci anni prima, mentre il più anziano nel 2025 aveva 99 anni. L’evoluzione di questo dato testimonia la crescente capacità della Rete di valutare e utilizzare in sicurezza organi provenienti da donatori anziani o con caratteristiche cliniche complesse. A sostenere la crescita costante dell’attività è soprattutto la donazione a cuore fermo, ormai stabilmente entrata nella pratica clinica di molti ospedali italiani. Nel 2025 i donatori utilizzati sono stati 428, il 50,7% in più rispetto all’anno precedente e il 24,3% di tutti i donatori. Questa tipologia di donazione ha consentito 897 trapianti (+44,2%), pari a circa il 21% dell’attività da donatore deceduto. Dieci anni fa, nel 2015, i donatori a cuore fermo erano stati appena sei. Segno positivo anche per la donazione da vivente: i donatori sono stati 387 (+5,7%), dei quali 364 di rene e 23 di fegato. Nel corso dell’anno sono stati inoltre realizzati quattro trapianti nell’ambito delle catene cross-over ed è stata registrata la decima donazione samaritana avvenuta in Italia. Per quanto riguarda i singoli organi, nel 2025 sono stati effettuati 2.367 trapianti di rene, 1.753 di fegato (+1,8%), 451 di cuore (+9,2%), 144 di polmone (-17,2%) e 35 di pancreas. Di questi, 183 interventi sono stati eseguiti in urgenza nazionale: 99 trapianti di cuore, 61 di fegato, 17 di polmone e 6 di rene. Il Report dà conto anche di 211 trapianti pediatrici: 93 di fegato, 90 di rene, 25 di cuore e 3 di polmone. L’ospedale con il maggior numero complessivo di trapianti è stato l’Aou Città della Salute e della Scienza di Torino (482), davanti all’Azienda ospedaliera di Padova (475) e al Policlinico di Bari (294). Torino ha realizzato il maggior numero di trapianti di fegato (194), mentre Padova è risultata prima per trapianti di rene (264), polmone (37) e pancreas (12); Bari ha segnato il primato nazionale per il cuore, con 108 interventi. Tuttavia, resta elevato il numero delle persone che aspettano un organo: alla fine del 2025 i pazienti in lista erano 8.401, il 3,1% in più rispetto agli 8.146 dell’anno precedente. I tempi medi per arrivare al trapianto sono stati di 20 mesi per il rene, 4 mesi per il fegato, 8,1 mesi per il cuore, 8,7 mesi per il polmone e 8,5 mesi per il pancreas. Per i pazienti nelle condizioni più gravi, inseriti nei programmi di trapianto urgente, l’attesa è stata mediamente di pochi giorni: 2,5 per il fegato, 9,6 per il cuore e 10,8 per il rene, mentre per il polmone è stata di 29,9 giorni. Il Report richiama l’attenzione anche sul nodo delle opposizioni: nel 2025 i rifiuti alla donazione rilevati nelle terapie intensive sono stati il 29,2%, sostanzialmente stabili rispetto al 28,7% del 2024. Secondo la stima del CNT, questi “no” hanno impedito la realizzazione di circa 2.400 trapianti. Nel confronto con gli altri grandi Paesi europei, il tasso italiano è superiore a quello della Spagna (22%), ma più basso rispetto a Francia (37,1%), Regno Unito (41%) e Germania (49%). Ancora più alta la quota delle opposizioni registrate dai cittadini al rinnovo della carta d’identità elettronica: su 3.766.794 dichiarazioni raccolte nei Comuni, i consensi sono stati 2.257.970 (59,9%) e i “no” 1.508.824 (40,1%). A esprimersi è stato il 58,9% di chi ha rinnovato il documento. Numeri in crescita anche per i tessuti, con le donazioni che sono state 16.825 (+5,6%) e i trapianti 27.354 (+2,6%): tra gli incrementi più significativi figurano le donazioni di membrana amniotica (+28,2%) e di tessuto adiposo (+61,3%) e i trapianti di vasi (+17,4%). Nel settore delle cellule staminali emopoietiche, gli iscritti attivi al Registro italiano dei donatori di midollo osseo hanno raggiunto quota 525.682, con 30.872 nuovi reclutamenti. Le donazioni effettive sono state 490 (+19,5%), mentre i trapianti realizzati grazie a un donatore volontario iscritto al Registro sono stati 1.161 (+6%). Il Report fotografa anche lo sviluppo del programma nazionale di trapianto di microbiota fecale: dal suo avvio, nell’aprile 2020, sono stati effettuati 396 trattamenti in nove centri, con una risoluzione clinica nel 95% dei casi. Completano il Report i capitoli dedicati all’attività di procurement e agli scambi di organi con l’estero, alla donazione di cellule riproduttive, all’attività ispettiva, al monitoraggio delle reazioni e degli eventi avversi e ai controlli di qualità dei laboratori di immunologia dei trapianti. Qui il Report: https://www.trapianti.salute.gov.it/sites/default/files/2026-07/REPORT%202025_R6.pdf. Giovanni Caprio
August 10, 2026
Pressenza
‘Stabilicum’, ovvero: l’importante è non perdere mai
Il nome dato alla proposta della maggioranza di governo per la riforma della legge elettorale è Stabilicum. Pur se in falso latino, come ormai prassi per le leggi elettorali in Italia, dovrebbe – o vorrebbe – veicolare un significato di stabilità e certezza di (ri)elezione del prossimo nuovo governo. Non entriamo qui nel merito delle specificità della legge elettorale sostenuta dalla maggioranza dal momento che ben più autorevoli commentatori ne hanno dato conto e ne stanno spiegando ad oggi risvolti positivi e negativi, problematiche e peculiarità. La volontà del governo attuale è quella di mostrarsi come forte e credibile nei confronti delle istituzioni politiche europee ma anche nei confronti della Nato, delle istituzioni bancarie comunitarie. Insomma: la necessità è quella di mostrare la propria stabilità, per l’appunto. Da qui la necessità di far sì che grazie alla prossima legge elettorale ‘si sappia la sera chi debba governare il giorno dopo’, parafrasando un Renzi quando era Presidente del consiglio dei ministri, era segretario del Partito democratico e propugnava il suo modello denominato Italicum. Praticamente una vita (politica) fa. Eppure il legislatore italiano ha messo più volte mano alla legge elettorale, cambiando spesso forma, modo e soglia d’accesso alle istituzioni al fine di mutare a proprio vantaggio una presenza parlamentare che fosse il più ‘monocolore’ possibile. Nel corso degli ultimi vent’anni le modifiche alla legge elettorale sono state tre. La prima fu nel 2005, la legge Calderoli successivamente denominata «porcata» dal suo stesso proponente, dunque diventata giornalisticamente nota col nome di Porcellum. Quella legge, poi dichiarata parzialmente incostituzionale, rimase in vigore per tre legislature e andò a modificare il Mattarellum, la legge Mattarella del 1993. Successivamente, nel 2015, da Matteo Renzi venne proposto l’Italicum, ma la legge che fu approvata quell’anno venne dichiarata incostituzionale, dunque mai realmente utilizzata. Ultima modifica, nel 2017, la legge Rosato, il Rosatellum, in vigore nelle ultime due legislature. Nel continente africano esiste un detto che recita più o meno in questo modo: «non si organizzano le elezioni per perderle [on n’organise pas des élections pour les perdre]». A onor del vero sembra che sia più questa espressione politicamente scellerata a guidare la maggioranza, piuttosto che la stabilità ricercata e sbandierata. Intendiamoci: se la vocazione dell’Italia è quella di mostrarsi forte e all’altezza degli altri paesi europei, quello che sta succedendo da un ventennio è la rappresentazione di un Paese preda di organizzazioni politiche gelose del potere e bramose di tenerlo per sé. Tutt’altro che un Paese moderno basato sulla cooperazione tra differenti forze politiche: il dibattito, anzi, è viziato da post sui social, politiche che si misurano con i cuori di Instagram o le visualizzazioni di TikTok e titoli sensazionalistici sulla stampa. Non solo. È anche la fotografia di forze politiche non disposte al dialogo e ad un’idea di sconfitta dopo il proprio periodo di governo ponendo come necessaria la legge (magari poi incostituzionale) per far sì che si possa tornare immediatamente al potere. Forse i governi di questi decenni più che a ideali di democrazia liberale, si sono ispirati a modelli di mantenimento quasi imperituro del potere come accade in Camerun, in cui Paul Biya è stato rieletto a 92 anni per l’ottavo mandato consecutivo oppure in Congo (Brazzaville) in cui Denis Sassou Nguesso governa dal 1997 senza mai essere stato sconfitto. L’importante è non perdere mai. La credibilità della classe dirigente e il bene del Paese possono aspettare. Marco Piccinelli
July 14, 2026
Pressenza
L’unica questione su cui gli israeliani possono unirsi: la pena di morte per i palestinesi
Dopo aver approvato due leggi sulla pena di morte in sei settimane, Israele sta investendo centinaia di milioni di dollari per tentare di giustiziare palestinesi in diretta televisiva. Il sostegno unanime a queste leggi dimostra che la società israeliana può unirsi attorno al motto “morte ai palestinesi”. Il 30 marzo, […] L'articolo L’unica questione su cui gli israeliani possono unirsi: la pena di morte per i palestinesi su Contropiano.
June 17, 2026
Contropiano
Roma si prepara per i due giorni “No Kings” del 27 e 28 marzo
Sabato 28 marzo a Roma ci sarà la manifestazione “together-insieme” lanciata lo scorso gennaio dalla piattaforma nazionale no Kings, ispirata ai moltitudinari cortei statunitensi dell’autunno 2025. La manifestazione vuole contestare un ordine mondiale sempre più basato su guerra e autoritarismo, che vede in Trump il modello paradigmatico ma che si sta replicando in forme differenti in molti paesi a partire dall’Italia fedele alleata indiscussa degli Stati Uniti. La manifestazione, con concentramento a piazza della Repubblica alle ore 14.00 e conclusione a San Giovanni, è stata lanciata ben prima dell’aggressione all’Iran e al Libano, ma l’attuale situazione in Asia sudoccidentale sarà ovviamente al centro dell’attenzione e della protesta. Essa infatti è l’ ennesimo esempio devastante di una gestione del potere basata sulla guerra e sulla negazione degli strumenti del diritto internazionale. La coalizione che ha lanciato la piattaforma è molto vasta e variegata e include le soggettività che hanno animato le manifestazioni contro il ddl 1660, ma pure Stop Rearm che organizzò il corteo del 18 giugno 2025 a Roma proprio contro l’economia di guerra e la corsa al riarmo. In generale la piattaforma ha cercato in questi mesi di creare convergenze tra lotte e reti, convinta che il momento storico richieda uno sforzo massimo di messa in comune di strategie e piani di azione. Sarà ovviamente anche il primo corteo a seguito della batosta referendaria per il governo in carica: questa circostanza può far crescere la partecipazione anche ben oltre il perimetro delle organizzazioni promotrici. Dopo il successo indubbio dei cortei in occasione dell’ 8 marzo, sarà importante mantenere un alto livello di mobilitazione nazionale come fu per le piazze contro il genocidio a Gaza dell’autunno scorso. La piattaforma No Kings ha inoltre messo in luce fin dall’inizio la connessione tra la violenza del regime di guerra nelle relazioni internazionali e la violenza del regime di guerra agito contro il dissenso all’interno di regimi sempre più autoritari. In tal senso in Italia sarà anche uno dei primi cortei dall’entrata in vigore dell’ennesimo vergognoso decreto sicurezza finalizzato a limitare fortemente le libertà civili e le possibilità di protesta. Alla manifestazione parteciperà anche la rete Equipaggi di terra-Roma, che da ottobre ha cercato di costruire convergenza e mobilitazione in città sul tema della guerra e sul supporto alle flottiglie. Il punto di incontro dato dagli “equipaggi” è a «piazza Gaza» (piazza dei Cinquecento) alle 13.30 davanti a palazzo Massimo. Il corteo sarà anticipato da un grande evento culturale, un happening presso la città dell’altra economia venerdì 27 marzo, dalle 14 in poi, in cui decine di artist3 musicist3 si esibiranno come forma di sostegno alla manifestazione. Il quadro politico nazionale e internazionale continua ad essere fortemente preoccupante ma il corteo può essere una conferma della solida determinazione a muoversi verso una primavera ricca di molteplici lotte. La copertina è di Marta D’Avanzo SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Roma si prepara per i due giorni “No Kings” del 27 e 28 marzo proviene da DINAMOpress.
March 26, 2026
DINAMOpress
Imola, 14 marzo: “Esperienze concrete di opposizione al militarismo ed al commercio di armi”
SABATO, 14 MARZO 2026, ORE 17:00 IMOLA, PARCO VERZIERE DELLE MONACHE, VIA FRATELLI BANDIERA 19 Segnaliamo un’interessante iniziativa in programma a Imola sabato 14 marzo alle 17:00. L’Assemblea Anarchica Imolese organizza un incontro con dibattito sul tema della militarizzazione per analizzare alcune “Esperienze concrete di opposizione al militarismo ed al commercio di armi” presenti sul territorio emiliano romagnolo. Oltre a Giuseppe Curcio, che racconterà in sintesi l’esperienza dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università con un focus sull’attività in UNIBO, interverrà anche Stefano Cobelli del Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna dirette verso Israele ed i territori occupati della Cisgiordania. Sarà anche presente un gruppo di attivisti che riferiranno sulla cittadella dell’aerospazio a Forlì, un polo tecnologico.aeronautico che sta nascendo sulla base di una collaborazione fra Università di Bologna, Comune di Forlì, Fondazione Cassa di Risparmi di Forlì e Regione Emilia Romagna e intende sviluppare la space economy nel territorio, anche in partnership con aziende aerospaziali come Leonardo, Avio, Telespazio. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Il 14 marzo un “NO” a tutto campo
Il 14 marzo a Roma ci sarà una manifestazione nazionale che, con il passare dei giorni e l’incremento delle guerre, sta acquisendo una importanza crescente. Originariamente convocata dal Comitato per il NO Sociale per dare valore aggiunto alla campagna per il No nel referendum costituzionale e materializzare l’opposizione politica e […] L'articolo Il 14 marzo un “NO” a tutto campo su Contropiano.
March 10, 2026
Contropiano
Iran: le manovre delle opposizioni in vista del possibile attacco USA
Sono riprese alla spicciolata le proteste contro la Repubblica Islamica in alcune delle maggiori università iraniane, mentre il paese attraversa un momento di forte tensione a causa delle minacce americane. Diversi video sono emersi di studenti che urlano slogan antigovernativi, scontrandosi, a volte, con loro colleghi filogovernativi. Le autorità hanno […] L'articolo Iran: le manovre delle opposizioni in vista del possibile attacco USA su Contropiano.
February 26, 2026
Contropiano
C’è una opposizione vera nel paese. No alla criminalizzazione delle mobilitazioni
E’ evidente quanto sfacciato il tentativo degli apparati del governo, dei mass media “a servizio” e delle stesse forze di opposizione, di oscurare due grandi giornate di mobilitazione popolare nelle piazze delle città italiane con lo sciopero del 28 novembre e a Roma con la grande manifestazione del giorno dopo, […] L'articolo C’è una opposizione vera nel paese. No alla criminalizzazione delle mobilitazioni su Contropiano.
December 3, 2025
Contropiano
Caso “La Stampa” | Il prezzo di stare dalla parte giusta – di Cristina Roncari
Sabato sera. Cena. La Tv gira per conto suo. Arrivano le parole: “Ignobile, vile, grave, irresponsabile, anni di piombo”. Guardo le immagini: ragazzi entrano nella sede del quotidiano La Stampa e come si direbbe oggi in linguaggio antagonista “ lo sanzionano”. Mi colpiscono volti scoperti. Santa ingenuità. Con un governo di estrema destra e [...]
November 30, 2025
Effimera