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Nuove alleanze militari nel Vicino Oriente. Disegnati gli schieramenti della competizione regionale
Lo scenario delle alleanze militari nel Vicino Oriente si muove velocemente, intorno al nodo fondamentale delle mire egemoniche di Israele sulla regione. Il recente riconoscimento del Somaliland, accanto al tentativo delle forze secessioniste yemenite del STC, proxy degli Emirati Arabi Uniti, di creare un proprio stato, ha accelerato questo processo. […] L'articolo Nuove alleanze militari nel Vicino Oriente. Disegnati gli schieramenti della competizione regionale su Contropiano.
Netanyahu a Mar-a-Lago, tra Palestina, Somaliland e Yemen
Gli equilibri sul Mar Rosso e sul Golfo di Aden si evolvono velocemente, palesando che la precipitazione bellica è una tendenza generale di questa fase storica, non un accidente dovuto a qualche “criminale”. Una tendenza che si nutre della crisi dell’imperialismo occidentale e, dunque, del “cane pazzo” israeliano che ne […] L'articolo Netanyahu a Mar-a-Lago, tra Palestina, Somaliland e Yemen su Contropiano.
Perché Israele, tra tutti gli stati membri delle Nazioni Unite, è la prima nazione a riconoscere il Somaliland?
di Haaretz, Nadan Feldman e The Associated Press,  Haaretz, 28 dicembre 2025.   Il piccolo stato africano si è separato dalla Grande Somalia nel 1991 e fino ad ora non era stato riconosciuto da nessuna nazione. Ma la sua vantaggiosa posizione geografica vicino agli Houthi nello Yemen e le notizie di colloqui sul trasferimento della popolazione da Gaza potrebbero aver spinto Israele a creare un precedente. Un uomo tiene una bandiera del Somaliland davanti al monumento commemorativo della guerra di Hargeisa. A Hargeisa, lo scorso anno. AFP/LUIS TATO “Qualcuno sa davvero cos’è il Somaliland?” ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al New York Post durante il fine settimana, dopo che Israele è diventato il primo paese al mondo a riconoscere la repubblica autoproclamata nell’Africa orientale. Trump ha affermato che gli Stati Uniti non seguiranno l’esempio degli altri stati e che Washington deve “studiare” la questione, dato che un numero crescente di paesi ha respinto la mossa di Israele. Più di 20 stati, per lo più mediorientali e africani, hanno definito il riconoscimento una “misura senza precedenti” che potrebbe minare la pace e la sicurezza nel Corno d’Africa e nel Mar Rosso, con “gravi implicazioni per la pace internazionale”. Il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che continua a riconoscere l’integrità territoriale della Somalia, “che include il territorio del Somaliland”. I residenti sventolano bandiere del Somaliland mentre si riuniscono per festeggiare l’annuncio di Israele che riconosce la sovranità del Somaliland. Nel centro di Hargeisa, venerdì 26 dicembre. AFP/FARHAN ALELI Non è chiaro perché Israele abbia fatto questa dichiarazione venerdì, né se si aspetti qualcosa in cambio, dato che secondo alcune notizie di inizio anno il Somaliland era stato preso in considerazione come possibile destinazione per i palestinesi sfollati da Gaza. Il Somaliland confina con Gibuti, che ospita basi militari degli Stati Uniti, della Cina, della Francia e di diversi altri paesi. Si trova inoltre in una posizione strategica sul Golfo di Aden, di fronte allo Yemen e alle zone controllate dal movimento Houthi sostenuto dall’Iran. Cosa sappiamo del Somaliland? Il Somaliland è un piccolo stato remoto, privo di riconoscimento internazionale, che nell’ultimo anno è diventato teatro di una lotta regionale esplosiva, piena di interessi geopolitici. Questa repubblica autoproclamata, un territorio governato dal clan musulmano Issaq, si è separata dalla madrepatria Somalia nel 1991 e ha dichiarato l’indipendenza senza garanzie internazionali. Grafica: Shumisat Rasulaev Da allora, ha cercato di ottenere il riconoscimento degli altri paesi rafforzandosi contro le minacce regionali, in primo luogo quelle della Somalia, che cerca di riprendere il controllo del territorio. Il diritto internazionale riconosce il Somaliland solo come distretto autonomo all’interno della Somalia e, fino al 2024, nessun paese lo aveva riconosciuto come paese indipendente, ad eccezione di Taiwan, anch’esso uno stato non riconosciuto. Ciò ha importanti implicazioni economiche. Il Somaliland non può partecipare al commercio internazionale, né può ottenere aiuti finanziari da organizzazioni come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, e deve funzionare come un’economia autarchica. Per questo motivo, un settore che sta prosperando nel territorio è quello della pirateria marittima. Il presidente del Somaliland Abdirahman Mohamed Abdullahi. Dr. Mohamed Hagi La richiesta di indipendenza del Somaliland risale all’epoca coloniale in Africa. Alla fine del XIX secolo, la Gran Bretagna e l’Italia ottennero il controllo della sfera somala, istituendo il Somaliland Britannico, che corrispondeva all’attuale Somaliland, come protettorato. Durante la seconda guerra mondiale, le forze britanniche occuparono il Somaliland Italiano, allora parte dell’Italia fascista di Mussolini, unendo i due territori in un unico stato che operava come unità politica all’interno dell’Impero Britannico. Nel 1960, il Somaliland Unito ottenne l’indipendenza e fu fondata la Repubblica di Somalia. Il crollo del governo centrale del paese nel 1991 e la violenta guerra civile portarono alla secessione del territorio del Somaliland dallo stato madre. A differenza della Somalia, afflitta da decenni da sanguinose guerre civili e governata per una parte di questo periodo da milizie islamiche, in primis Al-Shabaab, il Somaliland, con i suoi 6,2 milioni di abitanti, è riuscito a mantenere una relativa stabilità politica. “Candidato ideale” per la cooperazione con Israele Un rapporto del 2024 del think tank israeliano Institute for National Security Studies afferma che “il Somaliland potrebbe fungere da base avanzata per una serie di missioni: raccolta di informazioni e monitoraggio degli Houthi e del loro potenziamento militare; supporto logistico al governo yemenita riconosciuto a livello internazionale nella sua guerra contro gli Houthi; e operazioni dirette, dalle azioni offensive all’intercettazione degli attacchi Houthi in mare o tramite UAV [droni]“, aggiungendo che ”il Somaliland potrebbe diventare un pilastro fondamentale negli sforzi di Israele per affrontare la minaccia Houthi”. Dallo scoppio della guerra di Gaza a seguito dell’attacco di Hamas del 7 ottobre, gli Houthi hanno lanciato centinaia di missili e droni verso Israele e preso di mira le navi nel Mar Rosso, provocando attacchi aerei israeliani nello Yemen e l’uccisione di figure di spicco degli Houthi. Questi sviluppi hanno accentuato l’importanza strategica delle acque al largo della costa del Somaliland. Il rapporto ha definito il Somaliland “un candidato ideale per la cooperazione” in una futura campagna contro gli Houthi, affermando che potrebbe offrire a Israele “un potenziale accesso a un’area operativa vicina alla zona di conflitto”. Aggiunge che, al di là della cooperazione in materia di sicurezza, i legami con il Somaliland hanno anche un valore economico e reputazionale per la sicurezza nazionale di Israele, citando i minerali presenti nel Somaliland e l’interesse di Israele a coltivare relazioni con le popolazioni musulmane della regione. Destinazione per i profughi di Gaza? Lo scorso marzo, l’Associated Press ha riferito che funzionari israeliani hanno dichiarato che gli Stati Uniti e Israele hanno contattato funzionari di tre governi dell’Africa orientale, tra cui il Somaliland, per discutere la possibilità di utilizzare i loro territori come potenziali destinazioni per i palestinesi sfollati dalla Striscia di Gaza. Un palestinese cammina con dei bambini accanto alle macerie di edifici distrutti nel campo profughi di Jabalya, nella Striscia di Gaza settentrionale, la scorsa settimana. AFP/BASHAR TALEB Funzionari statunitensi e israeliani hanno confermato i contatti con la Somalia e il Somaliland, mentre gli americani hanno confermato anche quelli con il Sudan. Hanno affermato che non era chiaro quali progressi fossero stati compiuti o a quale livello si fossero svolte le discussioni. Funzionari della Somalia e del Somaliland hanno dichiarato all’AP di non essere a conoscenza di tali contatti. L’interesse del MAGA L’iniziativa politica statunitense Project 2025, allineata al MAGA, pubblicata dalla conservatrice Heritage Foundation nel 2022 e ampiamente considerata come un progetto per il secondo mandato di Trump, ha invitato gli Stati Uniti a riconoscere il Somaliland “come una protezione contro il deterioramento della posizione degli Stati Uniti a Gibuti” e come mezzo per contrastare “le attività malevole della Cina” in Africa. Lo scorso agosto, il senatore statunitense Ted Cruz ha esortato in una lettera Trump a riconoscere il Somaliland, sottolineandone il ruolo nel contrastare la Cina e citando gli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. L’interesse degli Emirati Arabi Uniti Nell’ottobre 2024, il sito web di notizie filo-qatariota Middle East Monitor ha riferito che Israele ha segretamente contattato il Somaliland, situato dall’altra parte del Golfo di Aden rispetto alla città yemenita di Aden, con una proposta che avrebbe avvantaggiato entrambe le parti: Israele avrebbe istituito una base militare in Somaliland che gli avrebbe permesso di attaccare e scoraggiare gli obiettivi Houthi, in cambio del riconoscimento formale del paese e di investimenti finanziari in esso. Firma degli Accordi di Abramo tra Bahrein, Israele, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti a Washington, settembre 2020. TOM BRENNER / REUTERS Secondo il rapporto, che si basa su fonti diplomatiche, gli Emirati Arabi Uniti stanno mediando tra i due paesi e non solo hanno convinto il Somaliland a consentire la costruzione della base militare, ma la finanzieranno anche. Gli Emirati Arabi Uniti, firmatari degli Accordi di Abramo del 2020 con Israele, hanno un chiaro interesse in un accordo di questo tipo, poiché gli Houthi sono diventati una minaccia alla sicurezza anche per loro e le forze militari israeliane in Somaliland li aiuteranno sicuramente a combatterli. Negli ultimi anni, il Somaliland ha permesso agli Emirati Arabi Uniti di utilizzare il porto di Berbera e il suo aeroporto come base per la loro attività militare nello Yemen, in cambio di un investimento di 440 milioni di dollari nel porto di Berbera, secondo i media stranieri. La mediazione degli Emirati Arabi Uniti fa seguito alla loro cooperazione militare con Israele: i due paesi avrebbero infatti istituito una base congiunta militare e di intelligence sull’arcipelago di Socotra, una delle isole più remote ed ecologicamente diversificate al mondo, situata nel Golfo di Aden vicino allo Yemen. https://www.haaretz.com/world-news/asia-and-australia/2025-12-28/ty-article-magazine/.premium/why-is-israel-of-all-un-member-states-the-first-nation-to-recognize-somaliland/0000019b-64fa -d946-a7df-fefa9e570000?utm_source=mailchimp&utm_medium=Content&utm_campaign=israel-at-war&utm_content=dd0cc8762c Traduzione a cura di AssopacePalestina Non sempre AssopacePalestina condivide gli articoli che pubblichiamo, ma pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire.