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Il lavoro ripudia la guerra
Segnaliamo che venerdì 20 marzo dalle 17.30 presso la sala Xenia di in Riva Tre Novembre a Trieste si terrà il convegno intitolato “Il lavoro ripudia la guerra, sciopero e obiezione di coscienza”, con la partecipazione dell’avvocato Carlo Guglielmi e Simone D’Aversa del Gruppo Autonomo Portuali di Livorno e la moderazione di Loredana Gec, operatrice culturale. Si possono prenotare posti in sala al numero 3516944186, solo attraverso messaggi su whatsapp. Redazione Friuli Venezia Giulia
March 19, 2026
Pressenza
Cori fascisti e banalizzazione del fenomeno
A Trieste in locali attigui al PalaSport, dopo la partita di pallacanestro di sabato 14 marzo si sono verificati alcuni episodi sgradevoli, sia pure (fortunatamente) senza conseguenze gravi per le persone. Ricostruiamo sinteticamente quanto accaduto. Dopo che si erano levati cori inneggianti al regime fascista ed essendo stato fatto notare che questi canti e slogan rimandano a un periodo nefasto per il nostro Paese, caratterizzato da persecuzioni e morte, è sorto un diverbio con parole pesanti e spintoni contro chi lo aveva segnalato, peraltro in modo civile. Solo pochi hanno percepito questi cori almeno come inopportuni. Tutto ciò invita a ragionare sulla banalizzazione e sullo sdoganamento di cui il fascismo sta godendo, ormai da anni e in tutta Italia, presso le più svariate tifoserie che usano lo stadio o il palazzetto dello sport per scopi politici e/o per rinsaldare un mal riposto spirito di gruppo. Tra coloro che hanno dato vita a questi cori (lo sottolineiamo per correttezza e per non ingenerare equivoci) non c’era nessuno dei tifosi della curva nord (basket), sempre distintasi per vicinanza solo sportiva alla squadra. Denunciamo con inquietudine quanto avvenuto lo scorso sabato e lo prendiamo come ennesimo campanello di allarme. Questo si unisce, nel caso triestino, a preoccupanti manovre societarie (dei “padroni dello sport”) che hanno portato alla drammatica crisi di una gloriosa squadra di calcio e alle difficoltà in altri settori. Occorre prestare attenzione a tutte queste dinamiche su cui si dovrebbe intervenire maggiormente per rendere più serena la fruizione di importanti momenti sportivi -che sono non trascurabili fatti di società- ma anche per agire in direzione di una cultura degli sport che ne contrasti l’uso strumentale da parte di certi tifosi e di ben chiare forze politiche. Gianluca Paciucci Partito della Rifondazione Comunista (Trieste) Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
March 18, 2026
Pressenza
Presidio 14 marzo 2026, Piazza della Borsa – Assemblea permanente contro guerre e riarmo
L’Assemblea permanente contro guerre e riarmo (Trieste) invita a un presidio sabato 14 marzo 2026 dalle 16.00 alle 18.00 in Piazza della Borsa (Trieste). Quattro anni dopo l’aggressione della Russia all’Ucraina e dopo i crimini israeliani a Gaza (ma non dimenticando le guerre in altri continenti, Africa subsahariana, Asia, etc.), il precario equilibrio mondiale è stato ulteriormente sconvolto dalla politica aggressiva degli Stati Uniti contro il Venezuela e ora, con il sostegno israeliano e la complicità di molti Paesi europei, contro l’Iran, in un conflitto che ormai investe tutta la regione. L’Assemblea permanente contro guerre e riarmo invita a manifestare con gli slogan No alle guerre! No ai bombardamenti sull’Iran! Sì alla liberazione del popolo iraniano! Né shah né mullah! Le devastazioni e le stragi causate in Iran non aiutano la liberazione del popolo iraniano dalla sanguinaria oppressione/repressione del regime teocratico. La liberazione dalla tirannia è nelle mani dei soli iraniani e iraniane, cui portiamo la nostra solidarietà. Assemblea permanente contro guerre e riarmo (Trieste) Redazione Friuli Venezia Giulia
March 13, 2026
Pressenza
No all’IMEC! – No al porto di Trieste base di Nato e Israele!
Il 17 marzo il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà a Trieste per suggellare la candidatura del nostro porto a principale collegamento tra l’Europa e il regime sionista attraverso il corridoio IMEC. Al convegno parteciperanno esponenti diplomatici e personalità politiche di tutti i paesi coinvolti, compresi Stati Uniti e Israele. Il piano prevede di legare il porto di Trieste con quello di Haifa, principale infrastruttura militare marittima di “Israele”, in aperta sfida agli interessi cinesi nel Mediterraneo. In questo modo, il nostro scalo verrebbe trasformato in un avamposto strategico della NATO.  Trasformare Trieste in un porto militare significa renderla un potenziale obiettivo di guerra, mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti i cittadini. Queste scelte bellicose non rappresentano solo un pericolo concreto per la nostra incolumità, ma violano anche la neutralità e la demilitarizzazione stabilite dalla Risoluzione 16/1947 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e dal Trattato di Pace di Parigi del 1947, attraverso l’istituzione del Territorio Libero di Trieste. Nessun futuro economico, solo crisi e militarizzazione A fronte di questi gravissimi rischi, cosa ci viene offerto? L’IMEC non prospetta alcuna reale crescita economica per Trieste, già in piena crisi e ridotta a un cimitero di fabbriche. Il progressivo assoggettamento del porto alla logica della NATO e il sistematico rifiuto della sua internazionalizzazione – prevista dal Trattato di Pace – stanno condannando il futuro economico della città. Il governo Meloni, in cambio della nostra trasformazione in base militare, ci offre solo una crisi industriale senza fine. Smantellamento del tessuto produttivo e trasformazione in avamposto bellico vanno di pari passo, entrambi rispondono a logiche estranee ai nostri interessi. Mobilitiamoci contro la terza guerra mondiale È il momento di mobilitarci per respingere la volontà del governo di trasformare il nostro porto e il nostro territorio in una base strategica al servizio dell’imperialismo USA, dei sionisti e delle potenze della NATO, cioè delle forze responsabili della deriva globale verso la terza guerra mondiale. Non vogliamo che la nostra città venga utilizzata come retroterra per il genocidio in Palestina, per il conflitto con la Russia e per le aggressioni statunitensi e sioniste, come oggi stiamo drammaticamente vedendo in Iran e in tutto il Medio Oriente. I nostri soldi siano spesi per la sanità, la scuola, per le pensioni e i salari, non per i profitti dei produttori di armamenti. DIAMO IL MALVENUTO A CHI VOREBBE TRASFORMARCI IN UN BASTIONE MILITARE- PRESIDIO IL 17/3 ALLE ORE 17:30 IN PIAZZA GRANDE/UNITA! COMITATO NO IMEC Coordinamento No Green Pass e Oltre Fronte della Primavera Triestina Partito Comunista Partito dei CARC Socialismo Italico Tavola per la pace FVG Redazione Friuli Venezia Giulia
March 12, 2026
Pressenza
Iniziative referendarie (Aurisina e Sottolongera) del Partito della Rifondazione Comunista
Il Partito della Rifondazione Comunista (Trieste), in collaborazione con la Società civile per il NO al referendum costituzionale, organizza due incontri dal titolo “Giudici condizionati dalla politica? No, grazie”: il 12 marzo alle ore 18.30 presso la Casa della pietra ad Aurisina (Strada Provinciale n° 1) interverrà Daniele Dovenna (segreteria Federazione PRC di Trieste e membro del Comitato per la Difesa della Costituzione); il 13 marzo alle ore 18.00 presso la Casa del popolo “Giorgio Canciani”a Sottolongera (via Masaccio n° 24) interverrà Gianluca Schiavon, responsabile nazionale giustizia di Rifondazione Comunista. Le cittadine e i cittadini sono invitate/i a intervenire per poter discutere insieme sulla cosiddetta riforma Nordio-Meloni che, insieme ad altri provvedimenti (premierato, legge elettorale, autonomia differenziata), potrebbe segnare un punto di non ritorno verso la costruzione di uno Stato autoritario. Gianluca Paciucci segretario provinciale PRC (Trieste) Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
March 11, 2026
Pressenza
Solidarietà a Cuba!
Al criminale blocco navale ed economico imposto dall’imperialismo USA a Cuba rispondiamo con la solidarietà. Stiamo raccogliendo medicinali e materiale sanitario da destinare alla popolazione cubana. Unisciti! Per la raccolta ci trovi • ogni LUNEDI’ di marzo 2026 in via del Bosco 3, Trieste – dalle 17 alle 19 • ogni GIOVEDI’ di marzo 2026 in via del Bosco 12/C, Trieste – dalle 17 alle 19 Non portare medicinali che necessitano basse temperature per la loro conservazione. Porta solo confezioni integre, ben conservate, non scadute né a scadenza breve. LA SOLIDARIETÀ È UN’ARMA, USIAMOLA! Coordinamento No Green Pass e Oltre Redazione Friuli Venezia Giulia
March 11, 2026
Pressenza
Proteggere Piazza Libertà
Martedì 17 febbraio abbiamo appreso dal social Trieste Café l’intenzione del gruppo Forza Nuova di chiedere alla Questura di Trieste l’autorizzazione a una manifestazione in Piazza Libertà alle ore 19 del 20 marzo. La richiesta è stata accompagnata dalla divulgazione di un manifesto pieno di violenza razzista. Come tutti sanno in città proprio in quell’ora, in Piazza Libertà si trova regolarmente ogni giorno l’ODV Linea d’Ombra, insieme alla rete di “Fornelli resistenti”, i cui gruppi provengono da tutta Italia, ad altri gruppi di cittadini, scout, studenti e studentesse, universitari, per accogliere i migranti della Rotta balcanica che giungono spesso in condizioni di sofferenza anche grave. È fin troppo evidente l’intenzione provocatoria di quest’associazione politica di matrice fascista: trasformare un luogo divenuto ormai da anni un centro di incontro, accoglienza e solidarietà fra cittadini italiani ed europei e chi proviene lungo la Rotta balcanica da paesi tormentati da guerre, carestie, crisi ambientali e violenze di ogni genere, in un luogo di odio e di violenza. Linea d’Ombra, insieme ad altre associazioni e cittadini, ha avviato una raccolta di firme, che ha quasi raggiunto la quota di cinquemila (tra cui oltre cento realtà associative) per chiedere, a chi ne ha il compito istituzionale, di preservare Piazza Libertà come luogo di incontro e di amicizia fra popoli, di cui oggi c’è un disperato bisogno. Lorena Fornasir (Presidente Linea d’Ombra ODV) Redazione Friuli Venezia Giulia
March 9, 2026
Pressenza
Musei a Servola: il Comune trovi i fondi per la riapertura
La notizia dell’inagibilità dell’edificio in Via dei Giardini a Trieste, e quindi della conseguente chiusura dei due musei ivi ospitati – il modellismo ferroviario e i presepi – suscita preoccupazione a Servola e, di rimando, in tutta la città. L’edificio fino ad alcuni decenni fa ospitava la Scuola elementare “Damiano Chiesa” e, prima ancora, un Istituto di avviamento agrario (fortemente legato ad un territorio all’epoca ancora adibito per una parte consistente alle attività agricole). Dopo la soppressione della Scuola, l’edificio divenne sede museale e delle Associazioni che gestiscono i due musei, le quali contribuiscono allo sviluppo culturale del territorio. Sono piccoli musei, di nicchia come si suol dire, ma che si occupano di tematiche specifiche, e unici sul territorio, raggiungendo un pubblico ben al di là dei confini provinciali. Servola è per Trieste un rione periferico, ancora più dal punto di vista politico che da quello geografico. Dagli anni ’60 è stato assorbito nella cerchia urbana della città e negli ultimi decenni ha subito un declino di vivibilità che non ha suscitato l’interessamento –se non marginale– della politica cittadina. Unica eccezione, la Ferriera e l’inquinamento da essa prodotto, che ha cannibalizzato l’attenzione dei politici di turno, oscurando la visione (e quindi la risoluzione) di ogni altro problema. Dalla dismissione della Ferriera le cose non sono cambiate: nel corso delle campagne elettorali si sono sentite roboanti proposte, poi finite nel dimenticatoio a urne chiuse. Uniche eccezioni, a piccolo onore degli amministratori della città, un interesse a promuovere alcune iniziative sul territorio (“Servola sotto le stelle”, i festeggiamenti per San Martino, un sostegno allo storico Carnevale…) e l’elaborazione di alcuni progetti di pianificazione territoriale (“Scintille”, “Fenice”…) che al momento, però, rimangono solo sulla carta. E poco altro. Il tessuto sociale ha comunque resistito grazie alle organizzazioni presenti, assieme ai commercianti e agli esercenti (superstiti alle chiusure degli ultimi anni). I due musei fanno parte di una preziosa rete di operatori del territorio –sociali, culturali e ricreativi– che fanno di Servola un rione unico, comunque vivace pur nelle difficoltà. La loro chiusura è un duro colpo e lo sarebbe anche il loro spostamento in altra sede. Occorre che il Comune trovi delle risorse per mettere in sicurezza e ristrutturare l’edificio di Via dei Giardini, che peraltro negli ultimi anni non è stato interessato da importanti lavori di manutenzione. Occorre che il Comune sposti la sua attenzione dal centro cittadino ai rioni periferici. A Servola, oltre a questo dei due musei, sono decine i problemi da risolvere: 35 di questi sono stati raccolti nel dossier “Un’idea per una Servola migliore”, illustrato in un sopralluogo del Sindaco Dipiazza il 19 febbraio 2021. Al di là delle buone intenzioni, è rimasto praticamente tutto lettera morta. Occorre un interesse serio e un impegno produttivo per lo sviluppo di Servola. Circolo PRC di Servola – Chiarbola “Jure Canciani” Krožek SKP za Škedenj in Čarbolo “Jure Canciani” Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
March 8, 2026
Pressenza
“Capire le migrazioni internazionali”: terzo incontro sul ritorno dei muri e dei confini in Europa
Prosegue a Trieste la terza edizione del ciclo formativo Capire le migrazioni internazionali, promosso da ICS, ASGI, Articolo 21 e Fondazione Luchetta, in collaborazione con il SAI di Trieste, l’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Assostampa FVG e il Circolo della Stampa di Trieste. Il terzo incontro, intitolato “La linea del confine: il ritorno dei muri e dei confini in Europa”, propone una riflessione sulle trasformazioni in atto nelle politiche migratorie globali ed europee, con particolare attenzione al ruolo crescente delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nei processi che determinano chi può oltrepassare i confini. Ospite principale sarà Fabio Chiusi, giornalista e ricercatore specializzato nelle conseguenze sociali dell’automazione e dell’IA, autore del saggio “La fortezza automatica. Se l’IA decide chi può varcare i confini” (Bollati Boringhieri, 2025). Nel volume Chiusi analizza come le frontiere contemporanee non siano più soltanto linee geografiche, ma veri e propri spazi di sperimentazione tecnologica, dove droni, sensori, sistemi di riconoscimento facciale e algoritmi intervengono – o ambiscono a intervenire – in decisioni tradizionalmente affidate a istituzioni e operatori umani. Tecnologie che, lungi dall’essere neutre, possono generare nuove forme di esclusione, rafforzare pratiche discriminatorie e indebolire la tutela dei diritti proprio nelle aree in cui dovrebbero essere maggiormente garantiti. Accanto a Chiusi interverrà Caterina Bove, avvocata di ASGI, che approfondirà le implicazioni giuridiche e costituzionali dell’uso di sistemi automatizzati nella gestione delle frontiere e delle politiche di asilo. L’analisi si concentrerà sull’impatto di strumenti quali la sorveglianza automatizzata, l’analisi predittiva dei dati e i processi decisionali basati su algoritmi su diritti fondamentali come la privacy, la non discriminazione e il diritto a un’effettiva tutela giurisdizionale, con riferimento alle normative nazionali ed europee. L’incontro intende offrire un quadro ragionato delle dinamiche che stanno rimodellando l’idea stessa di confine: dai muri fisici e legislativi alle cosiddette “fortezze intelligenti”, fino alle controversie normative legate all’uso crescente dell’intelligenza artificiale nei processi che regolano la mobilità delle persone. L’incontro si svolgerà martedì 10 marzo dalle ore 17 alle ore 19 presso la Sala Alessi del Circolo della Stampa di Trieste (Corso Italia 13). L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Redazione Friuli Venezia Giulia
March 8, 2026
Pressenza
Proteggere Piazza Libertà
-------------------------------------------------------------------------------- Trieste, Piazza Libertà (foto Nika Viq) -------------------------------------------------------------------------------- Martedì 17 febbraio abbiamo appreso dal social Trieste Café l’intenzione del gruppo Forza Nuova di chiedere alla Questura di Trieste l’autorizzazione a una manifestazione in Piazza Libertà alle ore 19 del 20 marzo. La richiesta è stata accompagnata dalla divulgazione di un manifesto pieno di violenza razzista. Come tutti sanno in città proprio in quell’ora, in Piazza Libertà si trova regolarmente ogni giorno l’ODV Linea d’Ombra, insieme alla rete di “Fornelli resistenti”, i cui gruppi provengono da tutta Italia, ad altri gruppi di cittadini, scout, studenti e studentesse, universitari, per accogliere i migranti della Rotta balcanica che giungono spesso in condizioni di sofferenza anche grave. È fin troppo evidente l’intenzione provocatoria di quest’associazione politica di matrice fascista: trasformare un luogo divenuto ormai da anni un centro di incontro, accoglienza e solidarietà fra cittadini italiani ed europei e chi proviene lungo la Rotta balcanica da paesi tormentati da guerre, carestie, crisi ambientali e violenze di ogni genere, in un luogo di odio e di violenza. Linea d’Ombra, insieme ad altre associazioni e cittadini, ha avviato una raccolta di firme, che ha quasi raggiunto la quota di cinquemila (tra cui oltre cento realtà associative) per chiedere, a chi ne ha il compito istituzionale, di preservare Piazza Libertà come luogo di incontro e di amicizia fra popoli, di cui oggi c’è un disperato bisogno. -------------------------------------------------------------------------------- Lorena Fornasir (Presidente Linea d’Ombra ODV) -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Proteggere Piazza Libertà proviene da Comune-info.
March 5, 2026
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