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Foibe, il PD casca nella narrazione revisionista: partigiani jugoslavi sarebbero “nazionalisti”?
Il 10 febbraio, in memoria di “Martiri della Foibe”, il Partito Democratico – sulla sua pagina Facebook – ha scritto: “Ricordare non solo come atto di giustizia per il passato ma come dovere per il futuro: la giornata di oggi, dedicata alla tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati, e della complessa storia del confine orientale, testimonia ancora una volta le conseguenze catastrofiche dei totalitarismi e dei nazionalismi, tutti. Il ricordo di quelle atrocità deve aiutarci soprattutto oggi a produrre anticorpi perché simili orrori non si ripetano, difendendo la libertà, il rispetto dei diritti umani e della convivenza pacifica.” Un commento che solo chi non sa di cosa sta parlando può scrivere, tentando di intuire quale sia l’argomento, ma cadendo comunque nell’errore. In questa storia, l’unico nazionalismo a trionfare è stato il fascismo italiano: l’occupazione coloniale fascista delle terre slave, l’italianizzazione fascista delle terre slave (in cui l’italiano venne imposto come lingua ufficiale, abolendo le lingue slave), l’italianizzazione dei cognomi slavi, l’antislavismo fascista e la reclusione delle popolazioni slave in campi di concentramento. In questo articolo si spiega in modo chiaro e lucido cosa è il “Giorno del Ricordo” e la vera storia che non si vuole raccontare. Purtroppo è così: quando si vuole fare opposizione imitando la destra, il rischio è di diventare parte di essa. Per informazione riportiamo una serie di link che potrebbero aiutare il Partito Democratico ad informarsi sull’argomento: E allora le FOIBE? – Alessandro Barbero (Speciale 10 Febbraio)https://www.youtube.com/watch?v=iANYVWwcb-o A colloquio con il rettore e storico dell’arte Tomaso Montanari https://left.it/2021/09/02/tomaso-montanari-la-cultura-e- il-vaccino-contro-il-fascismo/ La memoria perduta https://umanitanova.org/la-memoria-perduta-del-giorno- del-ricordo/ La scommessa persa di chi puntava su di una destra liberale. Il “Giorno del ricordo” e l’avvio, da parte di personalità delle istituzioni, di una campagna di rilegittimazione del fascismo. L’urgenza di una controffensiva democratica rigorosa e unitaria https://www.patriaindipendente.it/idee/editoriali/il-lunghissimo-secolo-breve/ Foibe: la macchina dell’oblio. Strumentalizzazioni politiche del Giorno del Ricordo https://www.valigiablu.it/foibe-strumentalizzazioni-politiche-montanari/ Altri Paesi, come la Germania, hanno mostrato, a posteriori, più coraggio nell’illuminare angoli di buio della storia recente. Oggi, dopo ottanta anni, gli autori di A ferro e fuoco vogliono che sia il momento giusto anche per noi. https://lavocedinewyork.com/arts/2021/04/10/le-terre-dellalto-adriatico-teatro- delle-due-guerre-parla-lo-storico-raoul-pupo/ L’OCCUPAZIONE ITALIANA DELLA JUGOSLAVIA 1941-1943 https:// occupazioneitalianajugoslavia41-43.it/ Foibe e Shoah, le manipolazioni della destra così ha cercato la rivincita https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2021/09/04/news/foibe-e-shoah-le- manipolazioni-della-destra-cosi-ha-cercato-la-rivincita-1.40666324/ Virginia Tonelli, bruciata viva nella Risiera di San Sabba https://vitaminevaganti.com/2019/11/09/virginia-tonelli- bruciata-viva-nella-risiera-di-san-sabba/ “Ricordati di ricordare” la Risiera di San Sabba https://www.patriaindipendente.it/ultime-news/ricordati-di-ricordare/ Virginia Tonelli https://www.anpi.it/biografia/virginia-tonelli https://www.patriaindipendente.it/wp-content/uploads/2019/06/Il- Quaderno-dellAnpi-Udine-dedicato-ai-tre-Martiri-della-Risiera.pdf “GIORNO DEL RICORDO”: COME L’USO PROGAGANDISTICO E MISTIFICATORIO FASCISTA RENDE DIFFICILE IL MESTIERE DI STORICO. INTERVISTA AD ERIC GOBETTI https://www.radiondadurto.org/2022/02/10/giorno-del-ricordo-come-luso-progagandistico-e-mistificatorio-fascista-rende-difficile-il-mestiere-di-storico-intervista-ad-eric-gobetti/ Giorno del ricordo, Eric Gobetti: “È diventata la giornata di rivalutazione del fascismo” https://www.micromega.net/giorno-del-ricordo-gobetti «E allora le foibe?» Ne parliamo con lo storico Eric Gobetti > «E allora le foibe?» Ne parliamo con lo storico Eric Gobetti Il mito di Norma Cossetto. Intervista a Claudia Cernigoi > Il mito di Norma Cossetto. Intervista a Claudia Cernigoi Le atrocità di Mussolini. I crimini di guerra italiani. Un libro che risorge dalle sue ceneri > Le atrocità di Mussolini. I crimini di guerra italiani. Un libro che risorge > dalle sue ceneri “Le atrocità di Mussolini”, un libro per sfatare il mito degli “italiani brava gente” > “Le atrocità di Mussolini”, un libro per sfatare il mito degli “italiani brava > gente” Lorenzo Poli
February 12, 2026
Pressenza
Pina Picierno, la destra neoliberale del PD
“La linea comunicativa del PD sul referendum è insultante e svilente, assimila chi vota Sì al fascismo. Io voterò Sì, e lo farò in compagnia di molti elettori e militante del PD” – queste sono le parole di Pina Picierno, Vicepresidente del Parlamento Europeo e membro del PD, che avallano di fatto la riforma costituzionale della giustizia del governo Meloni. Parole che risultano assurde, dal momento che il PD ha scelto una via molto blanda, nonostante il suo sostegno al NO al referendum. Forse Picierno vuole puntare il dito alla sinistra vera in Italia – a sinistra del PD – quella che oramai rimane solo nei movimenti sociali, sindacali e in gran parte del mondo associazionistico della sinistra: quel mondo che ha intrapreso un forte percorso di opposizione a questa riforma che, oltre a minare e togliere terreno alla magistratura indipendente, ha tutta l’aria di prevedere uno sbilanciamento dei poteri dello Stato in cui il potere giudiziario viene messo sotto controllo dal potere esecutivo. Si tratta di caratteristiche, compresa la separazione delle carriere, che erano già presenti nel Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli, “venerabile” della P2, – che si augurava un colpo di Stato fascista contro la Repubblica italiana negli anni Settanta – e nel programma elettorale di Forza Italia del 2001 (partito fondato dal piduista Silvio Berlusconi), del 2006 e del 2008 (sottoforma della coalizione Popolo della Libertà) e nella controriforma della giustizia Alfano del 2009. Quindi possiamo affermare che un po’ di “fascismo” in questa riforma c’è, nonostante l’illazione di Picierno. Ma perchè a Picierno piace questa riforma? Picierno, pur essendo un’europarlamentare del PD, è ben lontana dalla cultura politica di sinistra e dall’avere un percorso di sinistra. Oggi Picierno è tra gli esponenti di quella che viene chiamata “sinistra neoliberale”, ovvero la corrente liberal-progressista che ha trovato spazio “a sinistra” dopo gli anni del riflusso trovando un grande vuoto a sinistra. Si tratta di tutta quella amalgama politica che in Italia ha fatto di tutto per cancellare la cultura politica della sinistra in Italia, ma che ha trovato spazio d’azione a sinistra perchè nessuno in quegli anni era riuscito ad opporsi al berlusconismo. I neoliberali sono una corrente di destra che, pur mantenendosi progressisti sui temi dei diritti civili, sono fortemente conservatrice in ambito economico e per quanto riguarda i diritti sociali, rincorrendo i dettami del neoliberismo e della grande finanza internazionale, spesso trovando alleanze e dialoghi proprio con quella destra liberale a cui falsamente si oppongono. Per capire dunque l’avallo della Picierno alla riforma costituzionale del Ministro Nordio in materia di giustizia, bisogna indagare nella sua storia politica. Picierno nasce a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), da una famiglia originaria di San Marco a Teano (Caserta), figlia di Pasquale Picierno, ingegnere di Sessa Aurunca e segretario cittadino de La Margherita, a sua volta fratello di Raffaele Achille Picierno (1949), esponente della Democrazia Cristiana prima e del Partito Democratico (PD) poi, consigliere comunale, assessore e sindaco di Teano. Cresciuta politicamente nel Partito Popolare Italiano (PPI), e nell’Irpinia di Ciriaco De Mita (1), a cui ha più volte dichiarato la propria vicinanza politica e che in passato ha definito “il mio mito“, nel 2002 aderisce alla confluenza del PPI, assieme a Rinnovamento Italiano di Lamberto Dini e I Democratici di Arturo Parisi, ne La Margherita di Francesco Rutelli, di cui a marzo 2005 divenne presidente federale della sua organizzazione giovanile, i Giovani della Margherita, eletta al congresso che si svolse a Napoli. Nel 2007 partecipa allo scioglimento de La Margherita e alla sua confluenza nel Partito Democratico (PD), partito coalizionalista ben distante dalla cultura politica della sinistra, che accoglie tra le sue fila – per la maggior parte – ex-democristiani storici, giovani del rinato Partito Popolare, membri de La Margherita e una risicata minoranza di DS e socialisti. A novembre 2007 Walter Veltroni (ex-comunista che ha sempre tentato di rinnegare il suo passato), eletto segretario alle elezioni primarie di quell’anno, nomina Picierno nella segreteria nazionale come responsabile con delega ai giovani. Nel 2012 ha sostenuto la mozione di Pier Luigi Bersani alle elezioni primarie di “Italia. Bene Comune”, per la scelta del leader della coalizione di centro-sinistra e candidato alla Presidenza del Consiglio, esprimendosi tramite Twitter contro la mozione dell’allora sindaco di Firenze Matteo Renzi. Poi, però, nel partito, diventano sempre più preponderanti e pressanti le idee di giovanilismo, di “svecchiamento” e di “rottamazione” di Matteo Renzi, che in realtà non hanno l’obiettivo di svecchiare, ma bensì screditare la vecchia guardia del PD, soprattutto tutti coloro che avevano una storia politica di sinistra (D’Alema, Bersani, Cuperlo, Civati etc…), per inaugurare la svolta neoliberista del PD. Pina Picierno, nel frattempo infatti, si avvicina a Renzi e il 5 giugno 2013 viene nominata Responsabile legalità del Partito Democratico, nella nuova segreteria nazionale guidata dal “reggente” Guglielmo Epifani. Il 9 dicembre 2013 viene nominata da Renzi, divenuto segretario del PD, Responsabile Legalità e Sud nella sua segreteria nazionale del partito, rimanendo in carica fino a settembre 2014. In quel periodo, Picierno era eurodeputata e si concentrava su temi economici e la difesa dell’operato del governo Renzi, definendo l’Italia in ripresa. Durante gli anni del governo Renzi ha difeso strenuamente la Riforma del Lavoro del Ministro Poletti (il famoso Job Act), la misura del bonus 80 euro e attaccato la CGIL per le proteste sindacali. In vista del referendum sulla riforma costituzionale di Renzi del 4 dicembre 2016, Picierno – in quanto “renziana di ferro” – si schiera per il Sì alle riforme. La riforma proposta nel 2016 – fatta a tavolino con Berlusconi con il famoso Patto del Nazareno – mirava a superare il bicameralismo paritario, ridurre il numero dei senatori e riformare il Titolo V, elementi visti da alcuni critici come in linea con le richieste dei mercati finanziari per una maggiore stabilità di governo. Non dimentichiamoci che il colosso bancario statunitense JP Morgan, nel report “The Euro area adjustment: about halfway there” del 2013, aveva evidenziato la necessità di riforme strutturali nei Paesi europei della periferia, tra cui l’Italia, per superare la crisi, citando la necessità di ridurre l’influenza dei parlamenti e modificare in senso autoritario le Costituzioni che, a detta loro, erano di stampo “socialista”. I critici più attenti evidenziarono come i contenuti del report di JP Morgan del 2013 coincidessero quasi totalmente con le riforme di modifica costituzionale proposte da Renzi. Il netto rifiuto della riforma da parte degli elettori (vittoria del “No”) ha segnato una battuta d’arresto per l’agenda di riforme strutturali sostenuta da parte della finanza internazionale. Nonostante la riforma costituzionale di Renzi penalizzasse anche il diritto alla salute, Pina Picierno (PD) rispondendo a Renato Schifani sulla tutela della salute, disse: ‘La sanità è stata regionalizzata. Con la riforma oggetto del Referendum del 4 dicembre si interviene su questo tema. Il diritto alla salute dovrebbe essere universale’. Il diritto alla salute in Italia è già riconosciuto come “universale”, ma sono stati i continui tagli alla salute pubblica, la privatizzazione della sanità e le riforma regionali (vedasi Lombardia, in cui hanno messo in competizione la sanità privata con la sanità pubblica, penalizzando quest’ultima) a far sì che non fosse più un diritto “universale”. Dopo la sconfitta del Referendum, Renzi si dimette da premier e dalla segreteria del PD nel febbraio 2017. Rieletto segretario del PD nel maggio 2017, rassegnò una seconda volta le dimissioni dalla segreteria a seguito del risultato deludente ottenuto dal partito alle elezioni politiche del 2018, in cui fu eletto senatore nella XVIII legislatura. Nel settembre 2019, poco dopo aver promosso la nascita del governo Conte II (M5S-PD-LeU), ha annunciato la nascita del suo nuovo partito di stampo dichiaratamente liberale e centrista, Italia Viva, fuoriuscendo definitivamente dal PD assieme ai parlamentari della corrente da lui capeggiata. Pina Picierna, pur essendo una renziana della prima ora, non fuoriesce dal partito, ma rimane nella corrente neoliberale del PD che più dialoga con Renzi. Alle primarie del PD del 2019 sostiene la mozione del segretario uscente Maurizio Martina, ex ministro delle politiche agricole nei governi Renzi e Gentiloni e rappresentante l’area “filo-renziana” del partito, che risulterà perdente arrivando secondo con il 22% dei voti dietro a Nicola Zingaretti (66%). Alle primarie del PD del 2023, sostiene la mozione di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e anch’egli membro dell’area “filo-renziana” del PD che la designa come candidata vicesegretaria del PD in caso di vittoria; tuttavia Bonaccini risulta sconfitto dalla deputata del PD Elly Schlein. Successivamente aderisce alla corrente interna del PD “Energia Popolare” di Bonaccini in ferrea opposizione a Schlein, come anche testimoniato dall’europarlamentare PD Pietro Bartolo, ora fuoriuscito dal Partito stesso. Durante la sessione plenaria del Parlamento Europeo –23 gennaio 2025 – è stata approvata una risoluzione che, al quattordicesimo paragrafo (1), metteva sullo stesso piano i simboli del nazismo e dei regimi comunisti sovietici. Questo passaggio è stato criticato da alcuni europarlamentari italiani, e in diversi hanno votato contro o si sono astenuti. Il PD ha votato in dissenso con il suo gruppo – i Socialisti e Democratici (S&D) – che è stato prevalentemente a favore anche sul testo generale. Una nota degli eurodeputati del PD ha detto che «non spetta al Parlamento riscrivere la storia dell’Europa e per questa ragione abbiamo deciso di non partecipare al voto su una iniziativa che è diventata strumentale». La vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno, era assente per motivi di salute, ma ha detto che lei invece avrebbe votato come i suoi colleghi di S&D. Un fatto di coerenza per una parlamentare come la Picierno che più volte ha espresso il suo anti-comunismo e che, con il suo partito nel 2019, è stata sostenitrice proprio in Europa di una risoluzione revisionista volta a falsificare/manipolare la storia ed equiparare nazismo e comunismo contro ogni verità storica. A marzo 2025 è stato rivelato che quattro mesi prima la Picierno ha partecipato a un incontro con l’Israel Defense and Security Forum (IDSF), un think tank israeliano di estrema destra che sostiene l’occupazione israeliana illegale in Cisgiordania. Con la guerra di Gaza in corso, questa partecipazione è stata criticata tanto all’interno del suo proprio partito che da altri partiti politici. I suoi colleghi PD Andrea Orlando, Susanna Camusso, Laura Boldrini, Arturo Scotto e Nico Stumpo hanno dichiarato che gli estremisti dell’IDSF sono incompatibili con i valori del PD ed hanno richiesto la loro rimozione dai registri del Parlamento europeo. Pina Picierno, dichiaratamente filo-sionista, ha sostenuto che “boicottare o isolare Israele significa condannare tutta la regione ad un eterno sovranismo di destra”, dimenticandosi che Israele è da trent’anni che è governato dall’estrema destra etnonazionalista di Netanyahu e che la storia d’Israele, dal 1948 in poi, è attraversata maggiormente dai governi di estrema destra che hanno coltivato profondamente un grande odio anti-palestinese. Picierno ha sempre dimostrato di disinteressarsi completamente al genocidio in atto a Gaza da parte di Israele. Sempre a marzo 2025, in seguito ad una inchiesta di Report, risulta che Pina Picierno è membro del Transatlantic Friends of Israel (TFI) (2), di cui fanno parte 230 europarlamentari, parlamentari nazionali europei e membri del Congresso Americano: una lobby che è riuscita ad inglobare al suo interno i singoli parlamentari. Particolarmente folta è la delegazione italiana aderente al TFI: fanno parte 33 europarlamentari italiani, di ogni schieramento politico:  oltre a Picierno, vi è presente Piero Fassino (membro anche di “Sinistra per Israele”) per il PD; Ettore Rosato ed Elena Bonetti per Azione; Simonetta Matone per la Lega; Deborah Bergamini per Forza Italia; e una nutrita schiera di parlamentari di Fratelli d’Italia guidata da Marco Scuria, presidente della sezione italiana del TFI. Anche la vicedirettrice del TFI è italiana: Benedetta Buttiglione, figlia dell’ex-Ministro d’estrazione democristiana Rocco Buttiglione. Il 15 marzo 2025, in seguito ad un appello federalista ed europeista in sostegno al ReArm Europe (3) del giornalista Michele Serra, si è svolta una manifestazione a Roma in cui il “partito unico europeista della guerra”, amante delle bandiere blu dell’Unione Europea, manifestava con esse dicendo di far tesoro dei “valori fondativi dell’Europa”. In sostegno alla manifestazione, oltre a Roberto Vecchioni, a Corrado Augias e a Carlo Calenda, si era aggiunta ovviamente anche la neoliberale Pina Picierno facendo un appello “Per un’Europa Libera e Forte”. Fu proprio lei ad essere tra i dieci eurodeputati del Pd che sono a favore del piano ReArm Europe, un piano che comporta il netto aumento delle spese militari e un conseguenziale taglio delle spese sociali, se non si vuole aumentare l’indebitamento dell’Italia. Al referendum abrogativo sui temi del lavoro del 2025 si schiera contro i primi tre quesiti e a favore degli ultimi due, in dissidenza con la linea ufficiale del PD schierato a favore di tutti e 5 i quesiti. In un’intervista di Pietro Guastamacchia a Il Foglio ha affermato, commentando il risultato del referendum: “Il Pd di Schlein è incastrato nel passato mentre il fronte progressista, per vincere, deve parlare di futuro”. A frenare l’affluenza sarebbe stata dunque una sinistra che si è presentata agli elettori “in preda a polarizzazioni identitarie, intrappolata in una bolla di tifoserie avversarie”, uno spettacolo che alla fine “ha fatto guadagnare qualcosa solo alla destra, facendo un regalo a Giorgia Meloni”. Parole che risultano assurde, dal momento che il PD – oltre ad essere stato molto blando in quella campagna referendaria – non rappresenta la sinistra in Italia, ma un centro-centro-sinistra molto allargato nato in Italia con lo scioglimento del PDS (Partito Democratico della Sinistra), la creazione de La Margherita di Rutelli e in seguito l’Unione di Prode e la grande coalizione de L’Ulivo. Quella coalizione politica in cui ha trovato casa anche una profonda corrente di destra, forse qualcosa di più di destra, di cui Pina Picierno è parte integrante. Per ultimo, ma non per importanza è stato il contributo alla censura che Pina Picierno ha agito contro Angelo D’Orsi – tra i più importanti – il quale il 12 novembre 2025  avrebbe dovuto tenere una conferenza dal titolo “Russofobia, russofilia, verità” presso il Polo del 900 a Torino. L’evento è stato annullato a seguito di un post di Carlo Calenda, che ha chiesto al sindaco di Torino Stefano Lo Russo di intervenire per fermare l’iniziativa definendola “propaganda putiniana”, richiesta che è stata rilanciata da Europa Radicale e da Pina Picierno, vicepresidente PD del Parlamento Europeo. A stretto giro è poi arrivata una presa di posizione ufficiale dell’Anppia nazionale, che ha preso le distanze dall’adesione della sua sezione torinese alla conferenza. Tutto questo basta per descrivere chi è veramente Pina Picierno e in che cosa consista la sua volontà di annientare tutte le micro-dosi omeopatiche “di sinistra” presenti nel PD. Ecco dunque che, in nome del governismo (4), non dovrebbe far scalpore che Picierno avalli la riforma costituzionale del Ministro Nordio e del governo Meloni che, dopo i tentativi passati di addomesticare il potere giudiziario, è forse un dei più gravi attacchi alla nostra Costituzione a “colpi di maggioranza” dai tempi del governo Renzi.     (1) A De Mita si deve la nomina di Romano Prodi prima come suo consigliere economico e poi come presidente dell’IRI. Sempre a De Mita si deve l’impegno in politica di Sergio Mattarella nelle file di quella che viene chiamata “sinistra democristiana”. (2) Transatlantic Friends of Israel (TFI) è strettamente legato alla Transatlantic Institute, lobby di riferimento israeliana in Europa, costola della statunitense American Jewish Committee, e formalmente inserito nell’elenco delle lobby di Bruxelles. Le lobby filo israeliane organizzano copiose missioni in Israele per europarlamentari e parlamentari italiani: tutto spesato al fine di promuovere il sostegno all’entità coloniale israeliana. (3) ReArm Europe è programma di riarmo europeo voluto dalla Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, donna della destra europea e membro del Partito Popolare Europeo. (4) governismo. s. m. Sostegno e appoggio nei confronti del governo in carica. https://www.treccani.it/vocabolario/governismo_(Neologismi)/ Lorenzo Poli
February 6, 2026
Pressenza
Decreto Delrio su antisemitismo e antisionismo: svolta repressiva anche del PD
L’INCEDIBILE ASCESA DELLA EQUIPARAZIONE TRA ANTISIONISMO E ANTISEMITISMO. L’ENNESIMO DECRETO DI LEGGE DI STAMPO REVISIONISTA PER APRIRE UNA NUOVA CACCIA ALLE STREGHE…QUESTA VOLTA DA PARTE DEL PARTITO DEMOCRATICO CON GRAZIANO DELRIO. Incalcolabili sono i danni recati dalla parentesi renziana a capo del Partito Democratico, danni che poi portano alcuni nomi e cognomi con posizioni in politica estera analoghe, o fotocopia, di quelle delle destre. A volte tornano sotto i riflettori distinguendosi con l’inutile servilismo verso lo Stato di Israele, presentando una proposta di legge che equipara l’antisionismo all’antisemitismo, superando a destra i parlamentari di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. Il Disegno di Legge, presentato da Graziano Delrio, denominato “Disposizioni per il rafforzamento della strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, e per la prevenzione ed il contrasto all’antisemitismo e delega al Governo in materia di disciplina degli interventi relativi ai contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme online di servizi digitali” già dal titolo fa capire il fine della iniziativa: un controllo repressivo che riguarderà scuole, università, realtà sociali e i social destinatari della campagna securitaria (clicca qui per le info). Il disegno di legge segue i classici copioni sperimentati in qualche trasmissione televisiva, narrare la piaga dilagante dell’antisemitismo, dell’odio verso gli ebrei condito da rigurgiti razzisti. E così gli autori del genocidio, i sionisti, in un colpo solo diventano le vittime. E la fonte da cui attingere dati e informazione non è certo super partes, parliamo del monitoraggio operato dal Centro di documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) (https://www.osservatorioantisemitismo.it/), vicino ad ambienti sionisti e da anni attivo nel catalogare ogni espressione di odio contro gli ebrei che spesso e volentieri vengono confusi con i fautori del sionismo. Peccato che tra le segnalazioni si possa ritrovare anche un semplice adesivo di solidarietà con la Palestina affisso alla fermata dei bus o all’ingresso di una mensa. La narrazione parla di un incremento degli episodi antisemiti molti dei quali non sarebbero tracciati giusto a drammatizzare ulteriormente la situazione.  Leggiamo testualmente: «Le evidenze raccolte non sono solamente allarmanti da un punto di vista quantitativo, essendo rilevante l’esame qualitativo della tipologia degli atti segnalati, consistenti, tra l’altro, in invettive e stereotipi antisemiti nella realtà virtuale e nella vita quotidiana, in particolare nelle istituzioni scolastiche e universitarie. Si ravvisano altresì minacce a persone ed istituzioni ebraiche, atti di discriminazione (si pensi a esponenti politici e giornalisti cui è stata resa impossibile la partecipazione agli eventi pubblici) e persino alle aggressioni fisiche in luoghi pubblici». Avete letto bene? In Italia radio, giornali e tv sarebbero occupati da antisemiti, giornalisti e politici, manipoli di razzisti si aggirerebbero per le città nel solo intento di impedire l’esercizio di parola agli ebrei recendo loro violenza verbale e fisica. La verità è che le reti Mediaset e la Rai sono sistematicamente occupate da esponenti del centrodestra con posizioni filoisraeliane, parliamo di oltre il 90% degli ascolti televisivi, aggiungiamo i giornali nelle mani di pochi gruppi editoriali e schierati a destra o, se su posizioni del centro sinistra, vicino alle posizioni governative in materia di politica estera. Vittimismo o strategia del complotto? Continuando a leggere il disegno, l’equiparazione tra antisionismo e antisemitismo si fa sempre più forte fino a denunciare un’autentica persecuzione degli ebrei ai quali sarebbe impedito di manifestare la loro stessa religione e identità. Negli ultimi anni da parte dei movimenti solidali con la causa palestinese non c’è stato alcun gesto contro simboli ebraici e sinagoghe, al contrario gli episodi di aggressione ai danni di attivisti filopalestinesi risultano innumerevoli. La narrazione vittimista è funzionale a descrivere una realtà falsata, le grandi adesioni alle mobilitazioni contro il genocidio possono essere avversate non criminalizzando i milioni di partecipanti, ma facendo credere che nel Paese il germe del razzismo antisemita sta prendendo corpo, il passaggio successivo sarà la criminalizzazione di tutti i solidali e gli antisionisti trasformati in odiatori da tastiera al pari di chi lancia invettive senza costrutto assalito dall’odio instillato dalle dichiarazioni avventate di politici senza memoria. E tra gli odiatori chi ritroviamo? Una lunga sequela di nemici che vanno dai movimenti sociali ai sindacati, dagli intellettuali non allineati agli islamici tout court, tutti accomunati da odio ed aggressività. Ma qual è il fine di questo disegno di Legge? Leggiamo dal testo: «Il presente disegno di legge si pone l’obiettivo di adattare la disciplina vigente in ambito digitale e formativo, recando misure volte a prevenire e contrastare le nuove forme di antisemitismo nonché a rafforzare efficacemente l’attuazione della Strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, elaborata nel quadro di quella europea dal Coordinatore nazionale presso la Presidenza del Consiglio dei ministri». Incredibile la descrizione del propagarsi dell’odio antisemita che, secondo questo disegno di legge, sarebbe una minaccia pericolosa alla democrazia e alla libertà. Passando in rassegna il testo si va dalla delega al Governo per l’adozione – entro sei mesi – di uno o più decreti legislativi, volti a disciplinare in modo organico il contrasto all’antisemitismo online (il che fa presagire il controllo della rete stessa, la chiusura di bollettini, siti, pagine social e riviste di orientamento antisionista), fino alla tutela e della libertà della ricerca e di insegnamento in ambito universitario, come se l’autentica minaccia all’università non fosse rappresentata dalla Bernini e dai suoi provvedimenti che andranno ad espellere migliaia di ricercatori. Il vero obiettivo di questo disegno è la normalizzazione del controllo nelle scuole e nelle università a partire dalla sorveglianza dell’operato dei docenti, istaurando un clima repressivo e di soffocante controllo pur celandosi dietro al sommo «valore della conoscenza ed il principio della libera manifestazione del pensiero, nella fondamentale ottica del reciproco rispetto e del confronto civile» (Cass. civ. 28853/2025). E dopo l’alza bandiera arriveranno le buone azioni contro l’antisemitismo, spingendo le scuole a segnalare tutte le iniziative intraprese a sostegno di queste indicazioni con tanto di segnalazioni alle forze di polizia e al Ministero di ogni azione e opinione che possa configurarsi come antisemita. E ancora una volta si va a confondere antisemitismo con antisionismo. Chiunque criticherà l’operato di Israele verrà tacciato di istigatore dell’odio razziale alla stessa stregua di un nazista. Se questo è il disegno di legge partorito dalla fervida immaginazione di un parlamentare del PD, la prossima mossa del centrodestra sarà quella di venirci a prendere a casa per portarci in qualche carcere. Occorre fermare oggi questa follia; occorre fermarli con le ragioni, le azioni propositive e le argomentazioni di cui siamo capaci, è ormai un dovere etico e civile. Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Nelle Marche un nuovo ‘avvertimento’ ai Giovani Democratici di Filottrano
Sullo sfondo vicende che da anni mettono la cittadina al centro di dinamiche nazionali. “Abbiamo trovato recapitata davanti alla nostra sede questa statuetta rotta, con i cocci intorno alla base e la testa di un’aquila infilzata a un’asta. Un gesto da parte di qualcuno a cui evidentemente non andiamo troppo a genio, un atto vergognoso e indegno da cui non ci faremo di certo intimidire e che nessuna forza politica che si batte su un terreno democratico meriterebbe di ricevere. Un’aquila con le ali lasciate lì per non sbagliare volatile e con la testa come impalata”. Questa la denuncia via Instagram del 19 novembre dei Giovani Democratici (in seguito GD) di Filottrano, in provincia di Ancona. Non è la prima volta che la loro sede è oggetto di azioni intimidatorie e vandaliche. La prima fu il 1° luglio 2023, quando venne devastata. Più volte poi nel tempo, mentre le persone erano dentro in riunione, all’esterno sono stati fatti scoppiare da ignoti dei petardi molto potenti. Un fatto di cui sono stato direttamente testimone la sera del 15 dicembre 2023, quando ero nella sede per un incontro pubblico su tematiche ambientali. Il circolo dei GD di Filottrano è animato da giovani molto più radicali rispetto alla politica del PD e soprattutto è una realtà politica molto isolata dal PD delle Marche, a causa di alcune loro iniziative legate al territorio. Ma va rilevato che il PD delle Marche, dopo la sconfitta elettorale del 2020 che ha consegnato la Regione alla destra, e quella ancora più rovinosa del settembre scorso, che ha consolidato il potere di Fratelli d’Italia, è un partito agonizzante, attraversato da faide interne di gruppi dirigenti legati a irriducibili Raʾīs territoriali. Tanto che sui post Facebook e Instagram in cui i GD denunciano l’atto del 19 novembre, l’unico like (ben pochi peraltro) di solidarietà del partito è quello del sindaco della vicina città di Jesi. Il solo commento istituzionale espresso in maniera estesa sui post è quello della vicesindaca di Filottrano Ivana Ballante, un’autorevole dirigente di FdI, che ha attraversato la militanza a destra già dall’MSI-Destra Nazionale e si avventura su Facebook in un commento di disquisizione zoologica: “Scusate….un’aquila??…sembrerebbe un ariete… però”. Filottrano è una realtà di provincia molto particolare, seppur con poco più di ottomila abitanti. Dal 2024 è guidata da una giunta di destra, capeggiata da un sindaco nato come ‘civico’, l’imprenditore del tessile Luca Paolorossi, e con vicesindaca proprio l’avvocatessa Ivana Ballante. Questa cittadina in anni lontani era nelle Marche una delle roccaforti elettorali del MSI-DN e da un anno e mezzo a questa parte si trova a vivere un’esperienza amministrativa che potrebbe paragonarla, con le dovute proporzioni demografiche, alla Terni di Bandecchi. L’attuale sindaco, che è stato individuato dalla destra marchigiana, in effetti tanto ‘civico’ e avulso dalla politica non è: vanta una candidatura nel 2008 alla Camera dei Deputati con Forza Nuova, ed è stato, non ancora sindaco, il primo ad invitare nel suo territorio il generale Vannacci, che da eurodeputato della Lega, è poi tornato nuovamente a Filottrano nel dicembre 2024, accolto stavolta da Paolorossi in veste di sindaco. Alle scorse regionali di settembre, dopo aver aderito al partito di Salvini, Vannacci si è candidato con la Lega, risultando il più votato delle Marche, ma non è entrato in Consiglio Regionale a causa dei meccanismi di ripartizione dei seggi. Da tempo questa tranquilla realtà delle Marche, da sempre famosa nel mondo per la sua tradizione imprenditoriale nel tessile, è anche, grazie al nuovo sindaco, sulla scena nazionale per i suoi legami con il mondo legato a Visibilia, all’imprenditore abruzzese Altair D’Arcangelo e al suo gruppo Virgo. Per primo Report su Rai3 il 25 gennaio scorso se ne è occupato con un approfondito servizio sulla vicenda. Poi un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano del 1° febbraio 2025 ha confermato che “i legami tra il Fondo Virgo e il neosindaco Luca Paolorossi sono anche imprenditoriali: nel 2023 società del gruppo di D’Arcangelo hanno investito 910 mila euro per comprare il 70% della sua Paolorossi Group srl”. Ma le relazioni di Paolorossi attraversano anche il mondo PD molto vicino alla segretaria Schlein, nella figura del deputato Alessandro Zan. Riporta sempre Il Fatto Quotidiano nella stessa inchiesta: “Paolorossi, il 25 agosto 2024 a Chieti, dove è nato D’Arcangelo, ha consegnato il Premio Virgo all’europarlamentare Alessandro Zan, le cui attività imprenditoriali sono legate a D’Arcangelo da sponsorizzazioni, come quelle al Gay Pride di Padova, del quale pure Paolorossi è stato sponsor. Sarà forse un caso che a luglio scorso, appena prima di cedere la sua quota del 52%, Zan ha spostato a Filottrano, in piazza Garibaldi 7, la sede della Be Proud srl con la quale ha organizzato il Pride Village di Padova? La sede è stata oi riportata a Padova poche settimane dopo. A quello stesso indirizzo ha sede Bithouseweb, società della galassia D’Arcangelo alla quale Zan ha ceduto le quote di Be Proud. E di chi è l’edificio di piazza Garibaldi a Filottrano? Di Domus, altra srl (100 mila euro di capitale) del gruppo Virgo di D’Arcangelo, che a Filottrano due anni fa ha comprato per un milione di euro due cadenti palazzi nobiliari. Altra casualità: amministratore unico della Domus, da ottobre 2022, è Luca Paolorossi. Nel dicembre 2022 si tenne l’iniziativa “Il palcoscenico dei borghi e lo spettacolo del Made in Italy”, organizzata da Paolorossi e Virgo, a cui parteciparono il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli, l’allora sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi, Barbara D’Urso, il ct della Nazionale di calcio Roberto Mancini (di Jesi, a due passi da Filottrano) e la ministra Daniela Santanché, che inviò un videomessaggio di saluto. Dinamiche ed intrecci che portano anche in Abruzzo, e che sono legate anche alle vicende del Chieti Calcio. E proprio i GD di Filottrano, senza alcun supporto del partito regionale, ma al contrario nella totale distanza, sicuramente a causa anche dell’imbarazzante coinvolgimento dell’on. Zan, sono sempre sul pezzo a segnalare pubblicamente tutte queste storie molto opache, che si riversano sulla quotidianità del loro paese. Tra il gesto di mercoledì e la devastazione della sede di due anni fa, c’è indubbiamente una differenza, ma sono comunque episodi che confermano comunque un aspetto più generale: oggi la politica, il potere in generale, è in mano ad una generazione adulta, autoreferenziale e gerontocratica, che non perde mai occasione per auspicare l’impegno della generazione più giovane. Ma quando poi questa si impegna in maniera difforme a un sistema politico padronale e familistico, va incontro ad episodi come quelli accaduti ai Giovani Democratici di Filottrano.   Leonardo Animali
November 20, 2025
Pressenza
Inceneritore Montello SPA, il NO del Consiglio Regionale della Lombardia
Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato, martedì 23 settembre, la mozione in contrarietà alla realizzazione di un impianto di incenerimento dei rifiuti da parte della società Montello situata nell’omonimo Comune. L’aula – martedì 23 settembre – ha approvato la mozione del Pd a prima firma Davide Casati che, nero su bianco, “esprime la propria contrarietà, già espressa dalle Amministrazioni Comunali bergamasche e dal Consiglio Provinciale di Bergamo, in merito alla realizzazione dell’impianto di incenerimento rifiuti presso il Comune di Montello, e impegna il Presidente del Consiglio Regionale a trasmettere questo dispositivo alla Conferenza dei Servizi della Provincia di Bergamo dove è in corso l’iter autorizzatorio come previsto dalla normativa”. “Sono soddisfatto che, per la prima volta, il Consiglio Regionale esprima una posizione di contrarietà all’autorizzazione del nuovo impianto a Montello – dichiara Davide Casati – e sancisca anche l’impegno della Giunta regionale e dell’Assessore competente a “procedere urgentemente, tramite ARPA Lombardia, affinché la società Montello S.p.A. intervenga tempestivamente per porre fine alle molestie olfattive che da più anni coinvolgono le comunità locali di Montello e dei Comuni limitrofi”, perché la questione dei miasmi sta rendendo la vita davvero impossibile ai residenti della zona e come istituzioni non possiamo ignorare un disagio così grande per i cittadini”. “Grazie a un proficuo dialogo con le forze di maggioranza – aggiunge Casati – oggi abbiamo raggiunto questo risultato, che prevede tra gli altri impegni anche quello, a carico del Presidente del Consiglio Regionale, di trasmettere questa mozione alla Conferenza dei Servizi della Provincia di Bergamo, dove è in corso l’iter autorizzatorio come previsto dalla normativa, con la richiesta che venga verificata la conformità del progetto presentato dalla società Montello S.p.A. rispetto alle normative europee vigenti”, nello specifico tenendo anche conto del recente Regolamento UE 40/2025 del 19.12.2024, che esclude l’incenerimento ed il recupero energetico dei rifiuti costituiti da imballaggi in materie plastiche dall’ambito dell’economia circolare. “La proposta di un nuovo termovalorizzatore a Montello è sbagliata per (almeno) tre ragioni – ha detto oggi intervenendo in Aula il consigliere Jacopo Scandella -: la prima è che la Lombardia è autosufficiente nell’incenerimento dei rifiuti prodotti e già oggi, per alimentare i 13 impianti presenti, ricorre a rifiuti provenienti da altre regioni ed è proprio per questo che – e veniamo alla seconda ragione – il nuovo impianto di Montello non rientra nel Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti, che si fa apposta per pianificare quello che serve spegnere/tenere/realizzare; infine, la proposta di Montello S.P.A. – di cui il territorio non necessita per le ragioni di cui sopra – non è accompagnata da alcun beneficio pubblico diffuso per la comunità, sia esso il teleriscaldamento o qualche altra forma di compensazione per un territorio che da anni soffre di odori molto pesanti per gli impianti già esistenti oggi. In casi simili – conclude Scandella – non si può prescindere da una valutazione d’insieme delle ricadute territoriali e da un rapporto tra interessi pubblici e privati che sia equilibrato e non così sbilanciato”. Proprio in considerazione di questo aspetto cumulativo delle emissioni, la mozione impegna l’Ufficio di Presidenza della VI Commissione Ambiente, Energia, Clima, Protezione Civile, a prevedere un percorso di audizioni da concludersi entro 60 giorni, per valutare l’impatto dell’applicazione delle normative europee vigenti soprarichiamate e la fattibilità dell’inserimento all’interno del Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti (Prgr) del valore complessivo delle emissioni atmosferiche come criterio escludente o penalizzante di nuove autorizzazioni, e valutando quindi gli effetti cumulativi e non solo di quelli generati dal singolo impianto oggetto di autorizzazione. “Siamo soddisfatti del lavoro portato avanti in sede regionale – conclude il segretario provinciale del Pd Gabriele Giudici -. La mozione ha portato all’attenzione del Consiglio e della Giunta una questione molto importante su cui da anni i circoli locali del Pd sono impegnati; dal principio abbiamo espresso la nostra contrarietà all’opera: Bergamo ha già dato. Non possiamo permettere che proprio qui, e in particolare in quell’area di particolare interesse ambientale si concentri l’incenerimento di nuovi rifiuti, aumentando ulteriormente il peso che già grava sulla bergamasca”. Anche Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno votato la mozione. Paola Pollini (M5s Lombardia): “Il Movimento Cinque Stelle accoglie con soddisfazione il voto favorevole del Consiglio Regionale, attraverso cui si chiede a Regione Lombardia di fermare il progetto relativo all’inceneritore di Montello. Da tempo ci battiamo per la tutela dell’ambiente, del territorio con le sue produzioni e dei cittadini vittime dei miasmi. Attraverso gli atti fin qui prodotti, ultima la mozione abbinata presentata quest’oggi, abbiamo sempre sostenuto come questo progetto violasse la normativa regionale, prevedendo la realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti nelle vicinanze di un’area di produzione di prodotti agricoli di pregio. Lo scorso 17 maggio eravamo in piazza a Bergamo, insieme a 46 sindaci. Abbiamo manifestato insieme per dire NO al termovalorizzatore di Montello. Una manifestazione bipartisan, unita, trasversale. Non una protesta sterile, ma un appello forte alla politica: ascoltateci. Adesso bisogna continuare ad ascoltare i cittadini, i Consigli comunali e chi è quotidianamente a contatto con la realtà locale, conoscendone le fragilità e il valore. Spesso all’interno di quest’Aula abbiamo sentito parlare di tutela dell’agricoltura e dei prodotti chimici. Ora è il caso di conferire significato a queste parole. Tutelando l’ambiente in cui quelle coltivazioni crescono» così la Consigliera Regionale del Movimento Cinque Stelle, Paola Pollini, accoglie il voto favorevole del Consiglio regionale alla mozione che chiede a Regione Lombardia di intervenire a tutela dei territori nell’ambito della realizzazione del termovalorizzatore di Montello”. La società Montello Spa ha replica al “no” espresso dal Consiglio Regionale della Lombardia nella seduta di martedì 23 settembre con una nota diffusa nel pomeriggio di giovedì 25 settembre: “Prendiamo atto, non meravigliandocene, della delibera di formale natura politica approvata dal Consiglio Regionale. Nella sostanza, siamo certi che l’istruttoria tecnica procederà nel rispetto dei ruoli e della disciplina in materia ai fini dell’espressione degli opportuni pareri, non trascurando i presupposti, anche normativi, sui cui è fondata l’istanza della società. In proposito, confermiamo il nostro impegno a fornire tutte le più opportune precisazioni richieste dagli Enti in sede di conferenza dei servizi oltre a quelle conseguenti a quanto ulteriormente necessario. Continueremo a prestare la nostra fattiva collaborazione con Arpa nello svolgimento delle attività di monitoraggio, proseguendo nella realizzazione degli interventi programmati, così come autorizzati dagli Enti preposti. Restiamo in attesa della convocazione per audizione da parte della VI Commissione consiliare “Ambiente, energie e clima, protezione civile” come previsto dalla Deliberazione Consiliare di Regione Lombardia del 23 settembre 2025”. Non si è fatta mancare la contro-risposta della Lista Civica Aria Nuova di Montello, tra le promotrici delle lotte ambientaliste contro il progetto dell’inceneritore: “Noi diciamo NO, senza compromessi. La Lista Civica Aria Nuova non si fermerà finché questo piano non sarà cancellato. Non è solo una questione politica: è una battaglia per la vita, per la salute dei cittadini, per il futuro dei nostri figli. Un inceneritore a Montello significa più inquinamento, più rischi sanitari, meno qualità della vita. Non ci faremo piegare da interessi economici e logiche industriali. Saremo in prima linea, insieme ai cittadini, in ogni sede e con ogni strumento democratico, per difendere il nostro territorio da un progetto che riteniamo pericoloso e inaccettabile. La nostra voce sarà sempre più forte: Montello non si tocca!” La lotta è ancora dura, ma prosegue con dignità in nome del diritto alla salute pubblica e in difesa di un ambiente già martoriato.   https://www.bergamonews.it/2025/09/23/montello-il-consiglio-regionale-dice-no-allinceneritore/833861/ https://www.bergamonews.it/2025/09/25/montello-spa-il-no-della-regione-e-di-natura-politica-continueremo-con-le-autorizzazioni/834366/ Redazione Sebino Franciacorta
September 27, 2025
Pressenza
“Acqua pubblica” non può diventare uno slogan in nome del campo largo. Serve coerenza tra le parole e gli atti
In vista delle elezioni regionali le forze politiche che non vogliono rinunciare alla grande coalizione tentano in ogni modo di legittimare la loro partecipazione al campo largo e, per renderla digeribile agli elettori, omettono parole di verità. Giani ha il coraggio di promettere future politiche volte alla pubblicizzazione dell’acqua e gli altri partiti fingono di non sapere che l’operazione posta in essere dal PD Toscano negli ultimi anni va in direzione opposta. Quei partiti sembrano non considerare che la Multiutility (Plures) è nata grazie al PD e che si sta implementando un progetto che, nei suoi contenuti ed obiettivi, ha per scopo la finanziarizzazione dei servizi pubblici essenziali. Le forze che si accingono a costruire questa grande alleanza non possono ignorare che la scelta del PD è già stata fatta ed è chiara: trattare i beni comuni (acqua, ambiente ed energia) come merci qualsiasi, accettando che vengano gestiti secondo logiche di profitto e regole speculative. Come si fa a non comprendere che su questi temi il partito di maggioranza non tornerà mai indietro? La gestione in house cui si fa riferimento nell’accordo PD M5S non è compatibile con la Multiutility: l’Autorità Idrica Toscana ha già deliberato che il futuro servizio idrico nella Conferenza Territoriale 3 (attualmente gestito da Publiacqua) verrà affidato con gara a una società mista secondo il modello privatistico. Acqua pubblica non è uno slogan, acqua pubblica significa: – gestione interamente pubblica; – controllo diretto e “analogo” sulla società da parte dei Comuni soci; – assenza di scopo di lucro (né per i gestori, né per i Comuni soci); – servizio erogato nell’esclusivo interesse sociale; – utilizzo integrale delle risorse a beneficio del servizio e dei cittadini e non per la produzione di utili da redistribuire come dividendi ai Comuni; – governo democratico e partecipato (tutela delle minoranze con il voto capitario: ‘una testa, un voto’, non una quota di capitale, per evitare che i Comuni maggiori impongano le proprie scelte a discapito dei più piccoli e degli utenti); – massima trasparenza e controllo sociale. Allo stato attuale ci sono le condizioni affinché si possa attuare una vera gestione in house providing, Giani davvero riuscirà a mantenere l’impegno per l’acqua pubblica? I partiti della coalizione cosa scriveranno nel programma? Propositi ambigui e slogan privi di contenuto? I numerosi cittadini, che hanno sostenuto la battaglia contro la Multiutility, meritano parole di verità che rispettino i temi di cui trattano perché certi valori non sono negoziabili e impongono una linea di piena coerenza. Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni Redazione Toscana
August 20, 2025
Pressenza
Acerbo (PRC): missili Taurus all’Ucraina, pseudoriformisti PD votano emendamento dell’estrema destra al parlamento europeo
Il Parlamento europeo ha votato oggi a favore della consegna dei missili a lunga gittata Taurus all’Ucraina, una scelta irresponsabile e pericolosissima che va in direzione di un’ulteriore escalation del conflitto e aumenta i rischi di scontro diretto tra NATO e Russia. Nello schieramento guerrafondaio al seguito di Ursula von der Leyen e di Merz ovviamente tra i partiti italiani Fratelli d’Italia, Forza Italia, Azione di Calenda. Cinque parlamentari pseudoriformisti del PD hanno votato l’emendamento dell’estrema destra polacca e del gruppo di Giorgia Meloni sui missili Taurus. Il resto del gruppo PD è stato comunque protagonista di nuovo di una posizione sbagliata e pasticciona – come purtroppo altri partiti anche più radicali come la France Insoumise: che senso ha votare contro il paragrafo 25 in cui vengono menzionati i missili Taurus ma poi votare a favore del complesso della risoluzione che contiene anche quel punto? Solo Tarquinio e Strada si sono astenuti nel voto finale. Positivo il voto contrario di M5S e AVS. Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea Maurizio Acerbo
July 10, 2025
Pressenza
Fondi PNRR per la Difesa, PD vota con Fratelli d’Italia e Forza Italia
Il Parlamento europeo ha approvato una proposta destinata a segnare un passaggio delicato nelle politiche comunitarie: l’autorizzazione a spostare parte delle risorse del PNRR verso la spesa militare. Il provvedimento apre alla possibilità, per i governi nazionali, di dirottare fondi originariamente previsti per la ripresa post-Covid verso investimenti nel settore della Difesa. Una decisione che ha visto convergere Partito Democratico, Fratelli d’Italia e Forza Italia, alimentando un acceso dibattito politico, soprattutto in Italia. La norma approvata prevede una revisione degli obiettivi del Recovery Fund, con l’obiettivo dichiarato di sostenere la capacità industriale e produttiva degli Stati membri in ambito militare. In un contesto geopolitico segnato da instabilità crescente e pressioni sulla sicurezza europea, l’Unione vuole accelerare verso una maggiore autonomia strategica anche nel settore della Difesa. Questo comporta, tra l’altro, investimenti per la produzione di armamenti, tecnologia dual use e rafforzamento delle filiere europee della sicurezza. Pd nella bufera: accuse di ambiguità Il voto favorevole del Partito Democratico ha provocato reazioni immediate, sia dentro che fuori dal partito. La scelta di allinearsi alle forze di destra su un tema così sensibile ha sollevato critiche da parte della sinistra interna, dei movimenti pacifisti e di numerosi intellettuali. La segretaria Elly Schlein, pur non avendo votato direttamente, è finita al centro delle polemiche per una linea giudicata poco coerente con la tradizione del partito. Alcuni iscritti parlano apertamente di “strappo con la base”, mentre da ambienti vicini ai gruppi parlamentari si giustifica il voto come “una scelta di responsabilità per evitare blocchi nell’erogazione dei fondi e ritardi nei progetti già avviati”. Difesa o ripresa? Il dilemma del Recovery La misura, pur tecnicamente circoscritta, apre una questione politica di fondo: quale deve essere la finalità del Recovery Fund? Nato come strumento straordinario per affrontare le conseguenze economiche e sociali della pandemia, ora viene in parte riconvertito per rispondere a priorità militari. Una ridefinizione che per molti osservatori rischia di svuotare il significato originario del piano e di sottrarre risorse cruciali alla sanità, alla scuola, alla transizione ecologica e alla coesione sociale. La mobilitazione della società civile Il mondo pacifista e ambientalista ha risposto annunciando manifestazioni e appelli pubblici. A Roma, una grande mobilitazione nazionale contro il riarmo è stata promossa da partiti, sindacati, associazioni e reti civiche. Tra i promotori, spiccano esponenti del Movimento 5 Stelle, dell’Alleanza Verdi-Sinistra e volti del mondo scientifico e culturale. L’ex segretario Pier Luigi Bersani ha parlato di “un errore che va contrastato in piazza”, mentre si moltiplicano le adesioni alla piattaforma “Stop al riarmo con i soldi del Recovery”. La spinta verso una politica europea della Difesa Il voto si inserisce in un processo più ampio di rafforzamento della politica di sicurezza comune dell’Unione Europea. Bruxelles guarda a una maggiore integrazione strategica, anche attraverso investimenti coordinati nella produzione militare. Il contesto internazionale, reso più incerto dalla guerra in Ucraina e dalla competizione globale tra potenze, spinge le istituzioni europee a pensare in termini di “autonomia strategica”. Tuttavia, resta aperto il dibattito su quale debba essere il perimetro d’azione dell’Europa: difendere la pace o prepararsi alla guerra? Le prossime sfide La possibilità di riconvertire parte del PNRR alla Difesa dovrà ora essere recepita e declinata dai governi nazionali. In Italia, il provvedimento promette di accendere ulteriori contrasti tra le forze politiche e nella società civile. Resta da capire se ci saranno correttivi, limiti o controlli stringenti, oppure se questa scelta rappresenterà l’inizio di una nuova stagione europea, dove l’equilibrio tra sicurezza e solidarietà rischia di pendere verso il primo polo, a scapito del secondo. https://italia-informa.com/fondi-pnrr-difesa-pd-parlamento-europeo.aspx Redazione Italia
June 20, 2025
Pressenza
Centro Sociale 28 Maggio: “Caro Valerio Renzi, la sinistra neoliberale vuole balcanizzare la sinistra antagonista. Ci opporremo!”
Caro Valerio Renzi, il 23 aprile 2025, guarda caso due giorni prima del 25 aprile, pubblichi sulla tua newsletter S’È DESTRA, che conta più di 2000 iscritti, il dossier “Laboratorio Bergamo: area del dissenso. Estrema destra, sinistra putiniana” annunciando che questo dossier ti è arrivato da Bergamo, così come per miracolo. Leggendolo più volte per difenderci dalle tue infamanti accuse, lo scopriamo via via sempre peggiore per l’insistenza senza sfumature dei tuoi addebiti, per le tue ripetizioni costanti di poche e povere idee che evitano l’obiettività mostrando sempre e solo una faccia della medaglia, e non ultimo per il tuo schematismo manicheo. Dunque per la modalità di funzionamento di questo dossier andrebbe bene il riferimento storico al propagandismo, ecco tu sei un propagandista che usa le stesse armi che già furono  usate proprio dalla propaganda nazista, ma rincuorati è così ormai tutta l’informazione mainstream. L’obiettivo è creare il vuoto dove ancora esiste resistenza all’ingiustizia. Ah, è vero, dirai che questo dossier non è tuo, che tu lo pubblichi soltanto, ma non vale come difesa, tu lo pubblichi e tu te ne assumi le responsabilità e le conseguenze. Con un click di condivisione ti sei guadagnato la pagnotta e ora te ne vuoi lavare le mani come Ponzio Pilato? Questo dossier di cui non ti assumi nemmeno la paternità o maternità, che dir si voglia, lo definisci un’inchiesta militante, per noi è uno strumento politico. Certo sarebbe bello, per te e i tuoi accoliti, potervi rifare storicamente alle inchieste dei compagni degli anni Settanta, quelle inchieste che sono costate probabilmente la vita a Fausto e Iaio, mentre a te non costerà nulla questo dossier perché la tua è un’opera in perfetta linea con la politica di regime. Etichetti tutto ciò che non sta con la tua “sinistra neoliberale” come “fascista” o facente parte di quella “sinistra antimperialista filo-russa o filo-putiniana”. Caspita! È già tanto che non ti dichiari apertamente pro-imperialismo USA … davvero non vorremmo stare dalla tua parte. Scrivi che i nostri discorsi (ma quali?) e quelli della destra sono diventati indistinguibili, ma lo sono per te e quelli come te che non si applicano o non vogliono dar lustro ad un mestiere fra i più sputtanati del pianeta terra. Operi per confondere, mischiare, contaminare in modo utile ai tuoi referenti politici (vedi alla voce padroni). Sei semplicemente un venditore di fumo che inizia da subito col definire e affermare insindacabilmente relazioni tra persone, associazioni e gruppi non lesinando epiteti a destra e a manca, insinuando contaminazioni ideologiche e financo finanziamenti in rubli da far sorridere i tuoi amici sorosiani. Certo che se si osserva bene la sinistra neoliberale di cui fai parte, o meglio definita sinistra alla moda per la sua inconsistenza globalista, europeista che disconosce la lotta di classe – che disprezza i vinti, cioè le classi popolari accusandole di “fascismo, razzismo, sessismo, nazionalismo” appena alzano la testa per cercar di capire perché precipitano nel baratro della miseria – ebbene noi del Centro Sociale 28 Maggio da questa sinistra ne stiamo felicemente ben lontani, e con te Valerio Renzi e i tuoi non abbiamo nulla da spartire! La balcanizzazione della sinistra antagonista è un vostro progetto, non il nostro. Comunque visto che sei così preoccupato per il dialogo che sembra essersi instaurato tra neofascisti e sinistra a Bergamo, mi chiedo se tu sia al corrente del desiderio e della “pazza idea” espressi nel 2013 da una parte della sinistra antagonista bresciana di aprire un dialogo col movimento dei Forconi,  i temi erano in parte condivisibili: contro i trattati di Maastricht e Lisbona, contro l’euro, contro i banchieri, contro l’oligarchia al potere, contro la globalizzazione, c’era però il richiamo continuo all’italianità che frenava, ma qualcuno diceva che bisognava dialogarci lo stesso visto che: “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. Ci sono stati anche i dibattiti sui principi: se noi siamo contro i Daspo e la Questura di Brescia li commina a 4 ultras della Curva Nord, sempre del Brescia, per via dei comportamenti da loro tenuti in occasione di una manifestazione religiosa di Pakistani: minacce, saluti nazisti, gesti offensivi e cori razzisti, che fare? Coi principi non si scherza, e allora ecco condannare i Daspo dati ai fasci. E se poi il fascio lo incontri allo stadio, ma vi affratella la stessa fede calcistica? Eh, la vita del militante diventa dura! Ma andiamo oltre. Il pensiero che il nostro Centro Sociale possa essere nominato in questo sgangherato dossier ci farebbe rabbrividire se non fossimo certi che difficilmente qualcuno che ci conosce davvero potrebbe dubitare del nostro antifascismo. Lo testimonia il nome che ci siamo dati 26 anni fa: “28 maggio” in memoria delle Compagne e dei Compagni caduti come Partigiani in quella data in Piazza della Loggia nella strage fascista, di Stato e della Nato. Lo dicono le battaglie sul territorio franciacortino, lo dice la creazione anni fa della Rete Antifascista Provinciale Bresciana, lo testimoniano le continue provocazioni, tra le quali spicca gravissimo il blitz dei fascisti nel 2013 quando tentarono di incendiare il nostro centro sociale, o tutte le volte che bombolette alla mano ci hanno insozzato i muri con le loro svastiche di merda. Nel corso degli anni abbiamo risposto stando sempre dalla parte dei più deboli, degli oppressi, e degli oppressi dagli oppressi, gli ultimi, e tu che cosa hai combinato? Inoltre lo testimoniano i nostri dossier, eh sì caro Valerio Renzi, anche noi abbiamo scritto dei dossier, firmati i nostri, e presentati  e depositati al Prefetto, al Questore al Sindaco di Brescia, al Sindaco di Concesio e di Lumezzane. Un dossier dal suggestivo titolo: “Brescia in fondo a destra. Politiche dell’odio nei periodi di crisi. Per l’attuazione della XII disposizione finale della Costituzione” del 2013 contro Forza Nuova e CasaPound. Il giorno che lo presentammo in Prefettura si scomodarono da Verona i fascisti del Fronte Skinhead, lo sapemmo con certezza perché uno di loro perse la fibbia della sua cintura quando ci minacciarono facendo roteare le cinghie (come gli invitati ad un matrimonio con i tovaglioli). Durante le provocazioni e gli scontri che ne seguirono una nostra compagna ebbe gli occhiali da vista frantumati. Vai a dirglielo tu che è amica dei fasci! Altro dossier del 2017 dal titolo “Mura: in fondo a destra. Politiche dell’odio nei periodi di crisi. Per l’attuazione della XII disposizione finale della Costituzione”: una denuncia in piena regola del Movimento Fascismo e Libertà consegnato al sindaco di Mura e al Prefetto di Brescia. Questo per farti capire, ammesso che tu capisca, le condizioni in cui operano su questo territorio fascioleghista le Compagne e i Compagni che tu hai infamato con una leggerezza disgustosa. Peraltro mescoli le retoriche della scienza, che non sono altro che narrazioni finanziate dalle multinazionali dei farmaci, con le retoriche anti-immigrazione che non sono altro che  narrazioni finanziate da chi intende mantenere gli immigrati nella precarietà assoluta per poterli sfruttare meglio. Noi del Centro Sociale 28 maggio abbiamo sempre messo a disposizione delle associazioni degli immigrati la nostra sede per riunioni politiche e feste, ci conoscono e sanno che il nostro è un porto sicuro. Affrontiamo ora il tema più importante, più scottante, quello che unitamente all’antimilitarismo e alla pace ci sta più a cuore: la protesta contro il Green Pass. Ci stupiamo sempre di oppressione che offenderà ancora per decenni la nostra memoria storica. Come avete potuto non capire l’esperimento pandemico? Come potete tirar ancora in ballo la nostra “disobbedienza” puntando il dito contro di noi su questo argomento? Noi, Compagne e Compagni contro il Green Pass abbiamo aperto il nostro centro sociale, unico soggetto politico di tutta la provincia di Brescia, a tutti, indipendentemente che fossero o non fossero vaccinati per scelta o per imposizione, tra questi i lavoratori sospesi senza stipendio e buttati fuori dai luoghi di lavoro perché non si sono piegati dando prova di un eroismo resistenziale prolungato nel tempo che voi vi sognate. Solo chi ha vissuto all’interno della fabbrica conosce l’importanza fondamentale della solidarietà tra lavoratori, e noi questa solidarietà l’abbiamo messa in pratica. Siamo orgogliosi di questa scelta politica e ne saremo fieri per sempre. Gente comune che non aveva mai messo piede in un centro sociale, qui da noi, ha trovato solidarietà non solo simbolica, ma pratica con tra l’altro la creazione di una cassa di resistenza in aiuto dei più fragili. Una rete di relazioni amicale si è instaurata e soggetti non politicizzati hanno cominciato a frequentare il centro sociale dove campeggia il Quarto Stato, la Falce e il Martello, i ritratti dei grandi rivoluzionari tra cui Che Guevara, Lenin e Marx. Noi siamo certi che la causa del proletariato passa anche da qui e non passa certo attraverso i finanziamenti elargiti dal governo Conte (50 milioni di euro) e il governo Draghi (20 milioni di euro) a sostegno di campagne pubblicitarie a favore dei vaccini per radio, televisioni e giornali, di cui si può prendere visione sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico. La casta mediatica e i politici che ci spiegavano con sussiego a quale distanza stare a tavola coi parenti il giorno di Natale per tenere a bada il virus,  sono gli stessi che ora ci vogliono portare in guerra. E noi lo abbiamo capito subito! Con lo slogan “Guerra e pandemia stessa strategia” abbiamo organizzato anche una festa di tre giorni a Cologne, in provincia di Brescia, e in un documento del nostro centro sociale quando eravamo tutti agli “arresti domiciliari” causa Covid, scrivemmo una frase profetica: “Queste non sono altro che prove tecniche di controllo di massa per eventi futuri molto più gravi”. Ecco perché il DL 1660 Sicurezza non ci sorprende, anche se ci siamo attivati subito per contestarlo, perché sappiamo bene che è studiato per essere usato nel prossimo futuro quando questi pazzi al governo decideranno di farci entrare in guerra. Affrontiamo ora il tema Ucraina. Subito dopo Piazza Maidan e la strage dei Compagni dentro la Casa dei Sindacati di Odessa da parte dei nazisti ucraini avvenuta il 2 maggio 2014, noi del Centro Sociale 28 Maggio – con altri militanti – abbiamo deciso di costituire un gruppo che si chiamava “Ucraina antifascista”. Noi siamo arrivati 10 o 20 anni prima che arrivassi tu (se ce la farai a capire) a denunciare la situazione che hanno creato in Ucraina le forze USA e NATO. Quando scrivi, in perfetta malafede – perché non crediamo che sia per ignoranza – dell’ “invasione dei territori ucraini”, facendo piazza pulita del ricordo di 10 anni di guerra alle popolazioni del Donbass da parte del governo ucraino, fantoccio della Nato e degli USA, che ha fatto 14.000 morti tra la popolazione civile dal 2014 al 2022,  stai forse accreditandoti per un futuro luminoso in qualche redazione di rilievo, o vuoi far capire che sei pronto a scrivere qualsiasi fandonia? Torniamo al tuo dossier, vediamo che ci siamo anche noi a gridare Stop alla Russofobia. Persino Papa Francesco ha parlato dell’ “abbaiare della Nato alle porte della Russia”, vorrei vedere se i russi andassero ad abbaiare al confine USA con il Messico cosa accadrebbe. L’Ucraina deve essere neutrale, non deve entrare nella NATO … Peraltro non esiste il pericolo russo, la Russia è un immenso Paese di 17 milioni di chilometri quadrati, 11 fusi orari e solo 145 milioni di abitanti: spazio gigantesco e risorse naturali enormi, come possiamo interessargli? Piuttosto sono l’Unione Europea e gli USA che hanno interesse ad indebolire la Russia. Tanto per rinfrescarti la memoria citiamo le spese militari degli USA, della NATO e della Russia. La spesa militare globale mondiale nel 2023 è di 2443 miliardi di dollari, di cui il 55% della NATO (1341miliardi), il 12% della Cina (296 miliardi), per la Russia il 4% (109 miliardi) e tutti i restanti insieme fanno il 29% . Per quanto riguarda i dati NATO al loro interno evidenziamo la spesa militare USA che è del 68%  sulla spesa totale della NATO e cioè di 916 miliardi di dollari (dati SIPRI). Il popolo russo non è nostro nemico, e ci mancherebbe, ma anche gli altri popoli non sono nostri nemici, noi abbiamo uno sguardo di classe e – come scrissero Marx ed Engels nel Manifesto del Partito Comunista – “il proletariato di ogni paese deve naturalmente farla finita prima con la sua borghesia, ma i comunisti nelle varie lotte nazionali dei proletari mettono in rilievo quegli interessi comuni dell’intero proletariato che sono indipendenti dalla nazionalità!” Ricordiamo con immenso rispetto i 27 milioni di sovietici morti combattendo per la libertà e contro il nazifascismo durante la Grande Guerra Patriottica, chiamata da noi Seconda Guerra Mondiale. Ma naturalmente tu saresti un tipo alla Benigni che per prendersi l’Oscar ha fatto entrare nel campo di concentramento come liberatori gli statunitensi e non i sovietici. D’altronde la Guerra Fredda mediatica non è mai finita, tant’è che l’armamentario ideologico del “nemico perfetto” è stato rimesso in moto contro il popolo russo, la sua storia e la sua cultura. Questo ci disgusta! Quanto male state facendo ai russi che vivono qui in Italia? Nemmeno ve lo immaginate, e nemmeno ve ne frega. Lanci poi la notiziona sul film “Il Testimone” come “finanziato dal Cremlino”. Ma da chi sono aiutati i nostri autori cinematografici? Per il 2025 le risorse del fondo cinema del nostro Ministero della Cultura ammontano a più di 696 milioni di euro, informati! Perché tanto scandalo? Ma tu lo hai visto questo film? Ma vi siete ridotti a perseguitare chi cerca un po’ di verità in un marea di manipolazioni mediatiche statunitensi che ci sommergono da quando ci hanno liberato ottant’anni fa? Ma lasciate che sia il pubblico a decretare se un’opera è valida o meno. Come mai avete rimesso in moto la censura di fascistissima memoria? Se avete ragione non potete aver paura della verità! E poi due parole su Vincenzo Lorusso e Andrea Lucidi, massimo rispetto da parte nostra per questi coraggiosissimi Compagni. Di Vincenzo Lorusso abbiamo proiettato il documentario: “Maidan, la Strada verso la Guerra”, che spiega come l’Occidente abbia trascinato l’Ucraina verso la guerra civile e il conflitto odierno. Speriamo in un prossimo futuro di vedere “I bambini del Donbass” che sarà sicuramente un pugno nello stomaco, come tutto ciò che succede nelle guerre. Poi ci sono i genocidi, un altro capitolo, il peggiore a cui stiamo assistendo. Perché forse non lo dice il tuo dossier, ma noi siamo impegnati tantissimo sul fronte della Palestina e abbiamo all’attivo tanti eventi di sensibilizzazione su questa strage degli innocenti in diretta social. Un orrore! Ragionare, cercare soluzioni accettabili ai problemi, mediare sono tutte operazioni troppo intelligenti e faticose per una classe di politici servi che non si capacitano nemmeno di come han fatto a trovarsi seduti sugli scranni del Parlamento italiano, o sulle poltroncine del Consiglio dei Ministri. Volgari ignorantoni senza arte né parte che parlano ancora e sempre di celodurismo invece che di politica, se lo possono permettere perché non c’è un solo giornalista che riesca a far loro una domanda intelligente, magari in diretta televisiva prima che la censura gli bruci la carriera per sempre, ma non l’onore di aver fatto la cosa giusta … no, no … tutti chini ad aspettare che passi la nottata, ma passerà? Senza coraggio, non passerà! Continuando la lettura di questo confuso dossier che ha la funzione, tra le altre cose, di federare quel poco che resta in giro della “sinistra neoliberale” (se si può chiamare sinistra) che ha ormai perso il contatto con la realtà, ma non quello con la sovrastruttura ideologica del potere – e tu ne sei un luminoso esempio – troviamo, ad ulteriore riprova del tuo impegno, la demonizzazione di lotte dai temi, ti citiamo, “più disparati”. Allora perché, se come dici son “disparati”, li metti insieme?                                                      È un problema porsi il problema anche delle cosiddette “scie chimiche” ? Cosa c’è di così negativo nel riflettere su questo fenomeno che incrociamo spesso sulle nostre teste, ora che sappiamo che il clima viene modificato dall’uomo coi sistemi dell’inseminazione delle nuvole per far piovere (pratica chiamata cloud-seeding). A causa dei rischi che pone alle comunità, agli ecosistemi e alla biodiversità, la Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica ha stabilito una moratoria sull’utilizzo, in generale, della geoingegneria nel 2010, un appello che continua ancora oggi e che in parte è stato riconosciuto dal “Protocollo di Londra” con il divieto di inseminazione degli oceani. Peraltro in Francia, anni fa, i giornalisti di Envoyé Special fecero un bella puntata televisiva sull’argomento: perché non chiedersi cos’altro stanno pensando di fare? Ah! È vero che esercitare la propria intelligenza viene considerato “complottismo”! Sui vaccini poi perché non essere prudenti? La conosci la storia del vaccino contro la poliomelite che fu anche una guerra geopolitica tra USA e URSS. Informati caro il nostro giornalista e capirai che anche questa è una storia dove si intrecciano potere e profitto, alla faccia dei bimbi che ne morirono, farai comunque fatica a trovarla su internet perché in giro c’è una certa tendenza alla mistificazione. Ci chiediamo sempre con stupore perché la diffidenza rispetto a questo sistema fondato sul profitto sia dileggiata. Perché non è considerata una qualità rispettata e rispettabile? Per noi il dubbio è d’obbligo, per voi la certezza! Ti ricordiamo quanto successo in Piazza del Popolo il 9 ottobre 2021 alla manifestazione contro il Green Pass e prendiamo la spiegazione dai documenti ufficiali della seduta pubblica in cui l’allora Ministra Lamorgese dà conto di come secondo lei si sono svolti i fatti: “Alla protesta contro il green pass hanno partecipato organizzazioni della sinistra antagonista e della destra estrema, rappresentanti di categorie economiche e semplici cittadini convinti che la strategia del Governo configuri una dittatura sanitaria. Il Ministro è consapevole del rischio che il malcontento sociale provocato dalla pandemia possa essere strumentalizzato da frange eversive, sebbene finora sia mancata una regia unitaria. Rispetto alla manifestazione di Roma, sulla base della relazione del Capo della Polizia, il Ministro ha riconosciuto criticità nella gestione dell’ordine pubblico.” Ora veniamo all’assalto della sede della CGIL: dal palco della manifestazione prende il microfono un fascista che invita ad andare a distruggere la sua sede, 300/400 persone partono in corteo, la CGIL dista da Piazza del Popolo 3,2 km e nessun responsabile dell’ordine pubblico interviene per fermarli durante il corteo non autorizzato, nonostante che le intenzioni fossero state esplicitamente dichiarate dal palco. Come mai? La strategia della tensione non ci ha insegnato niente? I fascisti dovevano intestarsi la lotta contro il Green Pass per svilirla, per renderla nemica della maggioranza della popolazione. I fascisti nella storia sono sempre l’utile strumento del potere per il controllo delle masse. A questa ghettizzazione del sentimento popolare contro il Green Pass ha dato il colpo di grazia simbolico l’abbraccio di Draghi a Landini. Ma riprendiamo la disamina del dossier: per te chi promuove una visione anti-globalizzazione è un fascista, gli ecologisti sono “fascisti”, gli antimilitaristi sono “fascisti”, le associazioni palestinesi sono o “pro-Hamas” o sono “fasciste”, i pacifisti son “fascisti”, i contestatori del Green Pass anche, gli anti-vaccinisti, gli anti-lockdown, chi è critico della “teoria gender”, gli anti 5G, quelli che si battono contro la digitalizzazione delle nostre vite … tutti fascisti, anche i cattolici contro l’aborto sono “fasci”, chi promuove una visione multilaterale è un “fascista”. A proposito di multilateralismo, ti dà così fastidio che il terzo mondo stia emancipandosi, preferivi rimanesse terzo o quarto con gli Stati Uniti a farla da padroni? Comunque devi sapere che, per quanto ci riguarda, ogni accusa è una confessione. Per sputtanare Ottolina Tv, di cui ci sarebbe da parlare solo bene, tiri in ballo Micromega, ora siamo andati a controllare chi ci scriveva qualche anno fa e ci abbiamo trovato i nomi di Cacciari-Galimberti-Amato- Cardini-Sofri-Veltroni-Prodi-Lerner-Vendola-Caselli- Finkielkraut, ci soffermiamo solo su quest’ultimo, per amor di patria, perché in Francia è famoso il suo razzismo e la sua postura anti-immigrati… quante porosità destra/sinistra tra questi nomi! Sono tuoi referenti? Stai attento perché  potresti essere accusato di razzismo e fascismo, è un attimo sai! Visto che non vogliamo la guerra, nemmeno quella contro l’Iran – e se c’è un nucleare che ci preoccupa è quello israeliano da sempre fuori controllo perché Israele non vuole render conto di niente a nessuno – immaginiamo che nel prossimo dossier non potrà mancarci anche l’accusa di antisemitismo, ma andiamo per gradi! Ci imputi di aver invitato al centro sociale Paola Ceccantoni, detta Pubble, una disegnatrice satirica, battitrice libera del web. Pubble nega in un’intervista ad Ottolina Tv di aver mai avuto a che fare con CasaPound, detto questo se i temi che tratta sono stimolanti perché non intavolarci una discussione? Solo a titolo informativo, a proposito di porosità, ti vogliamo ricordare che il rappresentante delle vittime di Piazza della Loggia nel 2011 accettò di partecipare ad un dibattito pubblico con CasaPound e in quella riunione era presente Gabriele Adinolfi, un estremista di destra con un curriculum di reati associativi e ideologici da far rabbrividire, e indovina un po’ dove erano quella sera le compagne e i compagni del Centro Sociale 28 Maggio, spremiti le meningi per immaginare dove eravamo! Tu, da vero antifascista con le stellette al petto, ci criminalizzi tutti, adotti gli stessi atteggiamenti del questurino, conti addirittura i like! Ridicolo! Infatti con questo dossier non hai fatto nient’altro che una schedatura di tutte le realtà movimentiste che non hanno mai fatto un passo indietro. Ci viene da chiederci: per chi lavori? Peraltro sputtani anche associazioni antimilitariste come quelle della Val Brembana, ma come ti puoi permettere di arrivare a tanto visto che non conosci nemmeno il lavoro di questi Compagni? Per il bene dell’umanità ci chiediamo cosa tu abbia fatto a parte contribuire ad infangare i nomi delle associazioni che lottano contro le derive di questo mondo inquinato dal capitalismo. Hai attaccato tutte le realtà e i singoli che sono presenti sui territori per combattere la rassegnazione e lo sconforto dando solidarietà ai popoli in lotta! Tu e quelli come te volete toglierci l’ossigeno per darci in pasto a quei sinistrati che tettano alle mammelle del PD e che useranno questo dossier per scavarci un fossato sia simbolico che reale tutt’intorno, per impedirci di continuare a resistere nella lotta. Non c’è un briciolo di buonafede in questa operazione di dossieraggio. Guarda caso, sono i più attivi a darvi fastidio. E attivi lo siamo e molto. Come Centro Sociale 28 maggio ci occupiamo da una decina d’anni di Ghedi e delle bombe nucleari che ivi si trovano. Abbiamo fatto presidi, manifestazioni, volantinaggi, svolto convegni importanti a livello nazionale, e ad altri abbiamo partecipato e dato il nostro contributo. In uno dei convegni da noi organizzati abbiamo avuto l’onore di avere tra i relatori Alberto Bradanini ex-diplomatico, tra i diversi e numerosi incarichi ricoperti, è stato Ambasciatore d’Italia in Iran e in Cina. È Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea, ha pubblicato numerosi saggi. Il nostro incontro al convegno “Contro la guerra e la presenza di armi in Italia” del 28 settembre 2024 è stato indimenticabile, di lui custodiamo il ricordo di un uomo generoso, disponibile, intelligente e affabile. Cosa sperare di più? Coi venti di guerra che fischiano forti il nostro impegno è aumentato e con orgoglio siamo tra i promotori con altre 22 associazioni, di uno studio internazionale sulle armi nucleari in Italia che si è concretizzato nel saggio “Parere giuridico sulla presenza di armi nucleari in Italia” degli avvocati di Ialana e di Abbasso la guerra, tradotto anche in inglese. Leggitelo! Abbiamo, sulla base di questo studio, depositato una Denuncia alla Procura della Repubblica del Tribunale di Roma il 2 ottobre 2023 contro la presenza illegale di armi nucleari in Italia a fronte dei pericolosissimi scenari di guerra odierni. Queste bombe potrebbero causare devastanti crimini contro l’umanità e il pianeta terra. Da uno studio di Greenpeace si evince che potrebbero morire da 2 a 10 milioni di persone nella pianura padana a causa di un incidente nucleare. Ma non basta la denuncia, bisogna farla conoscere perché è anch’essa strumento di consapevolezza, e così siamo andati a consegnarla nelle Prefetture, nei Comuni anche i più piccoli e dispersi nelle campagne della bresciano e del cremonese, abbiamo lavorando sui territori interessati con devozione e fatica, tra noi ci sono realtà diversissime, dai cattolici progressisti di Pax Christi ai comunisti, uniti tutti dalla consapevolezza che l’orologio dell’apocalisse sta pericolosamente segnando la nostra ultima ora, anche la tua. Non ci dilunghiamo sul nostro impegno antimilitarista, ma ti facciamo presente che la tua bassezza è arrivata nel dossier fino al punto di rendere l’incontro con la Prefettura di Bergamo dei rappresentanti del Coordinamento Regionale per la Pace come un’azione riprovevole e ambigua. Come hai potuto denigrare in questo modo un’azione così lodevole? Dei cittadini consapevoli chiedono di sapere dalle massime autorità sul territorio, tra le altre cose, quali piani di sicurezza siano stati decisi nel caso di pericolo di guerra e pericolo nucleare, piani che devono essere rinnovati per legge ogni 3 anni di cui la popolazione deve essere informata, e questo ad avviso del tuo dossier è qualcosa di sospetto? Sappi, per concludere, che la bomba di Hiroshima, sganciata dagli statunitensi era di 16 kilotoni, le nuove bombe tattiche di Ghedi, le B61-12, sono di 50 kilotoni. Con la bomba atomica non c’è bunker che tenga, prima o poi ne devi uscire. La bomba atomica non è fascista, non salva i forti e distrugge i deboli, ma altamente democratica e livella tutte e tutti, anche personaggi come te! Ti invitiamo a rendere pubblico questo nostro documento nelle stesse modalità e agli stessi destinatari del tuo dossier, in difetto saremo costretti a depositare querela per diffamazione. Ti dedichiamo la fase di Tomàs Borge che campeggia sopra il Quarto Stato all’interno del nostro Centro Sociale: “Il segreto è che siamo sognatori, siamo utopisti, ma non di quei sognatori che stanno sempre con il cuscino sotto la testa sulla veranda di casa … Siamo sognatori con i piedi piantati per terra, siamo sognatori con gli occhi ben aperti, siamo sognatori che conoscono gli amici e che conoscono i nemici …”   Compagne e Compagni del Centro Sociale 28 Maggio – Rovato (BS) Redazione Sebino Franciacorta
May 7, 2025
Pressenza
Dal tecnocivismo alla cittadinanza digitale
Piattaforme e partecipazione. di M. Minetti Considerata la perfetta concordanza con la tematica del numero #7 di Rizomatica, abbiamo ritenuto utile condividere la videoregistrazione dell’incontro dal medesimo titolo, tenutosi il 23 gennaio 2025 presso i locali del Centro per la … Continua a leggere→
February 25, 2025
Rizomatica