MORTI SUL LAVORO, “UNA GUERRA NON DICHIARATA DELL’ORGANIZZAZIONE CAPITALISTICA DEL LAVORO”
Continua anche oggi, mercoledì 2 settembre, la strage quotidiana causata dal
lavoro e dallo sfruttamento capitalistico. Tra le vittime anche chi, per
questioni anagrafiche, dovrebbe potersi dedicare ad altro. È il caso
dell’operaio di 79 anni morto in queste ore dopo che lo scorso 19 agosto era
caduto da un ponteggio a Porto Cesareo, in provincia di Lecce.
Sempre oggi un operaio di 30 anni è morto in un’azienda agricola a Ciminna,
provincia di Palermo. Il lavoratore, Camara Dramane, originario del Gambia, era
a bordo di un mezzo che si è ribaltato provocandogli una ferita al collo che non
gli ha lasciato scampo.
In Emilia, invece, un giardiniere di 75 anni è rimasto ferito a Medicina,
provincia di Bologna, colpito dal coperchio di un escavatore mentre effettuava
delle potature. È ricorverato in condizioni gravi. Infine tre lavoratori feriti,
ieri sera, in un incidente avvenuto all’interno di uno stabilimento di A2a a
Crotone. Si tratta di un dipendente diretto di A2a e due operatori di una
società esterna che erano impegnati in attività di manutenzione ordinaria
dell’impianto.
Il commento di Vito Totire, medico del lavoro e portavoce della rete nazionale
“Lavoro sicuro”, che hai nostri microfoni ha parlato di “una guerra non
dichiarata e unilaterale di un’organizzazione capitalistica del lavoro che mira
esclusivamente al profitto a tutti i costi. Se ne esce non solamente con la
cultura della prevenzione”. È necessario aumentare le capacità d’intervento
degli enti ispettivi ma spetta anche ai lavoratori “mettere in campo le proprie
capacità di auto difesa”. Ascolta o scarica