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Il Perù abolisce la parità di genere
In controtendenza rispetto alle tendenze mondiali, il Ministero dell’Istruzione del Perù è passato dalla “parità di genere” alle “opportunità tra uomini e donne” tramite la risoluzione viceministeriale n. 085-2026-MINEDU che approva le “linee guida per l’educazione sessuale su base scientifica, biologica ed etica” per tutti gli istituti scolastici del Paese. La risoluzione ordina di eliminare ogni riferimento all’educazione sessuale integrale (ESI) istituita dal 2021. La risoluzione si basa sulla Legge n. 32535 promossa dalla deputata Milagros Jáuregui (del gruppo Renovación Popular) e approvata dal Congresso della Repubblica con 79 voti a favore nel 2025. All’epoca, la direttrice del Master in Studi di Genere della PUCP, Mag. Marisol Fernández, aveva sottolineato che adottare un approccio basato sulle pari opportunità, escludendo quello di genere, costituisce un “grave passo indietro” perché con il nuovo approccio “ci si ferma a un livello molto superficiale e formale, tralasciando l’esistenza di relazioni storiche di potere e subordinazione basate sul sesso, sul genere e sull’orientamento sessuale”. Oggi la norma è nuovamente criticata dalle organizzazioni per i diritti umani perché si ritiene che, inoltre, «privi di protezione le persone di diversità sessuale e rafforzi la discriminazione». «L’uguaglianza di genere è una priorità mondiale dell’UNESCO. In tutto il mondo, 133 milioni di bambine e 140 milioni di bambini non frequentano la scuola. Le donne continuano a rappresentare quasi i due terzi degli adulti che non sanno leggere», sottolinea questa istituzione sul suo sito web, evidenziando l’importanza dell’approccio di genere come strategia per l’uguaglianza di genere nell’istruzione e attraverso l’istruzione».   Redacción Perú
May 20, 2026
Pressenza
SCUOLA: LE NUOVE DIRETTIVE DI VALDITARA SONO L'”ENNESIMA COMPRESSIONE DELLA LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO”
Bocciatura automatica con il 5 in condotta, arresto in flagranza per chi provoca lesioni ai docenti e consenso preventivo scritto dei genitori per l’educazione sessuo-affettiva a scuola. Sono le disposizioni comunicate oggi, mercoledì 30 aprile, dal Ministro dell’Istruzione Valditara al termine del Consiglio dei Ministri. Disposizioni che seguono la nota fatta circolare ieri tra gli istituti scolastici in materia di “assegnazione delle verifiche in classe e dei compiti da svolgere a casa” e che si iscrivono in un quadro più ampio di riforme che sembrano confermare un’idea di scuola tanto repressiva quanto moralista, al cui centro si colloca la consueta crociata contro la fantomatica “teoria gender”. “La direzione è sempre la stessa – afferma ai nostri microfoni Gianna Fracassi, segreteria nazionale Flc Cgil – da un lato quella di una torsione autoritaria, tutta schiacciata sul versante repressivo e non sulla prevenzione degli episodi di violenza e bullismo, dall’altra, è l’ennesima compressione della libertà di insegnamento“. C’è poi il decreto Pnrr-Scuola, attualmente all’esame della Commissione Cultura del Senato. La misura, decisamente peggiorativa rispetto alla legge attuale (che prevede l’alternanza scuola lavoro solo nell’ultimo biennio degli istituti tecnici) è contenuta in uno degli allegati al decreto e testualmente cita: “Nel primo biennio, oltre alle attività orientative collegate al mondo del lavoro e delle professioni, è possibile realizzare, a partire dalla seconda classe, i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento”, cioè i Pcto che è la definizione data per l’alternanza scuola lavoro. In altre parole, permetterà di entrare in azienda già a 15 anni. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Gianna Fracassi, Segreteria nazionale Flc Cgil Ascolta o scarica
April 30, 2025
Radio Onda d`Urto