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Appello dei genitori del Liceo A. Einstein di Torino: facciamo chiarezza
All’attenzione di: * Ufficio Regionale Scolastico per il Piemonte; * Assessora alle politiche educative, giovanili, rigenerazione urbana e periferie della Città di Torino. Come genitori degli studenti del Liceo Einstein di Torino riteniamo che le misure cautelari (permanenza in casa o detenzione domiciliari per minorenni) disposte dalla Procura ed operate dalle Forze dell’Ordine all’alba del 30.12.2025 nei confronti di ragazze e ragazzi minorenni (oggi indagati per i fatti avvenuti il 27.10.2025 al momento dell’ingresso per la frequenza della prima ora di lezione, presso la sede di via Bologna e per gli eventi svoltisi a Torino nello scorso autunno), rappresentino strumenti sproporzionati e stigmatizzanti che non contribuiscono in alcun modo alla costruzione di una società migliore, né alla formazione di cittadine e cittadini consapevoli: ne chiediamo pertanto e sin d’ora l’immediata revoca, anche al fine di garantire loro il diritto allo studio, al momento formalmente negato. Per una lettura non semplificata o, peggio ancora, solo parziale di un contesto oggettivamente assai complesso, riteniamo altresì doveroso ricordare il modus operandi di alcuni militanti di Gioventù Nazionale che si sono presentati nell’ordine il 9.10.2025 davanti alla sede di via Pacini del Liceo Einstein, il 16.10.2025 davanti alla sede del Primo Liceo Artistico ed infine il 27.10.2025 davanti alla sede di via Bologna del Liceo Einstein per distribuire volantini politici di chiara matrice xenofoba, muniti di telecamera e sempre accompagnati da agenti in borghese della DIGOS e del reparto mobile della Polizia di Stato (c.d. “celere”) in assetto antisommossa: se nei primi due casi, anche grazie al cordone organizzato il 16.10.2025 da docenti e studenti (peraltro in parte rimasti feriti ed unico caso in cui non erano presenti i reparti in assetto antisommossa), la provocazione non ha avuto seguito, all’ingresso di via Bologna, il rifiuto degli studenti, per la maggior parte minorenni, di accettare quel tipo di volantinaggio e le offese verbali perpetrate dai militanti nei confronti di ragazze e ragazzi chiaramente di origine straniera hanno portato a dei tafferugli (sostanzialmente alcuni spintoni) tra studenti e persone adulte, sfociati nell’intervento degli agenti antisommossa ed all’ammanettamento di uno studente minorenne davanti all’intera comunità scolastica, fatto quest’ultimo che ha permesso di comprendere che alcuni degli adulti coinvolti erano invero componenti della DIGOS che fino ad allora non si erano qualificati come tali. D’altronde, proprio a seguito di quanto accaduto il 27.10.2025, il 31.10.2025 è stata trasmessa una lettera, sottoscritta da un nutrito numero di genitori, al Sindaco del Comune di Torino, alla Direzione dell’Ufficio Regionale Scolastico per il Piemonte, alla Direzione della Questura di Torino e alla Dirigenza Scolastica del Liceo A. Einstein, con cui si è richiesto un intervento urgente delle Istituzioni e l’apertura di un dialogo (sollecitato, stante il silenzio che ne è seguito, il successivo 16.12.2025), il 10.11.2025 in Consiglio Comunale è stata presentata una mozione in cui si è espressa solidarietà a studenti, famiglie e comunità scolastiche. L’episodio è stato oggetto di discussione anche in seno all’assemblea aperta ed autorizzata dell’11.12.2025 presso l’Auditorium del Liceo Einstein e nella assemblea indetta dal Coordinamento Antifascista Torino il 12.12.2025 in via Baltea. Come genitori, come cittadine e cittadini e  come comunità educante, oggi assistiamo con profonda preoccupazione ad una narrazione “mediatica” e ad un trattamento giudiziario che colpiscono  esclusivamente gli studenti, molti dei quali minorenni, lasciandoci privi di qualsivoglia riscontro da parte dalle Istituzioni e di informazioni in merito a chi e per quali ragioni abbia autorizzato la presenza di agenti della “celere” e della DIGOS davanti a tre sedi di istituti scolastici superiori durante altrettanti volantinaggi. Le misure cautelari applicate ai ragazzi minorenni hanno impedito a questi ultimi ed alle loro famiglie di trascorrere serenamente le vacanze natalizie, esponendoli ad effetti sproporzionati e duraturi rispetto a quello che dovrebbe essere un normale e sano percorso di crescita, di formazione e di vita. Chiediamo quindi la loro revoca per consentire agli studenti di uscire al più presto da questa condizione di pericoloso isolamento e di poter riprendere ad esercitare in modo pieno ed effettivo il diritto allo studio e più in generale le attività quotidiane (sportive e ricreative, altrettanto fondamentali in adolescenza) che fino alla mattina del 30 dicembre hanno potuto liberamente svolgere e, nel contempo, che si possa aprire un tempo di riflessione condivisa, che veda coinvolti la scuola, le famiglie, le Istituzioni e gli stessi ragazzi, per trasformare quanto accaduto in occasione di crescita collettiva e non in una frattura che divide e lascia segni indelebili, evitando altresì che la risposta da parte dello Stato finisca con l’essere solo repressiva e non costruttiva, minando negativamente sulla fiducia che ogni cittadina/o da sempre vi ripone. Il gruppo dei genitori del Liceo Einstein: Liliana Conte, Marco Bongiovanni, Antonella De Micco, Massimiliano Toffani, Alessandra Simeoni, Yann Gioria, Francesco Gastaldo, Monica Boano Aderiscono: Coordinamento Antifascista Torino, Scuola per la pace Torino e Piemonte, Assemblea Scuola Torino, Mamme in piazza per la libertà del dissenso Redazione Torino
Sei studenti minorenni agli arresti domiciliari
Ieri mattina le case di sei studenti del collettivo Einstein sono state perquisite, sequestrati i cellulari e comunicati gli arresti domiciliari per tutt3. Di cosa sono accusati lo apprendiamo dalla Stampa, come sempre molto ben informata sulle informazioni che provengono dalla Questura: “Sei minorenni ai domiciliari per gli scontri davanti all’Einstein e alle stazioni di Torino Sei ragazzi di 16 e 17 anni sono ai domiciliari con l’accusa di resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale durante lo scontro avvenuto la mattina del 27 ottobre scorso all’esterno del liceo Einstein, durante un volantinaggio organizzato da Gioventù Nazionale Torino–sezione D’Annunzio. Disposta la misura cautelare nei confronti dei sei ragazzi anche per l’irruzione nella Città Metropolitana di Torino avvenuta il 14 novembre nella fase conclusiva del corteo promosso per il «No Meloni Day». Eseguite perquisizioni domiciliari anche per le occupazioni dei binari delle stazioni ferroviarie di Porta Nuova e Porta Susa lo scorso settembre in occasione della manifestazione a sostegno della Global Sumud Flotilla, e per l’assalto alla redazione de La Stampa” Di nuovo i tempi e i metodi di Questura e Procura ci inducono a varie riflessioni: Ma gli studenti dell’Einstein non erano vittime di una provocazione fascista subita mentre si stavano recando a scuola? Certo, avevano reagito, trovandosi però subito a dover fuggire di fronte ai manganelli che quella mattina stavano, bizzarramente, difendendo i provocatori e non il regolare e pacifico ingresso di una scuola. Di quel giorno noi siamo ancora in attesa di sapere come è stato gestito l’ordine pubblico Sarebbero coinvolti solo studenti dell’Einstein nelle varie manifestazioni e blocchi in favore della Palestina o durante la manifestazione degli studenti? Solo loro nelle vicende di “Città Metropolitana” e la Stampa? E se altri e altre individui fossero coinvolti come si coordinano indagini e procedimenti? Ci sembra che in questo caso si stia criminalizzando uno specifico collettivo ed alla fine un intero Liceo. Un po’ paradossale la tempistica in questo periodo di ferie in cui diventa difficile anche solo contattare avvocati e organizzare le difese. Sicuramente un regalino della questura rinchiudere in casa i giovani la sera prima di Capodanno. Le vendette istituzionali e i sistemi punitivi non sono mai dei buoni strumenti pedagogici  Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza agli/alle student3 coinvolt3 e alle loro famiglie Il comunicato degli studenti: https://www.instagram.com/p/DS43heFiCFD/?img_index=4&igsh=MXV2NGgzYzZydzhnYQ== Mamme in piazza per la libertà di dissenso
Solidarietà a student3 del Liceo “Einstein” Torino agli arresti domiciliari
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università esprime la propria solidarietà ai/alle sei student3 minorenni del Liceo “Einstein” di Torino, ai/alle quali nella mattinata di ieri, 30 dicembre 2025, nel corso di una perquisizione della Polizia nelle loro abitazioni, è stato notificato un fermo domiciliare cautelativo, che implica per loro anche l’impossibilità di rientrare a scuola. I capi di accusa, riportati nel dettaglio sul portale della Questura di Torino (clicca qui), sono di resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale, avvenute a seguito del tentativo di opporsi, da parte delle/degli student3, al volantinaggio di Gioventù Nazionale davanti al loro istituto il 27 ottobre 2025 (clicca qui per la notizia); la misura cautelare sarebbe stata disposta anche per l’irruzione nei locali della Città Metropolitana di Torino in occasione del “No Meloni Day” del 14 novembre, nonché per l’occupazione dei binari delle due principali stazioni cittadine in occasione delle manifestazioni a sostegno della Global Sumud Flotilla e per l’irruzione nella redazione del quotidiano «La Stampa» il 28 novembre 2025. Come attivist3 e come docenti siamo sdegnat3 per l’odioso inasprimento della repressione, che in tutta Italia ha nelle ultime settimane colpito con una violenza inusitata e crescente le diverse componenti della società civile e che, soprattutto a partire dagli scioperi del 22 settembre e del 3 ottobre, sta denunciando il genocidio in corso a Gaza e lottando contro il riarmo e le tendenze belliciste dei nostri governi. Proprio sulle specificità del contesto torinese, a cui l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha dedicato una recente analisi (clicca qui), anche sul sito dell’Osservatorio repressione leggiamo: «Il contesto torinese è ulteriormente segnato dalle tensioni legate allo sgombero del centro sociale Askatasuna, avvenuto lo scorso 18 dicembre. Da circa due settimane, attiviste e attivisti sono impegnati in iniziative di protesta e resistenza contro lo sgombero, e le perquisizioni di oggi vengono lette come parte di una più ampia stretta repressiva» (https://www.osservatoriorepressione.info/torino-perquisizioni-e-misure-cautelari-contro-studenti-minorenni/). Il mondo della scuola, con le sue energie e le sue capacità trasformative, è nel mirino di un governo che non solo tenta di colpire la libertà di insegnamento (si vedano le recenti ispezioni in alcuni istituti che hanno ospitato il webinar di Francesca Albanese), ma che sta cercando di soffocare sul nascere un movimento studentesco che in questi mesi, sia nelle università sia nelle scuole superiori, ha coraggiosamente rialzato la testa prendendo parte attivamente alle manifestazioni e animando una impressionante serie di occupazioni che hanno attraversato tutta Italia nel corso dell’autunno. In questo caso la Questura ha alzato il tiro, scegliendo di colpire sei giovanissim3, impegnat3 nei collettivi studenteschi, con misure sproporzionate e discutibili rispetto ai fatti contestati. L’intento, evidentissimo, è quello di intimidire le giovani generazioni, con l’obiettivo di tacitarne la forza dirompente espressa negli ultimi mesi e di stroncare sul nascere l’entusiasmo e la vitalità di chi oggi muove i primi passi in una dimensione “politica”, portando nella prassi della militanza ciò a cui la scuola nelle sue ambizioni più alte e costituzionalmente sane cerca di formare le e i ragazz3: autonomia di pensiero, senso critico, comprensione del presente, esercizio dei diritti di cittadinanza. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
TORINO: PERQUISIZIONI E MISURE CAUTELARI CONTRO STUDENTI DEL LICEO EINSTEIN. SEI MINORENNI AI DOMICILIARI
Perquisizioni e misure cautelari stamattina a Torino contro compagne e compagni che da due settimane lottano e resistono contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, avvenuto lo scorso 18 dicembre. La digos si è presentata a casa di 6 studenti minorenni, la maggior parte dei quali del liceo Einstein, e ha notificato loro ordinanze di arresti domiciliari per aver partecipato alle manifestazioni dell’autunno per la Palestina, alla protesta nella redazione de La Stampa durante lo sciopero generale del 28 novembre e all’iniziativa antifascista dello scorso 27 ottobre all’esterno della loro scuola. Ai microfoni di Radio onda d’Urto, la corrispondenza con Nicola, compagno del Liceo Einstei.Ascolta o scarica. COMUNICATI STUDENT* Tutti liberi subito. Il governo usa la repressione contro gli studenti che si mobilitano per la Palestina. Questa mattina ci siamo svegliati con la notizia di 6 nostri compagni di scuola minorenni sottoposti a perquisizioni e agli arresti domiciliari come misura cautelare, in risposta alle mobilitazioni del movimento “blocchiamo tutto”, contro la complicità del governo Meloni nello sterminio dei palestinesi, che ha preso piede in tutta Italia durante l’autunno. Al centro dell’indagine, la contestazione alla giovanile del primo partito di governo, che portava avanti un volantinaggio di propaganda razzista davanti al liceo Einstein. Durante le occupazioni di tutte le scuole d’Italia nelle quali i giovani si sono resi protagonisti del movimento per la Palestina, alla polizia è stato ordinato di recarsi davanti al Liceo Einstein per difendere il volantinaggio, manganellando gli studenti che protestavano, ammanettando un minorenne. La risposta da parte di professori, genitori, studenti di tutte le scuole e della città intera è stata immediata e di massima solidarietà e sdegno verso le modalità repressive del governo. Quello che viene fatto passare come un caso isolato rientra perfettamente all’interno di un piano di disciplinamento giovanile funzionale alla preparazione della società e delle scuole ad un clima di guerra. I messaggi d’odio portati avanti dai volantini che il governo tiene tanto a difendere sono uno degli strumenti che questo usa per riaprire una divisione tra popoli che si era superata con il movimento per la Palestina. Tra i motivi degli arresti i blocchi delle stazioni, avvenuti mentre in tutta Italia si bloccavano porti, autostrade, e blocchi della logistica di guerra. Nel giorno in cui si vota la legge finanziaria, che aumenterà la spesa bellica di 23 miliardi nei prossimi tre anni, e mentre il governo si prepara alla reintroduzione della leva per i giovani, questi arresti domiciliari nei confronti di studenti giovanissimi, non sono casuali, ma una chiara intimidazione ai giovani che si sono mobilitati: non c’è spazio nelle scuole per organizzarsi contro la guerra! Il governo si trova in una situazione complicata e per questo attua misure così aspre, in tutto ciò sappiamo bene che non possiamo fermarci davanti a questo, la posta in gioco è troppo alta. Continueremo ad andare a scuola e a porci le stesse domande sul nostro futuro a testa alta, perchè liberare tutti vuol dire lottare ancora. Vogliamo la liberazione immediata di tutti i compagni! INTIFADA FINO ALLA VITTORIA.