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Bologna. Mercoledi presidio in Prefettura per la liberazione di Mohamed Shahin
Mohamed Shahin libero! Appuntamento mercoledì 10 dicembre alle ore 18 sotto la Prefettura di Bologna. Mohamed Shahin – imam di Torino – è rinchiuso in un CPR in attesa di espulsione a seguito di una campagna politica vergognosa. La stessa procura di Torino ha rapidamente archiviato il fascicolo su Shahin […] L'articolo Bologna. Mercoledi presidio in Prefettura per la liberazione di Mohamed Shahin su Contropiano.
December 9, 2025
Contropiano
La lezione di Genova
Da quasi 60 anni le cariche contro gli operai in una manifestazione con CgilCislUil segnano il superamento di una linea rossa che quasi nessun governo ha osato oltrepassare. L’ultimo episodio rilevante erano state le cariche contro i metalmeccanici della Fiom, a Roma, guidati da Maurizio Landini, il 30 ottobre del […] L'articolo La lezione di Genova su Contropiano.
December 5, 2025
Contropiano
A Genova lacrimogeni contro gli operai in sciopero
Oggi a Genova è una giornata di sciopero generale dei metalmeccanici iniziato con il concentramento degli operai in piazza Massena, raggiunta dai lavoratori dell’ex Ilva, che da lunedi presidiano piazza Savio con i mezzi da lavoro bloccando viale Guido Rossa. Alle 9 dai Giardini Melis è partito il corteo con […] L'articolo A Genova lacrimogeni contro gli operai in sciopero su Contropiano.
December 4, 2025
Contropiano
Milano. Fermiamo la complicità del governo con il genocidio. Venerdi manifestazione in Prefettura
Venerdì 19 settembre ore 18 saremo sotto la prefettura di Milano in Piazza 11 Settembre per denunciare la complicità del governo Meloni con il genocidio del popolo palestinese, pretendendo embargo e sanzioni e la rottura di ogni relazione – politica, economica e militare – con  Israele. Denunciamo allora la connivenza […] L'articolo Milano. Fermiamo la complicità del governo con il genocidio. Venerdi manifestazione in Prefettura su Contropiano.
September 18, 2025
Contropiano
Una zona rossa è per sempre
Nuova ordinanza della Prefettura per rinnovare il provvedimento sull'area di piazza XX Settembre e sulla Bolognina. Intanto Fdi rinnega l'accordo Comune-Viminale sulla sicurezza in Bolognina, il Pd s'affanna a rivendicarlo. E sul Cpr "decide il Governo", dice il sindaco.
September 16, 2025
Zic.it | Zeroincondott★
TAV tra milioni, polizia e teatrini: la farsa continua in Prefettura
Mentre si cerca di presentare una Valle pacificata, l’apparato politico-industriale a sostegno dell’opera Tav Torino-Lione si riorganizza attraverso l’ennesimo incontro in Prefettura, volto a rafforzare il controllo poliziesco del territorio […] The post TAV tra milioni, polizia e teatrini: la farsa continua in Prefettura first appeared on notav.info.
August 7, 2025
notav.info
Si è conclusa la prima Local march for Gaza sul Cammino di Oropa
Biella, 16 Luglio 2025 – Si è conclusa il 14 luglio la “Local March for Gaza”, una mobilitazione che ha visto centinaia di persone marciare da Oropa a Milano, portando un messaggio di pace e solidarietà per il popolo palestinese e chiedendo azioni concrete al Governo italiano. La marcia, nata da un appello sul web, ha raccolto 509 firme autografe durante le soste nei 14 paesi attraversati, per una petizione che chiede il cessate il fuoco immediato e permanente a Gaza, la sospensione delle esportazioni di armi verso Israele e un accesso umanitario illimitato nella Striscia di Gaza. La “Local March for Gaza” ha attraversato valli e pianure, coinvolgendo diverse comunità locali e ottenendo il supporto di sindaci, come il Sindaco di Viverone – Massimo Pastoris -,la sindaca di Magnano – Anna Grisoglio – , il  sindaco di Sordevolo – Riccardo Lunardon – fino alla Sindaca di Santhià – Angela Ariotti. Il Comune di Ivrea ha dato il proprio patrocinio all’iniziativa e, tra i primi firmatari dell’appello spicca Patrizia Dal Santo, vicesindaca di Ivrea. In cinque giorni di cammino, dal 10 al 14 luglio, circa 160 pellegrini hanno partecipato attivamente, attraversando luoghi significativi e organizzando soste con letture, dibattiti e momenti di condivisione. Tra le tappe toccate figurano Oropa, Pollone, Sordevolo, Graglia, Netro, Donato, Sala Biellese, Torrazzo, Magnano, Zimone, Viverone, Roppolo, Santhià e Mortara, prima di arrivare a Milano. Momenti salienti della marcia hanno incluso la calorosa accoglienza delle amministrazioni locali e delle associazioni Proloco, l’emozionante partecipazione di cittadini di ogni età, e la testimonianza di figure di spicco. A Donato la processione laica è stata accolta dalla banda del paese, per poi precederla suonando fino alla piazza principale dove scuole, associazioni locali, commercianti e Sindaco attendevano per un caloroso e accorato saluto e il ristoro. Momenti emozionanti anche a Magnano e a Viverone, dove l’accoglienza ha previsto musica al pianoforte, lettura di poesie sul tema della guerra e persone che vedendo la processione e scoperte le finalità hanno raggiunto il corteo in piazza per firmare. A Sala la Casa della Resistenza ha accolto i pellegrini con un sentito discorso di Luciano Zani, storico operatore del museo, aperto per l’occasione. Luciano Zani tra le altre cose ha detto che “i palestinesi oggi lottano per la liberta’ e l’ indipendenza e il diritto a uno stato sovrano per affermare la loro identita’nazionale e il diritto alla autodeterminazione cosi’ come fecero i partigiani durante la resistenza”. Paolo Naldini, scrittore e attivista, ha condiviso la sua esperienza durante la Global March To Gaza, mentre Luca Giacone del coordinamento “Biellesi per la Palestina Libera” ha presentato il rapporto di Francesca Albanese, relatrice ONU per i Territori Palestinesi. A Magnano Guido Dotti del monastero di Bose ha consegnato un messaggio accorato sull’urgenza di fermare il genocidio in corso: “Proseguite il cammino di questa marcia, continuate, continuiamo in ciò che è giusto, nonostante la lacerante sofferenza del misurare la nostra incapacità di prevenire e poi fermare il male assoluto che sta avvenendo sotto gli occhi del mondo e sotto i nostri occhi a Gaza”. La marcia ha visto la partecipazione e il supporto di organizzazioni come l’ANPI a Santhià e Mortara. Il quinto e ultimo giorno, il 14 luglio, una delegazione della marcia si è recata alla Prefettura di Milano per consegnare le firme raccolte. Ettore Macchieraldo e Nazarena Lanza, ricevuti dal Viceprefetto, riportano: “Siamo stati ricevuti dalla Prefettura dal dottor Paternoster, a cui abbiamo consegnato l’elenco di 509 firme per la petizione raccolte nei 4 giorni di marcia.  C’è stato anche un breve confronto, in cui ha detto che condivide quello che chiediamo, così come sostiene che lo Stato italiano sia rispettoso dell’articolo 11 della Costituzione. Abbiamo risposto argomentando che in questo momento non è così, a quel punto ha aggiunto che come cittadino firmerebbe la petizione. Glielo abbiamo chiesto ma, nella sua funzione di Vice  Prefetto, non lo ha potuto fare.” Gli organizzatori hanno sottolineato che, al di là dell’impatto diretto sulla politica, l’iniziativa ha creato una piattaforma per esprimere dissenso contro il genocidio a Gaza e ha promosso condivisione e speranza. La “Local March for Gaza”, nata nel Biellese sul Cammino di Oropa ma con vocazione a essere riproposta da altri cammini in Italia, è stata un chiaro segnale di come la società civile italiana sia pronta a mobilitarsi per i diritti umani in Palestina e nel mondo, ribadendo l’importanza che il nostro Paese promuova la pace e interrompa la vendita di armi a Israele e ad altri paesi in guerra, come sancito dalla nostra Costituzione. L’iniziativa ha trovato il supporto pratico e ideale di Movimento Lento, associazione che promuove il viaggio a piedi e in bicicletta. La newsletter dell’associazione prevede un’uscita monografica sul successo di questa prima, speriamo di una lunga serie, Local March for Gaza. Per ulteriori dettagli sulla marcia, è possibile consultare gli articoli e i resoconti giornalieri sui siti: localmarchforgaza.it (sezione contenuti) Contatti adesioni@localmarchforgaza.it Redazione Piemonte Orientale
July 16, 2025
Pressenza
La consegna – il quinto giorno della Local march for Gaza a Milano
Il quinto giorno, 14 luglio, è previsto che una delegazione della Local March for Gaza si rechi in Prefettura a Milano, per consegnare le firme raccolte durante il cammino. In queste settimane abbiamo provato a fissare un appuntamento tramite email, pec e chiamate, senza successo. Partiamo separati, perché il gruppo a piedi è all’Ostello Olinda, al Parco del Paolo Pini, a Milano tra Affori e la Comasina. Si tratta di un luogo rigenerato, un ex manicomio restituito alla città, nello splendido parco dove ora ci sono orti, un teatro, una pizzeria e anche un ostello.  Il gruppo di ciclisti ha passato la notte a Mortara ospitato da Brigitte, e, nel frattempo, arriva anche Michele, il marito di Anna. La mattina presto, alle 6:00 am, il gruppo dei ciclisti si incolonna verso Milano. Parte come sestetto che comprende due mortaresi, da Vigevano si aggiunge il settimo componente. Lo ha raccontato bene Adriano QUI. In principio si percorrono strade pericolose, con molte auto che, essendo lunedì, puntano su Milano. Sono tante, imbottigliate e la stragrande maggioranza con una sola persona per veicolo. A un certo punto iniziano le ciclabili, come quelle splendide che seguono il Naviglio Grande. Lasciato  il Naviglio ci infiliamo nelle vie di Milano, incomprensibili per i non milanesi. Il gruppo di camminatori invece prende il tram. Ci rechiamo all’appuntamento in Piazza Cavour, dove ci ricongiungeremo con i ciclisti e alcune famiglie che desiderano raggiungerci per firmare la petizione della nostra “local march” biellese. Difficile trovare un luogo da “presidiare” nella piazza, ci spostiamo nel parco. L’installazione di cavalieri in ferro battuto al centro del parco, in uno spazio non curato (l’erba è alta e secca), ci appare come una rivelazione: avvicinandoci scopriamo dalla targhetta che l’opera si chiama “I 4 Cavalieri dell’Apocalisse e il Bianco Cavallo della Pace”. Installiamo le bandiere Palestinesi sulle spade dei cavalieri e vestiamo il “bianco cavallo” con una kefiah. Ci fermiamo a contemplare “l’opera”, come fosse un segno divino. La giusta tappa finale della nostra processione laica? Anche i passanti notano, fermandosi a fotografare. Poco dopo arrivano i ciclisti, ci ricongiungiamo. Saluti e qualche aggiornamento reciproco. Senza appuntamento concordato ci muoviamo verso la Prefettura, a dieci minuti a piedi dai giardini di Porta Venezia. Prima di consegnare le firme, però, facciamo delle copie. Sono 509 in tutto, teniamo le originali. Nel frattempo si muove un certo numero di personale di polizia, attratti dalle bandiere palestinesi e dall’aggregazione delle persone in delegazione. Nazarena e Alessandra ottengono l’appuntamento con un funzionario della Prefettura. Entriamo in due, lasciamo documenti e bandiera in guardiola e veniamo gentilmente accompagnati nell’ufficio del Vice Prefetto aggiunto Dott. Giuseppe Nicolo`Paternoster. Ci chiede delle specifiche sull’iniziativa, redige un verbale e, presa la copia delle 509 firme, ci assicura che saranno “consegnate ai piani alti”. Condivide lo scopo e le modalità dell’iniziativa.   Non crediamo che portare le firme all’attenzione delle autorità cambierà il loro agire, ma siamo profondamente convinti che questa iniziativa sia stata importante. Attraversando i paesi del cammino siamo stati accolti da tante persone che, pur non camminando, volevano “esserci” e lasciare la propria firma. Un modo per dire con urgenza “non in mio nome”, un appiglio per non sentirsi impotenti di fronte all’enormità delle responsabilità del nostro Paese in questo genocidio. Altre persone hanno chiesto di iniziare una raccolta firme nel loro paese, di organizzare un evento. La petizione è stata letta pubblicamente una ventina di volte, tutti e 509 i firmatari la conoscono. Vogliamo che il nostro Paese interrompa la vendita di armi e che consideri i paesi, invece che le armi. Vogliamo ritrovare umanità e fiducia nelle istituzioni, locali e internazionali. Crediamo che i cittadini abbiano il diritto di esprimersi; subire, perlopiù in solitudine, il continuo flusso di notizie terribili senza organizzare una – o più di una – risposta sia tra le cose peggiori che ci possa succedere. Attraversando i paesi abbiamo colto un forte bisogno di stare insieme e di dire che è inaccettabile quello che sta succedendo a Gaza. Il solo trovare una forma per esprimerlo è un primo passo per sollevarsi, per generare speranza.   Ettore e Nazarena Redazione Piemonte Orientale
July 14, 2025
Pressenza